Imprenditore indagato per violenza di genere: sequestrati immobili e 185 auto per un valore di 650 mila euro

Non avrebbe comunicato la variazione del suo patrimonio intestando l’azienda a terzi per evitare controlli da parte del fisco e della Guardia di finanza. E invece i finanzieri, che lo controllavano a causa dei suoi precedenti per stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza di genere, lo hanno scoperto. E così, al termine degli accertamenti, il tribunale di Trani ha disposto il sequestro dei suoi beni per circa 650mila euro e dell’intero compendio aziendale.

L’indagato, un imprenditore specializzato nel commercio di auto di Andria, per raggirare “le norme in materia di misure di prevenzione patrimoniali ha attribuito fittiziamente la titolarità dell’intero compendio aziendale di proprietà” a un’altra persona a cui avrebbe conferito “procura speciale per l’amministrazione di tutti i suoi beni, configurando così l’ulteriore fattispecie delittuosa”, si legge in una nota della finanzia.

Le indagini sono state mirate “a verificare se l’uomo sottoposto a misure di prevenzione personale avesse incrementato e riorganizzato il proprio patrimonio dopo la commissione di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza di genere”, continua la nota. I sigilli riguardano 185 auto del valore di 564mila euro, 29 immobili e 800 euro in contanti a cui si aggiunge la sede aziendale.

Schianto moto-trattore ad Andria: muore in ospedale il 48enne Matteo Cannone

Un motociclista di 48 anni è morto a causa delle gravi ferite riportate dopo essersi scontrato con un trattore. L’incidente è avvenuto stamani sulla tangenziale di Andria.

La vittima, che si chiamava Matteo Cannone, era in sella a una moto di grossa cilindrata. Soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Bonomo, è morto poco tempo dopo.

Sull’accaduto indaga la polizia locale che sta vagliando la posizione del conducente del mezzo agricolo rimasto illeso.

Operaio di 65 anni cade da impalcatura nel vuoto e muore in ospedale, aperta inchiesta ad Andria: 3 indagati

È stata eseguita nelle scorse ore l’autopsia sull’operaio di 65 anni morto dopo una settimana di coma nell’ospedale di Andria dove è stato ricoverato a seguito della caduta da una impalcatura.

L’incidente è avvenuto in un capannone di via Canosa, ad Andria. Secondo quanto emerso finora, la vittima avrebbe messo un piede in fallo per poi cadere nel vuoto.

La procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo disponendo l’esame autoptico anche per chiarire se l’operaio sia stato colpito da malore prima di precipitare nel vuoto. Le persone iscritte nel registro degli indagati, come atto dovuto, sarebbero tre. Indagini sono in corso da parte della polizia.

Andria, schianto moto-trattore sulla tangenziale: grave centauro 48enne. Illeso l’agricoltore

Un motociclista di 48 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla tangenziale di Andria in direzione nord.

Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo era in sella a una moto di grossa cilindrata che, per cause in fase di accertamento, si è scontrata con un trattore. Il 48enne ha riportato una contusione toracica e una grave frattura a un ginocchio.

Soccorso dal personale del 118, è stato classificato come codice rosso e trasportato all’ospedale Bonomo. Illeso il conducente del mezzo agricolo. Sull’accaduto indaga la polizia.

Andria, investita da Smart in via Nenni: 11enne ancora ricoverata a Bari. Oggi nuove indagini

La ragazzina di 11 anni, investita martedì pomeriggio in via Nenni ad Andria da una Smart guidata da un 20enne del posto, è ancora ricoverata all’ospedale Pediatrico di Bari. Ha rimediato fratture al bacino e al ginocchio.

Il giovane alla guida dell’auto si è fermato per prestare soccorso ed è stato lui a chiamare il 118. L’11enne stava attraversando la strada, oggi sono previsti nuove indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Fabbro e parrucchiere abusivo, blitz della Finanza ad Andria: sequestrati locali e attrezzature. Multe da 10mila euro

Blitz della Guardia di Finanza ad Andria. Durante le attività di controllo, i militari hanno notato un misterioso via vai di persone e mezzi vicino a due locali.

