Hairtopia, 1200 hair stylist da tutto il mondo ad Ibiza. Old South di Triggiano: “Esperienza indimenticabile”

Dal 28 settembre al 1° ottobre 2025, Ibiza è diventato il palcoscenico internazionale di HAIRTOPIA, un maxi evento che ha riunito oltre 1200 professionisti del settore haircare provenienti da tutto il mondo.

Un festival immersivo dove formazione, creatività, networking e intrattenimento si sono intrecciati in un’esperienza unica. All’evento ha preso parte anche il team di Old South Barbershop di Triggiano. 

Dopo essere entrati nella storia con il Guinness dei primati e aver contribuito a stabilire il record del maggior numero di styling un anno fa sempre a Ibiza, per il founder Marco Milella e il suo team (nella foto Francesco Bottalico, Christian Loporchio, Nicolò Gendi, Angela Milella e Nicola Romano) si tratta di un gradito ritorno.

“Un’esperienza indimenticabile ad Ibiza per l’evento Hairtopia, dove, insieme al team Old South, abbiamo vissuto giornate intense di moda, ispirazione e creatività – le parole di Milella -. È stato un onore far parte di questo evento anche come membro del team DEPOT, che ha contribuito con professionalità e stile alla presentazione delle nuove collezioni. Complimenti a tutti per l’energia e la passione dimostrata! Eventi come questo ci ricordano che la crescita nasce dal confronto, dalla condivisione e dalla voglia continua di migliorarsi”.

Triggiano, crepe e danni ai pilastri: palazzina sgomberata in via Casalino. Residenti rientrano ma resta il nodo lavori

Una palazzina è stata evacuata in via Giovanni Casalino a Triggiano nei giorni scorsi dopo un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, effettuato il 17 settembre, che ha rilevato crepe ed evidenti danni ai pilastri dell’edificio.

Una ditta è stata incaricata per la messa in sicurezza temporanea dello stabile, i lavori sono stati portati a termine e le 8 famiglie coinvolte sono rientrate dopo aver trovato sistemazioni temporanee a loro carico, senza chissà quale sussidio abitativo ed economico.

I lavori per la messa in sicurezza permanente dovranno essere sostenuti dal condominio, secondo quanto riportato nell’ordinanza di revoca dello sgombero, entro 15 giorni, ma c’è chi lamenta di non riuscire a mettersi in contatto con l’amministratore di condominio e con il suo proprietario. Una situazione tesa che sta generando preoccupazione e tensione, ci sono anche famiglie con disabili e bimbi piccoli.

Triggiano, appalti truccati al Comune: il 17 dicembre udienza preliminare per l’ex sindaco Donatelli

Si terrà il 17 dicembre, nel Tribunale di Bari, l’udienza preliminare nei confronti di 17 persone, tra cui l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, accusate di aver truccato un appalto da un milione e 800mila euro per assicurare all’ex primo cittadino il sostegno finanziario per la campagna elettorale in occasione delle amministrative 2021.

Il pm Pinto ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco, arrestato un anno fa nell’inchiesta sulla presunta associazione a delinquere promossa e diretta dal fondatore del movimento politico ‘Sud al Centro’, Alessandro Cataldo, e tornato libero qualche settimana dopo.

Le accuse, a vario titolo, sono corruzione, turbativa d’asta, falso aggravato e subappalto non autorizzato. La turbativa d’asta si riferisce all’appalto da 1,8 milioni di euro per i lavori di realizzazione del Parco Urbano San Lorenzo.

Il reato di falso invece per l’affidamento dell’incarico per installare nuovi condizionatori d’aria negli uffici comunali ad una ditta a lui vicina. Secondo la Procura  è stato dichiarato falsamente che riparare l’impianto esistente sarebbe stato antieconomico. Il Comune potrà costituirsi parte civile.

Gestiva narcotraffico dal Sud America in Spagna: estradato il broker barese della cocaina Matteo Costanza

È stato estradato dalla Spagna e si trova adesso in Italia Matteo Costanza, di 52 anni, originario di Triggiano, in provincia di Bari ma da tempo residente e Maiorca, ricercato nell’ambito dell’inchiesta «Millennium», coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che nello scorso mese di maggio ha portato all’esecuzione da parte dei carabinieri di 97 misure cautelari.

Su Costanza, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria, Francesca Mesto.

