“Tu puzzi di merda”. Il commento di Labianca, incalzato dalla nostra telecamera, ha letteralmente mandato in tilt il nostro Antonio che ha deciso così di andare in giro per la città di Bari a farsi annusare dai passanti. In tanti si sono prodigati per la giusta causa.
Frosinone-Bari, cercando di entrare allo stadio con i fumogeni: daspo per due 20enni tifosi biancorossi
Durante i controlli ed il filtraggio della tifoseria prima della partita di Serie B tra Frosinone e Bari disputata allo stadio Stirpe del capoluogo ciociaro, due tifosi pugliesi sono stati segnalati bloccati e segnalati alla Procura della Repubblica di Frosinone: sono stati trovati in possesso di due torce da segnalazione, il cui ingresso è vietato negli stadi.
A denunciarli è stata la Polizia di Stato, al termine dei filtraggi compiuti dal personale della Digos e del Commissariato di Fiuggi. I due tifosi hanno circa 20 anni e sono residenti in provincia di Bari. Nei loro confronti, oltre alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria, il Questore ha adottato il Daspo. Il provvedimento di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive ha la durata di due anni.
Bari, mense scolastiche senza pace. Addio alla plastica arrivano le stoviglie: ma i genitori segnalano piatti sporchi
Stop alla plastica e ai materiali monouso nelle mense scolastiche di Bari. La nuova organizzazione del servizio punta su stoviglie riutilizzabili in acciaio e melamina, lavate e igienizzate direttamente negli istituti grazie all’introduzione di lavastoviglie professionali. Una scelta in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e con i Criteri Minimi Ambientali previsti dalla normativa.
Tuttavia, il cambiamento ha sollevato le proteste di diverse famiglie. Secondo alcune segnalazioni, soprattutto dal plesso San Filippo Neri, alcuni bambini avrebbero ricevuto piatti opachi o con residui di precedenti pasti, oltre a caraffe d’acqua senza adeguata tracciabilità. Critiche che hanno portato il caso anche all’attenzione del Comune.
L’assessore alla Pubblica Istruzione, Vito Lacoppola, difende la scelta. “Si tratta di una soluzione prevista dalla legge, che garantisce sicurezza e qualità del servizio, soprattutto in refettori con molti alunni”. L’assessore sottolinea inoltre che l’iniziativa risponde anche alle richieste dei genitori, che avevano segnalato la scarsa qualità delle posate usa e getta, spesso soggette a rottura.
La gestione del servizio, affidata alla ditta Ladisa, ha previsto l’installazione di attrezzature di lavaggio professionali e sistemi di distribuzione dell’acqua con filtri forniti dall’Acquedotto Pugliese. Al momento, il nuovo sistema interessa circa 3.200 studenti su oltre 5.000 iscritti al servizio mensa, mentre per le altre scuole si stanno valutando soluzioni logistiche.
La vicenda è ora al vaglio della commissione consiliare Qualità dei Servizi. Il presidente, Carlo Patruno, ha annunciato sopralluoghi per verificare le criticità segnalate, non solo sulle stoviglie e sull’acqua, ma anche su altri aspetti del servizio, come la presunta mancanza dei dispositivi antirabbocco per l’olio extravergine.
Bari, pentito Sabino Pace dei Parisi. Era il reggente del clan a Sannicandro: “Ho sempre venduto droga all’ingrosso”
“Sono sempre stato un venditore all’ingrosso di stupefacenti” Con queste parole Sabino Pace, 42 anni, detto “Bino”, ha esordito davanti al Tribunale di Bari, confermando la sua decisione di collaborare con la giustizia. Considerato il reggente del clan Parisi a Sannicandro di Bari, l’uomo è ritenuto uno dei principali responsabili della gestione dello spaccio nella zona.
Comparso in videoconferenza, Pace ha ribadito le accuse nei confronti degli ex sodali, iniziando a ricostruire le dinamiche del traffico di droga. Il suo pentimento è maturato nell’ambito di un procedimento legato a un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari, che lo indica come capo di un gruppo criminale operativo sul territorio. Le indagini hanno rivelato anche l’uso della piattaforma Telegram per organizzare gli ordini di stupefacenti.
Pace era già stato arrestato in una maxi operazione antidroga tra Bari e provincia, che aveva coinvolto complessivamente 38 persone. In precedenza era finito in manette anche per altri reati, tra cui estorsione, minacce a pubblico ufficiale e incendio doloso: nel 2014 aggredì un dipendente comunale e diede alle fiamme l’auto di un gioielliere.
Dopo la scelta di collaborare, è stato trasferito in una struttura carceraria lontana dalla Puglia. Secondo indiscrezioni, anche i suoi familiari sarebbero stati spostati in una località protetta.
IL LEGALE – Festa del Papà. Genchi: “Stessi diritti delle mamme. No all’abuso del codice rosso”
Oggi 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, si celebra anche la festa del papà. Quinto Potere, nel corso di questi anni, ha acceso i suoi riflettori anche sulle storie di alcuni padri di famiglia e sulle loro battaglie giudiziarie. Abbiamo deciso di affrontare l’argomento anche con l’avvocato Genchi nella nuova puntata della rubrica Il Legale.
Barletta, uomo sequestrato e picchiato per un debito non saldato: 4 arresti. Uno è indagato per l’omicidio Diviesti
Quattro persone sono finite in carcere con l’accusa di aver sequestrato e aggredito un uomo per un debito non saldato. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, su coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip.
