Truffa, bancarotta e corruzione. Nei guai gli imprenditori baresi Antro: maxi sequestro da 35 milioni di euro

Beni per 35 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari a due fratelli imprenditori edili baresi, Erasmo e Alivero Antro, attivi nel settore edilizio.

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari, sezione misure di prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica. I destinatari della misura di prevenzione sono stati interessati, negli anni, da diversi procedimenti penali per truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta, conclusisi, in molti casi con sentenza di non doversi procedere per prescrizione dei reati.

Tra questi procedimenti vi è quello relativo alla truffa da circa 20 milioni di euro ai danni della Provincia di Bari, anch’esso conclusosi con la prescrizione. Gli inquirenti, dopo aver rilevato la spiccata propensione dei due imprenditori a commettere reati in modo abituale, li hanno ritenuti ‘socialmente pericolosi’ ed hanno compiuto a loro carico accertamenti patrimoniali.

Dalle indagini è emerso – secondo l’accusa – che i proventi delle attività delittuose erano stati impiegati per accumulare ricchezze. E’ stato quindi ritenuto che la loro capacità reddituale lecita e quella dei loro familiari non fosse tale da giustificare l’acquisizione di numerosi beni immobili. Sono quindi finiti sotto sequestro appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari, due ville a Porto Rotondo e Ostuni-Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interesserà, inoltre, numerosi compendi aziendali in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e Roma, bar e ristoranti, nonché i rapporti finanziari intestati, come molti altri beni, a dei prestanome.

 

Sbaglia corsia e finisce in mare, in salvo sul tetto dell’auto: “Siamo tutti sulla stessa barca”

La foto dell’uomo sul tettuccio della propria auto, finita in mare al Porto di Bari, ha fatto il giro del web. Secondo quanto ricostruito il conducente della vettura, un ragazzo albanese regolarmente residente in Italia, dopo aver superato i varchi di controllo per l’imbarco in Albania, non è riuscito a fermarsi in tempo.

Fortunatamente era solo, con lui non c’era nessuno in auto. Il ragazzo è riuscito ad uscire dalla vettura e a mettersi in piedi sul tettuccio in attesa dei soccorsi. Il recupero è stato effettuato poco dopo dalla capitaneria di porto, sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la macchina.

Il conducente è stato trasportato poi in ospedale dove ha richiesto esplicitamente di essere sottoposto ai test per alcol e droga al fine di poter dimostrare di essere lucido.

Secondo alcune indiscrezioni pare che non vi erano barriere di sicurezza e un’illuminazione sufficiente nel punto in cui il giovane ha svoltato erroneamente. Probabilmente la vicenda non è destinata a chiudersi qui visto che il malcapitato è pronto a chiedere i danni alla autorità portuale. Ma anche a noi di Quinto Potere non mancano gli imprevisti, d’altronde siamo tutti sulla stessa barca.

Bari, auto supera i controlli dell’imbarco e precipita in mare al Porto: conducente “distratto” dalla forte pioggia

Disavventura nel porto di Bari dove un’auto è finita in acqua. Secondo quanto ricostruito il conducente della vettura, dopo aver superato i varchi di controllo per l’imbarco in Albania, a causa della forte pioggia non si è reso conto della situazione e non è riuscito a fermarsi in tempo.

Fortunatamente era solo, con lui non c’era nessuno in auto. L’uomo è riuscito ad uscire dalla vettura e a mettersi in piedi sul tettuccio in attesa dei soccorsi.

Il recupero è stato effettuato poco dopo dalla capitaneria di porto, sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la macchina.

Terrore a Pane e Pomodoro, uomo tenta il suicidio e si getta nudo in mare: “Voglio morire”. Recuperato vivo

Panico sulla spiaggia di Pane e Pomodoro dove una persona risulta essere dispersa in acqua. Le ricerche sono state subito attivate dopo l’allarme di una turista.

Aggiornamento ore 16 – L’uomo è stato recuperato vivo. Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un tentato suicidio. L’uomo, prima di buttarsi in mare, ha nascosto gli indumenti nel bidone della spazzatura e si è buttato a mare dopo i frangiflutti gridando “Voglio morire”. Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera con il 118, l’uomo è stato portato in ospedale.

Tragedia nel Salento, malore in acqua durante il bagno serale: muore a 61 anni un turista di Treviso

Tragedia nel Salento dove un 61enne della provincia di Treviso è deceduto a causa di un malore durante un bagno serale sul litorale di Andrano. Nonostante la bassa temperatura, l’uomo ha deciso di concedersi un bagno.

La moglie, preoccupata dal suo mancato rientro, ha fatto scattare l’allarme. Il corpo è stato ritrovato dai Carabinieri privo di vita in acqua, a poca distanza dalla riva.

Il 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso arrivato per cause naturali del decesso. La salma è stata così riconsegnata ai familiari. 

Tragedia a Torre a Mare, auto precipita da una scogliera in acqua: muore 20enne

Tragedia questa mattina a Torre a Mare dove un’auto è precipitata da una scogliera nei pressi di Grotta della Regina. Nella vettura era presente una ragazza di 20 anni, inutili i soccorsi dei Vigili del Fuoco e dell’ambulanza.

