Crolla l’arco dell’amore nel Salento, da Fasano l’allarme: “Situazione critica tra Torre Canne e Savelletri”

“La situazione tra Torre Canne e Savelletri, è critica” e sono necessarie “azioni immediate per preservare il nostro territorio e tutelare un tratto di costa sempre più colpito dal fenomeno erosivo”. A lanciare l’allarme chiedendo un intervento della Regione Puglia è il Comune di Fasano.

Un appello che giunge dall’amministrazione del nord Brindisino dopo le recenti mareggiate che hanno provocato danni ad abitazione private e diverse strutture alberghiere nella frazione di Torre Canne. Situazione che si aggiunge ad una progressiva “criticità dello scenario, con un tratto di costa sabbiosa sempre più vulnerabile e aggredito dal fenomeno dell’erosione”.

Dopo il maltempo dei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo congiunto in questa area del litorale a cui hanno preso parte personale della Capitaneria di porto di Brindisi, la consigliera delegata alla Problematiche sull’erosione costiera Loredana Legrottaglie e la dirigente comunale del settore Maria Cornacchia. La stessa Legrottaglie nelle ultime ore ha incontrato a Bari negli uffici della Regione Puglia l’assessore regionale al Demanio, Raffaelle Piemontese.

“Ho sollecitato per conto del Comune di Fasano un intervento urgente della Regione Puglia che chiarisca alcuni aspetti del bando nell’ambito del Pr Fesr 2021-2027 per cui è in itinere un chiarimento tecnico tra gli uffici competenti, e una task force regionale che dia – spiega Legrottaglie – una accelerazione rispetto ad ulteriori stanziamenti considerato l’esiguo importo fin ora erogato. La situazione è critica e richiede azioni immediate per preservare il nostro territorio e tutelare un tratto di costa sempre più colpito dal fenomeno erosivo. Abbiamo una progettazione pronta che presenteremo ai consiglieri giovedì 26 febbraio insieme a tutti i chiarimenti tecnici che ci saranno richiesti”.

Svolta sul caso Nettis, indagini riaperte: “Non è suicidio l’accusa si è autoconvinta senza prove”

Era il 29 giugno 2023 e la vita di una giovane donna quarantunenne ha raggiunto il capolinea temporale. Si chiamava Patrizia Nettis ed era una giornalista pugliese nonché responsabile della comunicazione del Comune di Fasano, luogo ove peraltro è avvenuta la tragica vicenda.

Riavvolgendo le fila di quanto accaduto Patrizia venne ritrovata impiccata con un lenzuolo legato al ballatoio nel suo appartamento situato nel centro storico di Fasano. Una dipartita anomala, ricca di omertà e di analisi mai eseguite. Una tra le quali l’autopsia. Patrizia, raccontano i genitori, era una donna amante della vita, dello sport e con tanti impegni sociali. Dal loro punto di vista, difatti, la tesi del suicidio volontario è improbabile. A scoprire il corpo un barbiere del posto, amico della vittima, che possedeva le chiavi dell’abitazione. Quest’ultimo era stato allarmato dall’ex marito di Patrizia a causa dell’impossibilità di stabilire un legame telefonico con lei. Al telefono con il barbiere mentre tentava di accedere in casa della giornalista originaria di Gioia del Colle un’amica in comune.

Sin dal principio la posizione della Procura è sempre stata chiara: suicidio. Differente il punto di vista della famiglia Nettis assistita dall’avvocato Giuseppe Castellaneta che nell’udienza dell’11 febbraio 2025 aveva depositato una serie corposa di documenti tali da escludere l’ipotesi avanzata dalla Procura. A distanza di un anno la gip del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, ha accolto l’opposizione presentata dai familiari della quarantunenne contro la richiesta di archiviazione del caso. Indagini riaperte e novanta giorni di tempo per tentare di aggiungere tasselli ad un puzzle che presenta ancora molti dubbi e poche certezze. In questo lasso temporale dovranno essere effettuati accertamenti tecnici sui telefoni cellulari di Patrizia Nettis e delle altre persone coinvolte nella vicenda.

Morte Patrizia Nettis, svolta sul caso. Indagini riaperte: perizia sui telefoni dell’imprenditore indagato e del sindaco

Dovranno essere fatti ulteriori accertamenti tecnici sui cellullari della vittima e di altre persone coinvolte nella morte della 41enne giornalista pugliese, Patrizia Nettis, trovata impiccata nell’appartamento in cui viveva a Fasano, in provincia di Brindisi il 29 giugno del 2023.

