Ladri d’appartamento, doppio furto in casa da Gioia a Putignano: arrestato 50enne barese dopo fuga a piedi

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha proceduto all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo, barese, di 50 anni, indagato con l’accusa di essere l’autore di un furto e di un tentato furto in abitazione.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Il provvedimento cautelare in argomento è stato emesso a seguito di quanto emerso dalle attività d’indagine svolte dopo un arresto in flagranza di reato avvenuto il 18 ottobre 2025 allorquando personale della Squadra Mobile di Bari, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto al fenomeno dei furti in appartamento, riuscì a bloccare due soggetti che avevano da poco compiuto un furto in un’abitazione a Putignano dopo aver tentato di compierne un altro a Gioia del Colle.

Nella circostanza la batteria dei soggetti, oltre ai due arrestati, era composta da altre tre persone che riuscirono a fuggire. In particolare uno di loro si dileguò a piedi facendo perdere le sue tracce mentre gli altri due si diedero alla fuga a bordo di un’auto, poi successivamente rinvenuta abbandonata nelle campagne di Putignano.

Le successive indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria, consentivano, tuttavia, di poter identificare il fuggitivo appiedato, noto agli operanti, nei cui confronti è stata eseguita la misura cautelare. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, il destinatario della misura cautelare risponde, pertanto, del reato di furto in abitazione.

Bari, truffa e rapina a Carbonara. Anziana investita durante la fuga: ladro arrestato dopo tre ore ad Avellino

Si è finto emissario dei carabinieri per raggirare una donna di 74 anni e sottrarle oro e denaro, ma la sua fuga si è conclusa poche ore dopo con l’arresto in Campania. Torniamo ad occuparci di quanto accaduto ieri mattina a Carbonara in via Roppo, all’angolo con via Maria De Mattias.

Secondo la ricostruzione dei militari, l’anziana era stata contattata telefonicamente da falsi carabinieri che l’avevano convinta a consegnare gioielli e contanti a un uomo che si sarebbe presentato a casa. Poco dopo, alla porta si è presentato un giovane, descritto come robusto e con tuta e cappellino blu, che le ha strappato l’oro dalle mani ed è fuggito.

La scena non è passata inosservata: alcuni vicini sono intervenuti tentando di bloccare il ladro, arrivando ad aprire gli sportelli dell’auto – una Peugeot – con cui stava scappando. Anche la vittima ha cercato di fermarlo, ma l’uomo ha ingranato la retromarcia, travolgendola e provocandole la frattura di una gamba, prima di dileguarsi.

Immediato l’allarme al 112. I carabinieri del nucleo radiomobile di Bari hanno diffuso la targa del veicolo su tutto il territorio nazionale, con il supporto della Polizia di Stato. L’auto, risultata a noleggio, è stata intercettata e il fuggitivo, uno straniero,  è stato fermato a Grottaminarda, in provincia di Avellino, circa tre ore dopo i fatti.

La donna è stata ricoverata all’ospedale Di Venere, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico agli arti inferiori. Recuperata anche la refurtiva: circa 170 grammi d’oro, per un valore stimato di 20mila euro.

Molfetta, la Corte di Cassazione annulla l’arresto dell’ex sindaco Minervini: “Nessun indizio di colpevolezza”

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio a gennaio le misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, mettendo definitivamente fine alla vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto nel 2025.

Nelle nove pagine di motivazioni, i giudici della Suprema Corte sottolineano come “non sia prospettabile un diverso epilogo in un eventuale giudizio di rinvio”, cancellando sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che aveva disposto l’arresto, sia quella del Tribunale del Riesame che aveva successivamente attenuato la misura imponendo il divieto di dimora negli uffici comunali per un anno.

La decisione chiude il caso che aveva portato Minervini agli arresti domiciliari dal 6 al 28 giugno 2025, nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici a Molfetta. Sono rimaste coinvolte anche altre persone.

Secondo la Cassazione, per tutti e nove i capi di imputazione non sussistono indizi di colpevolezza e viene esclusa qualsiasi rilevanza penale delle contestazioni. In sostanza, l’ex primo cittadino non avrebbe dovuto essere arrestato.

