Crisi epilettica a scuola, Rosa torna a sorridere: “Ho tanta speranza nella terapia in Messico”

La storia di Rosa, la 14enne affetta da diverse patologie gravi e nata con la paralisi celebrale infantile, ha colpito tutta la nostra community e non solo. Per la sua famiglia e per Rosa si é aperta una speranza.

Un viaggio in Messico nella clinica Neurocytonix esattamente a Monterrey, una delle poche realtà che usa la tecnologia del cytotron, può rappresentare la svolta della sua vita.

Per questo ha avviato una raccolta fondi con la speranza di raccogliere il necessario per sostenere le spese per voli, alloggi e cure. Mamma Maria, dopo aver descritto le patologie di Rosa, ci ha illustrato quale sarà il percorso da seguire. 

Come spesso accade, le nostre storie attirano purtroppo i soliti chiacchieroni e haters. Niente però riesce a scalfire la forza di Rosa. Anche perché è circondata dall’amore della sua famiglia.

Noi abbiamo voluto recitare la nostra parte e abbiamo deciso, tramite la nostra associazione, di donare 6mila euro per la sposare la causa di Rosa per acquistare i biglietti necessari. Dopo aver comprato i biglietti, siamo tornati da Rosa e dalla sua famiglia dopo un momento delicato. Ha avuto una crisi epilettica mentre si trovava a scuola. A raccontare quanto è accaduto è lei stessa.

Abbandonata, chiusa per anni e vandalizzata. La scuola De Amicis di Triggiano sarà ricostruita: al via i lavori

La Scuola media “De Amicis” di Triggiano è rimasta ferma per anni. Chiusa, inutilizzabile, lasciata al degrado e alle vandalizzazioni. Una condizione che ha rappresentato una ferita vera e profonda per la comunità cittadina, perché non si tratta di un edificio qualsiasi, ma della scuola in cui tante generazioni di triggianesi sono cresciute.

Con quella chiusura non si è perso soltanto un immobile: è venuto meno un servizio essenziale, con conseguenze concrete per molte famiglie, costrette a rinunciare a un punto di riferimento storico della vita scolastica cittadina. Al momento dell’insediamento dell’attuale Amministrazione, la situazione appariva fortemente compromessa.

Un intervento di adeguamento sismico interrotto nel 2024, un progetto non più in grado di garantire le condizioni necessarie e una struttura che, nelle condizioni esistenti, non poteva essere restituita in sicurezza alla comunità scolastica. Le verifiche tecniche effettuate non hanno lasciato spazio a soluzioni parziali: non erano sufficienti interventi tampone, ma si rendeva necessaria una scelta chiara e definitiva.

Da qui la decisione di procedere con la demolizione e ricostruzione dell’edificio, nel rispetto delle normative vigenti, con criteri di sicurezza, sostenibilità ed efficienza energetica.

È iniziato così un lavoro lungo e poco visibile, fatto di atti amministrativi, adeguamenti progettuali, coperture finanziarie e assunzione di responsabilità. Il Comune ha completato tutti i passaggi necessari e ha approvato il cofinanziamento delle risorse aggiuntive, consentendo al progetto di proseguire senza ambiguità. Oggi questo percorso raggiunge un punto fermo: i lavori sono finalmente partiti.

“La Scuola De Amicis è rimasta ferma per anni, abbandonata, vandalizzata, sottratta alla sua funzione. È stata una ferita profonda per Triggiano, perché parliamo della scuola in cui tante generazioni sono cresciute. Al nostro insediamento abbiamo trovato una situazione compromessa e decisioni che nessuno aveva voluto assumere. Noi quelle decisioni le abbiamo prese, ci siamo assunti le responsabilità amministrative e finanziarie necessarie e abbiamo sbloccato un’opera che era ferma da troppo tempo. La scuola è il luogo in cui una comunità costruisce se stessa, dove si formano coscienze, relazioni e futuro. Restituire la Scuola De Amicis a Triggiano significa riparare una frattura, ridare dignità a un luogo simbolico e riaffermare un principio fondamentale: la scuola e il diritto all’istruzione costituiscono le basi di una comunità”, dichiara il Sindaco Pino Toscano.

Il progetto complessivo è articolato in due stralci funzionali. Il primo, già avviato e cofinanziato con risorse comunali, riguarda la demolizione e ricostruzione del blocco aule. Il secondo prevede lo svuotamento dell’auditorium, intervento necessario per completare il percorso di messa in sicurezza e rifunzionalizzazione dell’intero complesso scolastico. Anche per questa fase l’Amministrazione è impegnata a reperire le risorse necessarie, qualora il Ministero non dovesse autorizzare l’utilizzo delle economie di gara. L’azione amministrativa prosegue secondo un metodo improntato alla concretezza: lavorare sui fatti, senza eccesso di annunci, concentrandosi sulla soluzione dei problemi, anche quando ciò richiede tempo, scelte complesse e percorsi non immediatamente visibili.

