Tragedia ad Altamura, suv finisce fuori strada: muore un ragazzo. Quattro feriti gravissima una giovane

È di un morto e quattro feriti il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina, poco prima delle otto, sulla strada che collega Laterza (Taranto) ad Altamura, in provincia di Bari.

Le persone coinvolte sono tutte molto giovani e hanno un’età compresa tra i 27 e i 25 anni. Secondo quanto ricostruito finora, il gruppo era a bordo di un Suv di grossa cilindrata.

Chi era alla guida, per cause da accertare, avrebbe perso il controllo del mezzo finito fuori strada. Per uno di loro, l’impatto è stato fatale ed è morto sul colpo.

Gli altri quattro sono stati soccorsi e portati in diversi ospedali. La più grave sarebbe una ragazza che ha riportato un trauma toracico che le ha impedito di essere elitrasportata da un mezzo arrivato da Potenza. Ora si trova nel Policlinico di Bari e le sue condizioni sarebbero molto serie.

Degli altri tre feriti, due sono ricoverati nel vicino Ospedale della Murgia, un 24enne è ricoverato al Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) in stato di coma per politraumi. Indagano i carabinieri.

Bari, il dramma di Antonia: “Mio figlio di 14 anni come Lea. Morto dopo un’ora e mezza in sala rossa”

“Dopo aver ascoltato la storia di Lea, la donna morta al Policlinico, non posso restare in silenzio. Mio figlio Domenico di anni 14, sanissimo e atleta di basket a livello agonistico, super controllato, il 2 gennaio si è svegliato con un forte dolore alla schiena. L’ho portato in ospedale all’ora di pranzo. Era un leone in gabbia nonostante i farmaci che il medico curante mi diceva di dargli. Non poteva sedersi, sdraiarsi e andava avanti e indietro”.

Inizia così il racconto inviato in redazione da una mamma. “Arrivo in ospedale al San Paolo urlando anche se lui era cosciente e parlava, io avevo capito che quei dolori lancinanti fossero qualcosa di brutto – spiega -. Lo fanno entrare, gli fanno il prelievo, l’ecocardiogramma e lui nel frattempo sviene. Chiamano la cardiologa che inizia a visitarlo e guardando lo schermo dice che non è nulla, solo una piccola pericardite e un piccolo versamento pleurico”.

“Domenico continua a lamentarsi, il dolore alla schiena era sparito ma era il petto a fargli male – continua -. La cardiologa lo tranquillizza: ‘Non è nulla Domenico ora ti passa’. Questo per un’ora e mezza, dopodiché Domenico non risponde più, non parla più. Decidono di fargli questa benedetta tac, ma è tardi. Domenico va in arresto cardiaco, esce una dottoressa e mi parla di una sospetta dissezione aortica e che va trasferito. Mio figlio stava morendo e, quando gli hanno fatto la tac, era ormai tardi”.

“Domenico è morto alle 16.30 al Policlinico, quando siamo arrivati non c’era nessuno ad attenderci, non si sapeva dove fosse la sala operatoria, ho dovuto urlare con il vigilante, ci hanno dato indicazioni sbagliate, i medici mentre rianimavano Domenico andavano da una parte all’altra per capire a che piano andare – conclude -. Arriviamo in sala operatoria, dopo un po’ arriva un medico e ci dice che avrebbe dovuto operarlo, ma quando è entrato in sala ha accertato solo la morte del mio bambino. Domenico non ha aspettato sei ore in pronto soccorso, ma è stato un ora e mezza in sala rossa in attesa di una tac che è arrivata troppo tardi. La nostra sanità è da incubo”.

Alberobello, gatto gettato con un calcio nella fontana: reato istinto per 16enne dopo la messa alla prova

Nella giornata di ieri, 15 dicembre, si è tenuto presso il Tribunale per i Minorenni di Bari l’udienza per la verifica finale dell’esito della messa alla prova da parte della ragazza di 16 anni che nel gennaio 2024 gettò con un calcio il gatto Grey in una fontana di Alberobello.

Il gesto, immortalato in un video, fu celebrato dalla stessa giovane con orgoglio sui social con orgoglio. La storia si è conclusa con la sentenza di non dover  procedere per estinzione del reato dopo l’esito positivo della messa alla prova a cui, la minorenne imputata, aveva fatto richiesta di accedere.

