Cassano ha chiesto di andare in infermeria e il poliziotto, mentre lo stava accompagnando, improvvisamente ha sentito le mani dello stesso che gli stringeva il collo così forte da farlo svenire. Nella caduta ha urtato la testa al cancello in ferro.
Continue readingPadri separati, Giuseppe alla vigilia dell’Appello: “Rischio il carcere da innocente. È devastante”
Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato. Lo ricordiamo, Giuseppe è stato condannato a 3 anni per maltrattamenti in famiglia, ma ha trovato il coraggio per incontrarci e raccontare la sua storia.
Lo avevamo incontrato dopo il quarto Natale senza i suoi figli, questa volta Giuseppe è venuto a trovarci da Barletta alla vigilia di un momento delicato. A maggio è fissato l’Appello, rischia di andare in carcere per tre anni.
Ha sempre respinto ogni accusa di maltrattamenti, così come ha rifiutato ogni proposta di patteggiamento anche prima dell’avvio del processo. Qualcosa non torna. Nel video allegato tutti i dettagli e gli aggiornamenti della vicenda.
Bari, spaccio di stupefacenti a Japigia e Mola: in carcere 21 persone vicine al clan Palermiti – NOMI E VIDEO
Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro hanno dato esecuzione a 21 ordini di carcerazione (di cui 6 con pena sospesa) emessi dalla locale Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello, nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e/o detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL CANALE TELEGRAM +++
Le condanne scaturiscono dall’indagine denominata “Astra” condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia tra gli anni 2016-2018 e coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, che ha consentito di accertare l’esistenza di un’associazione finalizzata al traffico di droga, contigua al noto clan Palermiti, operante nel quartiere Japigia e nel sud-est del capoluogo nonché nel comune di Mola di Bari.
Le articolate attività tecniche e dinamiche hanno consentito di ricostruire la struttura dell’organizzazione, dotata di una fitta rete di pusher, molteplici canali di approvvigionamento, speciali tecniche di occultamento di droga e denaro, estesasi al punto da operare anche in più comuni della provincia, con particolare riferimento a Mola di Bari, ove era stata aperta una vera e propria succursale. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati 41 kg di hashish, 19 kg di marijuana, 1,5 kg di cocaina nonché 1 mitraglietta Skorpion.
Le risultanze investigative hanno portato nella fase delle indagini preliminari all’emissione di 36 misure cautelari da parte del GIP di Bari, eseguite dai Carabinieri nel maggio 2021, una delle quali compiuta in Albania attraverso l’ausilio del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).
Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra gli otto mesi e i diciotto anni di reclusione, per un totale di 148 anni di carcere.
Elenco condanne
- Martiradonna Emanuel, nato a Bari, 03.12.1997 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 10 mesi 7 giorni 5 di reclusione) art. 73 c. 1-4-5-6 dpr 309/90 art. 81 c.p., art. 337 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90 art. 81 c.p.;
- Carrassi Andrea, nato a Bari, 16.05.1992 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 8 mesi 5 giorni 27 di reclusione) art. 73 c.1-4-5-6 e art.74 c.2-3-4 dpr. 309/90;
- Cassano Giacomo, nato a Bari, 23.06.1972 (ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 5, mesi 5 giorni 25 di reclusione) art. 74 c.2-3-4, art. 73 c. 1-6 dpr. 309/90 e art. 81 c.p.;
- Abbaticchio Michele, nato a Bari, 03.08.1997 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 7, mesi 6 giorni 17 di reclusione) art. 624 – 625 c. 2 c.p., art. 73 c.1-4-5-6 dpr 309/90 e art. 110 c.p., art. 74 c. 2-3-4;
