Bari, 130 chili di “bianchetto” trasportati su un furgone: scatta il sequestro. Maxi multa da 30mila euro

Nell’ambito di un’articolata attività di indagine svolta dal Nucleo ispettivo Pesca del 6°Centro di Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Bari, sono stati posti sotto sequestro 130kg di novellame di Alice, destinati alla commercializzazione e rinvenuti a bordo di un furgoncino a Bari. A carico del trasportatore sono stati elevati verbali amministrativi per un ammontare di circa 30.000 euro.

La pesca del novellame di alice o sarda, comunemente noto come “bianchetto”, è una pratica altamente distruttiva per l’ecosistema marino, infatti la sua cattura è vietata dai regolamenti europei proprio a causa dei gravi danni ambientali che provoca.

Questo tipo di pesca illegale viene effettuata vicino la costa con reti con maglie molto strette a strascico (anche con piccole unità navali), catturando indiscriminatamente anche altre specie ittiche importanti allo stato larvale.

L’interruzione del ciclo vitale di questi pesci impedisce loro di raggiungere la maturità sessuale e di riprodursi, comportando un crollo degli stock ittici ed un grave impoverimento della biodiversità marina e della catena alimentare. Infatti un solo kilogrammo di novellame corrisponde a parecchie decine di kilogrammi di pesci allo stato adulto, se lasciati crescere naturalmente.

Il personale del Nucleo Ispettivo Pesca continuerà la propria attività investigativa e, se del caso, repressiva al fine di arginare tale attività dannosa per l’ambiente marino.

Folle inseguimento a Bari, arrestato dopo schianto all’Ikea. Poi il blitz a Molfetta e il maxi sequestro di droga

Nei giorni scorsi un uomo, ritenuto vicino a un clan del rione Libertà, è stato arrestato dopo un inseguimento concluso con un incidente stradale a Mungivacca. 

L’episodio è avvenuto nei pressi dell’Ikea: l’uomo, alla guida di una Renault Captur, alla vista della polizia ha tentato la fuga. Con sé aveva alcune dosi di sostanza stupefacente.

Durante l’inseguimento ha perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro un palo dell’illuminazione.  È rimasto ferito ed è stato soccorso dal 118, poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Dalle indagini successive è emerso che l’uomo era coinvolto in un’attività di spaccio.

Gli investigatori hanno seguito una pista che li ha portati fino a Molfetta, dove in un garage è stato scoperto un vero e proprio deposito di droga: decine di chilogrammi di stupefacenti pronti per rifornire le piazze di spaccio della zona. Si tratta di uno dei sequestri più rilevanti degli ultimi tempi.

L’uomo, che custodiva le chiavi del garage, è stato arrestato, mentre le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.

Sequestrati oltre mille ricci di mare, beccati e sanzionati due sub: scatta la multa da 4mila euro

Un quantitativo di 1200 di ricci di mare, illecitamente pescati nelle acque prospicienti una delle spiagge del comune di Mattinata (Foggia) sono stati sequestrati dalla sezione operativa navale della guardia di finanza di Manfredonia con il reparto operativo aeronavale della finanza di Bari.

Due pescatori di frodo sono stati individuati nel corso dei controlli e sanzionati per 4.000 euro. Gli è stata anche sequestrata la bombola usata per le immersioni.

I ricci sono stati rigettati in mare, così da assicurarne la sopravvivenza e garantire il ripopolamento dei fondali, anche in considerazione dell’importante compito – spiegano dalla guardia di finanza – affidato a tali piccoli animali a tutela dell’equilibrio dell’ecosistema marino. La pesca del riccio di mare è temporaneamente vietata lungo le coste pugliesi al fine di consentirne il ripopolamento.

