Legata al letto e bocca tappata, 13enne violentata due volte in pochi mesi a Bari: condanna prescritta in Appello

Chiude a chiave una 13enne nel locale di un amico, la spoglia, la blocca sul letto, le tappa la bocca e la costringe ad avere un rapporto sessuale completo. Qualche mese dopo la blocca per strada, la conduce in una casa, la lega al letto con una cinta e abusa ancora una volta di lei.

I fatti, avvenuti a Bari, risalgono al giugno 2008. Protagonista un 36enne all’epoca dei fatti appena maggiorenne. Una doppia violenza sessuale che per la giustizia italiana finisce nel dimenticatoio.

In primo grado, tre anni, fa l’uomo era stato condannato dal Tribunale di Bari alla pena di 8 anni di reclusione, ma la Corte di Bari ha stabilito il non doversi procedere perché le accuse sono ormai prescritte. Confermata solo la condanna a risarcire la vittima, costituita parte civile.

Esplosione a Corato, gravissime donna e bimba di 11 anni. Cagnolina scomparsa: “Aiutateci a trovare Bianchina”

Le condizioni della donna di 41 anni e dell’11enne svizzera, ricoverate nel reparto di Rianimazione al Policlinico di Bari dopo essere rimaste coinvolte nell’esplosione che ha distrutto un appartamento a Corato, restano gravissime ma stazionarie.

Intanto è partito l’appello sui social per trovare Bianchina, la cagnolina della donna di 41 anni. Dalle immagini è merso che è stata sbalzata fuori dall’immobile ed è sfuggita spaventata. Di lei si sono perse le tracce e nessuno sa dove è finita, è provvista di microchip.

Denis peggiora, Katia è distrutta: “Aiutateci. Cerco specialisti per provare a salvargli la vita”

Torniamo a parlare di Katia e Denis, la loro storia ha colpito in maniera profonda la nostra community. Dopo essere tornato a casa a Pasqua dopo un lungo viaggio, a seguito di complicanze, purtroppo Denis era stato nuovamente ricoverato d’urgenza a Bergamo prima di essere trasferito a Pavia per il peggioramento delle sue condizioni.

+++ RACCOLTA FONDI PER AIUTARE KATIA E DENIS +++

Katia e Denis sono sposati da 5 anni, hanno due bimbi di 3 e 6 anni. Katia ci ha scritto per chiederci aiuto dopo quanto accaduto nel 2023. Denis è affetto da una malattia rara ed è stato costretto al trapianto di fegato. Katia in lacrime ci ha raccontato le varie tappe, Denis è stato licenziato dopo aver firmato un contratto a tempo indeterminato e così hanno avviato una raccolta fondi necessaria per il trapianto.

La catena di solidarietà ha travolto subito i due. In tanti ci avete chiesto aggiornamenti sulla loro storia. Con i soldi bonificati da Quinto Potere e le ultime donazioni arrivate, Katia è riuscita a sostenere alcune spese e soprattutto a pagare il campo estivo per i figli. Non arrivano però buone notizie. La situazione è precipitata di nuovo, Denis peggiora e Katia è alla ricerca disperata di specialisti per provargli a salvare la vita.

Referendum 8-9 giugno, l’appello dell’assessora Iacovone: “Non create ai seggi disagio alle persone trans”

In vista della tornata referendaria dell’8 e 9 giugno, la vicesindaca e assessora ai servizi Demografici, Elettorali e Statistici Giovanna Iacovone ha indirizzato ai presidenti e alle presidenti di seggio una raccomandazione ufficiale affinché si adoperino per scongiurare situazioni che possano creare disagio e imbarazzo alle persone non binarie o non inquadrate nella rigida classificazione del rispettivo genere biologico “evitando, ove possibile, l’ostensione o la distinzione, fisica o visibile, degli elettori in base al genere risultante dalle liste elettorali”.

Nello nota, ad esempio, si invitano i presidenti e le presidenti a non prevedere file divise per genere, non utilizzare le espressioni “avanti un uomo” o “avanti una donna”, non leggere ad alta voce i nomi riportati sul documento di identità e non apporre cartelli “uomini” e “donne” davanti alle liste di sezione.