La vicenda giudiziaria aveva avuto ripercussioni anche sul piano amministrativo: il Comune era stato inizialmente guidato dal vicesindaco Nicola Piergiovanni, per poi arrivare allo scioglimento dell’amministrazione a seguito delle dimissioni di tredici consiglieri. Attualmente, la gestione dell’ente è affidata a un commissario straordinario nominato dalla Prefettura.

Taranto, nel computer oltre 600 file di materiale pedopornografico: arrestato 41enne. Caccia ai complici della rete

Nella provincia di Taranto un uomo di 41 anni è stato arrestato con l’accusa di detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo custodiva nel proprio computer oltre 600 file di contenuti illeciti.

L’operazione è il risultato dell’attività di monitoraggio costante condotta dalla Polizia Postale per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori online. L’intervento è stato eseguito dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Taranto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, con un decreto di perquisizione emesso dal tribunale di Lecce.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno sequestrato anche quattro hard disk, contenenti complessivamente circa 7 terabyte di dati, ora al vaglio degli investigatori.

Al termine delle operazioni, il 41enne è stato posto agli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone, possibili collegamenti con reti esterne e la diffusione del materiale illecito.

Mesagne, spara al fratello dopo lite per questioni familiari: arrestato 47enne. La vittima è fuori pericolo

Avrebbe esploso colpi di pistola ferendo il fratello al termine di una lite per questioni familiari. Con le accuse di porto e detenzione di arma clandestina, minacce e lesioni aggravate, un 47enne è stato arrestato dalla polizia a Mesagne, in provincia di Brindisi. L’uomo si trova ora in carcere. La vicenda risale a domenica.

La vittima, trasportata in ospedale con ferite ad una gamba, non è in pericolo di vita. Gli agenti del commissariato di Mesagne hanno recuperato e sequestrato l’arma che sarebbe stata utilizzata dall’indagato, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa.

Bari, attentato sfumato nella Sala del regno dei Testimoni di Geova. Scoperto dai fedeli scappa via: arrestato 39enne

Nella prima mattinata, la Polizia di Stato, sugli sviluppi dell’attività d’indagine svolta a seguito dell’atto intimidatorio diretto nei confronti della congregazione religioso cristiana dei testimoni di Geova, dello scorso 1° marzo, ha individuato un soggetto di 39 anni, barese.

Il sospettato è accusato di fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, fabbricazione e porto di ordigno incendiario, nonché turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa. Attività di polizia giudiziaria allo stato compiuta nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Nel pomeriggio del 1° marzo, presso la Sala del regno dei Testimoni di Geova, al quartiere Carrassi, ove era in corso di svolgimento una funzione religiosa alla quale partecipavano oltre 70 fedeli, tra cui diversi bambini, un uomo – descritto dai presenti dalla apparente età di 40 anni, con occhiali da vista, italiano – ha chiesto di poter assistere alla cerimonia.

Accolta la richiesta, l’uomo si è accomodato nella zona posteriore della sala, poggiando una busta di colore celeste, di cui era munito, sul pavimento. Il forte odore di benzina proveniente dalla busta ha provocato immediatamente allarme tra i presenti che hanno così chiamato il numero di emergenza 112 Nue, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

L’uomo vistosi scoperto ha quindi abbandonato la busta e si è velocemente allontanato. Sopraggiunti gli equipaggi della Digos, delle Volanti e gli artificieri della Questura hanno constatato che all’interno della busta vi era un manufatto costituente un ordigno incendiario rudimentale, immediatamente reso inoffensivo dagli artificieri.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, anche mediante l’esame delle immagini registrate da alcuni impianti di videosorveglianza di esercizi commerciali della zona, l’uomo ha raggiunto il menzionato luogo di culto a bordo di una bicicletta a noleggio di una nota società di BIKE SHARING, portando con sé una busta di colore celeste con all’interno una tanica di plastica che poco prima aveva riempito di benzina presso una stazione di servizio ubicata nella stessa zona. Alla tanica era collegato un dispositivo rudimentale di accensione che fungeva da innesco.

Accogliendo la ricostruzione investigativa, la locale Procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le indagini preliminari, l’odierna misura che dispone l’applicazione della misura cautelare dell’arresto in carcere nei confronti del sospettato.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo allo stesso.