Lo ha disposto il gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, che ha respinto la richiesta della procura di Brindisi di archiviare il caso. L’ordinanza giunge a quasi dodici mesi dall’udienza che aveva discusso l’istanza della procura.

Ad opporsi all’archiviazione anche la famiglia di Nettis che tramite il proprio avvocato, Giuseppe Castellaneta, in questi due anni ha più volte chiesto la possibilità di poter eseguire l’autopsia sul corpo della donna. Al momento nell’inchiesta c’è un solo indagato, un istruttore di nuoto, Riccardo Argento, accusato di minaccia e istigazione al suicidio. L’uomo aveva avuto una relazione con la donna. Nella vicenda, solo come persona informata sui fatti, c’è il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, anche lui in passato legato sentimentalmente alla giornalista. L’imprenditore ed il primo cittadino incontrarono la 41enne la sera prima del ritrovamento del cadavere.

Ora la gip ha chiesto ai carabinieri, che conducono le indagini, di effettuare accertamenti tecnici sulle singole celle agganciate dai telefoni di Argento e di Zaccaria dalle ore 23.00 del 28 giugno alle 7.00 del 29 giugno. Inoltre gli inquirenti dovranno acquisire i tabulati relativi agli Ip temporanei dei telefoni di Argento e Zaccaria sempre nelle ore precedenti il ritrovamento del corpo, quando i due si scambiarono una serie di messaggi via WhatsApp. Il giudice ha anche disposto un’integrazione della consulenza tecnica informatica, per effettuare una copia forense del cellullare di Patrizia Nettis. Fissato in 90 giorni il termine per le ulteriori indagini.

Gli esiti di queste nuove indagini potrebbe portare alla riesumazione della salma per effettuare l’autopsia da tempo richiesta dalla famiglia della giornalista. “Siamo soddisfatti della decisione del giudice anche se non è stata accolta la richiesta principale ovvero l’autopsia sul corpo di Patrizia ma dalle integrazioni istruttorie che la gip ha indicato al pm appare evidente la volontà di approfondire la posizione dei due uomini con riferimento alla posizione e alla presenza degli stessi eventualmente nell’abitazione nelle ore notturne e qualora la giudice dovesse ravvisare i gravi indizi dovrà essere disposta l’autopsia”, le parole del legale della famiglia Nettis.

Pistola, proiettili e documenti falsi in casa. Arrestato latitante albanese a Fasano: era ricercato dal 2022

I finanzieri del GICO del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno arrestato a Fasano un cittadino albanese, latitante internazionale, destinatario di un mandato di cattura emesso il 10 marzo 2022 dal Tribunale Penale di Lushnja.

Doveva scontare due anni di reclusione per possesso illegale di armi ed esplosivi, reato commesso nel 2015 all’interno di un bar in Albania. Alla vista dei militari, il latitante è stato fermato e gli è stato notificato il provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e quattro proiettili nel caricatore, oltre a documenti falsi che gli consentivano di coprire la latitanza.

Per detenzione abusiva di armi e munizioni sul territorio nazionale, l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi e condotto nel carcere locale in attesa di giudizio. Sono in corso accertamenti sulla responsabilità di una connazionale che gli ha offerto ospitalità.

Ricavi e incassi non dichiarati: maxi evasione da oltre un milione di euro in un lido a Fasano. Maxi multe

La Guardia di Finanza di Brindisi ha scoperto una maxi evasione fiscale per oltre 1,3 milioni di euro in un lido balneare situato sulla costa di Fasano. Le indagini, come emerso dagli accertamenti avviati a luglio, hanno evidenziato ricavi non dichiarati, documenti fiscali mancanti e incassi non registrati relativi a noleggio di ombrelloni, lettini e parcheggio auto.

L’evasione è emersa dal confronto con un registro informatico parallelo che ha permesso di confrontare gli incassi reali con quelli dichiarati, risultando circa il doppio rispetto a quanto comunicato al fisco. Per il titolare del lido è scattata la contestazione di imposte evase e sanzioni per un importo complessivo di circa un milione di euro.

Danno al passaggio a livello tra Fasano e Monopili, treni pugliesi in tilt: ritardi fino a 2 ore

Mattinata da incubo non solo per gli automobilisti ma anche per i pendolari baresi e pugliesi. A causa di un danno registrato ad un passaggio a livello tra Fasano e Monopoli, causato da un’auto che ha danneggiato le sbarre, si sono registrati ritardi notevoli per Frecciarossa, Intercity e treni regionali.