«Questo risultato, concreto e verificabile, rappresenta per me un motivo di orgoglio e testimonia il lavoro di squadra dell’attuale Amministrazione, insediatasi a giugno 2025, dimostrando che, quando si è guidati esclusivamente dall’interesse per il bene comune, è realmente possibile restituire a una comunità visione e solidità», conclude il Sindaco Pino Toscano.

Parallelamente, l’Amministrazione ha continuato a intervenire sugli altri edifici scolastici del territorio, programmando lavori di manutenzione durante le sospensioni didattiche e pianificando ulteriori interventi nei prossimi mesi, con l’obiettivo di garantire sicurezza e modernità alle studentesse e agli studenti. L’avvio del cantiere segna un passaggio concreto nel percorso di recupero dell’edilizia scolastica cittadina e nella restituzione alla comunità di un’opera attesa da anni.

Scuola senza riscaldamento, nelle classi stufe elettriche: contatore salta e scoppia incendio. Paura a Rutigliano

Attimi di paura e panico questa mattina a Rutigliano nella scuola elementare Aldo Moro dove è divampato un incendio. Secondo quanto ricostruito, sono in corso alcuni lavori per sistemare l’impianto di riscaldamento nell’edificio scolastico.

Gli interventi sono stati programmati in ritardo, seppure il caso sia stato segnalato dai genitori degli alunni da tempo. Un problema che si è ripresentato in maniera più evidente a causa delle basse temperature di questi giorni.

Per non chiudere la scuola, si è deciso di posizionare e accendere in ogni classe delle stufette elettriche. A causa del sovraccarico generato si è verificato il cortocircuito nel contatore che ha generato un piccolo incendio nel padiglione della scuola.

La scuola è stata fatta evacuare a causa del fumo sprigionato, provvidenziale l’intervento dei collaboratori scolastici presenti che con gli estintori hanno subito spento le fiamme, evitando così il propagarsi.

“Faccio chiarezza su quanto accaduto, questa mattina, alla scuola elementare Aldo Moro. Si è verificato un principio di incendio ad un contatore Enel ubicato all’interno dell’edificio. L’episodio è stato prontamente gestito e non si sono registrati danni a cose o persone – spiega il sindaco di Rutigliano in una nota -. A scopo precauzionale sono state attivate le procedure di sicurezza e si è proceduto all’evacuazione delle classi, secondo quanto previsto dai protocolli, per garantire la tutela di alunni e personale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per le opportune verifiche. Nelle prossime ore, Enel ultimerà la sostituzione del contatore in questione. Invito pertanto tutti ad evitare la diffusione di voci di corridoio o ipotesi non confermate, nel rispetto della comunità scolastica che sento di ringraziare per la collaborazione”.

Un evento che poteva assumere conseguenze più gravi e che si inserisce in un contesto, come quello barese, problematico. Riceviamo ogni giorno segnalazioni su quanto sta accadendo nelle varie scuole di ogni grado.

“Scuola inagibile”, trasloco lampo non cancella le polemiche: rientro tra i banchi ad alta tensione

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Dopo il blitz alla vigilia, ci siamo recati sul posto nel giorno della riapertura. La rappresentante d’istituto ai nostri microfoni ha tranquillizzato tutti, seppure ha voluto fortemente restare anonima. Il rientro tra i banchi è avvenuto comunque in un clima ad alta tensione e tra le polemiche.

 

“Scuola inagibile”, trasloco lampo in altra sede. Genitori dubbiosi. La preside: “È tutto a norma”

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Sta succedendo in queste ore a Bari. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Il fatto che ci fossero perdite nell’ala dove si trova anche la palestra, nel periodo natalizio teatro delle tradizionali recite, era noto da diverse settimane, ma evidentemente solo dopo gli ultimi sopralluoghi, il Comune con un’ordinanza ne ha ordinato la chiusura per procedere ai carotaggi e successivamente ai lavori di ripristino.

Diversi i pilastri ammalorati. La tensione tra i genitori è salita quando la dirigente scolastica ha comunque stabilito il trasloco lampo, dovendo lavorare fino all’ultimo istante utile per assicurare la riapertura il 7 gennaio. Numerosi genitori non hanno accolto di buon grado la decisione, convinti ci fosse bisogno di qualche giorno in più per assicurare un rientro adeguato e in tutta sicurezza. Le pulizie straordinarie – a detta loro – non sarebbero sufficienti.

C’è bisogno di rimettere a posto gli estintori scaduti, controllare la qualità dell’acqua e garantite la sanificazione dell’intero presso, seppure rimasto aperto per consentire le ultime consultazioni elettorali. Insomma una situazione caotica per tutti. Noi siamo andati sul posto, raccogliendo le perplessità dei genitori, il disappunto del consigliere del Primo Municipio, Giuseppe Arbore e, alla fine, anche il parere rassicurante della dirigente scolastica.

