Muore durante l’allenamento di calcio, l’autopsia: “Fatale un’aritmia maligna”. Oggi i funerali di Riccardo Chetta

La morte di Riccardo Chetta, il 39enne di Parabita deceduto il 15 gennaio mentre si allenava sul campo di Collepasso, sarebbe stata causata da un’aritmia maligna con fibrillazione ventricolare che avrebbe impedito al cuore di pompare sangue in modo efficace, portando così in poco tempo all’arresto cardiocircolatorio.

Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella nelle scorse ore. Hanno preso parte all’esame anche i consulenti di parte. Resta indagato con l’accusa di omicidio colposo il medico sportivo che, lo scorso dicembre, ha rilasciato il certificato d’idoneità sportiva. 

I funerali di Riccardo sono previsti nel pomeriggio di oggi, giovedì 22 gennaio, alle 15.30, presso il santuario della Madonna della Coltura, a Parabita.

Tuturano, casa in fiamme e crollo del solaio: muore l’87enne Salvatore Tramonte. S’indaga per omicidio colposo

S’indaga per omicidio colposo dopo la morte dell’87enne Salvatore Tramonte, deceduto martedì all’interno dell’appartamento in cui viveva a Tuturano, in provincia di Brindisi.

L’uomo era in casa con la figlia quando, per cause in via d’accertamento, è divampato un incendio che ha provocato il crollo di una parte del solaio.

Il suo corpo è stato trovato sotto le macerie poche ore dopo l’incendio. A breve il pubblico ministero conferirà l’incarico per eseguire l’autopsia.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla procura di Brindisi e condotte dai carabinieri, saranno disposti accertamenti tecnici all’interno dell’immobile per verificare eventuali problematiche di staticità della villetta.

Tragedia nel Tarantino, cadavere trovato tra Statte e Crispiano: uomo travolto e ucciso da auto pirata

Il corpo senza vita di un uomo è stato rinvenuto sul margine della strada provinciale che collega Statte a Crispiano, nel Tarantino.

E’ stato trovato nella tarda serata di ieri dopo le segnalazioni di alcuni automobilisti e passanti che, transitando nella zona, hanno notato il cadavere lungo la carreggiata e hanno dato l’allarme.

La vittima sarebbe un giovane di origine straniera, ma l’identità non è stata ancora accertata. Secondo una prima ipotesi investigativa, l’uomo potrebbe essere stato travolto da un’automobile o da un altro mezzo in transito, che non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Le cause esatte del decesso restano tuttavia da chiarire.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Martina Franca, insieme al personale specializzato per i rilievi. L’area non sarebbe coperta da sistemi di videosorveglianza, circostanza che potrebbe complicare le indagini.

Gli inquirenti potrebbero disporre l’autopsia sul corpo per stabilire con precisione le cause della morte e verificare l’eventuale collegamento con un investimento. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo elementi e testimonianze utili per fare piena luce sull’episodio.

Tragedia all’alba a Foggia, schianto auto-furgone all’incrocio: muore 70enne

Una donna di circa 70 anni è morta questa mattina a Foggia, poco dopo le 6,30, in un incidente stradale avvenuto all’incrocio tra viale Di Vittorio e corso del Mezzogiorno, una delle arterie più trafficate del capoluogo dauno.

Stando a quanto si apprende, la vittima, insieme ad un’altra donna, sua parente, viaggiava a bordo di un’utilitaria, una Panda, che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un furgone.

Nel violento impatto l’auto si è ribaltata su un fianco. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale per stabilire la dinamica. Intervenute anche le ambulanze del 118 per il soccorso dei feriti.

Tuturano, crolla il solaio di una casa dopo incendio: trovato morto l’87enne Salvatore Tramonte. Salva la figlia

È stato trovato senza vita Salvatore Tramonte, l’87enne rimasto intrappolato questo pomeriggio nella sua abitazione in fiamme a Tuturano, frazione di Brindisi.

L’anziano non è riuscito a sfuggire al rogo. Ferita ma non in pericolo di vita la figlia di 57 anni. Anche lei si trovava all’interno dello stabile al momento del rogo.

La donna è stata tratta in salvo dai Vigili del Fuoco e trasportata dal 118 all’ospedale Perrino di Brindisi dove è attualmente ricoverata. Le fiamme hanno avvolto l’abitazione e hanno causato anche il crollo parziale del solaio.

