Bari, i baby Parisi e Palermiti arrestati perché meditavano vendetta contro Lavopa: “È un morto che cammina”

Il 21enne Eugenio Palermiti e il 28enne Savino Parisi, entrambi nipoti degli omonomi boss (Eugenio come suo nonno e Savino come suo zio), avrebbero potuto utilizzare le armi in loro possesso per vendicare l’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa al Bahia Beach di Molfetta il 22 settembre scorso, e il ferimento dello stesso Palermiti se lasciati in libertà. Per questo il gip di Bari ha disposto nei loro confronti la detenzione in carcere per porto e detenzione d’arma aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Bari, armi e pistola introdotta al Divinae Follie di Bisceglie: arrestati i due baby Palermiti e Parisi – VIDEO

Le indagini sull’omicidio Lopez hanno permesso anche di ricostruire un grave quadro indiziario a carico di Eugenio Palermiti, nipote dell’omonimo nonno, in ordine alla detenzione di altre due armi da sparo, una delle quali era stata introdotta, diversi mesi prima dall’evento in questione e con la complicità dell’amico Savino Parisi jr, nipote del noto capo dell’omonimo clan di Bari, all’interno del locale Divinae Follie di Bisceglie.

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Bari Vecchia, 25enne accoltellato in piazza San Pietro: convalidato il fermo del 20enne Giovanni Rossini

Convalidato il fermo di Giovanni Rossini, il 20enne di Bari arrestato lunedì dopo aver accoltellato un giovane di 25 anni in piazza San Pietro a Bari Vecchia, al termine di una lite sfociata inizialmente tra due ragazze. “Non volevo uccidere nessuno, avevo impugnato il coltello solo per intimorirli”, le parole del 20enne riportate da TgNorba. L’arrestato avrebbe raccontato di essere intervenuto in difesa di una delle ragazze e di esser stato accerchiato da tre o quattro persone. Nel corso della colluttazione ha così ferito all’addome uno di loro.

Cuoco con il “vizio” dello scippo, arrestato 35enne a Castellaneta: anziani come vittime preferite

Un uomo di 35 anni, cuoco in un lido di Castellaneta Marina, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver commesso diversi scippi e aver utilizzato un bancomat rubato alle sue vittime. I fatti risalgono alla scorsa estate, sono almeno tre gli episodi ricostruiti. Il primo a Massafra dove, con la scusa di chiedere informazioni a un’anziana signora, avrebbe fermato l’auto della vittima e, una volta abbassato il finestrino lato passeggero, avrebbe portato via la borsetta che era sul sedile anteriore. All’interno c’era denaro, carte di pagamento e documenti vari.

Dopo qualche giorno, a Castellaneta Marina, il 35enne mentre era a bordo della sua auto si sarebbe affiancato a un anziano pensionato strappandogli il borsello con all’interno denaro, effetti personali e bancomat per poi fuggire. Dopo qualche ora avrebbe colpito ancora rubando la borsa a una donna, dopo averla spinta. Dalle indagini è emerso che il 35enne avrebbe anche utilizzato uno dei bancomat rubati per effettuare acquisti in alcuni negozi, che però non sono andati a buon fine. Il 35enne è arrestato e posto ai domiciliari nella sua casa di Brindisi.

Urtano auto in retromarcia, chiedono scusa ma vengono pestati a sangue: arrestati 3 giovanissimi a Barletta

Tre giovanissimi sono stati arrestati a Barletta dalla Polizia con l’accusa di lesioni personali nei confronti di quattro coetanei, due ragazzi e due ragazze, a seguito di una violenta aggressione. I fatti sono avvenuti la notte del 24 novembre scorso a seguito di un banale incidente, ovvero una manovra in retromarcia all’interno di un parcheggio e l’urto di un’auto in sosta.

Nonostante la volontà del ragazzo di voler rimediare al danno causato i 3 giovanissimi, insieme ad un altro ragazzo minorenne, hanno prima aggredito con violenza l’autista e, successivamente, un amico intervenuto in sua difesa. A nulla è servito poi l’aiuto delle rispettive ragazze perché il gruppo ha continuato a colpire con calci e pugni le giovani vittime. I tre giovanissimi si trovano agli arresti domiciliari, al minore è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini.

Bari Vecchia, 25enne accoltellato in piazza San Pietro: arrestato l’aggressore. Lite tra ragazze all’origine

È stato arrestato il ragazzo che la scorsa notte, intorno all’una e mezza, ha ferito all’addome e al torace un ragazzo di 25 anni con un’arma da taglio in piazza San Pietro a Bari vecchia. La vittima, che non ha precedenti penali né di polizia, è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice rosso nel Policlinico di Bari dove è stata sottoposta a una laparoscopia. Si trova in coma farmacologico nel reparto di Chirurgia, nelle prossime ore potrebbe essere sottoposto ad un altro intervento chirurgico. È stato già operato all’intestino e anche al rene.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti e della Scientifica della questura di Bari e sull’accaduto indaga la Squadra mobile. Escluso che il ferimento possa essere legato alla micro criminalità. L’aggressione sarebbe nata dopo un diverbio scoppiato tra alcune ragazze. Una testimone ha permesso di ricostruire l’accaduto e alle Forze dell’Ordine di arrestare il colpevole.