Bari, minacciano professoressa a scuola. Genitori a processo: “Non permetterti più di mettere 5 a nostra figlia”

“Non capisci niente, fai un altro mestiere”. Queste le frasi proferite ad una professoressa, durante un colloquio a scuola, da una coppia barese di genitori di una studentessa di un istituto tecnico statale, finita a processo con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’episodio risale a novembre 2018. I genitori, di 57 e 54 anni, avrebbero anche minacciato la docente che si è lamentata del rendimento scolastica dell’alunna. “Non si deve permettere più di mettere 5 a mia figlia… non finisce qui, avrete problemi in futuro”, le loro parole. Nei prossimi giorni la decisione sull’esito del processo.

Lecce, precipita dal bagno della scuola: 15enne in ospedale dopo un volo di 5 metri. Ipotesi gesto volontario

Un 15enne è stato trasportato in codice giallo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lecce dopo essersi caduto da un’altezza di cinque metri mentre si trovava nel bagno del liceo artistico Ciardo Pellegrino.

La caduta è stata fortunatamente attutita dalla vegetazione. Sul posto il 118 e i Carabinieri, dalle prime ricostruzioni pare che il ragazzino possa essersi lanciato dalla finestra. L’ipotesi seguita è quella del gesto volontario, sul caso indaga la Procura per i minorenni. 

Bari, choc nella mensa scolastica a Poggiofranco. Pezzo di ferro nella pasta al sugo: “Tragedia sfiorata”

“Un pezzo di materiale presumibilmente ferroso spiraliforme e o/ elicoidale” nel piatto di pasta al sugo preparato per la mensa della scuola elementare. È accaduto a Poggiofranco, nel plesso Emanuele Loi in via Bartolo.

Protagonista un alunno di terza elementare. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, tutto è avvenuto sotto gli occhi degli insegnanti e di un genitori del “comitato assaggio”. Prontamente il caso è stato denunciato ai Carabinieri del Nas, il servizio della mensa scolastica è affidato alla Ladisa Ristorazione, ma anche al Comune e alle commissioni consiliari Qualità dei Servizi e Trasparenza, entrambe presiedute da due consiglieri di centrodestra.

È stata richiesta la verifica dei “macchinari obsoleti o usurati da cui possono derivare gli oggetti ferrosi che potrebbero contaminare i pasti somministrati anche nei prossimi giorni”.

“Considerando che il medesimo istituto scolastico comprende anche le classi dell’infanzia e che il servizio di refezione scolastica è garantito anche agli alunni di età inferiore (fino ai tre anni), si sarebbe sfiorata la tragedia”, si legge nella denuncia.

Escrementi di topi nelle aule, chiusa la scuola. Mamme infuriate: “Prese in giro intervento tardivo”

Escrementi di topi tra i banchi di scuola e nelle aule della scuola primaria Ghandi di Modugno. Il caso è esploso e ci siamo precipitati sul posto per raccogliere le lamentele dei genitori degli alunni e la ricostruzione della Dirigente Scolastica.

Secondo quanto ricostruito tutto ha avuto origine lunedì 22 settembre con il ritrovamento di alcune tracce di escrementi secchi in un’aula. La ditta incaricata, dopo un sopralluogo, ha pensato di posizionare solo delle trappole.

La classe interessata è stata spostata nel laboratorio di informatica ed è stata effettuata una sanificazione dell’intero edificio. Dopo la festa patronale però sono state trovate tracce in tutte le aule (non secche) e per questo è stata disposta la chiusura immediata della scuola.

 

Bullizzato dai compagni di classe, 14enne bocciato agli esami di riparazione: il Tar sospende la bocciatura

Sarebbe stato bullizzato e deriso in classe dai compagni. A settembre, poi, bocciato agli esami di riparazione. Sono stati i genitori di un 14enne a denunciare alla Procura le presunte vessazioni nei confronti del figlio, che sarebbero avvenute in una scuola del Brindisino; nel frattempo il Tar di Lecce ha sospeso gli atti dello scrutinio finale e degli esami di riparazione.

Al centro di questa vicenda, che si muove tra l’ambito penale e amministrativo, uno studente che lo scorso anno ha frequentato il primo anno di un istituto superiore. Secondo quanto riferito in sede di denuncia dai suoi genitori, l’adolescente sarebbe stato più volte insultato da alcuni suoi compagni di classe. Una violenza non solo verbale e psicologica ma anche fisica durata per diversi mesi, hanno riferito padre e madre dell’adolescente.

Spinto e malmenato il 14enne avrebbe riportato ferite al collo e ad un braccio. Alcuni episodi di bullismo sarebbero stati ripresi anche con un cellulare, viene riferito nella denuncia. Circostanze che hanno fatto parte anche del ricorso amministrativo contro il provvedimento scolastico, e che sono state richiamate anche del decreto della seconda sezione del Tar di Lecce.

Nel decreto si legge che il percorso scolastico del ragazzo “parrebbe segnato dalle vessazioni subite a scuola dai compagni (le quali, ove accertate, avrebbero imposto percorsi didattici personalizzati)”. Accolta l’istanza cautelare il Tar ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio il prossimo 20 ottobre.