Secondo quanto é emerso dalle indagini, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l’operazione condotta dai carabinieri.

In particolare, è considerato il referente in Spagna della cosca Barbaro «Castani» di Platì. Titolare di un’azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l’importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica.

Sulla base delle informazioni fornite dal Nucleo investigativo di Reggio Calabria dei carabinieri, l’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against `Ndrangheta) ha avviato le interlocuzioni info-operative con le autorità internazionali. Nel momento in cui Costanza è stato localizzato a Maiorca, è stata richiesta la collaborazione della polizia spagnola, che lo ha arrestato.

Ladro muore in moto a folle velocità: “Non era un bravo ragazzo”. I “malandrini” minacciano Antonio

Torniamo ad occuparci della tragica morte di Davide Lippolis, il 22enne deceduto sabato sera sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano in un incidente stradale.

Il giovane era in sella ad una moto che si è schiantata contro una Renault. A bordo marito e moglie, fortunatamente rimasti illesi. Al momento la tesi sostenuta è che il mezzo a due ruote percorresse quel tratto stradale ad alta velocità. Non ci sarebbero nemmeno segni di frenata.

Nelle ultime ore Quinto Potere e in particolare Antonio Loconte sono stati vittima di attacchi social davvero pesanti. Offese di ogni tipo e minacce da parte degli amici “malandrini” per aver utilizzato la parola “pluripregiudicato” all’interno dell’articolo.

Lippolis era stato arrestato nei mesi scorsi perché accusato di far parte di una banda di giovani dedita ai furti di moto e mezzi furgonati. I suoi profili social sono ancora pieni di acrobazie pericolose, impennate e guide spericolate in diversi punti della città. La perdita di una giovane vita è sempre dolorosa, ma in questo caso si deve dire che Davide non era un bravo ragazzo.

Bisogna accettarlo e bisogna accendere i riflettori anche e soprattutto su quello che mostrava sui social e di come metteva a serio rischio la sua vita e quella degli altri. Ha vissuto al limite e c’è qualcosa che non va nella società di oggi.

Perde la vita a 20 anni in moto, acrobazie esibite sui social. Lippolis tre mesi fa: “Morirò a 30 anni a 300 km/h”

“Quando lei vorrebbe un futuro con me, ma non sa che morirò entro i 30 anni a 300 km/h”.

La frase è stata pubblicata solo qualche mese fa sui social da Davide Lippolis, il giovane deceduto ieri sera sulla provinciale Triggiano-Carbonara in un incidente stradale.

Il 20enne era alla guida della sua moto di grossa cilindrata che si è schiantata contro una Renault. A bordo marito e moglie, fortunatamente rimasti illesi.

Al momento la tesi sostenuta è che la moto percorresse quel tratto stradale ad alta velocità. Non ci sarebbero nemmeno segni di frenata. Il sospetto è che Lippolis facesse parte di una banda specializzata nel furto di moto, al centro delle attenzioni delle Forze dell’Ordine.

I profili social della vittima sono pieni di acrobazie pericolose, impennate e guide spericolate in diversi punti della città. La perdita di una giovane vita è sempre dolorosa. Sempre. In questo caso l’auspicio è che possa essere d’insegnamento anche per chi non ha capito ancora che la vita è un dono prezioso. La propria e quella degli altri. Perché un pensiero va anche ai coniugi a bordo della Renault.

Schianto auto-moto sulla provinciale Triggiano-Carbonara: muore il 20enne Davide Lippolis

È Davide Lippolis, 22enne pluripregiudicato, il giovane deceduto ieri sera sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano in un incidente stradale. La vittima era in sella ad una moto che si è schiantata contro un’auto. Illesi marito e moglie all’interno della vettura.

I due sono stati portati in ospedale in stato di choc. Sul posto Carabinieri, 118 e Vigili del Fuoco. Dalle prime ricostruzioni pare che la moto andasse ad alta velocità. Non emergono segnali di frenata. La strada è stata chiusa al traffico.

Tragedia sulla provinciale Triggiano-Carbonara, schianto tra moto e auto: muore 20enne. Illesi marito e moglie

Tragedia sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano, dove un ragazzo di 20 anni è deceduto in un incidente stradale. La vittima era in sella ad una moto che si è schiantata contro un’auto. Illesi marito e moglie all’interno della vettura. I due sono stati portati in ospedale in stato di choc. Sul posto Carabinieri, 118 e Vigili del Fuoco.

