Terremoto in Marocco, oltre 800 morti. Il racconto del barese Nicolò: “Corso come disperati tra i calcinacci”

“Il nostro albergo è andato per la gran parte in frantumi, abbiamo dormito in strada con una paura immensa”. Inizia così il racconto di Nicolò, 30enne di Bitonto a Marrakech, sul devastante terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito il Marocco. Sono oltre 820 i morti registrati.

“Mi trovo qui per un viaggio e ieri sera, alle 23.30 circa, la terra – aggiunge – ha cominciato a tremare, e mi sono trovato seduto con amici in un ristorante, accanto ad uno di quei pochi palazzi crollati nella parte Sud Est di Medina: abbiamo corso come disperati e siamo usciti tra polvere e calcinacci. La gente piangeva e si riversava per strada tra la nube di polvere che si è alzata. Proprio tra quelle vie e sulle piazze i cittadini si sono radunati e riposato – per quanto possibile – questa notte. Questa mattina per strada ci sono tanti calcinacci, ma per fortuna non ci sono moltissimi palazzi crollati. Domani mattina ripartiremo, con un volo acquistato proprio oggi, poiché funzionando le linee telefoniche l’Unità di crisi della Farnesina ci ha comunicato di organizzarci autonomamente per il rientro”.

Pazienti disabili restano senza trasporto, il centro Crisalide di Bitonto diffida l’Asl Bari: l’ira dei familiari

Si prevedono manifestazioni di pubblica protesta in relazione alla problematica del servizio di trasporto dei ragazzi diversamente abili presso il centro socio-riabilitativo “Crisalide” in Bitonto (BA). L’art. 46 della Legge della Regionale n. 4 del 2010 assegna alle ASL territorialmente competenti l’onere di garantire il servizio di trasporto dei disabili presso i centri diurni socio-educativi contrattualizzati ai sensi dell’art. 60 del regolamento regionale n. 4 del 2007. Negli anni passati, la ASL BA, nonostante le diverse diffide per l’attivazione del servizio di trasporto ricevute dal centro diurno, dalle associazioni di categoria ed anche dal Comune di Bari, non ha attivato il predetto servizio. Solo nel 2020 la ASL BA, per tentare di porre rimedio alla criticità, in via eccezionale e temporanea, ha consentito al centro diurno “Crisalide” di provvedere al trasporto, corrispondendo, però, allo stesso una tariffa che non copriva i costi realmente sopportati.

Scaduto il contratto, il centro è tornato a diffidare l’ASL Bari a prendere in carico il servizio. In caso contrario, il centro diurno “Crisalide” ha avvertito che sarebbe stato costretto ad interrompere il trasporto con conseguenti gravissimi disagi agli utenti disabili del centro ed alle rispettive famiglie, a cui sarebbe stato impedito di poter fruire di un servizio indispensabile per somministrare le terapie di cui i disabili avevano estrema necessità sulla base dei programmi di riabilitazione autorizzati dalla stessa Asl BA. A fronte della protratta inerzia della ASL BA, il centro diurno “Crisalide” si è quindi rivolto al TAR Puglia, il quale ha respinto l’istanza cautelare avanzata dal centro. Ora il centro “Crisalide” ha promosso appello al Consiglio di Stato, informando, nelle more, le famiglie interessate che, in caso di esito negativo dell’appello, il centro non potrà che interrompere definitivamente il servizio di trasporto, perché estremamente complesso, perché necessita di attrezzature sanitarie specialistiche, è eccessivamente gravoso e comunque non di competenza del centro.

Tutto ciò ha suscitato le vibranti proteste delle famiglie dei pazienti disabili, che si dicono impossibilitate a provvedere autonomamente al trasporto dei propri cari diversamente abili, perché non dispongono dei mezzi necessari (alcune famiglie sono prive anche di auto) a causa delle assai disagiate condizioni economiche in cui purtroppo vivono. Le famiglie, in questi giorni, stanno protestando animatamente con cartelli, striscioni e urla e promettono di incatenarsi ai cancelli dell’ASL BA e della Presidenza della Giunta Regionale della Puglia se quest’ultime non provvederanno a risolvere definitivamente l’incresciosa situazione, non più sostenibile, in un settore socio-sanitario particolarmente delicato e sensibile. Vi è, quindi, attesa l’elevazione del livello di tensione sociale il concreto rischio di manifestazioni pubbliche di protesta dinanzi alle sedi degli Enti pubblici interessati e della Prefettura di Bari.