“Pagliaccio sotto dettatura”, l’hater Picicci parla da solo: “Subito attacco da giornalismo locale”

Torniamo ad occuparci dell’attacco sferrato da Ennio Picicci, imprenditore nel settore della distribuzione di carburanti, ex consigliere comunale ed ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Adelfia, nei confronti di Antonio e di Quinto Potere tramite un commento scritto in risposta ad un post sul gruppo Facebook “Adelfia senza censura” in merito alla vicenda del povero Giuseppe, l’anziano di 83 anni di cui vi abbiamo raccontato la solitudine e il rischio di morire ogni giorno.

Picicci, per chi ha la memoria corta, è lo stesso individuo che qualche tempo fa minacciò di morte Antonio e lo aggredì fisicamente, anche brandendo un cacciavite, in occasione della storia di Mina e Natale, i due, per i quali Picicci chiedeva aiuto invitando il Comune ad allestire una stanza per lo stoccaggio del materiale che i cittadini avrebbero donato, si rivelarono due farabutti.

Antonio è tornato qualche giorno fa alla stazione di servizio di Picicci travestito da clown. Con nostra sorpresa, a differenza dell’altra volta, si è rifugiato all’interno del fabbricato della stazione di servizio, lasciando che il suo socio rispondesse alle domande.

L’imprenditore ha poi raccontato sui social la sua parziale versione dei fatti, continuando a negare di riferirsi ad Antonio, seppure siamo stati gli unici a denunciare e tentare di risolvere le sorti di Giuseppe.

Caos ad Altamura, mozione di sfiducia a Petronella. Sindaco e maggioranza disertano l’aula: “Fuga inaccettabile”

Nulla di fatto ad Altamura. Il Consiglio comunale, convocato alle ore 9 con secondo appello alle 10 per discutere della mozione di sfiducia al sindaco Vitantonio Petronella, è saltata per mancanza del numero legale.

I consiglieri di maggioranza e il primo cittadino non si sono presentati. La mozione è stata presentata da 12 consiglieri comunali, sei di minoranza e sei che hanno fatto parte della maggioranza. Sono Michele Loporcaro, Gianfranco Berloco, Onofrio Gallo, Giandomenico Marroccoli, Giovanni Moramarco, Giovanni Saponaro, Maria Adorante, Michele Denora, Gaetana Dibenedetto, Luca Genco, Claudio Indrio, Gioacchino Perrucci.

“Il Consiglio comunale era regolarmente convocato per discutere la mozione di sfiducia. Noi eravamo in Aula. Il Sindaco e la maggioranza no – le parole di parole di Onofrio Gallo, consigliere di Forza Italia -. Fa particolarmente riflettere che solo pochi giorni fa il Sindaco, in un post pubblico, invocasse un confronto a viso aperto. Oggi, però, di fronte all’unico luogo istituzionale deputato al confronto democratico, ha scelto di non presentarsi”.

“Far mancare il numero legale per evitare il dibattito non è responsabilità politica: è una fuga – aggiunge -. Il confronto non si chiede sui social, si pratica in Consiglio comunale, davanti alla città. Credo che sia chiaro ormai a tutti che non ci si può affidare, non si può affidare la città a chi davanti ai problemi scappa. Chiederemo l’intervento del Prefetto, ormai non è più sostenibile questa situazione. Il sindaco deve rassegnare la dimissioni e liberare Altamura”.

Morte Patrizia Nettis, svolta sul caso. Indagini riaperte: perizia sui telefoni dell’imprenditore indagato e del sindaco

Dovranno essere fatti ulteriori accertamenti tecnici sui cellullari della vittima e di altre persone coinvolte nella morte della 41enne giornalista pugliese, Patrizia Nettis, trovata impiccata nell’appartamento in cui viveva a Fasano, in provincia di Brindisi il 29 giugno del 2023.

Lo ha disposto il gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, che ha respinto la richiesta della procura di Brindisi di archiviare il caso. L’ordinanza giunge a quasi dodici mesi dall’udienza che aveva discusso l’istanza della procura.