Lo rende noto l’associazione Lav che ha “chiesto ed ottenuto dal Giudice che il programma di messa alla prova fosse articolato in un serio e rigoroso percorso, della durata finale di 7 mesi, volto ad approfondire non solo la personalità della minorenne ma anche la gestione delle sue emozioni, in particolare l’empatia verso gli animali e l’educazione a tenere comportamenti legali”.

“Auspichiamo – ha dichiarato Annarita D’Errico, responsabile LAV degli Sportelli contro i maltrattamenti sugli animali – che la denuncia e il processo subito possano aver fatto prendere coscienza non solo all’autrice materiale del gesto, ma anche a molti suoi coetanei, circa l’importanza di alcune loro azioni che possono costare la vita di un essere vivente”.

 

Tatiana scomparsa da 10 giorni a Nardò: l’ultima sera col fidanzato e i biglietti per raggiungere l’ex a Brescia

Cresce la preoccupazione per le sorti di Tatiana Tramacere, la ragazza che vive a Nardò, in provincia di Lecce, e di cui non si hanno più notizie da lunedì 24 novembre. Nata in Ucraina e giunta in Italia quando aveva pochi anni, il giorno della scomparsa indossava jeans e cappotto grigio.

Le indagini vanno avanti senza sosta e si seguono diverse piste, cercando indizi nella vita privata e nella pagina di poesie seguita da migliaia di followers sui social. Il telefono della giovane risulta sempre spento. Si stanno ascoltando amici e parenti della 27enne e analizzando ogni dettaglio che sta emergendo da queste testimonianze.

Tatiana era legata a due ragazzi. Da un lato Alessandro, di Nardò. Dall’altro l’ex fidanzato, residente a Brescia. La mamma del primo, raggiunta dalla trasmissione La Vita in Diretta di Rai 1, ha raccontato di aver visto Tatiana la domenica precedente la sua scomparsa e di essere molto preoccupata.

“Abbiamo subito pensato che non si trattava di un allontanamento volontario perché Tatiana il giorno prima stava con noi – racconta -. Stava bene, era tranquilla, abbiamo mangiato insieme le patatine”. Il giorno seguente il figlio ha mandato un messaggio di buongiorno a Tatiana ma lei non ha nemmeno visualizzato.

Poi i genitori di Tatiana, al Tg1, hanno però rivelato che la figlia aveva comprato un biglietto per raggiungere Brescia perché voleva tornare dal suo ex.  “Le è capitato qualcosa, se no si sarebbe fatta sentire. Alle tre e mezza mi ha detto mamma, me ne vado a lavorare a Lecce, e non è più rientrata. Il telefono risulta spento, è proprio morto”, le parole della mamma.

“Tatiana – dice ancora sua madre – se ci vedi torna a casa, non ti preoccupare. Ti aspettiamo a braccia aperte. Aveva fatto i biglietti, voleva vedere se riallacciava con il suo ex”, aggiunge.

Bari, scavalca la recinzione e accede al Sacrario Militare: denunciato 25enne

Nel tardo pomeriggio di ieri, una pattuglia della Polizia Locale, di transito in via Gentile, ha sorpreso un giovane che accedeva nel Sacrario Militare dopo aver scavalcato la recinzione.

Prontamente gli agenti si sono avvicinati e hanno intimato al soggetto di lasciare quel luogo. L’uomo, 25enne barese, è stato denunciato per l’ipotesi di reato di cui all’art. 682 C.P. ed è stato redatto a suo carico verbale di identificazione, nomina difensore ed elezione di domicilio, a norma dell’art. 161 cc 01 e 1 CPP.

Si rammenta che l’articolo 682 cp prescrive che chiunque si introduce in luoghi nei quali l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto da tre mesi a un anno ovvero con l’ammenda da euro 51 a euro 309.

Naturalmente le indagini proseguono per verificare le reali intenzioni del soggetto e l’eventuale concorso in tale azione di altri soggetti finora sconosciuti.

Sparatoria a Ruffano, colpi esplosi da auto in corsa: grave 17enne. Si segue la pista della rivalità di gruppi ultrà

Un ragazzo di 17 anni è stato ferito con un colpo di pistola mentre, insieme ad alcuni amici, si trovava vicino ad un bar alla periferia di Ruffano, in Salento. L’episodio poco prima dell’una della notte scorsa.

Lo studente, raggiunto dalla pistolettata al bacino, non è in pericolo di vita ed è ricoverato in ospedale a Tricase dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

Secondo una prima ricostruzione, il gruppo si trovava davanti ad un bar quando è giunta un’auto da dove sono partiti più colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha colpito anche un’auto parcheggiata, dietro la quale il 17enne aveva trovato riparo.