Truffa a Spinazzola, si fa consegnare 30mila euro di gioielli da una donna: napoletano arrestato grazie a TikTok

I carabinieri della Stazione di Spinazzola, utilizzando il metodo d’indagine Web Patrolling, il cosiddetto “pattugliamento del web”, hanno arrestato un presunto truffatore napoletano di 28 anni. I militari, grazie all’attività di monitoraggio del social Tik Tok, sono riusciti a individuarlo. Nel mese passato, in concorso con altri al momento non ancora identificati, si è fatto consegnare da una donna un ingente quantitativo di monili d’oro per un valore di circa 30mila euro. Come? Secondo quanto ricostruito dalle indagini si sarebbe finto maresciallo dei carabinieri, affinché venisse liberato il marito della vittima trattenuto in caserma poiché aveva investito una persona.

A seguito della denuncia formale sono partite le indagini preliminari che, grazie all’analisi delle immagini di diverse telecamere di video sorveglianza acquisite nei pressi dell’abitazione della donna, nonché mediante il monitoraggio dei social, hanno portato ad individuare uno degli autori del reato di truffa aggravata. Sulla base degli esiti delle indagini svolte dai carabinieri, la Procura della Repubblica di Trani ha formulato una richiesta di misura cautelare personale che è stata accolta dal Tribunale, che ha quindi adottato la misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito, su disposizione del pubblico ministero, dai carabinieri.

 

Tenta di sequestrare bimba, arrestato a Bari il 35enne Giuseppe Lamanuzzi: sul telefono trovati video porno

Sono stati trovati numerosi video pornografici nel cellulare di Giuseppe Lamanuzzi, il 35enne arrestato dai carabinieri a Bari con l’accusa di tentato sequestro di una bambina di cinque anni. Ad evidenziarlo la gip Gabriella Pede nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale è stata disposta la detenzione in carcere dell’uomo.

Secondo l’accusa, lo scorso 2 gennaio, il 35enne, dopo essere sceso da una bici, ha afferrato la bimba per il braccio tentando di portarla via a sua madre, mentre stavano passeggiando a Bari. Le urla della donna e della bimba hanno attirato l’attenzione di altre persone e di una pattuglia dei carabinieri che lo ha bloccato mentre cercava di fuggire. L’uomo, con precedenti penali, ha ammesso di aver seguito la donna il 2 gennaio ma ha provato a difendersi sostenendo che fosse intenzionato a rubare il portafoglio alla madre della bimba, aggiungendo di non avere avuto complici a bordo dell’auto scura vista dalla donna nelle vicinanze con una portiera aperta.

E c’è un retroscena. La stessa ha affermato di averlo visto il 20 dicembre nei giardinetti di Vico Capurso, di essere stata seguita con la figlia e che lo stesso 35enne si sarebbe fermato dietro un cespuglio a masturbarsi.

Tenta di sequestrare bimba, arrestato a Bari il 35enne Giuseppe Lamanuzzi. Il giallo dell’auto con la portiera aperta

C’era anche un’auto nera con la portiera aperta vicino all’uomo che, dopo essere sceso da una bici, ha afferrato per il braccio una bimba tentando di portarla via a sua madre, mentre stavano passeggiando a Bari, lo scorso 2 gennaio. Lo ha raccontato la giovane mamma agli inquirenti, secondo quanto si evince dall’ordinanza di custodia cautelare con cui la gip Gabriella Pede ha disposto la detenzione in carcere per il 35enne Giuseppe Lamanuzzi, arrestato con l’accusa di tentato sequestro. L’uomo, che aveva precedenti penali, avrebbe provato a difendersi sostenendo che fosse intenzionato a rubare il portafoglio alla madre della bimba, e aggiungendo di non avere avuto complici a bordo di un’auto.

Agli inquirenti la donna ha riferito di aver visto un uomo incappucciato, poi identificato in Lamanuzzi, mentre seguiva lei e sua figlia a bordo di una bicicletta rossa. L’uomo, sempre secondo il racconto della donna, sarebbe sceso dalla bici in via Michele De Napoli e avrebbe afferrato la piccola per la manica sinistra. La bimba e la madre avrebbero dunque iniziato a urlare, causando la fuga di Lamanuzzi, ma sul posto sarebbe stata presente anche un’auto nera “con la portiera posteriore aperta” che sarebbe ripartita immediatamente dopo le urla delle due. I carabinieri presenti nelle vicinanze, allarmati dalle urla, avrebbero quindi inseguito Lamanuzzi che, dopo aver investito in bici un passante che aveva tentato di fermarlo, ha continuato la sua fuga a piedi prima di nascondersi sotto una macchina in via Lattanzio dove poi è stato bloccato dai militari.

Per lui è stato disposto il carcere per il pericolo di reiterazione del reato: “‘L’indagato – scrive la gip – annovera numerosi precedenti penali per evasione e violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. Ciò denota la sussistenza di una personalità refrattaria al rispetto delle disposizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria”.