Ad opporsi all’archiviazione anche la famiglia di Nettis che tramite il proprio avvocato, Giuseppe Castellaneta, in questi due anni ha più volte chiesto la possibilità di poter eseguire l’autopsia sul corpo della donna. Al momento nell’inchiesta c’è un solo indagato, un istruttore di nuoto, Riccardo Argento, accusato di minaccia e istigazione al suicidio. L’uomo aveva avuto una relazione con la donna. Nella vicenda, solo come persona informata sui fatti, c’è il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, anche lui in passato legato sentimentalmente alla giornalista. L’imprenditore ed il primo cittadino incontrarono la 41enne la sera prima del ritrovamento del cadavere.

Ora la gip ha chiesto ai carabinieri, che conducono le indagini, di effettuare accertamenti tecnici sulle singole celle agganciate dai telefoni di Argento e di Zaccaria dalle ore 23.00 del 28 giugno alle 7.00 del 29 giugno. Inoltre gli inquirenti dovranno acquisire i tabulati relativi agli Ip temporanei dei telefoni di Argento e Zaccaria sempre nelle ore precedenti il ritrovamento del corpo, quando i due si scambiarono una serie di messaggi via WhatsApp. Il giudice ha anche disposto un’integrazione della consulenza tecnica informatica, per effettuare una copia forense del cellullare di Patrizia Nettis. Fissato in 90 giorni il termine per le ulteriori indagini.

Gli esiti di queste nuove indagini potrebbe portare alla riesumazione della salma per effettuare l’autopsia da tempo richiesta dalla famiglia della giornalista. “Siamo soddisfatti della decisione del giudice anche se non è stata accolta la richiesta principale ovvero l’autopsia sul corpo di Patrizia ma dalle integrazioni istruttorie che la gip ha indicato al pm appare evidente la volontà di approfondire la posizione dei due uomini con riferimento alla posizione e alla presenza degli stessi eventualmente nell’abitazione nelle ore notturne e qualora la giudice dovesse ravvisare i gravi indizi dovrà essere disposta l’autopsia”, le parole del legale della famiglia Nettis.

Inchiesta sul voto di scambio a Modugno, il sindaco Bonasia (indagato) fa un passo indietro: “Non mi ricandido”

“Ieri, nel Consiglio Comunale, ho sentito il dovere di parlare guardando negli occhi la mia città. Ho annunciato una scelta importante, maturata nel tempo e ormai definitiva: non mi ricandiderò alle prossime elezioni amministrative”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal sindaco di Modugno, Nicola Bonasia. Il primo cittadino è rimasto coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di voti a Modugno in occasione delle Comunali del 2020 che aveva portato all’arresto di Antonio Lopez, ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Bonasia ha chiesto di essere interrogato ed è stato ascoltato. Il suo mandato scade in primavera. Resta da capire però se ci saranno le elezioni. Non è da escludere infatti che, la commissione d’accesso agli atti, nominata dal prefetto, possa proporre lo scioglimento del Consiglio comunale se ravvisasse infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.

“Non è una decisione dettata da calcoli o strategie, ma dal rispetto profondo che nutro nei confronti delle istituzioni e della città di Modugno – aggiunge Bonasia -. In una fase complessa della mia vita personale e pubblica, ho ritenuto giusto anteporre la stabilità dell’azione amministrativa, la credibilità delle istituzioni e l’interesse collettivo a qualsiasi valutazione individuale. Continuerò a servire Modugno sino all’ultimo giorno con lo stesso impegno, la stessa serietà e lo stesso senso di responsabilità che hanno guidato ogni mia scelta. Lo farò nella piena consapevolezza della mia totale estraneità ad ogni forma di illegalità, continuando a collaborare con serenità e fiducia con chi è chiamato ad accertare la verità”.

