Costringe una donna a prostituirsi in cambio di sesso e soldi per 6 anni: arrestato 63enne

Un uomo di 63 anni è stato arrestato a Palagiano con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione, minacce, atti persecutori ed estorsione. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe costretto dal 2019 una 50enne a prostituirsi, accompagnandola agli incontri con i clienti e mettendole anche a disposizione un camper.

A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata dalla vittima. L’uomo in cambio ha preteso denaro e favori sessuali. Negli ultimi mesi, dopo il rifiuto della donna di continuare, si sono intensificate le minacce e le richieste estorsive. Il 63enne sarebbe arrivato a pedinarla e ad aggredirla verbalmente in pubblico.

Paura a Molfetta, armato e mascherato fa irruzione in banca ma il colpo fallisce: 50enne arrestato durante fuga

Attimi di paura questa mattina a Molfetta dove un 50enne di Cerignola, noto alle Forze dell’Ordine, ha fatto irruzione nell’Unicredit di piazza Garibaldi, con il volto coperto da una maschera in silicone e impugnando un taglierino.

Ha minacciato il direttore dell’istituto bancario e i dipendenti, seminando terrore tra i clienti presenti. Il colpo però non è andato a buon fine perché le casse erano bloccate, così il 50enne ha tentato di fuggire. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia Locale che ha fermato il rapinatore che nel 2008 rapinò una banca a Ruvo di Puglia.

Il 50enne è stato arrestato, accusato di tentata rapina aggravata, prima di essere portato nel penitenziario di Trani. Due persone, in evidente stato di shock, sono state soccorse sul posto dal 118.

Torna la paura a Molfetta dopo la rapina avvenuta al centro commerciale di qualche settimana fa, con annessa sparatoria all’esterno. Anche in quel caso il rapinatore entrò in azione con una maschera in silicone, salvo poi essere fermato all’uscita da passanti e da un carabiniere in pensione.

Lecce, picchia e minaccia i genitori. Poi distrugge casa: minorenne arrestato finisce in carcere a Bari

Con l’accusa di aver picchiato i genitori di 57 e 61 anni e di aver rivolto nei loro confronti ingiurie, minacce, umiliazioni verbali e di aver danneggiato gli arredi dell’abitazione di famiglia, un minorenne è stato arrestato a Lecce e condotto nell’Istituto penale per minori di Bari. L’arresto è stato disposto dalla magistratura minorile salentina ed eseguito dai carabinieri.

Le indagini sono state avviate dopo una richiesta di intervento dei Carabinieri presso l’abitazione delle vittime per un’aggressione in atto e sono avvalorate dall’ascolto delle vittime, dall’acquisizione delle certificazioni mediche rilasciate alle persone offese, dai video e dalle foto dalle stesse realizzati che – secondo l’accusa – “documentavano in maniera incontrovertibile le condotte di maltrattamento e di danneggiamento degli arredi dell’abitazione” da parte dell’indagato.

Il gip che ha emesso la misura cautelare ha riconosciuto la sussistenza di un grave quadro indiziario a carico del ragazzino ed il pericolo di reiterazione dei reati.

Film horror a Torre Canne. Aggredisce donna in spiaggia, le strappa i vestiti e la insegue in auto: arrestato 44enne

Un 44enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di violenza sessuale, lesioni personali e violenza privata nei confronti di una donna.

L’episodio è avvenuto a Torre Canne il 22 settembre 2025. La vittima, dopo un bagno, è stata raggiunta in spiaggia dall’uomo che l’ha aggredita, bloccata e spinta a terra.

Il 44enne avrebbe a questo punto tentato di avere con lei rapporti sessuali, strappandole gli indumenti intimi. La vittima è riuscita a scappare e a raggiungere l’auto, ma l’aggressore l’ha inseguita costringendola così a fermarsi sulla strada.

Solo una manovra rapida in retromarcia ha permesso alla donna di scappare. L’uomo è stato poi identificato e arrestato, prima di essere associato alla Casa Circondariale di Brindisi e sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia.

Supermercati rapinati nel Barese, armato va via con un bottino di 4mila euro: arrestato 23enne – VIDEO

Lo scorso 30 settembre, al termine di una articolata attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di Putignano (BA) hanno eseguito una ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Bari, nei confronti di T.F., 23enne, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di aver commesso quattro rapine in danno di supermercati della provincia di Bari e già ristretto per altra causa presso la Casa Circondariale di Lucera (FG).

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I colpi, messi a segno con l’utilizzo di armi, hanno fruttato al malvivente un bottino di circa 4.000 euro. Fondamentale, per l’individuazione del giovane, sono risultate le testimonianze raccolte e le immagini fornite dai sistemi di videosorveglianza.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Folle inseguimento da Ostuni a Bari: ladro d’auto di Cerignola arrestato dalla Polizia a San Girolamo

Furto d’auto finito male per un ladro di Cerignola partito da Ostuni. È stato intercettato in piena notte dal proprietario del veicolo che lo ha inseguito a bordo di un’altra vettura.