Intercettato drone diretto al carcere di Foggia, sequestrati droga e cellulari: mezzo stordito dal jammer

Un drone che trasportava droga e telefoni è stato intercettato da un’agente della polizia penitenziaria in servizio sul muro di cinta del carcere di Foggia, mentre volava in direzione del penitenziario. Il drone è stato colpito dalla scarica di un jammer, strumento utilizzato come disturbatore di frequenze, perdendo il pacco che trasportava.

Lo rende noto il segretario nazionale del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) Federico Pilagatti. L’episodio risale alla mezzanotte di sabato.

Il personale in servizio – fa sapere il Sappe – ha recuperato un pacco abbandonato dal drone contenente tre telefoni cellulari e sostanza stupefacente, hashish e marijuana, mentre il drone, dopo lo stordimento dovuto alla scarica del jammer, ha ripreso a funzionare venendo recuperato da ignoti all’esterno del carcere.

Il sindacato sollecita nuovamente “l’amministrazione penitenziaria ad intervenire con urgenza al fine di ridurre il sovraffollamento del penitenziario foggiano, il più alto della nazione (+220%), nonché inviare un nucleo di almeno 50 unità di poliziotti penitenziari, poiché la lotta si fa serrata non solo all’interno, anche all’esterno del penitenziario come i continui viaggi di droni dimostrano”.

Estorsione, furto e ricettazione: confiscato appartamento da 300mila euro a pregiudicato di Casamassima

La Guardia di Finanza ha confiscato un appartamento (e relative pertinenze) del valore di circa 330mila euro ad un pluripregiudicato di Casamassima. Le indagini hanno accertato uno stile di vita completamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

L’uomo è stato condannato in passato per associazione a delinquere, estorsione, furto e ricettazione. L’appartamento è stato ritenuto acquistato con denaro accumulato negli anni e derivante secondo la tesi del Tribunale di Bari – dal frutto di attività illecite. Lo stesso appartamento era già stato sequestrato a gennaio 2025 e oggi, al termine delle indagini, è stato sottoposto a confisca (non ancora definitiva).

Terrore a Ceglie Messapica, marito e moglie sequestrati nel seminterrato della villa: ladri via con soldi e gioielli

Attimi di terrore nella serata di ieri nella contrada Fedele Grande a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove tre banditi sono riusciti ad entrare in una villa.

All’interno un cardiologo, fermato all’esterno dai banditi, e sua moglie. I due sono stati rinchiusi in una stanza del seminterrato mentre i ladri si sono impossessati di soldi e gioielli dopo aver aperto la cassaforte, prima di darsi alla fuga.

Chi è entrato in azione lo ha fatto con il volto coperto dai passamontagna. Il professionista è riuscito comunque a lanciare il segnale d’allarme tramite il dispositivo antirapina di sua dotazione consentendo alle guardie Cosmopol di intervenire.

Una di loro ha sentito le urla dallo scantinato e ha liberato il medico e la moglie. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri per i rilievi. Il bottino è ancora in corso di quantificazione.

Frode sui bonus edilizi, nei guai marito e moglie: sequestrati beni per 870mila euro a Bari

La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi.

Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati.

I militari evidenziano che l’uomo avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza di alcune somme trasferendole all’estero tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

Le complesse attività svolte dalla Guardia di finanza, informano i militari in una nota, consistite nell’analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie per dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, “hanno consentito di accertare che la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, un tale accrescimento patrimoniale”.

Il mercato ittico di Manfredonia controllato da padre e figlio: maxi sequestro da un milione di euro

È stato stimato in circa un milione di euro il valore complessivo dei sequestri operati dalla direzione investigativa antimafia di Foggia e dai carabinieri del Ros a carico di un presunto capo clan di Manfredonia (Foggia) e di suo figlio.

I sequestri hanno riguardato un’azienda operante nel settore ittico e tre unità immobiliari due delle quali in provincia di Varese. La Dia e i Ros hanno dato esecuzione ai sequestri nell’ambito dei procedimenti per l’applicazione di misure prevenzione disposti dal tribunale di Bari su proposta del procuratore della Repubblica distrettuale di Bari e del direttore della Dia.

