Da Cremonese-Inter a Trepuzzi-Ginosa, petardi e bidone lanciati in campo: daspo per sei “tifosi” minorenni

l questore di Lecce, Giampietro Lionetti, ha emesso sei daspo a carico di altrettanti tifosi del Trepuzzi calcio, tutti minorenni. Lo scorso 28 settembre 2025, nel corso dell’incontro tra il Trepuzzi e il Ginosa, i tifosi del Trepuzzi, contestando la dirigenza della propria squadra, lanciarono sul terreno di gioco fumogeni e petardi, costringendo un giocatore della squadra ospite ad abbandonare l’incontro per essere visitato da personale del 118.

La partita fu sospesa per circa 10 minuti durante i quali continuarono a lanciare oggetti di vario tipo, tra cui pietre e un bidone della spazzatura. Tra i tifosi più facinorosi, un gruppo di ragazzi vestiti di nero e con il viso coperto. I sei tifosi individuati sono un 13enne, un 14enne, un15enne e tre ragazzi di 17 anni, tutti residenti a Trepuzzi.

I daspo emessi hanno una durata di tre anni per il 14enne e di due per gli altri cinque, in quanto il loro comportamento è stato considerato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. La notizia arriva pochi giorni dopo il brutto episodio che si è verificato in Cremonese-Inter e che ha coinvolto anche un uomo di Molfetta. 

Promozione, fumogeno acceso e lanciato sul campo a Putignano: daspo di 2 anni per un 25enne di Trepuzzi

La Polizia di Stato, a seguito dell’attività condotta dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Putignano, con l’ausilio delle video riprese della Polizia Scientifica ed il riconoscimento effettuato dai Carabinieri di Trepuzzi, ha individuato il giovane che il 07 settembre 2025, dagli spalti dello stadio comunale di Putignano, durante l’incontro di calcio tra il Real Putignano ed il Trepuzzi (Campionato regionale di Promozione), si è reso responsabile dell’accensione di un fumogeno e del suo lancio in direzione del terreno di gioco, creando concreto pericolo per l’incolumità pubblica.

Nei confronti del giovane, un 25enne residente a Trepuzzi (LE), il Questore di Bari ha emesso il provvedimento di Divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive per la durata di 2 anni.

Trovato morto accanto alla sua moto, Trepuzzi piange il 23enne Filippo Mastrangelo: era scomparso da ore

Era uscito di casa ieri pomeriggio con la sua moto e non era più tornato. Tanto che i genitori ne avevano denunciato la scomparsa. Ma all’alba di oggi il corpo di Filippo Mastrangelo, 23 anni, è stato trovato nella campagna che costeggia la strada provinciale Surbo-Torre Rinalda, in Salento, accanto alla sua moto.

L’ipotesi è che abbia perso il controllo del mezzo finendo fuori strada. Era ai piedi di un ulivo. Si indaga per capire se ci siano altri veicoli coinvolti nell’incidente.

La vittima era di Trepuzzi. A dare l’allarme è stato un automobilista che ha notato il corpo e la moto. Ha chiamato i soccorsi ma per il giovane non c’era più nulla da fare.

Macabra scoperta nella stazione di Trepuzzi, giovane trova cadavere sui binari: ipotesi suicidio

Macabra scoperta ieri sera nella stazione di Trepuzzi dove un giovane pendolare ha trovato un cadavere, attratto da un cattivo odore proveniente dai binari. Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine, in pochi istanti la vicenda è stata ricostruita.

Si tratta del corpo senza vita di Gerardo Franco, 56enne di Copertino che lavorava nella portineria dell’ospedale. Pare soffrisse di depressione. L’uomo lascia la moglie e un figlio.

La circolazione ferroviaria è stata bloccata per il tempo necessario ai rilievi, anche se probabilmente erano già passate ore dalla tragedia.

Incidente sul lavoro nel Salento, 64enne investito da muletto in manovra: operaio finisce in ospedale

Un operaio di 64 anni è rimasto ferito, questa mattina a Trepuzzi (Lecce) mentre stava lavorando all’interno di un’officina preposta alla costruzione e al montaggio di carpenteria metallica.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato investito da un muletto in manovra, riportando traumi agli arti inferiori. Soccorso dai colleghi, l’operaio è stato poi portato da un’ambulanza del 118 all’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto per i rilievi i carabinieri e gli ispettori dello Spesal.

Contromano sotto effetto di droga e alcol uccise il 23enne Andrea Maggio: in appello pena più che dimezzata

La 39enne di Trepuzzi che il 19 giugno 2019 travolse con la propria auto lo scooter guidato dal 23enne Andrea Maggio, all’altezza dell’incrocio tra le strade provinciali 296 e 100, in territorio comunale di Trepuzzi, ha ricevuto uno sconto di pena di 6 anni.

Da 10 anni a 4 anni di reclusione, la Corte d’Appello di Lecce ha ridotto la condanna inflitta in primo grado escludendo tutte le aggravanti. La donna viaggiava contromano e risultò positiva ad alcol e cannabinoidi. In più è stato riconosciuto anche un concorso di colpa della giovane vittima per la velocità con cui procedeva. Il 23enne studente di medicina di Squinzano stava tornando a casa con la sua Kawasaki quando fu travolto in pieno dalla Fiat Panda condotta dalla donna e che aveva invaso la sua corsia. Trasportato in gravi condizioni in ospedale, Andrea Maggio morì due giorni dopo.

Va precisato che la donna, condannata per omicidio stradale colposo, non ha trascorso alcun giorno in carcere. I genitori invece hanno deciso di costruire sul luogo del tragico incidente una rotatoria ed un parco, con annesso centro per l’educazione stradale, per onorare la memoria del figlio e prevenire future simili tragedie.

“Tenetemi lontano da loro”, palpeggia le nipotine e si autodenuncia in una lettera: condannato 76enne

È stato condannato a 7 anni l’anziano di 76 anni, residente a Trepuzzi nel Leccese, che in una lettera aveva confessato di aver abusato sessualmente delle sue due nipotine tra il 2017 e il 2019, chiedendo un provvedimento nei suoi confronti per evitare che possa accadere di nuovo. Dopo l’autodenuncia e il pentimento, l’anziano è ascoltato dal pm che ha aperto un fascicolo con l’accusa di violenza sessuale aggravata, perché compiuta ai danni di minorenni. Il 76enne ha raccontato di aver fatto stendere sul letto le sue nipotine e di averle palpeggiate senza sapere perché. Ha ammesso di provare vergogna per quello che ha fatto e che non intende incontrare più nessun familiare.  La sentenza prevede anche l’interdizione in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, curatela, e amministrazione di sostegno e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado o in strutture frequentate da minori. Una volta espiata la pena, il 76enne dovrà comunque svolgere lavori lontano dai minori per un anno.