Il ladro ha tentato più volte di buttarlo fuoristrada senza riuscire, prima però di far perdere le proprie tracce a Monopoli.  Arrivato a Bari però è stato intercettato in tangenziale dalla Polizia.

Le pattuglie lo hanno inseguito e accerchiato, gli agenti sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo.  L’auto è stata riconsegnata al legittimo e coraggioso proprietario.

Accoltella e uccide il compagno, 30enne arrestata a San Severo per l’omicidio La Pietra: “Non è stato un incidente”

Soccorsa Marino, 30enne di San Severo, è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso con una coltellata all’addome il compagno coetaneo Mario La Pietra, assassinato la sera del 5 marzo nel suo appartamento in Vico Barone a San Severo.

La vittima fu ritrovata dal 118 con una vistosa e profonda ferita all’addome provocata da un coltello da cucina e fu trasportata in ospedale dove morì dopo alcune ore.

La 30enne in un primo momento parlò di una coltellata partita accidentalmente nel corso di un litigio, ma sono emerse diverse contraddizioni dal suo racconto.

Raccontò anche di essere stata strattonata e tirata per capelli dal marito mentre teneva in braccio il figlioletto di un anno. Per evitare che il piccolo cadesse o si facesse male, nel tentativo di divincolarsi, affermò di aver involontariamente procurato la ferita all’addome all’uomo, rivelatasi poi mortale.

“Ti ammazzo oggi devi morire”, accoltella 30enne alla gola in piazza Umberto: arrestato algerino a Bari

La mattina dello scorso 30 agosto, personale della Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di un cittadino algerino di 31 anni, con precedenti di polizia per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, rapina e furto, che ha attentato, con un grosso coltello, alla vita di un cittadino gambiano di 30 anni, in Piazza Umberto. Accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’operazione di polizia giudiziaria, che ha consentito di trarre in arresto lo straniero, è il frutto di una più ampia ed articolata attività di prevenzione e repressione avviata, a Bari, nelle principali piazze del centro cittadino, da parte della Polizia di Stato; infatti, mentre i poliziotti dei “Falchi”, della Squadra Mobile della Questura di Bari, erano appostati nella citata piazza, al fine di prevenire la consumazione di eventuali reati predatori, hanno assistito all’accoltellamento del ragazzo gambiano, da parte del cittadino algerino.

Quanto alle modalità dell’aggressione, la vittima, mentre era seduta, con la sua compagna, su una panchina, è stata, improvvisamente, bloccata alle spalle dall’aggressore, il quale, con mossa fulminea, ha estratto dal pantalone un grosso coltello da cucina ed ha sferrato un fendente indirizzato verso la gola, urlando, contestualmente “…vieni qua ti ammazzo…oggi devi morire”; fortunatamente, però, la veloce reazione di protezione della vittima ha permesso che il colpo non raggiungesse sue parti vitali, bensì la mano.
Nel frattempo, gli agenti hanno immediatamente raggiunto il luogo dell’aggressione, bloccando e disarmando l’algerino, evitando, così, ulteriori, più gravi, conseguenze.

La vittima è stata soccorsa e trasportata presso il nosocomio cittadino “Policlinico”, dove ha ricevuto le cure del caso, per poi essere dimessa con una prognosi di 30 giorni per “ferita lacerocontusa della regione laterale della mano sinistra con frattura parzialmente scomposta della base della testa del V metacarpo”.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Consegna cellulare a detenuto in carcere, sorpreso dagli agenti penitenziari: arrestato avvocato di Brindisi

Un avvocato del foro di Brindisi è stato arrestato dopo aver tentato di consegnare un cellulare ad un detenuto nel carcere di Palermo. Il legale aveva chiesto un colloquio con il suo assistito, condannato in primo grado a 20 anni accusato di fare parte della Sacra Corona Unita. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno notato però il passaggio del cellulare.

Follia a Molfetta, tenta di dare fuoco alla moglie e la ferisce alla gola davanti alla figlia di 10 anni: arrestato 43enne

Prende una tanica di liquido infiammabile e un accendino con l’obiettivo di dare fuoco alla moglie sotto gli occhi della figlia di 10 anni, non riuscendo nel suo intento impugna un coltello, l’afferra dalla gola e la ferisce.

L’episodio è accaduto ad agosto a Molfetta, i Carabinieri hanno arrestato un 43enne del posto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Tutto ha avuto origine dalla morbosa gelosia dell’uomo e dell’abuso di sostanze stupefacenti. Le violenze domestiche sarebbero andate avanti per anni.

Lo scorso mese, dopo l’ennesima lite, l’episodio più violento. La donna è riuscita a salvarsi sottraendo la tanica di benzina approfittando di un attimo di distrazione da parte dell’uomo, finito prima in carcere e poi ai domiciliari.