Dagli approfondimenti è emerso che un fabbro stava esercitando la professione in maniera abusiva, mentre un parrucchiere continuava a lavorare nonostante avesse chiuso la sua attività.

La Finanza ha sequestrato le attrezzature varie e i locali sono stati chiusi. Per i titolari sono scattate sanzioni fino a 5 mila euro.

Andria, investita da auto guidata un 20enne: grave bimba di 11 anni. Trasferita al Pediatrico di Bari

Una bambina di 11 anni è stata investita da un’auto guidata da un 20enne ieri pomeriggio in via Nenni ad Andria, riportando ferite gravi.

Soccorsa dal personale del 118 è stata trasportata prima all’ospedale Bonomo di Andria e poi, a causa della gravità delle lesioni, è stata trasferita in serata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia locale di Andria, l’11enne stava attraversando a piedi la carreggiata in prossimità di piazzale Mariano quando un’auto, guidata da un 20enne del posto, l’ha travolta.

La bambina dopo essere finita contro il parabrezza è stata sbalzata sull’asfalto. La posizione dell’automobilista, che si è fermato a prestare i primi soccorsi, è al vaglio degli agenti. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Estorsioni ai commercianti, armi e materiale esplosivo. Colpo al clan Pesce-Pistillo: 3 arresti ad Andria

Vittime sopraffatte dalla paura e che mai hanno sporto denuncia contro chi, con violenza e toni mafiosi, avrebbe chiesto loro soldi. Ne sono convinti gli agenti della questura di Andria che hanno arrestato tre persone.

Si tratta di uomini di età compresa tra i 34 e i 38 anni, accusati a vario titolo e in concorso, di estorsione, tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplodente in luogo pubblico ai danni di alcuni commercianti della città.

A due degli indagati la misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia barese, è stata notificata in carcere: sarebbero presunti affiliati al gruppo criminale Pesce – Pistillo, che già due anni fa sono finiti in una inchiesta nata dopo una serie di episodi violenti registrati in città tra cui la deflagrazione di un ordigno rudimentale sistemato davanti al portone di ingresso dell’abitazione di una delle vittime di estorsione e risalente al marzo 2023.

Complessivamente, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati quattro gli imprenditori locali finiti nel mirino degli indagati e che non hanno mai denunciato quanto subito. Le richieste di denaro, in base alle intercettazioni svolte, sarebbero state fatte con toni mafiosi. “Fammi capire, dobbiamo fare che ti devo bloccare tutto? Saltate”, avrebbe riferito a una vittima uno degli indagati. E ancora: “Non ho fatto niente ancora, già vai zoppo. Se scendo ti devo frantumare tutto il cervello te lo devo pestare”, frasi usate per ottenere denaro contante. I tre, per gli inquirenti, avrebbero avuto “il controllo assoluto del territorio senza incorrere in denunce o ribellioni da parte delle vittime, che versano in un totale stato di sopraffazione per il timore nei confronti del potere dell’organizzazione criminale”.

Andria, scarica rifiuti in periferia ma viene beccato dalle fototrappole: denunciato lurido 60enne. Multa da 2500 euro

Ad incastrarlo sono state le immagini delle fototrappole che lo hanno immortalato mentre lasciava rifiuti ingombranti alla periferia di Andria, in contrada Papaluca.

A identificarlo, sono stati gli agenti della polizia locale che lo hanno denunciato per abbandono illecito di rifiuti. Si tratta di un 60enne del posto che, secondo quanto accertato, nel marzo scorso sarebbe arrivato accompagnato da un’altra persona a bordo di un autocarro da cui avrebbero scaricato materassi e altri materiali di scarto.

Convocato qualche giorno fa dagli agenti, all’indagato è stata contestata la responsabilità dell’abbandono. I rifiuti sono stati intanto rimossi e il 60enne dovrà pagare 2.500 euro pari a un quarto della sanzione massima prevista dalla legge.