Attenzione, nebbia fitta su Perrone. Non paga il fornitore: sequestrati i macchinari al truffatore

Dopo l’ultimo folle incontro con Ludovico Perrone, torniamo ad occuparci della nostra inchiesta. Tino fortunatamente sta bene bene, dopo essere stato colpito all’occhio.

In tanti ci hanno segnalato la presenza dei Carabinieri e di due operai nel Dharmha e abbiamo scoperto che l’attrezzatura utilizzata da Perrone è stata sequestrata a causa di mancati pagamenti.

Abbiamo documentato tutto e la nebbia ha reso il nostro racconto magico. Dall’entrata nella struttura fischiettando alla fuga, Perrone è andato via senza rilasciare alcuna risposta, fingendo di essere occupato al telefono e scomparendo nella nebbia.

Bari, lavori abusivi per creare box nella palazzina Arca a San Girolamo. Blitz della Locale: scatta il sequestro

Blitz della Polizia Locale di Bari nella serata di ieri in un edificio della proprietà dell’Arca Puglia situato in via De Fano, nel quartiere San Girolamo.

Gli agenti hanno accertato dei lavori abusivi con l’intento di realizzare dei box all’interno di un grande vano condominiale situato al pian seminterrato dello stabile.

Trovati sul posto secchi, cazzuole, cemento e un muro divisorio fatto di mattoni. La Polizia Locale ha sottoposto l’area a sequestro preventivo, affidandola a un custode giudiziale. Sono in corso le indagini per risalire al responsabile dei lavori.

Frode fiscale in tutta Italia, maxi operazione da Trani: 82 denunce. Sequestrati 6 milioni di euro e 37 società cartiera

Il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, per fermare un vasto sistema di frode fiscale attivo in diverse Regioni italiane e che ha coinvolto 87 aziende.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, ha portato al sequestro di 37 società “cartiera”, utilizzate esclusivamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire indebiti vantaggi fiscali ad altre imprese. Disposto anche un sequestro da circa 6 milioni di euro nei confronti di 50 società beneficiarie della frode, limitatamente al 2024.

L’indagine è nata da un controllo fiscale effettuato a Trani nell’agosto scorso su una società attiva nel commercio di prodotti non alimentari. Durante le verifiche, i finanzieri hanno riscontrato l’assenza di documentazione commerciale a supporto dei rapporti con alcuni fornitori, oltre a gravi irregolarità fiscali riconducibili agli stessi. Gli elementi emersi hanno portato alla segnalazione del caso alla Procura di Trani.

Gli approfondimenti successivi, coordinati dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di individuare numerosi fornitori accomunati da identici segnali di rischio fiscale: mancate dichiarazioni dei redditi e IVA, assenza di versamenti, nessun dipendente, nessun bene intestato e assenza di sedi operative reali.

In totale sono state individuate 37 società cartiera, distribuite su tutto il territorio nazionale e in gran parte riconducibili a soggetti di origine asiatica, che tra il 2024 e il 2025 hanno emesso fatture false per circa 220 milioni di euro, con un’IVA evasa stimata in oltre 45 milioni di euro. Sulla base delle prove raccolte, la Procura di Trani ha disposto il blocco immediato delle società cartiera per evitare la prosecuzione della frode e il sequestro delle somme illecitamente ottenute dalle 50 aziende beneficiarie, presenti in diverse Regioni.

Al termine delle indagini sono state denunciate 82 persone per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. È stato inoltre richiesto all’Agenzia delle Entrate di sospendere le compensazioni fiscali legate a crediti IVA indebiti, per un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, così da evitare ulteriori danni alle casse dello Stato.

Corruzione e falso, arrestati due imprenditori di Canosa e un funzionario delle Dogane: sequestrate due aziende

Due fratelli, di 50 e 55 anni di Canosa di Puglia, nel nord Barese, e un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari, sono finiti agli arresti domiciliari con le accuse, contestate a vario titolo, di corruzione, falso ideologico e rivelazione dei segreti di ufficio.

Sono state inoltre sequestrate due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta.