- Bellantuono Michele, nato a Conversano, 25.08.1995 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 10, mesi 6 giorni 24 di reclusione) art. 73 c. 1-4-5-6 dpr. 309/90 art. 110 c.p., art. 337 e art. 110 c.p. e art. 61 c.p., art. 582 c.p. art. 110 c.p. art. 81 c.p. e art. 61 c.2 c.p., art. 2 legge 895/1967 e art. 648 c.p. art. 110 c.p., art. 74 c. 2-3-4 dpr 309/90;
- Genco Giovanni, nato a Conversano, 12.05.1995 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 6 mesi 4 di reclusione) art. 73 c.1-4-5-6 art. 110 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr 309/90;
- Esposito Ciro, nato a Bari, 14.01.1977 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 14, mesi 6 giorni 10 di reclusione) art. 648 c.p., art. 477 c.p., art. 482 c.p. art. 110 c.p., art. 337 c.p., art. 73 dpr. 309/90 e art. 81 c.2 c.p., 416 bis c.1-3-4-5-8 c.p.;
- Pepe Renato, nato a Bari, 25.11.1983 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 12 mesi 4 giorni 21 di reclusione) art. 73 c.4-5 dpr.309/90 art. 81 e 110 c.p., art. 75 c.2 dlgs 159/2011, art. 640 c.p., art. 74 c.2 dpr. 309/90 ;
- martiradonna giuseppe, nato a bari, 14.01.1987 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 18, giorni 29 di reclusione) art. 73 c.5 dpr.309/90, art. 374 bis c.p., art. 482 c.p. art, 476 c.p., art. 628 c.1 -3 n.3 c.p., art. 612 bis c. 1-4 c.p., art. 74 c.1-3-4 dpr. 309/90, art. 73 c.1-4-6 dpr.309/90;
- Martiradonna Michele, nato a Bari, 17.10.1992 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 5 di reclusione) art. 73 c.1-5-6 d.p.r. 309/90, art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90;
- Bottalico Vito Ivan, nato a Bari, 27.12.1998 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 7, mesi 8, giorni 17 di reclusione) art. 73 c.1-4-6 dpr.309/90 e art. 110 c.p., art.337 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr.309/90;
- Vaccarelli Alessandro Nicola, nato a Mola di Bari, 16.01.1991 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 8 mesi 7 giorni 20 di reclusione) art. 582- 585 e 110 c.p., art. 629 c.p. e art. 81 c.2 c.p., art. 316 ter c.p. e art. 110 c.p., art. 483 c.p., art. 385 c.p., art. 74 c.2-3-4 dpr. 309/90, art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
- cirulli michele, nato a bari, 05.02.1980 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 2, mesi 6 giorni 12 di reclusione) art.648 c.p. art. 55c.9 del dlgs 231/2007 art. 81 c.2 c.p., art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
- Loprino Francesco, nato a Bari, 11.03.1963 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 12 giorni 13 di reclusione) art. 73 c.1 bis-4-5 dpr. 309/90 art. 81 c.p. e art. 110 c.p.;
- soloperto massimiliano, nato a bari, 03.04.1974 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione per anni 9 mesi 5 di reclusione) art. 648 c.p. art. 485 c.p. art. 73 c.1-6 dpr 309/90 art. 81 e 110 c.p., art. 99 c.4 c.p. 81 e 110 c.p.;
- Martiradonna Filippo, nato a Bari, 04.04.1966 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione per mesi 11 giorni 5 di reclusione) art. 73 c.1 dpr. 309/90 e art. 81 c.1 c.p.;
- Cassano Nicola, nato a Bari, 18.09.1998 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione con decreto di sospensione per anni 2 mesi 4 di reclusione) art. 73 c.5 dpr. 309/90 e art. 81 c.p.;
- De Zio Alessandro, nato a Bari, 10.04.1982 (cumulo delle pene con contestuale ordine di esecuzione con decreto di sospensione per mesi 10, giorni 11 di reclusione) art. 612 c.2 c.p. art. 110 c.p. e art. 73 dpr. 309/90;
- Axhenti Aldo, nato in Albania, 15.06.1985 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione anni 3, mesi 8 di reclusione) art. 73 c.1-4-6;
- Ciliberti Nicola, nato ad Andria, 30.05.1981 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione per mesi 8 giorni 29 di reclusione) art. 73 c.1-4-6 dpr. 309/90;
- nina fatjon, nato in albania, 05.11.1990 (ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione anni 1 mesi 3 di reclusione) art. 73 c.1-6 dpr.309/90.