“Il decreto legge del 19 marzo 2025 (convertito dalla legge n. 72 del 15 maggio 2025) reca disposizioni urgenti in materia elettorale, alcune delle quali, tra cui la soppressione della distinzione di genere nelle liste elettorali, non saranno applicabili per il voto del prossimo weekend – spiega Giovanna Iacovone -. Per questo, accogliendo le sollecitazione di alcune associazioni attive su questi temi, e coerentemente con la politica inclusiva che caratterizza questa amministrazione, ho ritenuto importante redigere una nota che sarà inclusa nel kit elettorale in dotazione ai seggi al fine di evitare pratiche non necessarie nell’attività di gestione, che non sono previste dalla legge ma che potrebbero essere percepite come discriminatorie da parte della comunità trans nell’esercizio del voto. Alcune persone trans, ad esempio, non hanno rettificato il proprio documento e quindi i dati in esso riportati potrebbero risultare non pienamente rappresentativi della persona che si presenta al seggio: sensibilizzare gli scrutatori e quanti presteranno servizio nei seggi mi è parso perciò un passaggio doveroso e necessario”

Bari, ladra ripresa mentre ruba nel negozio. I titolari sui social: “Restituisci la merce o ti denunciamo”

“Avviso la gentile signora cha ha inavvertitamente messo il cuore Seletti in borsa che se non lo restituisce, mi vedrò costretto a portare le immagini in questura con relativa denuncia di furto”.

Questo è l’appello pubblicato sui social da Res Design, attività commerciale situato in via Principe Amedeo a Bari. Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato la donna e il furto.

Padri separati, Giuseppe alla vigilia dell’Appello: “Rischio il carcere da innocente. È devastante”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato. Lo ricordiamo, Giuseppe è stato condannato a 3 anni per maltrattamenti in famiglia, ma ha trovato il coraggio per incontrarci e raccontare la sua storia.

Lo avevamo incontrato dopo il quarto Natale senza i suoi figli, questa volta Giuseppe è venuto a trovarci da Barletta alla vigilia di un momento delicato. A maggio è fissato l’Appello, rischia di andare in carcere per tre anni.

Ha sempre respinto ogni accusa di maltrattamenti, così come ha rifiutato ogni proposta di patteggiamento anche prima dell’avvio del processo. Qualcosa non torna. Nel video allegato tutti i dettagli e gli aggiornamenti della vicenda.

Rubata l’auto a una mamma sola. L’appello agli “amici di Japigia”: “Ho due bimbe. È un disastro”

A volte è davvero difficile mantenere la calma. Per la rubrica “Povero a chi capita” vi raccontiamo la storia di Ilaria, mamma sola di 26 anni con due figlie di 6 e 3 anni. Sta svolgendo un corso per diventare OSS in via Caldarola e proprio lì la sua Grande Punto grigia, targata EW570YZ, è stata rubata.

L’auto è fondamentale per tutti gli spostamenti. Ilaria la usa per seguire il corso, per tutti gli spostamenti e per accompagnare le piccole a scuola. Il Gps ha segnalato un indirizzo, Ilaria si è recata sul posto, ma della vettura senza traccia.

Nonostante il triste furto subito, mamma Ilaria non si arrende. Ha la sensazione che l’auto sia ancora nei paraggi e per questo ha diffuso anche un appello su Facebook. Nel video allegato tutti i dettagli della vicenda.

Bari, minaccia di morte avvocato per riavere 400 euro: 49enne di Modugno condannato anche in Appello

Avrebbe preteso che l’avvocato che aveva assistito il padre in una causa penale (archiviata) restituisse 400 euro, che però non sarebbero mai stati versati. E per questo, avrebbe inviato al legale lettere con pesanti minacce, rivolte anche alla moglie e al figlio dell’avvocato e al civilista che lo stava assistendo. «Restituisci i 400 euro agli eredi, altrimenti non avrò pace finché non me la pagherai carissima. Soffrirai così tanto da rimpiangere di non essere mai nato. Sono lontano da Bari ma ho parenti, amici e conoscenti disposti a tutto per vendicarmi».

Per questo il 49enne di Modugno (Bari) Giuseppe Chiumarulo, residente a Rimini, è stato condannato anche dalla Corte d’Appello di Bari alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione (confermata la sentenza di primo grado in abbreviato) per la tentata estorsione nei confronti di un avvocato penalista barese.

L’uomo dovrà anche pagare un risarcimento nei confronti del legale, del civilista, della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati di Bari, costituite parti civili e assistite rispettivamente dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Mariarita Blasi e Domenico Di Ciaula. La vicenda inizia nel 2017, quando il padre (poi deceduto) dell’imputato si rivolse al penalista per denunciare per danneggiamento un’azienda che aveva svolto dei lavori nel condominio.

La causa penale fu archiviata ma l’uomo, oltre a non pagare l’avvocato, l’avrebbe accusato di operare senza mandato. Il penalista iniziò quindi una causa civile nei suoi confronti per ottenere il pagamento di quanto dovuto, sul quale le parti raggiunsero un accordo per una rateizzazione.

Dopo la morte dell’uomo, la causa riprese contro gli eredi. Ed è a questo punto, nel febbraio 2019, che arrivano le prime lettere minatorie per la restituzione di soldi che in realtà al penalista non sarebbero mai stati versati. Il 49enne è stato condannato in primo grado nel 2023, a marzo 2025 è arrivata la decisione della Corte d’Appello.