Bari, ragazzino accoltellato a Pane e Pomodoro: arrestato 35enne egiziano. La vittima è fuori pericolo

Un 35enne egiziano è stato arrestato e accompagnato nel carcere di Bari con l’accusa di aver accoltellato ieri sera, martedì 10 marzo, un giovane egiziano a pochi passi dalla spiaggia di Pane e Pomodoro.

L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine, è regolare sul territorio e residente nel capoluogo pugliese. La giovane vittima è stata portata al pronto soccorso del Policlinico di Bari dopo aver rimediato ferite alla testa e alla coscia destra. Fortunatamente non è in pericolo di vita.

Pretende soldi per l’alcol, distrugge casa e minaccia la madre e la sorella: arrestato 65enne a Taranto

Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte.

A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si sarebbe presentato nel primo pomeriggio nell’abitazione della sorella, dove vive anche la madre anziana, pretendendo di entrare.

Di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Una volta nell’appartamento avrebbe chiesto soldi alla madre, presumibilmente per acquistare alcol. Al diniego della donna, il 65enne sarebbe andato in escandescenza, danneggiando alcuni suppellettili e arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri.

I militari della sezione radiomobile, arrivati rapidamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza le vittime, accompagnando poi il 65enne in caserma. Nel formalizzare la querela, madre e figlia hanno raccontato che episodi simili si sarebbero verificati già in passato. L’uomo avrebbe infatti tenuto da tempo, soprattutto nei confronti dell’anziana madre, comportamenti vessatori fatti di minacce e aggressioni verbali e fisiche. Attivata la procedura prevista dal ‘codice rosso’, il 65enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto in carcere.

Bari, ruba in tre negozi e minaccia dipendente con coltello: arrestato 24enne. Recuperata merce da 10mila euro

Nella serata del 6 marzo 2026, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari e della Compagnia di Bari Centro unitamente al Personale dell’Esercito Italiano impiegato nel servizio Strade Sicure hanno arrestato un 24enne romeno ritenuto responsabile (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) dei reati di rapina, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, che si aggirava nella serata per le strade del centro con un sacco in cellophane di colore verde, si era introdotto in tre esercizi commerciali, asportando merce di vario tipo (borse, portafogli, occhiali, zaini) e, in una circostanza, minacciando anche la dipendente con un coltello. La merce per un valore complessivo di oltre 10.000 euro è stata recuperata e restituita.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Falso incidente e cauzione, truffata anziana a Cassano: arrestato 35enne napoletano

Nella giornata del 2 marzo 2026, i militari dell’Arma hanno tratto in arresto un 35enne, residente in un comune della provincia di Napoli, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di una truffa perpetrata ai danni di una donna anziana nel comune di Cassano delle Murge.

La truffa, messa in atto lo scorso 30 dicembre con il modus operandi del cosiddetto “finto incidente stradale”. In particolare, la vittima è stata contattata telefonicamente da un interlocutore che la informava di un grave incidente stradale alla nipote, responsabile del sinistro e, per tale motivo, sottoposta a fermo da parte delle Forze dell’Ordine. Alla donna veniva quindi riferito che la giovane sarebbe stata liberata solo previo pagamento immediato di una somma di denaro necessaria a coprire spese legali o cauzioni. Indotta in errore e approfittando dello stato di agitazione e preoccupazione generato dalla notizia, la vittima consegnava il denaro richiesto a un soggetto presentatosi presso la sua abitazione.

L’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, come disposto dall’Autorità Giudiziaria competente. L’individuazione del presunto responsabile è stata possibile grazie al lavoro investigativo dei militari della Stazione Carabinieri di Cassano delle Murge.

Fondamentale si è rivelata l’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, che ha consentito di individuare l’autovettura dei truffatori che si allontanava dopo il reato. Gli accertamenti successivi hanno appurato che il veicolo risultava noleggiato e attraverso ulteriori approfondimenti investigativi, i militari sono riusciti a identificare il potenziale responsabile.

L’operazione conferma l’impegno costante delle Forze dell’Ordine nel contrasto alle truffe, in particolare quelle ai danni delle persone più vulnerabili, e ribadisce l’importanza della collaborazione dei cittadini e dell’utilizzo delle tecnologie di videosorveglianza quali strumenti fondamentali per l’attività investigativa.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misura cautelare seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.