Spaccio, armi, estorsioni e pestaggi. Blitz della Polizia a San Pasquale: 12 persone in carcere – VIDEO
Nelle prime ore della mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito 12 ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Bari, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla disponibilità di armi, oltre che di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, del tipo eroina, cocaina, ecstasy, hashish e marijuana.
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Le condanne sono state comminate all’esito dell’iter processuale della c.d. operazione “Over and Out”, che, in data 15 luglio 2021, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Sezione G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 17 soggetti.
L’indagine, condotta dalla sezione Antidroga della Squadra Mobile di Bari, negli anni 2017 e 2018, ha consentito di individuare un’associazione criminale, ben strutturata ed organizzata, in grado di fornire alla clientela stupefacente di qualsiasi tipo, di fatto monopolizzando la commercializzazione illecita di droghe nel quartiere San Pasquale di Bari.
In particolare, il gruppo criminale colpito con gli odierni provvedimenti aveva trasformato un complesso residenziale di edilizia popolare, in via Dei Mille, in una vera e propria roccaforte per l’attività di spaccio, impadronendosi degli scantinati e dei terrazzi per nascondere armi e droga, ai danni degli altri condomini, costretti a subire le loro imposizioni.
Di fatto, il quartier generale dell’organizzazione era stato individuato, sempre nel quartiere San Pasquale, in una palazzina di via Cuoco, dove gli indagati avevano trasformato il terrazzo condominiale in una vera e propria dependance, ove, all’ombra di un gazebo e di una piscina fuori terra, pianificavano i traffici illeciti ed organizzavano i vari summit, ai quali partecipavano tutti gli indagati, tenuti dai capi e promotori del sodalizio.
Le telecamere e le microspie, installate dagli investigatori su quel terrazzo, hanno consentito di acquisire granitici elementi probatori sulla loro illecita attività. Inoltre, durante l’indagine, sono state documentate anche azioni ritorsive e pestaggi messi in atto dagli spacciatori nei confronti degli acquirenti che non saldavano in tempo i debiti maturati per l’acquisto dello stupefacente.
Nel corso dell’attività investigativa, sono stati operati 10 arresti in flagranza di reato, sequestrati circa 13 chilogrammi di stupefacente tra cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché 2.000 pasticche di ecstasy.
Inoltre, a testimonianza della pericolosità dell’organizzazione criminale, durante le indagini sono state sequestrate 7 pistole semiautomatiche di vario calibro, nonché una pistola mitragliatrice Skorpio.
Corruzione e mazzette, l’ex avvocato barese Chiariello si costituisce in carcere: deve scontare 6 anni
L’ex avvocato barese Giancarlo Chiariello si è costituito questa mattina nel carcere di Lecce. Deve scontare una condanna definitiva a 6 anni per corruzione in atti giudiziari dopo che la Cassazione l’11 marzo ha respinto il suo ricorso e quello dell’ex gip Giuseppe De Benedictis, confermando così le condanne di Appello.
Nella giornata di ieri la Procura generale di Lecce aveva emesso l’ordine di carcerazione, dopo che era stata respinta l’istanza di sospensione dell’esecuzione presentata dai difensori di Chiariello per motivi medici.
Olivieri scarcerato dopo 13 mesi e allontanato da Bari: domiciliari a casa del fratello. La difesa: “Basta politica”
Basta politica per Giacomo Olivieri. Ad annunciarlo la difesa dell’ex consigliere regionale scarcerato nella giornata di ieri. Il giudice, accogliendo l’istanza dei suoi legali, ha concesso i domiciliari a Parabita, a casa del fratello, allontanandolo così da Bari in cui avrebbe “sviluppato una rete di contatti trasversali e su vari livelli che gli hanno permesso di operare in ambito politico ed economico”.
Oliveri ha trascorso oltre 13 mesi in carcere nel carcere di alta sicurezza di Lanciano. È imputato insieme ad altri 108 in abbreviato e per lui la Dda ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione: per gli inquirenti, nel 2019 avrebbe favorito l’elezione al consiglio comunale di Bari della moglie, Maria Carmen Lorusso, raccogliendo i voti di tre clan mafiosi. La moglie è tornata in libertà lo scorso ottobre, dopo aver trascorso otto mesi ai domiciliari.
