Un incidente si è verificato questa mattina a Bari in via Piccinni. Coinvolte nello schianto una gazzella dei Carabinieri ed un’auto. Uno dei due carabinieri a bordo è rimasto ferito. Sul posto è intervenuto un’ambulanza (Foto Bit Live).
Estorsione, droga, armi e munizioni da guerra. Blitz dei Carabinieri all’alba: 19 misure cautelari a Bari e Canosa
Sono 19 le misure cautelari eseguite in queste ore dai Carabinieri dei comandi di Trani e Foggia tra Bari e Canosa di Puglia nell’ambito di un’indagine, denominata “Diomede”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese.
I reati contestati sono di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso, vendita e porto illegale in luogo pubblico di armi e munizioni da guerra, associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Bari, tanta mer** sui marciapiedi poca acqua ai piani alti: “Vietato lavarsi al Libertà”
Uno dei problemi della città di Bari fa riferimento ai marciapiedi invasi dagli escrementi dei cani. Soprattutto al quartiere Libertà bisogna fare sempre attenzione a dove si cammina e si è costretti a fare zig zag per evitare spiacevoli sorprese. Abbiamo rilanciato un appello caloroso ai baresi e ai residenti del quartiere con Stefano, uno dei dog sitter più conosciuti della città.
Parco Rossani, il paradiso delle coppie in amore. Sgamato il masturbatore seriale: “Decine di casi”
Ci siamo recati al Parco Rossani perché siamo sulle tracce del masturbatore seriale che si siede vicino alle coppiette mentre amoreggiano, toccandosi alle parte intime.
Si tratta di un uomo di mezza età e sono decine le segnalazioni, il modus operandi è sempre lo stesso. E alcune coppiette hanno confermato di aver avuto un incontro “ravvicinato” con lui. Nel video allegato i dettagli.
Bari, omicidio Telegrafo in piazza a Carbonara: 5 arresti dopo 10 anni. In manette i killer e il mandante – I NOMI
Cinque persone sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile della questura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di Nicola Telegrafo, ucciso con sei colpi di revolver il 28 maggio di dieci anni fa, in piazza Umberto nel rione Carbonara di Bari.
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In carcere sono finiti i presunti mandante e autori del delitto e chi li avrebbe aiutati a prepararlo. Si tratta di Luigi Guglielmi classe 1982 che per i poliziotti coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia sarebbe il mandante dell’omicidio; Giuseppe Cacucci di 31 anni e Nicola Lorusso di un anno più grande e noto in ambienti criminali come ‘barboncino’, che sarebbero gli esecutori materiali; e Porzia De Sario di 53 anni e il compagno, il 57enne Vito Francavilla detto ‘Vitino il nero’ che avrebbero contribuito alla pianificazione dell’assassinio.
Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni rese da Francavilla e Lorusso, entrambi collaboratori di giustizia che avrebbero confermato quanto gli accertamenti investigativi avevano ipotizzato.
L’omicidio di Telegrafo sarebbe maturato nell’ambito di una faida sanguinaria che, all’epoca dei fatti, avrebbe riguardato da una parte il gruppo Di Cosola, di cui farebbero parte gli arrestati di oggi, e il clan Strisciuglio, di cui la vittima era reggente pro tempore “per la concomitante detenzione del vertice associativo”, spiegano gli inquirenti che sono riusciti a trovare l’arma ridotta in pezzi.
Quanto riferito dai collaboratori di giustizia avrebbe permesso di definire le presunte responsabilità nell’omicidio in capo a Guglielmi, promotore del clan Di Cosola e mandante, per due dei suoi affiliati ovvero Lorusso e Cacucci, il primo avrebbe premuto il grilletto e indossato più giubbotti compreso uno antiproiettili per camuffare la sua stazza, e il secondo sarebbe rimasto alla guida dell’auto su cui sono fuggiti.
La 53enne e Francavilla invece avrebbero fornito “un contributo rilevante nella fase preparatoria del delitto”, aggiungono gli investigatori. Per tutti le accuse sono, a vario titolo, omicidio doloso, porto e detenzione di armi e ricettazione, tutti aggravati dall’associazione per delinquere di stampo mafioso. Risultano indagate altre tre persone, tra cui il padre di Loursso, Saverio che avrebbe nascosto l’arma del delitto.
Bari, omicidio Telegrafo in piazza a Carbonara: 5 arresti e 2 indagati. Decisivi i collaboratori di Giustizia – VIDEO
Nel pomeriggio odierno, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di cinque soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio doloso, porto e detenzione di armi e ricettazione, tutti aggravati dall’art. 416 bis comma 1, per aver posto in essere condotte finalizzate all’omicidio di Telegrafo Nicola, avvenuto, la sera del 28 maggio 2015, nella piazza centrale del quartiere periferico di Bari Carbonara.
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Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.