Gli imprenditori arrestati sono Michele e Maurizio Damato, già raggiunti da un provvedimento cautelare nel luglio dello scorso anno con l’accusa di aver corrotto esponenti delle forze dell’ordine per evitare controlli.

Il provvedimento odierno, emesso dal gip del Tribunale di Trani ed eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Barletta, rappresenta la prosecuzione dell’inchiesta della Procura di Trani del 2024 perché gli indagati, attivi nel settore dei carburanti, avrebbero ceduto negli anni “carburante, anche a uso agevolato e quindi con accise e Iva ridotte, e altre utilità al funzionario doganale che, all’epoca dei fatti, era preposto alle verifiche ispettive”.

Secondo l’accusa l’obiettivo sarebbe stato “ottenere una copertura istituzionale” in caso di controlli e ispezioni, ma anche “informazioni riservate su depositi di carburante di imprenditori concorrenti e la vidimazione dei registri di contabilità previsti per legge riuscendo così a bypassare le procedure prescritte”.

Le indagini hanno accertato che i tre avrebbero limitato “le comunicazioni telefoniche” preferendo WhatsApp con cui il pubblico ufficiale “violando i doveri inerenti alla sua funzione” avrebbe “rivelato a uno degli imprenditori arrestati informazioni privilegiate relative a un’azienda concorrente del Barese”, riferiscono i militari. Il gip ha nominato un amministratore giudiziario per “evitare la commissione di nuovi reati”.

Manfredonia, sequestrati 400 chili di vongole non idonee al consumo: il prodotto era in un furgone

Circa 400 chili di vongole (specie Chamelea gallina) sono stati sequestrati dalla sezione operativa navale della guardia di finanza di Manfredonia. L’operazione ha permesso di intercettare un furgone al cui interno erano trasportati, in maniera irregolare, circa 400 chilogrammi di molluschi bivalvi, già confezionati in retine di plastica e pronti per essere immessi illegalmente nel circuito commerciale, presumibilmente destinati al mercato ittico nazionale.

L’attività illecita – evidenziano i militari – avrebbe comportato seri rischi per la salute dei consumatori e un danno economico agli operatori del settore che rispettano le regole.

A causa della totale assenza di tracciabilità, il prodotto sequestrato è stato reimmesso in mare, previa certificazione dell’autorità sanitaria veterinaria che ne ha accertato la non idoneità al consumo umano, consentendo allo stesso tempo di salvaguardare il ripopolamento marino.

Bancarotta e distrazione patrimoniale: sequestrata azienda di prodotti da forno a Bisceglie. Tre persone denunciate

Un articolato meccanismo di cessioni di beni aziendali da un’impresa di Bisceglie – specializzata nella produzione di prodotti da forno ma fallita – a una nuova società grazie a un ex dipendente che avrebbe aiutato la prosecuzione dell’attività per sfuggire a contestazioni di bancarotta fraudolenta.

E, ancora, una nuova realtà produttiva che avrebbe usato i beni distratti. È quanto accertato dalla guardia di finanza che ha denunciato tre persone: due rispondono in concorso di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; l’altra di aver impiegato denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Sotto sequestro è finito l’intero compendio aziendale di una società “i cui beni strumentali sono stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico e dichiarata fallita”, spiegano i militari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si sono concentrate su alcune operazioni realizzate dalla società in liquidazione giudiziale.

È emerso così un meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata a una nuova realtà aziendale. Un passaggio in cui sarebbe stato coinvolto un ex dipendente. Le apparecchiature e altri beni sarebbero finiti alla nuova impresa che avrebbe mantenuto “la stessa sede operativa della fallita, lo stesso marchio e segni distintivi”.

