Nella casa popolare con due figli psichiatrici, tornata l’acqua calda. Elisa: “Lavori dopo il video”

Abbiamo scoperto l’acqua calda, scusateci ma questo è proprio il caso di dirlo. Vi ricordate Elisa? L’avevamo raggiunta nella sua casa popolare perché rimasta senz’acqua calda. Era scoppiata in lacrime lanciando il suo appello disperato e invocando un aiuto immediato.

Elisa deve tenere bada da sola ai suoi due figli psichiatrici e la situazione era davvero complicata. Il giorno dopo la messa in onda del primo servizio in casa è tornata l’acqua calda, ma non solo, ci sono stati altri lavori che hanno interessato l’intero stabile.

Paura a Brindisi, crolla parete in una casa popolare: ferito 47enne. Alloggio alternativo per famiglia di 7 persone

Parte di una parete è crollata poco fa all’interno di una casa di edilizia popolare a Brindisi in cui vive una famiglia di sette persone (padre, madre, e cinque figli dai 3 ai 23 anni).

In quel momento nell’appartamento c’erano i genitori con un solo figlio. A causa del cedimento è rimasto ferito il padre 47enne. L’uomo è stato soccorso e trasferito in ospedale. Non è in pericolo di vita.

Sono intervenuti i vigili del fuoco. A quanto si apprende la casa risulta inagibile e il comune di Brindisi si starebbe attivando per dare un alloggio alternativo alla famiglia.

Fuori dalla casa popolare con la figlia disabile, Lorenzo: “Il vero crimine sono gli alloggi vuoti”

La prima intervista a Lorenzo e Laura, sbattuti fuori da una casa popolare occupata abusivamente con i due figli minori, tra cui una bimba disabile al 100%, ha ovviamente scatenato diverse reazioni.

Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia e viveva in uno delle abitazioni sgomberate a San Pio. Proprio lì oggi si sono registrati momenti di tensione, numerose famiglie sono scese in strada per una protesta. Vi proponiamo la seconda intervista realizzata a Lorenzo all’esterno della casa sgomberata e chiusa.

Case popolari, bagno da incubo. Ex dipendente Arca aiuta il vicino: storici abusi buttati nel cesso

Torniamo ad occuparci di case popolari, siamo tornati in via Volpe, al civico 1 B, dopo aver liberato un appartamento che era stato occupato abusivamente da un’imprenditrice. Questa volta protagonista è il 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello.

C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni sale sulla scala, prende i secchi pieni d’acqua, li svuota e li sistema dove c’è la perdita d’acqua. A rendere più surreale questa vicenda è che l’aiutante Michele è un ex dipendente Arca.

Piove nella casa popolare, Mina vince un ombrello: “Aspettando l’Arca farò pipì senza bagnarmi”

Benvenuti alla prima puntata del Quiz dell’Arca. Le prime concorrenti sono Chiara e Mina, entrambe abitano in una palazzina popolare situata al quartiere San Paolo di Bari e vanno in bagno con l’ombrello a causa della perdita dal piano superiore. Abbiamo deciso così di far ascoltare ora un suono e mettere proprio un ombrello in palio. Ad trionfare è Mina. Tra una risata e l’altra, la situazione però resta delicata.

Casa popolare occupata da 20 anni, minacce in tv al sindaco di Bitonto: obbligo di firma per il 50enne Cipriano

I carabinieri della Stazione di Bitonto hanno dato esecuzione all’ordinanza della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal Tribunale di Bari – Ufficio GIP, nei confronti di Cipriano Antonio, cl. 1975, pregiudicato.

Il provvedimento trae origine dalle minacce rivolte dall’uomo nei confronti del Sindaco di Bitonto, pronunciate nel corso di un servizio giornalistico trasmesso lo scorso 21 settembre dalla nota trasmissione televisiva “Fuori dal coro” (Rete 4 – Mediaset). Nel corso dell’intervista, realizzata nell’ambito di un’inchiesta sulle occupazioni abusive di immobili comunali, l’uomo aveva pubblicamente proferito frasi minacciose nei confronti del Primo Cittadino, dichiarando la volontà di ucciderlo in caso di un rilascio forzoso dell’abitazione da lui occupata da circa vent’anni.

A seguito delle indagini delegate dall’A.G. alla Stazione Carabinieri di Bitonto, in relazione alla condotta del soggetto ritenuto responsabile del reato di minaccia a P.U., e della successiva richiesta della Procura della Repubblica di Bari, il G.I.P. – all’esito dell’interrogatorio dell’indagato – ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, Ricci Francesco Paolo, Sindaco di quel Comune, nonché ai luoghi da lui abitualmente frequentati. Poiché l’indagato ha negato il consenso all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il Giudice ha altresì disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

L’attività testimonia la costante attenzione della polizia giudiziaria e della Procura nella tutela delle istituzioni e nel contrasto a ogni forma di minaccia o intimidazione nei confronti di quei rappresentanti.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.

Putignano, membri del clan Capriati costringono famiglia a lasciare la casa popolare: interviene la Polizia – VIDEO

Avevano costretto con minacce e intimidazioni una famiglia con un bambino ad abbandonare la casa di edilizia popolare che le era stata assegnata, con l’intenzione di occuparla abusivamente.

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Ma sono stati bloccati dall’intervento della polizia che, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Procura presso il tribunale per i minorenni ha compiuto una serie perquisizioni nel quartiere di San Pietro Piturno di Putignano.

Le persone coinvolte, una decina, sono indagate per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra loro ci sono anche due minorenni. Si tratta di famiglie vicine al clan mafioso dei Capriati che esercitano la loro influenza nella zona.

Le perquisizioni hanno impegnato circa 100 uomini tra personale della Squadra Mobile, del commissariato di Putignano, del reparto prevenzione crimine e della Polizia Scientifica, con il supporto di un elicottero del 9° Reparto Volo di Bari e due unità cinofile.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati anche oggetti appartenenti alla famiglia allontanata, tra cui numerose statuette da collezione dal valore di diverse migliaia di euro. Sono stati trovati anche due telefoni che, secondo quanto accertato, erano destinati ad uno degli indagati attualmente detenuto per altra causa. La famiglia scacciata dall’appartamento ha rinunciato all’assegnazione e ha trovato un’altra sistemazione, e la casa popolare è stata quindi assegnata ad un’altra famiglia legittimata.

Disabili prigionieri nella casa popolare. L’ira dei familiari: “Dicono che non ci sono soldi”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari, questa volta ci troviamo in via dei Narcisi a San Catino per parlare di una palazzina di proprietà del Comune. L’ascensore non è funzionante e nello stabile ci sono diversi disabili che sono così prigionieri nelle rispettive abitazioni. Nel video allegato la denuncia degli inquilini e il loro appello alle Istituzioni.

Si spegne nella casa popolare e il corpo viene scoperto un anno dopo: 82enne pugliese muore nell’indifferenza

Muore in casa e il suo corpo senza vita viene ritrovato solo dopo un anno in una casa popolare a Vercelli. È la storia di una 82enne originaria di Manduria, Silvana Teresa Buccolieri.

I vicini l’avevano vista l’ultima volta a dicembre dell’anno scorso, la cassetta delle lettere era piena di bollette. Nessuno però ha pensato di chiamare qualcuno o allertare le Forze dell’Ordine. Si ipotizza che il decesso sia dovuto a cause naturali.