“Non nascondo che quanto mi stia accadendo lasci ferite profonde, umane prima ancora che politiche. Ma proprio per questo ho scelto di fermarmi, di riflettere, di rispettare fino in fondo il ruolo che ho avuto l’onore di ricoprire. La politica, per come l’ho sempre intesa, è responsabilità, è anche la capacità di scegliere quando scegliere fa male – scrive il primo cittadino -. In queste settimane ho sentito forte l’abbraccio di tante persone. La vicinanza, l’affetto, il sostegno sincero di chi ha creduto in me e nel lavoro fatto insieme sono un dono che porterò sempre con me. Modugno oggi è una città diversa, più consapevole, più forte, finalmente protagonista in tutta la città metropolitana, con una visione chiara del proprio futuro. E non può fermarsi proprio ora”.

“Il mio passo indietro non è una rinuncia, ma un atto di amore verso la mia Città. Continuerò a esserci, da cittadino, con lo stesso legame profondo di sempre. A testa alta e con la schiena dritta, con la serenità di chi sa di aver servito Modugno con onestà, passione e, soprattutto, rispetto delle regole. Perché le istituzioni non sono proprietà di chi temporaneamente le guida, ma responsabilità che si custodiscono e che si consegnano – conclude Bonasia -. Modugno merita di andare avanti. E io, comunque vada, sarò sempre dalla sua parte”.

Senzatetto ospite in hotel, bizzarra convocazione dal Sindaco. Matio: “Ripreso per avervi chiamato”

La storia di Mario, il senzatetto di 53 anni che vive per strada da ormai più di un anno e ospitato temporaneamente nella struttura alberghiera di Umberto, ha colpito la nostra community.

Dopo aver introdotto la sua storia, Mario si è aperto con noi e ha raccontato come ha vissuto negli ultimi mesi, lanciando anche un appello per trovare lavoro. 

Ci siamo poi recati con lui all’ostello abbandonato a Polignano che potrebbe essere una soluzione importante per i senzatetto dopo aver ricevuto video e immagini degli spazi in stato eccellente.

Mario è ancora ospite nell’hotel di Umberto e ci siamo recati nuovamente qui per capire gli eventuali sviluppi della storia.

Acquaviva piange i giovanissimi Gianvito e Denise, il dolore del Sindaco: “Tragedia grande siamo tutti feriti”

“Acquaviva è ferita. Due giovani vite, Gianvito e Denise, sono state strappate in modo improvviso e crudele. Davanti a una tragedia così grande, ogni parola sembra insufficiente. Scrivo da sindaco ma prima ancora da padre: il pensiero va subito alle famiglie, a chi ieri sera ha visto crollare il mondo addosso. A loro va l’abbraccio più forte, più silenzioso, più vero di tutta la nostra comunità. Un abbraccio che non consola ma che dice: non siete soli”.

Lo scrive sui social il sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari), Marco Lenoci, riferendosi all’incidente stradale in cui ieri sera sono morti il 18enne Gianvito Novielli e la sua fidanzata di 15 anni, Denise Buffoni.

Sulla strada che collega Adelfia ad Acquaviva delle Fonti, nel Barese, l’auto che il giovane guidava, una Passat, è finita prima contro un’autovettura, poi contro un bus e, infine, contro una recinzione. Un terzo ragazzo è ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

“Acquaviva – continua il sindaco – piange due ragazzi che erano futuro, sogni, vita che iniziava appena. Prega per l’altro giovane coinvolto, che sta lottando tra la vita e la morte, e resta sospesa, incredula, davanti a un dolore che scuote tutti noi. Per questo nelle prossime ore disporrò il lutto cittadino, non come atto formale ma come segno di una comunità che si ferma, che si raccoglie, che riconosce il peso immenso di questa perdita. Oggi il silenzio è rispetto, il raccoglimento è amore. La vicinanza è l’unica risposta possibile. Acquaviva è con voi, tutta”.

Molfetta, la Corte di Cassazione annulla senza rinvio l’arresto dell’ex sindaco Minervini: accolto il ricorso della difesa

La Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Molfetta, nel Barese, Tommaso Minervini, accusato della concessione di appalti in cambio di voti al Comune di Molfetta.