Restano da chiarire le motivazioni dello scoppio dell’incendio, per cui sono in corso le indagini affidate ai carabinieri del comando provinciale.

Acquaviva piange i giovanissimi Gianvito e Denise, il dolore del Sindaco: “Tragedia grande siamo tutti feriti”

“Acquaviva è ferita. Due giovani vite, Gianvito e Denise, sono state strappate in modo improvviso e crudele. Davanti a una tragedia così grande, ogni parola sembra insufficiente. Scrivo da sindaco ma prima ancora da padre: il pensiero va subito alle famiglie, a chi ieri sera ha visto crollare il mondo addosso. A loro va l’abbraccio più forte, più silenzioso, più vero di tutta la nostra comunità. Un abbraccio che non consola ma che dice: non siete soli”.

Lo scrive sui social il sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari), Marco Lenoci, riferendosi all’incidente stradale in cui ieri sera sono morti il 18enne Gianvito Novielli e la sua fidanzata di 15 anni, Denise Buffoni.

Sulla strada che collega Adelfia ad Acquaviva delle Fonti, nel Barese, l’auto che il giovane guidava, una Passat, è finita prima contro un’autovettura, poi contro un bus e, infine, contro una recinzione. Un terzo ragazzo è ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

“Acquaviva – continua il sindaco – piange due ragazzi che erano futuro, sogni, vita che iniziava appena. Prega per l’altro giovane coinvolto, che sta lottando tra la vita e la morte, e resta sospesa, incredula, davanti a un dolore che scuote tutti noi. Per questo nelle prossime ore disporrò il lutto cittadino, non come atto formale ma come segno di una comunità che si ferma, che si raccoglie, che riconosce il peso immenso di questa perdita. Oggi il silenzio è rispetto, il raccoglimento è amore. La vicinanza è l’unica risposta possibile. Acquaviva è con voi, tutta”.

Malore nell’allenamento di calcio, un indagato per la morte di Riccardo Chetta: è il medico che ha dato l’idoneità

C’è un indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Riccardo Chetta, il 39enne deceduto durante l’allenamento con la squadra dilettantistica del Parabita City sul campo sportivo di Collepasso nella serata di giovedì 15 gennaio.

Nel registro degli indagati è finito il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità all’attività sportiva. Chetta ha infatti accusato due malori in campo nel periodo successivo. L’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata dal padre della vittima che ha lasciato la moglie e due figli di 3 e 6 anni.

L’accusa contestata è quella di omicidio colposo, l’autopsia dovrebbe essere eseguita mercoledì 21 gennaio. Ancora sotto choc le due comunità di Collepasso e Parabita, strette al dolore della famiglia dell’uomo.

Operaio morto all’ex Ilva, oggi i funerali di Claudio Salamida: lutto cittadino a Putignano e ad Alberobello

Verranno celebrati oggi, 20 gennaio alle 16, a Putignano, i funerali di Claudio Salamida, l’operaio dell’ex Ilva morto sul lavoro il 12 gennaio scorso.

L’autopsia, effettuata nell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, ha confermato che la morte è stata causata dai politraumi causati dalla caduta. Il medico legale ha 60 giorni per depositare la relazione.

Al momento sono 17 persone le persone indagate in cooperazione per omicidio colposo per la morte dell’operaio. È stato proclamato lutto cittadino sia a Putignano che ad Alberobello. Salamida era nato ad Alberobello e da qualche anno risiedeva a Putignano. Lascia la moglie e un figlio di 3 anni.

Giallo sulla ss16 nel Foggiano, trovato cadavere per strada: è mistero. Forse colpito da un cavo elettrico

Il corpo senza vita di un uomo è stato ritrovato questa mattina lungo la statale 16 all’altezza del comune di Serracapriola in provincia di Foggia. Sul posto stanno operando gli uomini delle forze dell’ordine, l’Anas e il 118.

Il cadavere non presenta segni di violenza. Come comunicato in un primo momento dall’Anas, si era pensato che l’uomo fosse stato investito ma da successivi accertamenti sta emergendo la possibilità che possa essere stato colpito da un pesante cavo elettrico.

Tra le varie ipotesi al vaglio degli inquirenti – a quanto si apprende – anche la possibilità che stesse rubando dei cavi in rame. Poco distante sarebbe stata ritrovata un’auto che potrebbe essere quella con cui si è recato sul posto. Indagini sono in corso per accertare la dinamica dell’accaduto.