Sul posto sono intervenuti anche la Polizia locale e la squadra “Mare sicuro” della Guardia Costiera. Il corpo è stato recuperato dai sommozzatori che si sono aperti un varco dal cofano per il recupero del corpo. La ragazza aveva con sé ancora la sua borsetta. Non si esclude che si sia trattato di un gesto volontario.

“Scossa elettrica”, mare e pasticciotto in Salento: Lello e i compari strapazzano la Grande Panda

Iniziano con la Fiat Grande Panda gli assurdi test drive che i tre compari, Antonio, Tino e Lello condurranno per la sfida lanciata da Autoclub di Bari. Un modo per capire come le auto elettriche, di diverse dimensioni e potenze, riescono a cavarsela nell’uso quotidiano.

Chi conosce i tre tenori del web certamente sa che ogni volta sarà l’occasione per divertirsi e fare qualcosa di insolito insieme a Lello. Vi faremo conoscere luoghi e vi faremo quasi accomodare in auto con loro per farvi vivere la quotidianità di Quinto Potere.

Ricevuta da Davide la “pomata” per i rifornimenti, senza troppe spiegazioni sull’auto, i tre compari sono partiti con un piano A da via Napoli, a Bari, diretti alle spiagge di San Cataldo di Lecce. Il piano è diventato subito B e poi C, a causa di alcuni imprevisti e dello stile di guida, niente affatto parsimonioso di Antonio, che Lello non ha fatto a meno di sottolineare.

E poi le storie e i selfie delle tante persone incontrate in questo giro in cui è successo di tutto, compreso l’essere costretti a chiamare l’aiuto a casa e poi al numero verde Plenitude, quando il cavo è rimasto bloccato nella colonnina. Tanti amici, anche reali, incontrati per caso, ma prima di partire una sosta al bar Nobile, per assaggiare uno dei pasticciotti più buoni del Salento, il cui assaggio a Tino, l’unico dei tre a poterlo mangiare, è costata l’ustione del palato.

Paura a Molfetta, a fuoco ristorante sul mare. In fiamme la struttura di legno e metallo: Vigili del Fuoco in azione

I Vigili del Fuoco sono intervenuti questa mattina a Molfetta per un incendio divampato in un ristorante sul mare. Al loro arrivo l’intera struttura in metallo e legno era avvolta dalle fiamme.

Prontamente tre squadre hanno iniziato ad operare sul posto con due autobotti a supporto. Le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite per diverse ore anche a causa dell’erba secca e delle case nelle immediate vicinanze.

Taranto, escono in barca e non fanno più ritorno. Trovato il corpo senza vita di Claudio Donnaloia

Un’uscita in barca come tante, un’abitudine consolidata tra amici, una domenica dedicata alla pesca sportiva nel mare di casa. Ma da quel momento si è aperto il vuoto sulla sorte di quattro uomini partiti da Taranto e mai rientrati. Fino a che il ritrovamento in mare nel pomeriggio di ieri di un cadavere al largo di Bernalda ha fatto piombare le famiglie nella paura più cupa.

Paura che si è poi concretizzata in serata quando al corpo è stato dato un nome, che è quello del 73enne Claudio Donnaloia, il più grande della comitiva. Gli altri tre dei quali non si hanno ancora notizie sono Antonio Dell’Amura, imprenditore 61 anni, che era al timone della sua imbarcazione semicabinata di circa sette metri, l’amico Domenico Lanzolla, meccanico di 60 anni, e Pasquale Donnaloia, di 67 anni, pensionato come il fratello Claudio. Pasquale era arrivato solo il giorno prima da Milano, dove vive, e si era aggregato all’ultimo momento all’uscita in barca.

La figlia, non riuscendo a contattarlo, ha lanciato l’allarme. I quattro erano salpati dal Molo Santa Lucia domenica mattina, diretti come spesso accade verso la zona dell’isola di San Pietro.

Le condizioni del mare, però, non erano ideali: forti raffiche di tramontana hanno agitato le acque del Golfo, tanto che la Capitaneria di porto ha ricevuto decine di richieste di soccorso. Dalla tarda mattinata, i telefoni dei quattro hanno smesso di funzionare.

Alle 17.30, i familiari hanno formalizzato la segnalazione di scomparsa alla Guardia Costiera. Da quel momento è scattata una massiccia operazione di ricerca, coordinata dalla Direzione marittima di Bari. In campo, mezzi navali e aerei della Capitaneria, della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica militare.

Le ricerche si estendono da Taranto fino alle coste di Basilicata e Calabria, con perlustrazioni fino a 15 miglia dalla costa e l’impiego di elicotteri e velivoli da pattugliamento marittimo. Il corpo recuperato questo pomeriggio si trovava a circa 14 miglia da Bernalda e a 11 miglia in linea d’aria da San Vito, a Taranto. Il ritrovamento è avvenuto in una delle zone individuate come prioritarie per le ricerche, come confermato dal comandante della Capitaneria, Rosario Meo.

Uno dei dispersi è affetto da diabete, una condizione che rende ancora più drammatica l’attesa. Intanto, la macchina dei soccorsi non si ferma: la sala operativa ha allertato anche le navi mercantili e i diportisti presenti nella zona, invitandoli a collaborare. Ma finora, nessuna traccia dell’imbarcazione né degli altri tre uomini.