L’indagine, coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bari ha consentito di accertare che l’omicidio di Telegrafo Nicola è maturato nell’ambito di una faida sanguinaria sussistente, all’epoca, tra clan mafiosi contrapposti: da una parte i Di Cosola, di cui fanno parte i soggetti attinti dalla misura cautelare, dall’altra gli Strisciuglio, di cui Telegrafo era reggente pro tempore, per la concomitante detenzione del vertice associativo.
Determinanti sono state, nel corso del tempo, le attività di intercettazione telefoniche e ambientali, le immagini acquisite il giorno dell’efferato omicidio, sulla piazza Umberto di Carbonara e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra cui anche quelle degli esecutori materiali del delitto, che hanno consentito di riscontrare e valorizzare molti degli elementi emersi, consentendo, tra l’altro, il rinvenimento dell’arma utilizzata per l’agguato e la precisa attribuzione delle responsabilità a tutti i soggetti colpiti dalla misura cautelare.
Le dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, inoltre, sono state fondamentali per accertare i ruoli e le singole responsabilità nell’omicidio, ovvero, in capo a uno dei promotori del clan Di Cosola il ruolo di mandante, per due dei suoi affiliati il ruolo di esecutori materiali, mentre per una donna ed il suo compagno, un contributo rilevante nella fase preparatoria del delitto.
Il provvedimento da eseguire vede altresì indagati – ma non attinti da alcuna misura cautelare – anche altri due soggetti, per la parte relativa all’omicidio, nonché il padre di uno degli esecutori materiali, per quanto attiene l’occultamento dell’arma utilizzata per il delitto.
È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.
Bari, invasione di parcheggiatori N’ dèrr’a la lanze. Aggrediti gli agenti: due abusivi in carcere
Si sgancia il “piede” del camion in corsa, distrutte le auto parcheggiate: venerdì 13 da dimenticare
Torniamo a parlare di quanto accaduto ieri mattina in corso Vittorio Veneto. Si è sganciato il piede di un camion in corsa e la gru ha danneggiato diverse auto parcheggiate sul lungomare di Bari.
I danni sono evidenti, c’è chi anche è stato costretto a salutare la propria auto una volta per tutte. Sul posto abbiamo intervistato alcuni proprietari e il camionista, dispiaciuto per quanto accaduto. Un venerdì 13 sicuramente da dimenticare.
Tino colpito da una scarpa, grossa pietra danneggia l’auto. Ubriaconi in rivolta: difesi da 90enne
Neppure la presenza di una pattuglia della Polizia Locale in piazza Moro è riuscita a fermare gli ubriaconi padroni di piazza Moro. Uno di loro ha colpito Tino con una scarpa, poi una grossa pietra ha danneggiato l’auto di Antonio.
Eravamo tornati sul posto con la telecamera puntata in direzione della stazione per la registrazione di un editoriale, ma a quanto pare piazza Moro è nelle basi di abusivi e ubriaconi. In tutto questo un 90enne ha cercato di difenderci senza paura.
Terminal bus a Bari, lavori finiti ma l’apertura slitta ancora: resta da scogliere il nodo tariffe sulla sosta
L’apertura del Terminal Bus in via Capruzzi, prevista per inizio giugno, slitta nonostante i lavori siano stati completati. Il motivo? Non è stato trovato ancora un piano di gestione che stabilisca il soggetto che deve far pronte al pagamento della sosta.
“Noi abbiamo spiegato la nostra posizione. Siamo in attesa di sapere, ma di certo non possiamo sostenere a nostre spese i costi”, le parole di Giuseppe Vinella, presidente di Cotrap, il consorzio che raggruppa 60 aziende del trasporto pubblico.
Il progetto del Terminal Bus, ricordiamo, si estende su una superficie di circa 7.500 metri quadrati. All’interno 18 stalli per i pullman delle linee extraurbane mentre un altro sarà utilizzato per la discesa dei passeggeri. Previsto anche un percorso per i pendolari realizzato sul marciapiede in via Capruzzi e protetto da una pensilina.
All’interno del Terminal ci saranno anche tre chioschi. Uno sarà adibito a vano tecnico, l’altro sarà destinato agli autisti e nel terzo troveranno spazio tre locali commerciali, l’ufficio controllo accessi e i servizi igienici per i viaggiatori.
Tutto ora ruota attorno alle tariffe delle sosta per i pullman, cioè quanto dovranno versare gli operatori per la sosta e il transito giornaliero dei loro mezzi. L’ingresso e l’uscita verranno regolamentati da un sistema automatizzato, ma il rischio è che le aziende, per far fronte alle spese, possano far aumentare il costo dei biglietti. Il Comune non vuole che la situazione vada a pesare sui pendolari e su chi usufruirà del servizio. Una possibilità è che la Regione possa stanziare un contributo alle aziende di trasporto.
“Abbiamo avviato una interlocuzione con il Comune e la prossima settimana ci sarà un incontro, siamo fiduciosi di trovare una soluzione”, le parole dell’assessora regionale ai Trasporti, Debora Ciliento.