Gli arrestati, tutti barlettani tra i 22 e i 59 anni, sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di violenza privata e tentata estorsione ai danni di un 47enne della stessa città.
Le indagini sono partite da una segnalazione anonima che denunciava il sequestro di un uomo, costretto a salire in auto contro la sua volontà. Grazie alle immagini di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto: la vittima sarebbe stata portata in un bar e picchiata con violenza, anche utilizzando un bastone e uno sgabello.
Rintracciato dagli agenti, il 47enne ha confermato che l’aggressione era legata a un debito. La gravità dei fatti ha spinto la Procura a richiedere un intervento immediato, con l’arresto dei responsabili.
Tra gli indagati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio del 26enne Francesco Diviesti, ucciso lo scorso aprile in un delitto aggravato dal metodo mafioso.
Bari, tassisti nel mirino dei ladri. Nuovo furto in stazione: rubato il telefonino dal taxi
Ancora un episodio di furto ai danni di un tassista nel capoluogo pugliese, segnale di un fenomeno che desta crescente preoccupazione tra gli operatori del settore. L’ultimo caso si è verificato questa mattina, intorno alle 10.30, presso la fermata taxi della stazione ferroviaria.
Secondo quanto ricostruito, il conducente si era allontanato per pochi istanti dal veicolo per gettare alcuni rifiuti in un cassonetto. Al suo ritorno, il cellulare di servizio era già stato sottratto. Si tratta dell’ennesimo episodio simile registrato in città.
Polizia Locale Bari, pochi agenti nei luoghi critici della città e per ore sotto la pioggia. I sindacati: “Insostenibile”
Criticità organizzative, carenza di programmazione e condizioni di lavoro ritenute inadeguate. È la denuncia delle organizzazioni sindacali della Polizia Locale di Bari – Cisl FP, UIL FPL e C.S.A – che parlano di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiedono interventi urgenti all’amministrazione.
Nel mirino dei sindacati finisce innanzitutto la gestione complessiva del corpo, accusata di mancare di un indirizzo chiaro e coerente. Tra i casi più critici viene segnalato il presidio del Molo San Nicola, considerato un’area particolarmente delicata: secondo le sigle, l’impiego di appena due unità, prive di adeguati dispositivi di sicurezza e senza un piano operativo strutturato, esporrebbe il personale a rischi concreti.
Critiche anche per la gestione della viabilità durante la manifestazione di auto d’epoca del 15 marzo. L’utilizzo di sole tre pattuglie avrebbe provocato, secondo i sindacati, “il collasso della città”, costringendo il restante personale a intervenire in emergenza, tra disagi per i cittadini e difficoltà operative per gli agenti.
Non meno gravi, secondo le organizzazioni, le condizioni di lavoro. Viene citato in particolare un episodio del 17 marzo, quando alcuni agenti sarebbero rimasti per ore sotto la pioggia senza possibilità di rientrare in sede per cambiarsi, nonostante la richiesta.
I sindacati chiedono ora risposte immediate: revisione del presidio al Molo San Nicola, accertamento delle responsabilità per la gestione dell’evento del 15 marzo e chiarimenti sulle disposizioni impartite al personale. In assenza di interventi concreti, annunciano, saranno avviate tutte le forme di mobilitazione consentite. “Non è più tempo di giustificazioni, è tempo di responsabilità”, concludono.
Preso di mira dal branco, calci e pugni nel treno. Marco sotto shock: “In tanti hanno solo guardato”
Abbiamo intervistato il 24enne Marco, vittima di un’aggressione brutale e senza motivo sulla linea Foggia-Bari la sera del 28 febbraio. Il giovane è stato accerchiato prima sul treno, poi sulla banchina della stazione di Bisceglie, da 15 ragazzi che lo hanno minacciato e picchiato: 14 dei presunti autori, tutti minorenni, sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza. Marco ci ha raccontato come è andata.
Auto rubate, scoperta centrale illegale per smontaggio e ricettazione a Taranto: sorpreso un uomo all’interno
Una centrale illegale per lo smontaggio e la ricettazione di auto rubate è stata scoperta dai Carabinieri Forestali alla periferia di Taranto, al termine di un’operazione condotta anche con l’ausilio di un drone.
Nel corso del controllo, i militari hanno sorpreso un uomo mentre smontava due veicoli all’interno di un’area di circa 500 metri quadrati. Sul posto sono state trovate migliaia di componenti automobilistiche – tra cui motori, paraurti e sportelli – accatastate sia all’aperto che nei locali di un fabbricato.
Presenti anche diversi veicoli, alcuni privi di targa e in stato di abbandono, altri in fase di smontaggio. Gli accertamenti hanno rivelato che almeno parte dei mezzi risultava rubata, mentre numerosi pezzi di carrozzeria apparivano non riconducibili ai veicoli presenti.
Secondo le indagini, il sito era gestito dal titolare di un garage cittadino, che operava senza autorizzazioni ambientali, smontando auto per rivendere i pezzi e accumulando il materiale inutilizzato, trasformando l’area in una discarica abusiva con potenziali rischi ambientali.
Il 56enne è stato denunciato per ricettazione e reati ambientali. L’intera area, insieme ai veicoli e ai rifiuti speciali, è stata posta sotto sequestro.










