Auto rubate nel nord Barese, sgominata banda: 30 indagati e 20 arresti. Blitz nella BAT e nel Foggiano

Un gruppo specializzato nel furto di auto che poi venivano smembrate e i pezzi venduti sul mercato nero, è stato scoperto nel nord Barese dalla polizia di Stato che, questa mattina, ha eseguito arresti e denunce nelle province di Barletta – Andria – Trani e nel Foggiano. Una ventina le persone finite in manette: alcune sono in carcere, altre agli arresti domiciliari.

Tutti sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al furto, ricettazione e riciclaggio di autovetture. Le indagini, durate quattro mesi, sono state coordinate dalla Procura di Trani e hanno impegnato i poliziotti della squadra mobile della questura di Andria assieme ai colleghi dello Sco, il servizio centrale operativo di Roma. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà in Procura a Trani alle 11.

Droga, soldi e armi clandestine. Blitz dei Carabinieri tra Bari e Modugno: 5 arresti e una denuncia

Nella giornata di mercoledì 12 giugno, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro, nel contesto delle incessanti attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel centro cittadino, hanno arrestato nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, 1 cittadino barese e 4 albanesi, di cui 3 di essi ritenuti responsabili, in concorso, anche di detenzione di arma clandestina fatta salva, per tutti, la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa.

In particolare, nel corso della mattinata, i Carabinieri notavano transitare in via Glomerelli, a bordo del proprio motociclo, T.P., 41enne barese con precedenti di polizia. Gli operanti, quindi, procedevano al suo controllo, accertando come l’indagato detenesse, per evidenti fini di spaccio, 515 g di eroina.

Il prosieguo dell’attività info-investigativa permetteva di focalizzare l’attenzione dei militari sull’abitazione di M.F., 65enne albanese, la cui perquisizione domiciliare, compiuta nel pomeriggio, consentiva di rinvenire, nella disponibilità di quest’ultima e di altri due connazionali (il 34enne V.A. e il 25enne C.L.): 6,3 kg di eroina; un’arma clandestina; 17 proiettili cal. 9×34; la somma contante di € 30.365; una pistola ad aria compressa; un serbatoio monofilare; un silenziatore. Il controllo veniva successivamente esteso a un casolare sito in Modugno nella disponibilità del V.A., ove veniva trovato in possesso di un’ingente quantità di materiale utile per il taglio e il confezionamento dello stupefacente, tra cui varie parti di robot da cucina.

Nel corso di quest’ultima operazione, i Carabinieri, notando la presenza sospetta di un quarto cittadino albanese (il 35 enne N.A.), che transitava più volte nei pressi del casolare a bordo di un monopattino, decidevano di procedere anche al controllo della sua abitazione, sita nel quartiere Libertà di Bari, riscontrando come il reo detenesse 927 g di eroina, la somma contante di € 800 e materiale utile per il confezionamento. Nell’ambito delle ricerche finalizzate all’individuazione del predetto domicilio, i militari deferivano in s.l. per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti K.A., cittadino gambiano 28enne, trovato in possesso, nella propria abitazione facente parte dello stesso condominio di N.A., di 31 g di marijuana e 43 g di hashish, tutti suddivisi in dosi, oltre che di materiale per il confezionamento della droga.

Il PM di turno, informato delle risultanze investigative, disponeva la traduzione presso la locale casa circondariale. In sede di udienza di convalida, tenutasi il successivo 14 giugno, il GIP di Bari ha convalidato tutte e 5 le misure pre-cautelari, disponendo per tutti gli indagati l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Cerignola, furti ai bancomat con esplosivi e rapine nei negozi. Sgominata banda: fermate 8 persone

La polizia di Foggia ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di otto persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato agli sportelli postamat e bancomat, rapina, furto in esercizi commerciali, detenzione di armi e fabbricazione di manufatti artigianalmente prodotti denominati marmotte, assimilabili agli ordigni esplosivi utilizzati come armi da guerra. Circa 80 gli uomini impiegati a Cerignola nella fase esecutiva.

