Furti, rapina e riciclaggio di mezzi rubati. Blitz dei Carabinieri ad Andria: 6 arresti

I carabinieri hanno arrestato ad Andria sei persone accusate di aver fatto parte di un gruppo che per mesi avrebbe messo a segno furti, rapine e riciclaggio dei mezzi rubati.

In quattro sono finite in carcere e due agli arresti domiciliari. Rispondono a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al compimento di furti, rapine e riciclaggio di veicoli. Le misure cautelari sono state disposte dal gip del tribunale di Trani su richiesta della procura.

L’indagine è stata denominata Raptor, ovvero Rapace, per le modalità messe in campo dal gruppo. Gli accertamenti investigativi sono iniziati nel dicembre dello scorso anno. I dettagli dell’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa nella sede del comando provinciale carabinieri Bat, a Trani.

Estorsione, ricettazione e riciclaggio. Blitz dei carabinieri a Brindisi: 5 arresti

I Carabinieri di Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. L’operazione coinvolge 5 persone, sono accusate a vario titolo di gravi reati tra cui “associazione per delinquere” finalizzata al “riciclaggio”, “estorsione”, “ricettazione”, “furto aggravato in concorso” e “violazione della sorveglianza speciale”.

Centrale di falsi diplomi a Trani, 9 arresti e 30 indagati: 8mila euro per accedere ai concorsi – I DETTAGLI

Le nove persone arrestate e portate in carcere questa mattina dalla Guardia di finanza facevano parte di un’organizzazione che rilasciava titoli di studio e professionali falsi, o comunque senza valore legale in Italia, emessi da sedicenti enti universitari, da istituti scolastici di istruzione superiore paritari, e scuole professionali dislocate in varie regioni (Lazio, Lombardia, Calabria e Sicilia). I numerosi clienti erano aspiranti insegnanti, laureati e diplomati, che pagavano 8mila euro ciascuno per conseguire un titolo e accedere a concorsi pubblici nella scuola e diventare, tra l’altro, insegnanti di sostegno.

Il giro d’affari prodotto sarebbe ingente, la Guardia di finanza ha infatti sequestrato beni per un valore complessivo di quasi 10 milioni di euro. Complessivamente sono 30 le persone indagate nell’inchiesta chiamata ‘Zero titoli’. I reati di cui sono accusate, a vario titolo e in concorso tra di loro, sono associazione per delinquere, truffa aggravata, falso materiale, corruzione e autoriciclaggio. Secondo quanto accertato dalle indagini, i principali indagati avrebbero creato un polo universitario con base operativa a Trani che si sarebbe avvalso di una rete composta da oltre 55 punti dislocati su tutto il territorio nazionale, utilizzata per reclutare i clienti. Inoltre sarebbero state costituite società di capitali all’estero (Cipro, Regno Unito e America Latina) solo in apparenza abilitate al rilascio di titoli di studio riconosciuti anche in Italia. Per pubblicizzare i corsi, venivano usati siti internet, pagine Facebook e profili WhatsApp.

La società, inoltre, consegnava pergamene, certificazioni e traduzioni giurate contraffatte, certificati di equipollenza falsamente emessi da atenei italiani (in particolare dall’Università Sapienza di Roma). Le lezioni si sarebbero svolte tramite una piattaforma web appositamente creata, su cui era caricato anche il relativo materiale didattico, di dubbia validità e veridicità. E al termine dei vari corsi sarebbero stati distribuiti i plichi contenenti le pergamene create dall’organizzazione, attestanti il conseguimento del titolo. In alcuni casi la consegna è avvenuta nel corso di eventi appositamente organizzati presso un hotel di Roma. Nel corso delle investigazioni è stato inoltre riscontrato l’inoltro via pec al ministero dell’Università e della ricerca (Mur) di centinaia di richieste di riconoscimento dei titoli universitari, prive di qualsiasi documentazione a supporto, strumentali all’ottenimento di una ricevuta di protocollo generata in automatico dal sistema informatico del dicastero, da utilizzare illecitamente per ottenere un temporaneo incarico di insegnamento.

Bari, derubate coppie a Pane e Pomodoro e a parco Perotti: arrestati due 26enni stranieri

Ieri notte i poliziotti della Squadra Volante della Questura di Bari hanno tratto in arresto due cittadini extracomunitari, entrambi 26enni. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, gli arrestati rispondono dei reati di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La notte del 3 settembre avrebbero rapinato due coppie, la prima appartatasi a bordo della propria auto nei pressi di parco Perotti, la seconda sulla spiaggia di Pane e Pomodoro.

