Kekka e Nico u uéve, storia finita. Dramma in diretta TikTok: carabinieri e 118 a casa. Lei se ne va

Dopo la doppia intervista esclusiva rilasciata nelle scorse settimane ai microfoni di Quinto Potere, torniamo ad occuparci di Nico u uéve e di Kekka. La storia tra il ladro pentito di TikTok e la donna è giunta ai titoli di coda.

Ma non finisce qui, perché i due sono stati protagonisti di una lite furibonda in diretta su TikTok, tanto da rendere necessario l’intervento dei Carabinieri e del 118 nell’abitazione. Kekka ha lasciato la casa. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti e la versione di Nico che ha rivolto un altro appello tramite un video.

Andria, investita da auto guidata un 20enne: grave bimba di 11 anni. Trasferita al Pediatrico di Bari

Una bambina di 11 anni è stata investita da un’auto guidata da un 20enne ieri pomeriggio in via Nenni ad Andria, riportando ferite gravi.

Soccorsa dal personale del 118 è stata trasportata prima all’ospedale Bonomo di Andria e poi, a causa della gravità delle lesioni, è stata trasferita in serata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia locale di Andria, l’11enne stava attraversando a piedi la carreggiata in prossimità di piazzale Mariano quando un’auto, guidata da un 20enne del posto, l’ha travolta.

La bambina dopo essere finita contro il parabrezza è stata sbalzata sull’asfalto. La posizione dell’automobilista, che si è fermato a prestare i primi soccorsi, è al vaglio degli agenti. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Follia a Foggia, la paziente muore e i parenti aggrediscono gli operatori 118. L’Asl: “Denunceremo violenze”

La Asl di Foggia denuncerà alla magistratura l’aggressione subita dagli operatori del 118 di Foggia che l’altra sera sono intervenuti per soccorrere una donna in arresto cardiaco, deceduta nonostante un massaggio cardiaco durato 58 minuti.

Lo spiega la Asl in una nota nella quale rivolge le “più sentite condoglianze alla famiglia della donna deceduta il 17 ottobre scorso” parlando di un “dramma che segna non soltanto le persone strettamente coinvolte, ma l’intera comunità”.

“Al tempo stesso – si sottolinea -, non possiamo tacere gli episodi di violenza ai danni degli operatori del 118 intervenuti”. “Agli operatori del 118 che hanno operato in condizioni estremamente difficili e delicate – si sottolinea nella nota – esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. La violenza, in qualunque forma, non può e non deve mai essere tollerata. È inaccettabile che chi ogni giorno presta soccorso ai cittadini debba temere per la propria incolumità. La sicurezza degli operatori sanitari è un diritto irrinunciabile: chi soccorre non è un bersaglio”.

Nella nota la direzione del dipartimento emergenza-urgenza e la direzione sanitaria sottolineano anche di “aver già acquisito e analizzato gli audio relativi alle comunicazioni intercorse durante l’intervento. Gli operatori del 118, nel rispetto dei protocolli, hanno utilizzato il defibrillatore e praticato il massaggio cardiaco, proseguendo le manovre salvavita per 58 minuti e annunciano che “nelle prossime sarà formalizzata la denuncia rispetto agli episodi di violenza subiti dagli operatori”.

Foggia, la paziente muore e i parenti aggrediscono i soccorritori 118: 6 feriti. Ambulanza fuori uso

Alcuni operatori sanitari in servizio presso il 118 della provincia di Foggia sono stati aggrediti nella serata di venerdì durante un soccorso ad una donna, poi deceduta.

L’aggressione, a quanto si apprende, è avvenuta a Foggia, e ha comportato una prognosi di dieci giorni per i sanitari per stress emotivo. Stando alla ricostruzione, nel tardo pomeriggio di venerdì è giunta una richiesta di soccorso alla sala operativa del 118 che ha inviato sul posto due ambulanze con soccorritore ed infermiere.

Il personale, accortosi della gravità della situazione evidenziata anche durante l’utilizzo del defibrillatore, avrebbe praticato il massaggio cardiaco per 58 minuti (costantemente seguiti telefonicamente da un medico in servizio presso la centrale operativa) ma la donna, in arresto cardiaco, non si è ripresa. Nel frattempo sul posto è giunta anche una terza ambulanza con un medico a bordo.

I parenti della persona deceduta, vista l’assenza del medico a bordo nelle prime due ambulanze, si sarebbero infuriati minacciando il personale intervenuto e lanciando oggetti contro le ambulanze, una delle quali è fuori uso per i danni riportati.

I sanitari, in tutto sei, tra cui il medico e cinque tra infermieri e soccorritori, hanno riportato tutti una prognosi di dieci giorni. Sul posto è intervenuta la polizia.  “Il protocollo è stato eseguito correttamente – spiega il direttore della centrale operativa del 118 (nonché direttore del dipartimento di emergenza urgenza) Stefano Colelli. La donna era in arresto cardiaco e il personale ha eseguito correttamente tutte le pratiche di rianimazione cardio-polmonare.”