L’attività d’indagine, avviata lo scorso febbraio, è scaturita dopo alcune rapine eseguite con l’utilizzo di armi che destavano forte allarme sociale nella comunità e che provocavano notevoli danni a diversi esercizi commerciali. Gli approfondimenti investigativi effettuati dal personale della locale squadra mobile e del commissariato di Cerignola, coordinati dalla Procura, hanno permesso di individuare i componenti del gruppo specializzato nei furti agli sportelli automatici di aziende di credito anche fuori dalla provincia di Foggia e, nello specifico, in Basilicata, Campania e Abruzzo. Stando a quanto emerso dalle indagini, i malviventi, con il volto coperto e armati, utilizzavano ordigni esplosivi artigianali per accedere al deposito di denaro, provocando anche ingenti danni agli edifici.

E dopo essersi impossessati del denaro, per non essere raggiunti dalle forze di polizia, lanciavano sull’asfalto bande chiodate mettendo a repentaglio l’incolumità dei poliziotti. Prima di agire, la banda studiava attentamente le aree, i percorsi da seguire, le vie di fuga e il posizionamento delle telecamere della videosorveglianza cittadina. Dopo il colpo, utilizzavano delle auto potenti, spesso rubate o noleggiate, per fuggire nel più breve tempo possibile. I beni sottratti all’interno degli esercizi commerciali, ad esempio biglietti gratta e vinci e tabacchi, venivano poi rivenduti. Durante l’attività di indagine sono stati sequestrati diversi ordigni, parrucche, arnesi da scasso, e circa 11 chili di esplosivo. Le auto provento di furto recuperate sono state riconsegnate ai legittimi proprietari.

Mafia a Bari, duplice tentato omicidio al Madonnella per la gestione dello spaccio: 10 arresti – TUTTI I NOMI

Alle prime luci dell’alba, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di dieci pregiudicati baresi che, la sera del 18 settembre 2018, nel quartiere Madonnella di Bari, via Cattaro, angolo via Dalmazia, attentarono alla vita di due pregiudicati.

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Mafia a Bari, lotta tra i clan Strisciuglio e Palermiti. Duplice tentato omicidio al Madonnella: 10 arresti

Alle prime luci dell’alba, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di dieci pregiudicati baresi che, la sera del 18 settembre 2018, nel quartiere Madonnella di Bari, via Cattaro, angolo via Dalmazia, attentarono alla vita di due pregiudicati.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, gli arrestati rispondono, con l’aggravante mafiosa, dei delitti di duplice tentato omicidio aggravato in concorso, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione, calunnia e danneggiamento seguito da incendio.

Nell’estate del 2018, la frangia del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo, tentò di conquistare la fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Madonnella di Bari, cercando di estromettere il clan Palermiti, da sempre dominante in quel rione. La sera del 18 settembre, gli obiettivi dell’azione di fuoco erano due pregiudicati del clan di Japigia, che viaggiavano sullo scooter: il commando armato, a bordo di un’autovettura rubata e di tre motoveicoli, aprì il fuoco, incurante della presenza di ignari cittadini che passeggiavano per strada.

Il passeggero dello scooter riuscì a sottrarsi ai proiettili esplosi da un revolver Colt 38 special e da una pistola semiautomatica CZ, calibro 9 mm, mentre il conducente, colpito in più parti del corpo, dopo un delicato intervento chirurgico ed una lunga degenza ospedaliera, riuscì a salvarsi. Compiuto l’agguato, una delle moto utilizzate dai sicari fu data alle fiamme, sulla strada provinciale Bitonto Palese, mentre per le altre moto, appartenenti ad esponenti del clan Strisciuglio, furono presentate false denunce di furto, con l’obiettivo di ostacolare le indagini. La risposta del clan Palermiti, per l’agguato del 18 settembre, non tardò ad arrivare: infatti, sei giorni dopo, il 24 settembre, nel quartiere Carbonara di Bari, Michele Walter Rafaschieri fu assassinato e suo fratello rimase gravemente ferito.