Tra i casi più gravi l’Intercity 755 da Lecce a Milano che viaggia con due ore di ritardo. Ritardi di quasi un’ora anche per il Frecciargento 8306 da Lecce a Roma e il regionale 4450 da Lecce a Bari. Molto critica anche la situazione dei treni diretti verso sud. Ritardo di 110 minuti per l’Intercity 755 diretto a Lecce.

Fasano, spaccia miscela di olio di semi per extravergine d’oliva di Altamura: denunciato commerciante

I finanzeri della Compagnia di Fasano hanno eseguito un controllo ispettivo nei confronti di un esercente che aveva esposto per la vendita dell’olio pubblicizzato come “extravergine di oliva 100% italiano locale di Altamura” confezionato in latte e contenitori di plastica privi di ogni indicazione obbligatoria relativa alla tracciabilità e alle indicazioni di conservazione del prodotto.

I militari hanno quindi eseguito un campionamento del prodotto, ma dagli esami di laboratorio è emerso che l’olio conteneva valori di spettrofotometria e di acidità non conformi, nonché marcatori che indicavano come l’olio in questione fosse in realtà composto da una miscela di olio di oliva e olio di semi.

Il titolare dell’esercizio commerciale è stato quindi denunciato per il reato di frode in commercio. Nel corso di un altro controllo ispettivo nei confronti di un imbottigliatore di Fasano, i militari hanno sequestrato altri 391 litri di olio extravergine italiano in quanto stoccato per la successiva vendita in contenitori con etichette prive delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa di settore, di cui al Regolamento UE n. 2104/2017 e dal Regolamento UE n. 1169/2011.

Gorilla nato allo Zoosafari di Fasano, il nome viene scelto sui social: dopo Thara tocca la fratellino Thor

“Dopo l’ondata di amore per Thara, diamo il benvenuto ufficiale al piccolo Thor, proprio nel giorno del suo 2° mese di vita”. Inizia così il post pubblicato sui social dallo Zoosafari di Fasano.

A settembre è stato scelto il nome della gorilla pugliese, nata lo scorso agosto, la prima in Italia dopo 50 anni. Un nome scelto grazie anche all’aiuto degli utenti social che hanno risposto all’appello del parco. Poche settimane dopo è arrivato anche il fratellino, figlio dello stesso padre, e anche in questo caso l’aiuto è arrivato dal web.

“Grazie di cuore a tutti voi per averci aiutato a scegliere un nome degno di un piccolo eroe! Un nome che richiama forza, vitalità ed energia, proprio come questo magnifico cucciolo che rende la nostra famiglia di Gorilla più forte che mai”, si legge nel post.

Terrore a Fasano, rapina nel centro agroalimentare: esplosi colpi di arma da fuoco. Ladri in fuga con bottino

Attimi di terrore questa mattina nel Centro Agroalimentare di Fasano, in contrada Sant’Angelo, dove una banda di malviventi ha fatto irruzione poco prima delle 8.

I ladri, entrati in azione con tute bianche e volti coperti, sono arrivati sul posto a bordo di un furgone bianco e hanno seminato il panico, mettendo a segno una rapina a mano armata, facendosi consegnare l’incasso di almeno due stand.

Sono stati esplosi anche alcuni colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. Il bottino è ancora in fase di quantificazione, la banda ha poi dato fuoco al furgone per cancellare eventuali prove. I ladri sono usciti a piedi e sono saliti a bordo di un’auto, guidata da un complice, facendo così perdere le proprie tracce. Sul posto i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Gorilla nata allo Zoosafari, il nome viene scelto sui social: si chiamerà Thara. Ora tocca al fratellino

“Ciao Thara, siamo felici di poterti finalmente chiamare per nome! La vostra partecipazione è stata incredibile, ci avete inondato di idee e amore, dimostrando un legame speciale con la nostra cucciola”.

Inizia così il post pubblicato sui social dallo ZooSafari di Fasano. La piccola gorilla pugliese, nata lo scorso agosto allo Zoosafari di Fasano prima in Italia dopo 50 anni, si chiamerà Thara, nome scelto grazie anche all’aiuto degli utenti social che hanno risposto all’appello del parco.

Poche settimane dopo è arrivato anche il fratellino, figlio dello stesso padre. “Adesso vi chiediamo di unirvi a noi per un’altra emozionante missione: trovare il nome per il piccolo arrivato in famiglia. Unica regola? Deve iniziare anche per lui con la T”, si legge ancora nel post.