L’intervento a pochi giorni dall’ottavo anniversario dell’incidente ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016, sulla tratta a binario unico tra Andria e Corato, nel nord Barese, in cui morirono 23 persone.
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L’uomo, che si trova in carcere, risponde di omicidio aggravato dall’aver agito per futili motivi e con premeditazione, in danno del coniuge e alla presenza dei figli di sei e 12 anni, che erano in casa nel momento del delitto ed è accusato anche di maltrattamenti in famiglia e lesioni colpose.
Continue readingSequestri lampo ed estorsione con metodo mafioso: due arresti ad Andria. Nel mirino imprenditori
Sequestri lampo a scopo di estorsione. Soldi chiesti nel giro di poche ore a imprenditori o loro familiari per “evitare che qualcuno si faccia male”. Sarebbe stato questo il modus operandi dei due uomini di Andria arrestati dai carabinieri e accusati vario titolo, di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e tentata estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso.
In manette è finito un uomo di 47 anni mentre all’altro indagato, un uomo di 55 anni, il provvedimento è stato notificato in carcere dove si trova da qualche tempo. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, sono stati anche sequestrati alcuni quintali di marijuana. L’ordinanza, emessa dal tribunale di Bari, è stata eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Barletta – Andria – Trani con i colleghi dello squadrone eliportato carabinieri cacciatori Puglia. I dettagli dell’inchiesta denominata Codice 666, saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10:30 in procura a Bari.
Strage dei treni tra Andria e Corato, al via il processo di secondo grado: Procura chiede di ascoltare 38 testimoni
È cominciato questa mattina, in Corte d’appello a Bari, il processo di secondo grado per il disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato. Nello scontro frontale tra due treni che viaggiavano su un binario unico alternato regolato col sistema del blocco telefonico, ritenuto dall’accusa “non sicuro ed obsoleto”, morirono 23 persone e ne rimasero ferite altre 51.
In primo grado, a Trani, il 15 giugno 2023, il tribunale condannò il capostazione di Andria Vito Piccarreta (a 6 anni e 6 mesi) e il macchinista del treno partito da Andria e diretto a Corato, Nicola Lorizzo (7 anni), assolvendo 14 altri imputati ed escludendo anche la responsabilità civile di Ferrotramviaria, imputata per illecito amministrativo. Piccarreta e Lorizzo furono condannati per cooperazione in disastro ferroviario, omicidio e lesioni personali colpose aggravate dalla mancata osservanza delle norme per la sicurezza sul lavoro. Entrambi, in solido con Ferrotramviaria, dovranno risarcire i danni alle parti civili.
Nell’udienza di oggi, la Procura generale ha chiesto alla Corte (presidente Antonio Civita) di ascoltare 38 testimoni, tra cui testi della difesa già ascoltati in primo grado, funzionari di polizia giudiziaria e funzionari della Regione Puglia, oltre a consulenti tecnici di accusa e difesa. Il sostituto pg Marcello Catalano ha anche chiesto l’ammissione di una relazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2017, dichiarata inutilizzabile dal tribunale di Trani, e la disposizione da parte della Corte di una consulenza tecnica d’ufficio che valuti le diverse considerazioni tecniche, avanzate da accusa e difesa nel corso del processo di primo grado, in particolare sull’obsolescenza del sistema di interscambio dei treni. Il sostituto pg ha sottolineato, nel corso dell’udienza, la “gestione rudimentale, basata solo sulla comunicazione telefonica”, del sistema di circolazione dei treni su quella tratta, “demandato in tutto all’uomo” e quindi “fallibile”. Le difese si sono opposte alle richieste dell’accusa. La Corte deciderà sulle richieste istruttorie nella prossima udienza del 12 settembre.
Muore in casa a 68 anni, ritrovato dopo due settimane: macabra scoperta ad Andria
Un uomo di 68 anni è stato trovato senza vita nel tardo pomeriggio di ieri, nella sua abitazione di via Piemonte ad Andria. Con ogni probabilità, il decesso sarebbe stato causato da un malore improvviso e risalirebbe a più di due settimane fa.