In occasione del primo episodio, avvenuto verso le ore 00.30, uno dei due uomini sarebbe rimasto a distanza per fare da “palo”, l’altro si sarebbe avvicinato all’auto pretendendo dei soldi. Ricevuta una banconota da 10 euro, notando che la vittima aveva altri soldi nel portafoglio, avrebbe alzato le pretese ed aggredito il giovane, un ragazzo di 24 anni. Dopo essersi impossessato di un’altra banconota da 20 euro e del cellulare della ragazza presente in auto, si sarebbe dato alla fuga in compagnia del complice. Trascorsa qualche ora, i due sarebbero stati coinvolti nell’aggressione subita da due giovani che si erano appartati sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. In questa occasione, con le stesse modalità, è stata presa di mira una ragazza di 19 anni, in compagnia di un 20enne, strattonata e derubata del proprio telefono cellullare.

Entrambe le coppie hanno prontamente richiesto l’intervento della Polizia di Stato, fornendo indicazioni dettagliate. I poliziotti della Squadra Volante si sono messi sulle tracce dei presunti aggressori, individuati poco prima dell’alba nei pressi di piazza Moro e tratti in arresto nonostante un tentativo di fuga. Dopo le formalità di rito, i destinatari del provvedimento cautelare sono stati condotti in carcere. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in attesa della convalida della misura cautelare da parte del Giudice, l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Assalti armati a portavalori, rapine e sequestri: 7 arresti nel Foggiano

Sette persone sono state arrestate dai carabinieri nel Foggiano perché ritenute responsabili di un assalto armato ad un portavalori, rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione, detenzione e porto di armi – anche da guerra. La maggior parte degli arrestati è di Cerignola.

Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura.
L’inchiesta riguarda un assalto ad un furgone portavalori, avvenuto il 3 dicembre 2021 ad Ascoli Satriano lungo la S.S. 655, e almeno una tentata rapina ad un altro portavalori, avvenuta il successivo 21 gennaio nella stessa zona , che fallì per l’attivazione dei mezzi di sicurezza del blindato. Ad agire fu un commando armato con pistole e fucili da guerra giunto a bordo di autovetture di grossa cilindrata utilizzate per lo speronamento del portavalori che per la fuga utilizzò mezzi pesanti per lo sbarramento della strada e bande chiodate per inibire la circolazione dei veicoli.

Nel corso dell’indagine i carabinieri hanno ricostruito tre rapine commesse tra le province di Foggia e Bat ai danni di altrettanti autotrasportatori, contestate a vario titolo a quattro indagati, i quali – con il concorso di complici non identificati – avrebbero fermato lungo la strada gli autisti degli autoarticolati, costringendoli a consegnare loro il mezzo e abbandonandoli in un luogo isolato.

Orrore a Massafra, violenza sessuale di gruppo in campagna: vittima una 23enne. Arrestati tre uomini di Palagiano

Una 23enne ha denunciato di aver subito una violenza sessuale di gruppo, la notte tra il 30 e il 31 agosto scorsi, nelle campagne di Massafra, in provincia di Taranto. Dopo il racconto della giovane, raccolto dai carabinieri in ospedale dove la 23enne è andata subito dopo gli abusi, sono stati fermati e portati in carcere un 23enne, un 27enne e un 34enne con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.

La notizia è pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Secondo quanto ricostruito, la ragazza stava tornando a casa verso le due di sabato mattina, in compagnia di due amici, un uomo e una donna. Durante il tragitto sono stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre arrestati che hanno offerto loro un passaggio. L’invito è stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto.

Gli amici della 23enne sono stati accompagnati a casa per primi mentre la giovane, rimasta sola in auto, è stata portata in campagna dove è stata violentata. Dopo avere abusato di lei, i tre l’hanno riportata a casa, facendola scendere dall’auto poco prima di arrivare, intimandole di non raccontare nulla. La ragazza, però, ha chiamato suo fratello e con lui ha raggiunto l’ospedale dove i medici hanno accertato la violenza sessuale e hanno attivato il protocollo previsto in questi casi contattando le forze dell’ordine. I carabinieri hanno raccolto la testimonianza della ragazza e sono riusciti a individuare l’auto dei tre mentre erano ancora in giro.