Tragedia nel Brindisino, il trattore si ribalta e viene schiacciato: muore il 61enne Francesco Mansueto

Un uomo di 61 anni, Francesco Mansueto, è morto ieri a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, schiacciato da un trattore.

A quanto si apprende il 61enne si trovava all’interno della sua proprietà e stava manovrando il mezzo agricolo che, probabilmente, si è ribaltato e lo ha travolto.

Sono intervenuti i carabinieri e il personale dello Spesal per i rilievi.

Tragedia a Ceglie Messapica, moto si schianta contro il tronco di una palma: muore 21enne

Un 21enne è morto in seguito ad un incidente stradale che si è verificato ieri in pieno centro a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.

Il giovane era in sella alla sua moto quando, per cause in via d’accertamento della polizia locale, ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere contro un tronco di palma che si trovava in un’aiuola.

Le indagini per ricostruire l’accaduto sono affidate alla polizia locale.

Intervento chirurgico in ritardo di un mese, 62enne muore: primario e due medici del Miulli a processo

Il direttore del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) e due dirigenti medici sono stati rinviati a giudizio, a Bari, con l’accusa di omicidio colposo in ambito sanitario in relazione alla morte del 62enne barese Paolo de Scisciolo, avvenuta nella struttura lo scorso 23 aprile. La decisione è stata presa oggi dal gup Francesco Vittorio Rinaldi.

A processo – che inizierà il 2 febbraio 2026 davanti alla giudice Valentina Tripaldi – sono dunque finiti il direttore del reparto, Francesco Decembrino, e i medici Nicola Castellaneta e Domenica Firenti, avvicendatisi nei turni di servizio durante la degenza di de Scisciolo, come si legge nel capo d’imputazione.

Secondo quanto ricostruito dalla pm Silvia Curione, che ha coordinato le indagini, nonostante la colonscopia di controllo (il paziente era affetto da colite, ndr) avesse evidenziato la necessità di un intervento chirurgico quale unica alternativa terapeutica possibile alla luce del fallimento della terapia farmacologica, i medici avrebbero omesso ‘di dare indicazione di intervento di colectomia, poi effettuato ‘inutilmente il 19 aprile, ‘proseguendo il trattamento farmacologico.

In questo modo, avrebbero determinato ‘un grave e progressivo peggioramento clinico, sino all’insorgenza del megacolon tossico che determinava la morte, avvenuta per ‘shock settico secondario a megacolon tossico correlato ad una malattia infiammatoria del colon’.

La necessità dell’intervento chirurgico sarebbe stata nota ‘quantomeno a partire dal 26 marzo scorso, ma l’intervento fu appunto eseguito quasi un mese dopo. I fratelli della vittima sono assistiti dall’avvocato Mario Malcangi.

Molfetta sotto choc per la morte di Davide Farinola, oggi l’incarico per l’autopsia. Il vescovo: “Tragica perdita”

Sarà conferito oggi l’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo di Davide Farinola, il 16enne morto la sera di venerdì 31 gennaio in un incidente stradale alla periferia di Molfetta.

Gli accertamenti autoptici saranno eseguiti da Sara Sablone dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. A disporre gli esami è stata la Procura di Trani che, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio stradale, il 19enne che era alla guida dell’auto contro cui ha impattato lo scooter su cui viaggiava la vittima assieme a un coetaneo rimasto ferito.

Gli esiti dell’autopsia serviranno a chiarire la dinamica dell’incidente su cui sono al lavoro i carabinieri. Al momento, l’ipotesi più probabile è che a causare lo contro sia stata una manovra non consentita fatta da uno dei due mezzi coinvolti.

“Possa questo tragico evento essere un richiamo per tutti noi, affinché la bellezza di ogni giorno non venga mai data per scontata e affinché la nostra vita, in ogni gesto e in ogni scelta, sia un atto di amore verso la vita stessa e verso gli altri – le parole di monsignor Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta, in una nota -. La sua vita, spezzata troppo presto, ci lascia tutti sgomenti, non possiamo fare a meno di pensare anche al peso che questa famiglia porta, dopo aver già vissuto, nel 2008, la dolorosa perdita di un padre e marito in un altra triste pagina di storia molfettese”. 