In particolare, la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Minervini, l’avvocato Mario Malcangi, annullando sia l’ordinanza cautelare genetica del gip di Trani del 6 giugno 2025, che aveva disposto gli arresti domiciliari, sia il provvedimento del Riesame di venti giorni dopo che aveva stabilito il divieto di dimora presso i locali di Palazzo di città.

Meteorite a Casamassima, caso chiuso. Il Sindaco: “Bagliore e boato generati da una violenta deflagrazione”

“L’esplosione verificatasi sabato scorso non è stata generata da un meteorite”. A confermarlo e a chiudere il caso di Casamassima che per giorni ha fatto parecchio discutere sui social è il sindaco Giuseppe Nitti con un post pubblicato sulla pagina Facebook.

“Questo è il risultato degli accertamenti svolti separatamente stamattina, anche con l’ausilio di droni, dall’università di Bari da un lato e dai Carabinieri di Casamassima dall’altro – si legge -. Con questi ultimi che hanno scoperto che il bagliore e il forte boato, con grande probabilità, sono stati causati da una violenta deflagrazione avvenuta in un terreno privato alla periferia della città. Al momento sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’episodio”.

Modugno, la Finanza in Comune e Bonasia interrogato in Procura: c’è il rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose

Continuano le indagini nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di voti a Modugno in occasione delle Comunali del 2020 che aveva portato all’arresto di Antonio Lopez, ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Ma il racconto di Lopez è andato oltre.

Nelle scorse settimane la Finanza si è recata negli uffici del Comune per acquisire documenti. Bonasia ha chiesto di essere interrogato e nella giornata di ieri è stato ascoltato. Il suo mandato scade in primavera e c’è fretta per un’eventuale altra candidatura. Resta da capire però se ci saranno le elezioni. Non è da escludere infatti che, la commissione d’accesso agli atti, nominata dal prefetto, possa proporre lo scioglimento del Consiglio comunale se ravvisasse infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.

Donna in ipotermia sotto la pioggia, il sindaco di San Paolo di Civitate la salva: “Lei e il figlio erano senza cellulare”

Si stava dirigendo in auto nel vicino Comune di San Paolo di Civitate per assistere a una partita di calcio quando ha notato una donna in ipotermia, riversa sull’asfalto, mentre suo figlio era in evidente stato di agitazione.

Si è fermato a prestare i primi soccorsi, allertando il 118. Protagonista del salvataggio, avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 4 gennaio, è Michele Leombruno, sindaco di Serracapriola, comune di 3680 residenti in provincia di Foggia.

“Ero diretto in auto al campo sportivo di San Paolo dove si doveva disputare l’incontro di calcio con la squadra del mio paese e stavo percorrendo la provinciale 144 in solitaria quando mi imbatto nella donna di circa 60 anni e in suo figlio di una trentina di anni – racconta all’ANSA il primo cittadino -. Pioveva a dirotto, c’era tanta nebbia e le temperature erano davvero proibitive. Oltre al fatto che a quell’ora le 14.45 la strada è completamente deserta. Mi fermo, scendo dall’auto e mi rendo subito conto che la donna è in un grave stato di ipotermia. Aveva le labbra violacee, le mani congelate e non riusciva a parlare”.

“Chiamo subito il 118, mi dicono che l’ambulanza di Serracapriola è impegnata in un soccorso a San Severo – ricorda il sindaco -. Prendo un asciugamano che trovo in auto e cerco di riscaldarla, e mentre sto per caricarla in auto al telefono con il 118, vedo l’ambulanza sopraggiungere e il personale sanitario prende in consegna la donna e il figlio. Mi sono accertato delle sue condizioni di salute, è fuori pericolo”.

Mamma e figlio, a quanto si apprende, erano senza telefoni cellulari, quindi non avrebbero potuto chiedere aiuto. “Da anni hanno fatto questa scelta di vita – sottolinea il primo cittadino -. Entrambi si alzano la mattina e percorrono decine di chilometri a piedi tra le strade di campagna a raccogliere verdura. Cosa che hanno fatto anche ieri. Nonostante le condizioni fossero del tutto proibitive”.