Intercettato drone diretto al carcere di Foggia, sequestrati droga e cellulari: mezzo stordito dal jammer

Un drone che trasportava droga e telefoni è stato intercettato da un’agente della polizia penitenziaria in servizio sul muro di cinta del carcere di Foggia, mentre volava in direzione del penitenziario. Il drone è stato colpito dalla scarica di un jammer, strumento utilizzato come disturbatore di frequenze, perdendo il pacco che trasportava.

Lo rende noto il segretario nazionale del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) Federico Pilagatti. L’episodio risale alla mezzanotte di sabato.

Il personale in servizio – fa sapere il Sappe – ha recuperato un pacco abbandonato dal drone contenente tre telefoni cellulari e sostanza stupefacente, hashish e marijuana, mentre il drone, dopo lo stordimento dovuto alla scarica del jammer, ha ripreso a funzionare venendo recuperato da ignoti all’esterno del carcere.

Il sindacato sollecita nuovamente “l’amministrazione penitenziaria ad intervenire con urgenza al fine di ridurre il sovraffollamento del penitenziario foggiano, il più alto della nazione (+220%), nonché inviare un nucleo di almeno 50 unità di poliziotti penitenziari, poiché la lotta si fa serrata non solo all’interno, anche all’esterno del penitenziario come i continui viaggi di droni dimostrano”.

Estorsione, furto e ricettazione: confiscato appartamento da 300mila euro a pregiudicato di Casamassima

La Guardia di Finanza ha confiscato un appartamento (e relative pertinenze) del valore di circa 330mila euro ad un pluripregiudicato di Casamassima. Le indagini hanno accertato uno stile di vita completamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

L’uomo è stato condannato in passato per associazione a delinquere, estorsione, furto e ricettazione. L’appartamento è stato ritenuto acquistato con denaro accumulato negli anni e derivante secondo la tesi del Tribunale di Bari – dal frutto di attività illecite. Lo stesso appartamento era già stato sequestrato a gennaio 2025 e oggi, al termine delle indagini, è stato sottoposto a confisca (non ancora definitiva).

Terrore a Ceglie Messapica, marito e moglie sequestrati nel seminterrato della villa: ladri via con soldi e gioielli

Attimi di terrore nella serata di ieri nella contrada Fedele Grande a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove tre banditi sono riusciti ad entrare in una villa.

All’interno un cardiologo, fermato all’esterno dai banditi, e sua moglie. I due sono stati rinchiusi in una stanza del seminterrato mentre i ladri si sono impossessati di soldi e gioielli dopo aver aperto la cassaforte, prima di darsi alla fuga.

Chi è entrato in azione lo ha fatto con il volto coperto dai passamontagna. Il professionista è riuscito comunque a lanciare il segnale d’allarme tramite il dispositivo antirapina di sua dotazione consentendo alle guardie Cosmopol di intervenire.

Una di loro ha sentito le urla dallo scantinato e ha liberato il medico e la moglie. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri per i rilievi. Il bottino è ancora in corso di quantificazione.

Frode sui bonus edilizi, nei guai marito e moglie: sequestrati beni per 870mila euro a Bari

La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi.

Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati.

I militari evidenziano che l’uomo avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza di alcune somme trasferendole all’estero tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

Le complesse attività svolte dalla Guardia di finanza, informano i militari in una nota, consistite nell’analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie per dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, “hanno consentito di accertare che la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, un tale accrescimento patrimoniale”.

Il mercato ittico di Manfredonia controllato da padre e figlio: maxi sequestro da un milione di euro

È stato stimato in circa un milione di euro il valore complessivo dei sequestri operati dalla direzione investigativa antimafia di Foggia e dai carabinieri del Ros a carico di un presunto capo clan di Manfredonia (Foggia) e di suo figlio.

I sequestri hanno riguardato un’azienda operante nel settore ittico e tre unità immobiliari due delle quali in provincia di Varese. La Dia e i Ros hanno dato esecuzione ai sequestri nell’ambito dei procedimenti per l’applicazione di misure prevenzione disposti dal tribunale di Bari su proposta del procuratore della Repubblica distrettuale di Bari e del direttore della Dia.

La misura, stando a quanto si apprende, riguarda il patrimonio immobiliare di uno dei principali protagonisti delle dinamiche mafiose garganiche degli ultimi anni e da sempre organico ai sodalizi di quell’area, e di suo figlio il quale avrebbe partecipato alle attività mafiose in particolare nella città di Manfredonia: qui, come emerso dalle indagini dell’operazione antimafia Omnia Nostra, padre e figlio controllavano anche buona parte del mercato ittico.

Gli investigatori spiegano che “a seguito dei complessi accertamenti personali e patrimoniali hanno documentato come i due abbiano accumulato illecitamente ricchezze, controllato una parte del tessuto economico locale e realizzato investimenti a fronte di un’ampia sproporzione tra le loro capacità reddituali dichiarate e la reale consistenza dei patrimoni a loro ascrivibili”.

Evasione fiscale e fatture false nel nord Barese, sequestro da 30 milioni: 7 indagati. Tra loro un consigliere comunale

Un giro di fatture false messo in piedi a Margherita di Savoia, nel nord Barese, per non pagare le tasse. Un sistema che ha coinvolto società definite casseforti in cui sarebbero confluiti i proventi dell’evasione fiscale.

È quanto accertato dai finanzieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, con l’inchiesta denominata ‘Game over’ che ha portato al sequestro di beni, mobili e immobili, per un valore di 30 milioni di euro e alla iscrizione nel registrato degli indagati di sette persone, di età compresa tra i 40 e i 70 anni, tra cui c’è un consigliere comunale di Margherita di Savoia.