“Affidiamo Davide alla misericordia di Dio, con la speranza che la sua anima trovi pace e luce, e che tutta la comunità, unita nel dolore, possa essere di sostegno a chi lo ha amato, e di esempio di solidarietà e di responsabilità per il bene di tutti senza dimenticarci di altri due giovani e le loro famiglie che resteranno segnati dopo questo tragico evento – ha concluso -. La strada, come la vita, è un cammino che richiede prudenza e consapevolezza”.

Si recide arteria femorale con la motosega: il 65enne Giuseppe Lonoce muore dissanguato davanti al figlio

Giuseppe Lonoce, 65 anni, mentre era intento a potare un albero di ulivo questa mattina si è ferito con la motosega a batteria che gli ha reciso l’arteria femorale. L’uomo è morto dissanguato davanti agli occhi del figlio mentre lavora in campagna.

E’ accaduto nelle campagne tra Sava (Taranto) e Francavilla Fontana (Brindisi). A quanto si è appreso è stato lo stesso figlio a lanciare l’allarme. Quando sono giunti i soccorsi per l’uomo non c’era più nulla da fare. L’emorragia non gli ha dato scampo.

Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. Su disposizione dell’autorità giudiziaria la salma è stata restituita alla famiglia.

Tragedia a Molfetta, schianto auto-moto: muore 16enne. Aperta inchiesta per omicidio stradale

Un 16enne è morto e un altro suo coetaneo è rimasto ferito in un incidente stradale nella tarda serata di ieri a Molfetta, in provincia di Bari. La vittima è Davide Farinola, suo padre Luigi è un operaio di 37 anni morto nel 2008 a Molfetta nell’incidente sul lavoro al Truck Center, dove in 5 persero la vita per le esalazioni di acido solfidrico in una cisterna.

I mezzi coinvolti sono due: uno scooter, a bordo del quale c’erano i due 16enni, e un’auto guidata da un 19enne che si è fermato a prestare soccorso. Indagano i carabinieri.

Non si esclude che uno dei due mezzi possa aver fatto una manovra azzardata. La procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale e l’automobilista è stato sottoposto a test finalizzati a rilevare l’assunzione di alcol o droghe.

Tragedia a Fasano, incidente nell’azienda di concimi: muore dipendente 48enne

Un uomo di 48 anni è morto in seguito ad un incidente sul lavoro che si è verificato poche ore fa a Fasano, in provincia di Brindisi.

L’uomo era dipendente di un’azienda che si occupa della produzione di concimi, la Pollipoli. A quanto si apprende, l’incidente si è verificato nel reparto imballaggi. Le indagini sono condotte dai carabinieri e da personale dello Spesal dell’Asl Brindisi.

Tragedia sulla provinciale Ostuni-Marina, schianto tra due auto: muore 22enne. Due feriti gravi

Tragedia questa mattina sulla strada provinciale che collega Ostuni alla frazione marina di Villanova dove una ragazza di 22 anni, Maria Sisto, ha perso la vita in seguito ad un incidente. La vittima era a bordo di una Lancia Y che si è scontrata frontalmente con una Audi Q3.

Sul posto 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia Locale. Per la giovane non c’è stato nulla da fare. I due feriti sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali vicini, ma al momento non si conoscono le loro condizioni.

Putignano, 71enne viene dimessa dall’ospedale e muore il giorno dopo a casa: indagati medico e infermiere

S’indaga per omicidio colposo sulla morte di una 71enne, recatasi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Putignano per alcune difficoltà respiratorie lo scorso 12 gennaio e deceduta il giorno successivo dopo essere stata dimessa.

Nel fascicolo risultano indagati una dottoressa e un infermiere in servizio, l’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata del marito della vittima che l’ha trovata senza vita la mattina del 13 nel letto della propria abitazione.

La 71enne non aveva malattie pregresse e, secondo quanto denunciato dall’uomo, sarebbe stata dimessa senza ulteriori accertamenti nonostante la respirazione affannosa e la tosse. L’iscrizione della dottoressa e dell’infermiere nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire lo svolgimento dell’autopsia, eseguita nelle scorse ore nel cimitero di Conversano.