Sull’accaduto indagano i carabinieri. Le indagini sembrano propendere per un regolamento dei conti nel mondo degli ultras.

Tragedia a Trani, investito da un treno: muore 52enne. Circolazione ferroviaria sospesa sulla linea Foggia–Bari

Un uomo di 52 anni è stato investito dal treno merci di una compagnia esterna al gruppo Ferrovie dello Stato, questa mattina sui binari della stazione di Trani.

Non si esclude si sia trattato di un gesto volontario. L’incidente, avvenuto in tarda mattinata, ha provocato rallentamenti al traffico ferroviario con conseguenti ritardi alla circolazione.

Dalle 12.55 la circolazione è ripresa su un binario mentre il Regionale di Trenitalia ha attivato corse bus tra Barletta e Giovinazzo e tra Bari e Foggia.

“I treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti”, informa la compagnia di trasporti sul sito, evidenziando che Intercity e regionali potranno subire “limitazioni di percorso e cancellazioni”.

Taranto, ragazzo autistico bocciato al terzo anno. La lettera toccante della mamma: “Non è una tua sconfitta”

“Sono stato bocciato”: si apre con queste parole, pronunciate da un ragazzo autistico, il video diffuso sui social dalla cooperativa Logos e dall’associazione Autisticamente APS, che accompagna una toccante lettera scritta dalla madre.

Una testimonianza intensa che racconta la bocciatura del figlio al terzo anno di un istituto con sede in un paese della provincia di Taranto che sta suscitando sconcerto e solidarietà sul web, anche da parte di docenti di sostegno. Secondo Logos, la vicenda non è solo un episodio scolastico, ma “la testimonianza di una ferita educativa” che riguarda molte famiglie.

“Il sistema – si legge nella nota – troppo spesso non vede, non ascolta, non accoglie”. La lettera, sottolineano, non cerca pietismo né lancia accuse personali, ma invita a una riflessione collettiva sul significato autentico dell’inclusione scolastica e social”. Nel suo messaggio, la madre del ragazzo racconta l’impegno quotidiano del figlio, le sue conquiste, le sue difficoltà e il dolore di una bocciatura comunicata in modo freddo. “Hai lavorato duramente, superato i tuoi limiti, ma la scuola non ti ha visto davvero”, scrive. “Questa non è una tua sconfitta, ma lo è per chi non ha saputo cogliere il tuo progetto di vita”.

La lettera denuncia anche il rischio implicito delle programmazioni differenziate, spesso proposte automaticamente a studenti con disabilità, senza tentare percorsi personalizzati su obiettivi minimi. “Firmare una programmazione differenziata a 14 anni può segnare una sentenza educativa che preclude perfino l’accesso all’università”, afferma la cooperativa.

La vicenda ha aperto un dibattito acceso sui social, dove sono arrivati messaggi di vicinanza da parte di tanti docenti e operatori. Un’insegnante di sostegno ha scritto: “Non sei tu ad aver fallito. Ti hanno negato quel legame che solo un insegnante che ama il proprio lavoro può costruire. Un giorno dimostrerai la tua grandezza”.

Bari, ragazzo si lancia dalla ss16 in un giardino. Coetaneo minaccia di farlo in via Amendola ma viene fermato

Un ragazzo si è lanciato dalla ss16 a San Pasquale, finendo in un giardino privato. Sul posto è intervenuto il 118, al momento non si conoscono le sue condizioni.

Un altro ragazzo è stato invece avvistato a penzoloni sull’autosilo di via Amendola a Bari. Anche lui minacciava di lanciarsi nel vuoto. Fortunatamente qualcuno, allertato dalle grida della fidanzata, è intervenuto e lo ha salvato.

Acquaviva, troppa attesa in Pronto Soccorso. Aggredisce medico e guardia giurata: arrestato 17enne

Una nuova aggressione si è verificata nella serata di ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva. Un ragazzo minorenne di una comunità di recupero ha aggredito prima il medico e poi la guardia giurata intervenuta per calmare gli animi.

La guardia è stata spinta ed è caduta. Sul posto sono intervenute due auto dei carabinieri, il 17enne è stato arrestato a 48 ore di distanza dal suo 18esimo compleanno.

Si trovava in ospedale con il tutore, ha iniziato a perdere la pazienza a causa dell’attesa e ha deciso poi di prendersela con il personale medico e la guardia giurata.