Dalle prime ricostruzioni pare che la moto andasse ad alta velocità. Non emergono segnali di frenata. La strada è stata chiusa al traffico.

Corruzione elettorale da Grumo a Triggiano, 18 indagati: tra loro Cataldo e Maurodinoia. Regione non è parte civile

La Regione Puglia e il Comune di Grumo Appula non si sono costituiti parte civile all’udienza preliminare per due presunte associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione elettorale che avrebbero alterato l’esito delle elezioni amministrative nel Comune di Grumo Appula e della Regione Puglia (del 20 e 21 settembre 2020) e nel Comune di Triggiano (del 3 e 4 ottobre 2021).

Tra i 18 indagati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio vi sono Alessandro (‘Sandrino’) Cataldo, fondatore del movimento politico Sud al Centro e sua moglie, l’ex assessora pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Pd), dimessasi nell’aprile 2024 dall’incarico e dal partito dopo l’arresto del marito e di altri indagati.

L’udienza si svolge dinanzi al gup del Tribunale di Bari Susanna De Felice che ha aggiornato le parti al 17 ottobre. La richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Grumo Appula – a quanto si apprende – era stata portata in giunta dal sindaco, ma è stata respinta. Hanno chiesto, tra gli altri, di costituirsi parte civile: un maresciallo della Gdf (vittima di calunnia), l’Asl Bari (per la vicenda dei certificati medici falsi), il Comune di Triggiano, il Circolo Pd università, ricerca, formazione, cultura Terra di Bari e Francesco Rutigliano (candidato sindaco perdente a Grumo). La posizione di un indagato è stata stralciata per difetto di notifica.

Secondo l’accusa, Cataldo sarebbe stato promotore del sistema che avrebbe procacciato voti a pagamento nelle diverse tornate elettorali. L’ex assessora, soprannominata ‘Lady preferenze’, fu eletta nel consiglio comunale di Bari, nel 2019, nel movimento politico fondato dal marito con oltre 6mila voti. L’anno dopo, candidata alle Regionali con il Pd, di preferenze ne ottenne quasi 20mila.

A Cataldo e Maurodinoia è contestato il reato associativo in relazione alle elezioni di Grumo Appula per aver promesso, assieme ad altri indagati, 50 euro per ogni voto oppure un posto di lavoro. Maurodinoia, in particolare, era candidata alle Regionali in abbinamento su Grumo Appula con Nicola Lella (imputato) come consigliere comunale. Secondo l’accusa, Maurodinoia “prendeva parte all’associazione al fine di ottenere la sua elezione, delegando al coniuge Sandro Cataldo di mantenere i rapporti diretti con gli altri sodali, nonché con gli elettori compiacenti”.

Corruzione elettorale a Grumo e Triggiano, voti a 50 euro e posti di lavoro: chiesta l’archiviazione per 51 indagati

La Procura di Bari ha chiesto l’archiviazione per le 51 persone indagate con l’accusa di corruzione elettorale nell’ambito dell’inchiesta che ad aprile 2024 portò ai domiciliari l’allora sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, e l’allora numero uno di Sud al Centro, Sandrino Cataldo, marito dell’allora assessore regionale della Puglia, Anita Maurodinoia.

Secondo quanto riporta un articolo della Gazzetta Mezzogiorno, i voti venduti in cambio di 50 euro o della promessa di un posto di lavoro sono stati ritenuti, dal punto di vista penale, un peccato veniale che non merita di finire a processo.

Gli indagati, molti dei quali appartengono agli stessi nuclei familiari, ascoltate dai militari hanno confermato di aver avuto soldi: qualcuno ha detto di averlo fatto per pagare le bollette.

Il 3 luglio davanti al gup Susanna De Felice si aprirà l’udienza preliminare nei confronti di Cataldo, Maurodinoia, Donatelli e di altre 15 persone accusate – a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità – di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, calunnia, corruzione e falso.

Secondo l’accusa il meccanismo per procacciare voti che avrebbe funzionato non solo nelle elezioni 2019 di Triggiano, ma anche in quelle di Grumo Appula del 2020 quando agli elettori veniva chiesto di votare sia per il candidato al Comune che per Maurodinoia, poi eletta alla Regione con 22mila preferenze e ribattezzata ‘lady preferenze’ del Pd pugliese.