A supporto della tesi investigativa, la documentazione trovata dalla guardia di finanza nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato fallito e riconducibile alla nuova società rappresentata dal suo dipendente che proverebbe l’amministrazione di fatto della nuova società per mano del rappresentante legale della società fallita.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati due lavoratori impiegati in nero che avrebbero dichiarato ai militari di “aver sempre ricevuto disposizioni dallo stesso amministratore di fatto”. I finanzieri hanno chiesto e ottenuto dall’Ispettorato territoriale del lavoro l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Dalla Cina a Bari via Grecia, scarpe Dr Martens e New Balance contraffatte: maxi sequestro al porto

La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 37mila prodotti contraffatti, di origine cinese, in tre diverse operazioni al porto di Bari. I carichi sono stati intercettati grazie all’incrocio dei dati relativi alle rotte commerciali, alle tipologie di trasporto, alla coerenza tra la merce dichiarata e le ditte speditrici nonché destinatarie, con le informazioni presenti nelle banche dati a disposizione delle Fiamme Gialle e dell’ADM.

In tre distinti autoarticolati provenienti dalla Grecia sono state trovate circa 24 mila scarpe contraffatte, recanti i loghi di noti marchi internazionali come Dr Martens, Skechers e New Balance).

All’interno di uno dei mezzi in cui è stata rinvenuta la merce riportante i segni distintivi mendaci, erano stati apposti articoli di copertura, per un ammontare pari ad oltre 13 mila calzature.

La merce è stata sottoposta a perizia dai tecnici delle aziende titolari dei marchi, i quali hanno confermato la contraffazione dei prodotti e dei segni distintivi, tutelati dai diritti di proprietà intellettuale. L’intero quantitativo è stato sequestrato, compreso il carico di copertura, con la contestazione del reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

Modugno, 110mila prodotti contraffatti nel capannone. Blitz della Finanza: sequestrate 2mila bambole Labubu

La Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato circa 2000 pupazzi “Labubu popmart”, oggetti da collezione ricercatissimi grazie anche al lavoro social da parte di influencer internazionali, che erano custoditi in un capannone nella zona industriale di Modugno, pronti ad essere immessi sul mercato con l’approssimarsi del periodo natalizio, insieme ad altri 110.000 articoli risultati ugualmente oggetto di contraffazione.

Sono stati sequestrati anche dispositivi e liquidi destinati all’inalazione da fumo e sigarette elettroniche, calzini di noti brand di abbigliamento sportivo (Nike, Adidas, Puma, Fila) risultati contraffatti e privi del contrassegno dei Monopoli di Stato. La merca, immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 250mila euro.

I responsabili sono stati denunciati per contraffazione, alterazione, uso di marchi o segni distintivi mendaci oggetto di brevetto, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, oltre che per sottrazione al pagamento delle accise relativamente ai prodotti da fumo.

Tentato sequestro di una bimba, Lamanuzzi assolto in Appello: “Mio figlio scippa non fa ste cose”

La Corte d’Appello di Bari ha assolto nei giorni scorsi Lamanuzzi Giuseppe, il 36enne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni lo scorso 2 gennaio mentre passeggiava con la madre nel quartiere San Pasquale.

I giudici hanno annullato la sentenza di condanna a 4 anni rimediata in primo grado. Il presunto tentativo di rapimento della piccola viene definito “assurdo e contrario ad ogni logica”.

Il caso fece discutere parecchio e creò scalpore, intervistammo anche la mamma della piccola. Torniamo ad occuparcene con le novità giudiziarie e con le parole della madre di Lamanuzzi e del suo avvocato.

Olio extravergine non tracciato: sequestrati 14mila litri tra Bari e Lecce per un valore di 190mila euro

Maxi sequestro di 14mila litri di olio extravergine di olive tra il porto di Bari e la provincia di Lecce nell’ambito dei controlli sulla tracciabilità di prodotti agroalimentari. Il valore stimato del prodotto sequestrato è di circa 190mila euro.

L’ICQRF Puglia e Basilicata, insieme alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a Bari ha intercettato un carico di olio, presumibilmente proveniente dalla Grecia, privo dell’indicazione obbligatoria dell’origine, elemento fondamentale per garantire trasparenza e tutela del consumatore,

Nel Leccese invece l’ICQRF ha proceduto al sequestro di olio non tracciato nella contabilità aziendale, ulteriore elemento che fa emergere criticità nella filiera e possibili irregolarità nella commercializzazione.

“Ringrazio ICQRF, Guardia di Finanza e Dogane. Difendono ogni giorno la trasparenza, la qualità e il lavoro delle nostre imprese”, le parole del Ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.