La misura, stando a quanto si apprende, riguarda il patrimonio immobiliare di uno dei principali protagonisti delle dinamiche mafiose garganiche degli ultimi anni e da sempre organico ai sodalizi di quell’area, e di suo figlio il quale avrebbe partecipato alle attività mafiose in particolare nella città di Manfredonia: qui, come emerso dalle indagini dell’operazione antimafia Omnia Nostra, padre e figlio controllavano anche buona parte del mercato ittico.

Gli investigatori spiegano che “a seguito dei complessi accertamenti personali e patrimoniali hanno documentato come i due abbiano accumulato illecitamente ricchezze, controllato una parte del tessuto economico locale e realizzato investimenti a fronte di un’ampia sproporzione tra le loro capacità reddituali dichiarate e la reale consistenza dei patrimoni a loro ascrivibili”.

Evasione fiscale e fatture false nel nord Barese, sequestro da 30 milioni: 7 indagati. Tra loro un consigliere comunale

Un giro di fatture false messo in piedi a Margherita di Savoia, nel nord Barese, per non pagare le tasse. Un sistema che ha coinvolto società definite casseforti in cui sarebbero confluiti i proventi dell’evasione fiscale.

È quanto accertato dai finanzieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, con l’inchiesta denominata ‘Game over’ che ha portato al sequestro di beni, mobili e immobili, per un valore di 30 milioni di euro e alla iscrizione nel registrato degli indagati di sette persone, di età compresa tra i 40 e i 70 anni, tra cui c’è un consigliere comunale di Margherita di Savoia.

Le accuse, contestate in concorso e a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. I sigilli riguardano dieci immobili, 36 auto, una imbarcazione di lusso, 29 quote di partecipazioni societarie, denaro contante, 83 conti corrente, gioielli e orologi di ingente valore economico.

L’indagine, durata un anno, è scaturita da alcuni controlli delegati dalla Procura di Trani ai finanzieri che hanno scoperto “un complesso meccanismo di evasione fiscale” messo in piedi attraverso “l’istituzione e la gestione di una galassia di società riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso gruppo di affari”, si legge in una nota dei militari. A essere attive, prosegue la nota, erano società “cartiere operanti nel settore del commercio ittico all’ingrosso e società cassaforte” considerate “custodi di immobili e mobili in cui venivano investite e schermate le ricchezze accumulate illecitamente”.

Così gli indagati avrebbero evaso le imposte sui redditi e il pagamento Iva per 60 milioni di euro. Le società cartiere, dopo aver accumulato ingenti debiti tributari, venivano “poste in liquidazione volontaria e cessate per eludere la responsabilità della frode fiscale”. In questo modo gli indagati sarebbero riusciti a “sottrarsi a ogni titolo esecutivo di richiesta debitoria”, si evidenzia nella nota della Guardia di finanza. Il sequestro effettuato è finalizzato alla confisca.

Polpette preparate con carne scaduta e congelata, sequestri nel Leccese: blitz dei Nas. Multa da 2mila euro

Polpette preparate con carni scadute e congelate con sistemi non idonei. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas in una azienda del Leccese, specializzata nel deposito, sezionamento e lavorazione carni, in cui hanno sequestrato più di nove quintali di alimenti a base di carne animale in cattivo stato di conservazione.

La Asl di Lecce ha disposto la sospensione dell’attività produttiva che avveniva in “locali con gravi carenze igienico sanitarie e strutturali”. Il responsabile aziendale è stato denunciato e sanzionato per duemila euro mentre il valore della merce sequestrata è di 10mila euro.

Secondo quanto accertato dai militari del Nucleo antisofisticazione “i preparati alimentari, quali polpette e polpettoni” sarebbero stati fatti con “materie prime con data di scadenza superata e sottoposte alla procedura di congelamento con sistemi non idonei”.