Moto contro palo, muore a 64 anni il medico 118 Vincenzo Incoronato: “Grande perdita umana e professionale”

Vincenzo Fernando Incoronato, medico del 118, è morto ieri in un incidente stradale a San Severo dopo aver perso il controllo della moto in una curva finendo contro un palo di recinzione. L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla provinciale per San Paolo di Civitate, paese in cui viveva. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poiché il 64enne è morto sul colpo. Sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di San Severo.

“Una tragedia. Un dolore immenso. È una grande perdita umana e professionale”. Questo il commento del direttore dell’Asl di Foggia Antonio Nigri. “Era un medico sempre disponibile. Una colonna portante del servizio di emergenza urgenza dell’area nord della provincia – ha sottolineato Nigri -. Dedito al lavoro, affabile. Subiamo davvero una grande perdita”.

“È tra i colleghi più anziani del servizio di emergenza urgenza del 118 della provincia di Foggia. Da oltre 30 anni in servizio presso il 118 di San Severo. È una scomparsa che ha sconvolto tutti”. Così il direttore della centrale operativa del 118 di Foggia e direttore del dipartimento di emergenza urgenza, Stefano Colelli.

“Lo conoscevo da anni – aggiunge Colelli -. L’ultima volta l’ho visto due giorni fa quando è venuto in centrale operativa per partecipare ad un corso per l’utilizzo di device a bordo delle ambulanze. Nonostante le diverse decine di anni di servizio, era sempre attento ad aggiornamenti. Mostrava sempre entusiasmo per il suo lavoro nonostante le enormi difficoltà del sistema dell’emergenza urgenza. Non gli mancava molto per la pensione. È una perdita davvero enorme”.

Aggredisce medico del 118: “Ero ubriaco. L’amico della Polizia Locale ha detto di stare tranquillo”

Torniamo ad occuparci dell’aggressione subita qualche giorno fa da Francesco Papappicco, il medico del 118 in servizio presso la postazione di Altamura, e da altri due operatori del servizio di emergenza-urgenza, intervenuti in via Manzoni.

Siamo riusciti a beccare il paziente soccorso, Michele, e un suo amico, Francesco. Il primo ha confermato di aver dato una gomitata e di essere ubriaco (versione confermata anche dalla moglie), il secondo di aver creato scompiglio con parolacce e minacce.

I due respingono però l’accusa di averli aggrediti fisicamente, nonostante i contatti avuti con gli operatori sanitari, e sembrano non essere preoccupati di eventuali provvedimenti a causa dell’amicizia con un agente della Polizia Locale, amico d’infanzia e di scuola di Michele. Il tutto mentre ci poniamo alcuni interrogativi sul comportamento dell’Asl di Bari.

Due operatrici 118 aggredite, strattonate e minacciate da due uomini a Corato: ambulanza danneggiata

Due operatrici del 118 sono state aggredite due sere fa mentre prestavano soccorso ad un uomo a Corato, nel Barese. A strattonarle e a minacciarle sarebbero state due persone che erano con il paziente.

Sia quest’ultimo sia i suoi due amici, a quanto si apprende, erano in uno stato psicofisico alterato. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, mentre il personale sanitario stava aiutando l’uomo, gli altri due si sarebbero scagliati contro un’infermiera e una soccorritrice di Sanitaservice della postazione Set 118 di Corato.

Entrambe sono finite al pronto soccorso. Anche l’ambulanza è stata danneggiata. La direzione generale della Asl Bari esprime “solidarietà e vicinanza all’equipaggio vittima dell’aggressione” ribadendo che “metterà a disposizione delle operatrici tutti gli strumenti legali per tutelarle e assisterle”.

L’azienda sanitaria evidenzia “il grande spirito di servizio che ha caratterizzato il loro intervento di soccorso, portato comunque a termine nonostante una situazione oggettivamente difficile”.

Valenzano, ubriaco crea il panico di notte: soccorritori 118 aggrediti e colpiti con pugni

Attimi di tensione nella notte a Valenzano dove il 118 è intervenuto per soccorrere una persona in stato di alterazione dovuta all’assunzione di alcol. Durante le operazioni di soccorso il soggetto ha iniziato a dimenarsi, ha colpito i soccorritori con pugni e ha messo a rischio la sicurezza dell’equipaggio. Si è così reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine sul posto.

Bari, crisi epilettica al porto durante i controlli prima dell’imbarco: Polizia e 118 salvano cittadino albanese

Lo scorso weekend, durante i consueti controlli presso il Porto di Bari, la Polizia di Stato è prontamente intervenuta in soccorso di un cittadino albanese, colto da un grave malore in prossimità di un varco carraio destinato al controllo dei veicoli in partenza per Durazzo.