Per le persone arrestate in data odierna, di età compresa tra i 25 ed i 47 anni, è stata disposta la custodia in carcere. Solo uno dei destinatari del provvedimento è stato collocato agli arresti domiciliari. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Spedizione punitiva a Trani, 30enne accoltellato per motivi di droga: arrestati due giovani di Bisceglie

Due uomini di 24 e 30 anni, originari di Bisceglie ed entrambi con precedenti, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Trani con le accuse contestate in concorso, di tentato omicidio e porto di armi od oggetti atti a offendere.

Secondo quanto accertato dai militari, coordinati dalla Procura di Trani, i due sarebbero i presunti autori della violenta aggressione avvenuta nel febbraio scorso a Trani, ai danni di un uomo di 30 anni che con i due pare condividesse la gestione dello spaccio di droga. Dalle indagini è emerso che la vittima avrebbe compiuto un torto ai due che si sarebbero vendicati organizzando una spedizione punitiva.

Dopo aver dato appuntamento in una strada della città al 30enne, i due avrebbero inferito su di lui con un coltello e un bastone per poi fuggire a bordo di un’auto e lasciandolo ferito e sanguinante sull’asfalto. L’uomo però, riuscì a chiedere aiuto e a raggiungere l’ospedale. Ad allertare i carabinieri furono medici e infermieri del Pronto soccorso che hanno consentito l’avvio delle indagini basate anche sull’ascolto della vittima, dei suoi familiari e di alcuni testimoni.

Pedopornografia online, 26 indagati e 9 arresti in tutta Italia: tra loro 2 baresi. Sequestrati migliaia di file

Sono 9 le persone arrestate in flagranza di reato dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione su tutto il territorio nazionale di contrasto alla pedopornografia online, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania. L’indagine, condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale di Catania, ha consentito di indagare 26 persone in diverse regioni per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, sottoposte a perquisizioni personali e informatiche. Sequestrati migliaia di file, scambi di immagini e video raccapriccianti, con abusi anche su bambini piccolissimi. Le investigazioni, coordinate dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del servizio della Polizia postale, hanno preso avvio da una complessa attività di analisi informatica su alcuni dispositivi elettronici sequestrati a un indagato, arrestato mesi fa per le stesse condotte, sui quali – all’interno di una piattaforma di messaggistica – erano stati trovati gruppi dediti allo scambio di immagini e video raccapriccianti, con abusi anche su bambini piccolissimi.

Meticolose e complesse indagini anche di natura estremamente tecnica hanno portato all’identificazione dei soggetti attivi sui gruppi, nei confronti dei quali la Procura distrettuale di Catania ha emesso provvedimenti di perquisizione personale e informatica. Le perquisizioni sono state eseguite con la collaborazione dei vari Centri operativi per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale a Catania (1), Roma (3), Milano (3), Brescia (2), Varese (1), Bergamo (1), Catanzaro (1), Bari (2), Foggia (1), Torino (2), Cuneo (1), Genova (2), Imperia (1), Avellino (1), Livorno (1), Prato (1), Ravenna (1), Ascoli piceno (1). Gli arrestati risiedono nelle province di Catania (1), Roma (1), Milano (2), Firenze (1), Bergamo (1), Ravenna (1), Varese (1) e Imperia (1). Uno di loro, oltre a migliaia di file pedopornografici, aveva nella disponibilità del suo cloud il formato digitale del libro ‘Guia del pedofilo (‘Guida del pedofilo’). Il materiale rinvenuto e sequestrato nel corso delle perquisizioni è al vaglio della Procura distrettuale di Catania e della Polizia postale per ulteriori approfondimenti investigativi utili anche all’identificazione delle piccole vittime.