A dare l’allarme e ad allertare il 118 è stato uno dei nipoti della vittima che viveva sola. L’uomo aveva più volte cercato di contattare lo zio e ieri, intorno alle 19, non riuscendo a mettersi in contatto lui, ha chiamato il numero di emergenza. È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per entrare nell’abitazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
Tragedia a Canosa, l’auto si ribalta e viene sbalzato fuori: muore 29enne di Andria
Tragedia nel pomeriggio a Canosa dove un 29enne, originario di Trani e residente ad Andria, è deceduto dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale. La vittima era a bordo della sua auto che si è ribaltata sulla strada che collega Lavello a Canosa, il 29enne è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. Inutili i soccorsi prestati dal 118. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine.
Traffico di droga ad Andria, condannati 18 affiliati al clan Pistillo. La Sindaca: “Macchiata la città”
Il gup del tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, ha condannato a pene comprese tra i 3 anni e i 20 anni di reclusione 18 imputati, presunti componenti di una organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga nel nord Barese. Si tratta di persone arrestate nel maggio dello scorso anno e considerate vicine al presunto clan Pistillo di Andria.
Per tutti l’accusa, contestata a vario titolo, è di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga con l’aggravante, per alcuni degli imputati, del metodo mafioso. La sentenza è stata emessa oggi a conclusione del processo celebrato con rito abbreviato. Condanna a 20 anni di reclusione per Nicola Bruno e Vincenzo Pistillo, a 19 anni per Nicola Messina e a 16 anni per Riccardo Leonetti: sarebbero loro, secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, i presunti organizzatori dei traffici illeciti.
Il gup ha anche disposto a loro carico la libertà vigilata per 3 anni. Dall’inchiesta è emerso l’importante ruolo delle donne che avrebbero contribuito allo smercio delle sostanze stupefacenti. Tra loro anche Vincenza Orlando, condannata a 14 anni di reclusione. Coloro che sono stati condannati a non meno di tre anni di reclusione sono interdetti dai pubblici uffici per 5 anni mentre quelli con una condanna a più di cinque anni di carcere, sono interdetti dai pubblici uffici in maniera perpetua e in stato di interdizione legale durante la pena. “Si tratta di pene detentive importanti e nette, per soggetti che abitualmente hanno macchiato di immoralità la città”, ha commentato la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, evidenziando che “il Comune si è costituito parte civile anche per chiedere risarcimento per i danni arrecati e per creare un monito per tutti”.
Andria, 50enne fa pipì in strada vicino scuola: multa da 250 euro. Dovrà ripulire la strada
Multato dopo essere stato sorpreso a fare pipì in strada. È successo ad Andria, nei giorni scorsi in via Farini, strada del centro cittadino dove un uomo di 50 anni è stato sanzionato dagli agenti della polizia locale con un verbale da 250 euro. Secondo quanto ricostruito, il 50enne incurante della presenza di bambini e adulti, ha fatto pipì non lontano dalla scuola Borsellino mentre studenti e insegnanti facevano ingresso in classe. A bloccarlo è stato un vigile urbano. L’uomo non solo dovrà saldare la multa ma ripulire la strada sporcata.
Andria, azzannato ai genitali dal suo pitbull in casa: 40enne grave ricoverato a Bari
Un uomo di 43 anni di Andria, nel nord Barese, ieri è stato aggredito dal suo pitbull, riportando ferite giudicate guaribili in 30 giorni. Il malcapitato era con il cane nel suo appartamento di via Caracciolo, a ridosso del centro cittadino.
Non è chiaro cosa abbia scatenato la reazione del pitbull che si è avventato sul padrone mordendogli braccia e altre parti del corpo, tra cui i genitali. Il 43enne, nonostante le ferite, è riuscito a raggiungere il balcone e a chiedere aiuto. Assieme al personale del 118, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e gli agenti della polizia locale.
L’uomo, calato dal balcone con una barella e l’aiuto di un mezzo dei pompieri, è stato portato in codice rosso prima al pronto soccorso dell’ospedale Bonomo di Andria. Poi è stato trasferito nel reparto di Chirurgia plastica del policlinico di Bari. Il cane invece, è stato sedato dai veterinari della Asl Bat (Barletta Andria Trani) e portato in un luogo sicuro.
Andria, sequestrati beni da 80 milioni di euro al 58enne Giuseppe Magno: si trova rinchiuso nel carcere di Bari
La confisca ha riguardato 119 terreni agricoli estesi per oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 23 veicoli di vario tipo tra cui 6 auto compresa una Porsche Panamera, disponibilità finanziarie, 29 immobili tra cui appartamenti, ville, locali commerciali, capannoni industriali, l’autoparco di via Canosa e l’abitazione residenziale del 58enne del valore di circa tre milioni di euro.
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