Gli agenti della Polizia di Frontiera, resisi conto della gravità della situazione, hanno immediatamente richiesto l’intervento dei sanitari del 118 e, contestualmente, si sono adoperati per allertare anche il personale medico presente a bordo di una nave ormeggiata in banchina.

Fondamentale si è rivelata l’azione tempestiva degli agenti, che hanno adottato le manovre di primo soccorso utili a evitare il soffocamento, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’uomo, successivamente assistito dal personale sanitario, è risultato vittima di una crisi epilettica.

L’episodio conferma ancora una volta il ruolo centrale della Polizia di Stato nel garantire la sicurezza e la tutela dei cittadini, anche in contesti operativi complessi e ad alta intensità, come successo al porto di Bari nel pieno di una giornata molto impegnativa sul fronte dei controlli di frontiera.

Bari, auto a tutta velocità travolge ambulanza in emergenza. OPI: “Bisogna riflettere sulla sicurezza dei mezzi”

“L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari esprime la propria profonda solidarietà agli operatori sanitari coinvolti nel grave incidente stradale avvenuto a Bari nella mattinata di sabato 27 luglio 2025, durante un intervento d’emergenza da parte di un mezzo del 118. In un momento in cui si stava rispondendo a una richiesta di aiuto, l’equipaggio, composto da operatori sanitari tra cui un Infermiere, è rimasto ferito nello svolgimento del proprio dovere, a testimonianza dei rischi concreti e quotidiani che affrontano coloro che operano nell’ambito dell’emergenza-urgenza”.

Inizia così il comunicato di OPI. “Come OPI Bari, intendiamo manifestare pubblicamente la nostra vicinanza e il nostro sostegno all’Infermiere e a tutti i professionisti sanitari coinvolti  – si legge -. Il loro impegno rappresenta un presidio irrinunciabile di salute pubblica e merita non solo gratitudine, ma tutele concrete e attenzione costante. L’attività dell’emergenza territoriale 118 ha come cifra distintiva l’elevata qualità delle prestazioni sanitarie erogate al cittadino, a cui si associa, con rilevanza imprescindibile, la tempestività dell’intervento”.

“Si ricorda, infatti, che il sistema 118 è l’unico tra i sistemi di soccorso a dover rispettare tempistiche normate: entro 8 minuti in ambito urbano ed entro 20 minuti in ambito extraurbano, come previsto dal D.P.R. 27 marzo 1992. In tale contesto, l’OPI Bari ritiene opportuno evidenziare alcune criticità organizzative che meritano attenzione – aggiunge Opi -. In particolare, la postazione oggetto del sinistro, identificata come India Policlinico, risulta oggi penalizzata nella sua operatività, essendo stata ricollocata presso l’ospedale Di Venere, a distanza significativa dalla sua naturale zona di competenza, precedentemente coperta dalla sede di via O. Flacco. Si evidenzia, inoltre, che l’area in questione comprende alcune tra le principali arterie viarie della città ed è frequentemente interessata da intensi flussi di traffico, con conseguenti difficoltà di accesso e allungamento dei tempi di percorrenza”.

“Tale dislocazione, sebbene conforme alla movimentazione prevista dalla centrale operativa, rischia quindi di compromettere l’efficacia del servizio e i tempi di intervento in situazioni critiche – si legge ancora -. Quanto accaduto impone una riflessione seria e condivisa sul tema della sicurezza attiva e passiva dei mezzi di soccorso, così come sull’organizzazione e sulla localizzazione delle postazioni. È necessario interrogarsi sull’idoneità dei dispositivi e delle strutture operative, affinché i professionisti sanitari e i cittadini trasportati possano contare su standard coerenti con i rischi reali e le attese di salute della popolazione. Chi lavora sull’ambulanza, così come i pazienti trasportati, deve poter contare su standard di protezione all’altezza dei rischi reali. Purtroppo, le immagini e le dinamiche dell’incidente sollevano dubbi importanti sulle dotazioni e sull’organizzazione interna del mezzo coinvolto, in particolare per quanto riguarda la tenuta strutturale e la collocazione dei dispositivi. L’OPI di Bari si rende disponibile a un confronto costruttivo e partecipato con le aziende sanitarie, gli enti gestori, gli organi di controllo e le istituzioni, al fine di individuare le migliori strategie per garantire la qualità dell’assistenza ai cittadini e la tutela effettiva dei professionisti. L’Ordine continuerà a farsi portavoce delle esigenze di protezione e valorizzazione degli infermieri, in ogni contesto operativo, affinché episodi come questo non restino invisibili, ma diventino occasione di consapevolezza e responsabilità condivisa”.