Omicidio a Sannicandro, il 19enne Decicco ucciso per vendetta: Alessio Gagliardi resta in carcere
Alessio Gagliardi resta in carcere. Il presunto assassino del 19enne Gabriele Decicco, ucciso con 5 colpi di una calibro 9 la sera del 17 dicembre 2024, davanti ad un distributore di bevande h24 in corso Vittorio Emanuele a Sannicandro di Bari, è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, oltre alla detenzione dell’arma usata per il delitto.
Nella giornata di ieri è rimasto in silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, non rispondendo alle domande del gip. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 23enne avrebbe agito su mandato di altre persone per vendicare un tentato omicidio commesso dal fratello e della madre della vittima.
Il giovane, travisato e con indosso un paio di guanti, è stato immortalato dalle telecamere mentre fuggiva a bordo di un monopattino dopo l’omicidio.
Foggia, detenuto 45enne si toglie la vita in carcere. Sappe: “Era da pochi giorni in una stanza sovraffollata”
“L’avevano portato in carcere domenica scorsa P. V., di circa 45 anni di Vieste per maltrattamenti in famiglia. Era stato sistemato, con difficoltà, in un camerone del reparto infermeria insieme ad altri 7 detenuti mentre la stanza poteva contenere non più di 4 posti. A detta dei poliziotti con cui lo stesso ha parlato, sembrava una persona tranquilla e non certo un delinquente e forse proprio per questo nel pomeriggio di oggi verso le ore 17, è andato nel bagno e si è impiccato alle sbarre della finestra”.
Inizia così il comunicato stampa del SAPPE, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria. “Il SAPPE, che proprio questa mattina aveva polemizzato con il DAP per il sovraffollamento del carcere di Foggia, non può non escludere che proprio il fatto di essere stato sistemato in una stanza sovraffollata, così come sono tutte le altre nel penitenziario del capoluogo Dauno, possa aver influito negativamente sulla decisione di compiere l’insano gesto”, si legge ancora.
“Peraltro proprio nei giorni scorsi sempre il SAPPE aveva denunciato che tanti eventi drammatici che avvengono nel carcere di Foggia e negli altri penitenziari pugliesi, compresi i suicidi, potrebbero essere determinati anche dal grave sovraffollamento – aggiunge il sindacato -. A questo punto chiediamo a tutti quelli (politici, magistrati , garanti ecc.ecc.)che credono che le carceri debbano essere un luogo di punizione ma nello stesso tempo di redenzione, di attivarsi acchè si ripristini la legalità e rispetto della dignità delle persone”.
“Quando muore una persona è sempre un sconfitta per lo Stato, e ci auguriamo che questa volta, invece di tentare di scaricare la colpa su chi cerca di vegliare sui detenuti in maniera corretta e nel rispetto delle regole, si cerchino gli eventuali responsabili tra quelli che dovrebbero garantire condizioni di dignità a chi viene privato della propria libertà”, conclude il Sappe.
Agente penitenziario suicida, il caso di Umberto alle Iene: Viviani a Turi e da mamma Rosanna
Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’ispettore capo della polizia penitenziaria che nel 2021 si è tolto la vita con la sua pistola di ordinanza. Anche Le Iene hanno acceso i riflettori sulla vicenda. Matteo Viviani, con la sua squadra, si è recato a Turi per parlare con mamma Rosanna.
Continue readingBari, rivolta al carcere minorile Fornelli. Agenti picchiati con calci e pugni: alcuni detenuti trasferiti in altri istituti
Saranno trasferiti in altri istituti di pena alcuni dei detenuti che domenica scorsa hanno provocato disordini all’interno del carcere minorile Fornelli di Bari.
Si tratta di meno di una decina di ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni che, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sarebbero «teste calde» che avrebbero creato scompiglio nella terza sezione del carcere minorile barese.
La loro posizione è al vaglio dell’Autorità giudiziaria minorile. Nei disordini di domenica sera tre agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti, due dei quali hanno fatto ricorso alle cure ospedaliere.
Stando a quanto ricostruito dai sindacati della polizia penitenziaria, i detenuti avrebbero provato a raggiungere la portineria dopo aver danneggiato gli arredi di alcune celle.