Le accuse, contestate in concorso e a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. I sigilli riguardano dieci immobili, 36 auto, una imbarcazione di lusso, 29 quote di partecipazioni societarie, denaro contante, 83 conti corrente, gioielli e orologi di ingente valore economico.

L’indagine, durata un anno, è scaturita da alcuni controlli delegati dalla Procura di Trani ai finanzieri che hanno scoperto “un complesso meccanismo di evasione fiscale” messo in piedi attraverso “l’istituzione e la gestione di una galassia di società riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso gruppo di affari”, si legge in una nota dei militari. A essere attive, prosegue la nota, erano società “cartiere operanti nel settore del commercio ittico all’ingrosso e società cassaforte” considerate “custodi di immobili e mobili in cui venivano investite e schermate le ricchezze accumulate illecitamente”.

Così gli indagati avrebbero evaso le imposte sui redditi e il pagamento Iva per 60 milioni di euro. Le società cartiere, dopo aver accumulato ingenti debiti tributari, venivano “poste in liquidazione volontaria e cessate per eludere la responsabilità della frode fiscale”. In questo modo gli indagati sarebbero riusciti a “sottrarsi a ogni titolo esecutivo di richiesta debitoria”, si evidenzia nella nota della Guardia di finanza. Il sequestro effettuato è finalizzato alla confisca.

Polpette preparate con carne scaduta e congelata, sequestri nel Leccese: blitz dei Nas. Multa da 2mila euro

Polpette preparate con carni scadute e congelate con sistemi non idonei. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas in una azienda del Leccese, specializzata nel deposito, sezionamento e lavorazione carni, in cui hanno sequestrato più di nove quintali di alimenti a base di carne animale in cattivo stato di conservazione.

La Asl di Lecce ha disposto la sospensione dell’attività produttiva che avveniva in “locali con gravi carenze igienico sanitarie e strutturali”. Il responsabile aziendale è stato denunciato e sanzionato per duemila euro mentre il valore della merce sequestrata è di 10mila euro.

Secondo quanto accertato dai militari del Nucleo antisofisticazione “i preparati alimentari, quali polpette e polpettoni” sarebbero stati fatti con “materie prime con data di scadenza superata e sottoposte alla procedura di congelamento con sistemi non idonei”.

Assalto armato a camion carico di olio, autista sequestrato e abbandonato a Rutigliano: caccia alla banda

Assalto nella notte tra lunedì e martedì tra le campagne di Castel Del Monte e l’Alta Murgia dove un’autocisterna, carica di olio extravergine di oliva, è stata presa mira di mira da un commando di quattro persone.

La banda si è affiancata all’autocisterna con una vettura di grossa cilindrata. L’autista, costretto a fermarsi dai malviventi armati, è stato sequestrato, bendato e abbandonato poi nel territorio di Rutigliano.

Il mezzo, che trasportava quintali di olio per un valore di oltre 300mila euro, è stato poi ritrovato vuoto a Cerignola. La Procura di Trani ha aperto un’indagine.

Giocattoli pericolosi e falsi Labubu, sequestrati oltre 120mila prodotti a Taranto: nei guai 17 commercianti

Oltre 120mila prodotti contraffatti o non sicuri sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel corso di controlli nel Tarantino. L’operazione ha interessato esercizi commerciali e aziende di Taranto, San Giorgio Ionico, Grottaglie e Pulsano. Nel mirino articoli di largo consumo potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

Tra i sequestri più rilevanti figurano circa 27mila bambole Labubu, giocattoli diventati virali sui social e molto richiesti sul mercato: prezzi anomali, confezioni e fattura dei prodotti hanno fatto scattare i sospetti sulla loro originalità e provenienza. I peluche, ispirati a un personaggio creato da un artista di Hong Kong e commercializzati a livello globale, erano destinati alla vendita nonostante le evidenti irregolarità.

Durante i controlli sono stati inoltre rinvenuti articoli per la casa, cancelleria, bevande analcoliche e posate privi delle informazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo, come l’indicazione del produttore, dei materiali utilizzati e dell’eventuale presenza di sostanze dannose. Particolare attenzione è stata rivolta a 11.600 posate in plastica che riportavano indebitamente il marchio Moca, senza il necessario certificato di conformità per il contatto con alimenti.

Al termine delle verifiche, i finanzieri hanno segnalato alle autorità competenti i titolari di 17 esercizi commerciali; per cinque di loro è scattata la denuncia per violazioni di rilievo penale.

Scoperta choc nel Leccese: trovati 500 chili di botti illegali in un deposito clandestino. Denunciato 70enne

Un deposito clandestino con all’interno circa 500 chili di botti illegali è stato scoperto dai carabinieri a Scorrano, in provincia di Lecce.

Il proprietario dell’immobile, un 70enne, è stato denunciato con l’accusa di fabbricazione e commercio abusivi di materie esplodenti, omessa denuncia e detenzione illecita di esplosivi.

Nel locale sono stati rinvenuti anche strumenti e materiali per la fabbricazione artigianale di esplosivi, pronti all’uso, ma anche artifici pirotecnici, alcuni dei quali non classificati, manomessi e alterati, custoditi in modo pericoloso nel garage interrato dell’immobile.

Il materiale è stato messo in sicurezza e catalogato con il supporto degli artificieri antisabotaggio del nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce. In attesa della distruzione i botti illegali sono stati sequestrati. La scoperta è stata fatta nell’ambito di controlli predisposti con l’avvicinarsi del periodo festivo tra Natale e Capodanno.