Canosa, in fiamme il portone dell’eurodeputato Ventola (FdI): arrestato il 52enne Oronzo Forte

È stato arrestato il presunto autore del danneggiamento del portone dell’abitazione dell’eurodeputato di Fratelli di Italia Francesco Ventola, avvenuto lo scorso 30 novembre a Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani.

In manette è finito Oronzo Forte, 52enne con precedenti penali di Canosa, che risponde di danneggiamento a seguito di incendio. L’uomo è accusato anche di una rapina compiuta, secondo quanto accertato dagli agenti del commissariato, nel settembre scorso ai danni di un supermercato della città.

Ad aiutare le indagini sono state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della città che sono state scandagliate dai poliziotti e in cui si vede un uomo lanciare del liquido infiammabile contro il portone di casa dell’esponente politico. Il 52enne sarebbe, inoltre, responsabile dell’incendio appiccato al portone di casa di un dirigente del Comune di Canosa.

Processo Codice Interno, Giacomo Olivieri torna a parlare: interrogatorio in presenza fissato il 12 febbraio

Giacomo Olivieri, a distanza di un anno dall’arresto, tornerà a parlare. Mercoledì 12 febbraio sarà infatti interrogato durante il processo in abbreviato. L’ex consigliere regionale è al centro dell’inchiesta Codice Interno ed è finito in carcere lo scorso 26 febbraio.

La Dda di Bari ha chiesto per lui la condanna a 10 anni di reclusione con le accuse di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. I pm Marco D’Agostino e Fabio Buquicchio hanno evidenziato “il ruolo di primo piano” giocato da Olivieri nel reperire voti mafiosi in tre diversi clan della città nel 2019 per ottenere l’elezione al Consiglio comunale di Bari della moglie Maria Carmen Lorusso, oltre che la capacità di piegare “tutto e tutti” alle proprie “spregevoli e bieche esigenze di profitto personale”, anche nella vicenda dell’estorsione all’ex presidente della Banca Popolare di Bari.

Olivieri, difeso dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta, sostiene di essersi rivolte a quelle persone per rapporti passati e non per la loro riconducibilità alle organizzazioni mafiose. Una tesi che a maggio scorso non ha convinto il procuratore Rossi durante l’interrogatorio.

Chiude in casa la fidanzata, la minaccia e le sottrae il cellulare: arrestato 27enne a Bari

Nel pomeriggio dello scorso 29 gennaio, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un ragazzo barese, classe 1998, responsabile di condotte maltrattanti e denigratorie a danno della propria compagna, del 1996, e di rapina aggravata nei suoi confronti. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Nella mattinata del 23 gennaio scorso, la malcapitata ha chiesto aiuto, attraverso la piattaforma nazionale YOUPOL, collegata alla Sala Operativa della Questura di Bari, riferendo di temere per la propria incolumità a causa del rapporto conflittuale con il compagno, caratterizzato da abituali minacce e, talvolta, violenze fisiche. In particolare, la ragazza ha dichiarato di essere stata chiusa dal fidanzato nella sua abitazione, sita in una cittadina dell’hinterland barese, e di non poter uscire poiché priva delle chiavi.

Prontamente intervenuto presso l’abitazione dell’uomo, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari, dopo aver dialogato con la richiedente attraverso il cancello e averne accertato le apparenti buone condizioni, riusciva a liberarla. Accompagnata, poi, presso gli Uffici di Polizia, la persona offesa, però, manifestava la volontà di non voler sporgere formale querela e rifiutava la possibilità di essere collocata presso una struttura protetta.

Nel primo pomeriggio del giorno seguente, 24 gennaio u.s., il Numero Unico di Emergenza era contattato dalla vittima, che, fortemente turbata, richiedeva l’intervento delle Forze dell’Ordine, poiché il compagno si era introdotto, attraverso la finestra del balcone, nella sua abitazione di Bari, danneggiando svariate suppellettili presenti in casa e sottraendo, con violenza, il cellulare alla ragazza, che, spaventata, si rifugiava presso l’abitazione dei vicini. Considerato quanto accaduto, la donna, finalmente, si determinava a denunciare il compagno.

Alla luce della gravità dei fatti occorsi, questa Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto, in tempi brevissimi, l’emissione di un provvedimento cautelare in carcere, cui è stata data pronta esecuzione da personale della Squadra Mobile di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, trovati in possesso di droga e armi: convalidato l’arresto dei cugini Loreta e Christian Capriati

La gip di Bari Valeria Isabella Valenzi ha convalidato l’arresto (ai domiciliari) dei cugini Loreta e Christian Capriati, 32enne e 20enne nipoti del boss Antonio Capriati, trovati in possesso di una pistola, 8 proiettili, 11 grammi di marijuana in 10 bustine e 4 grammi di cocaina divisi in 4 ‘cipolline’, oltre che di 150 euro, nel corso di un controllo dei carabinieri avvenuto a Bari vecchia la notte tra 28 e 29 gennaio.

I soldi sono stati trovati in un borsello che Christian Capriati aveva addosso, la droga e l’arma le aveva invece Loreta. La pistola, come accertato dai militari, era stata rubata nel 2020 a Casoria (Napoli), e al momento del controllo era carica e senza sicura.

Ai carabinieri, Christian ha raccontato come l’arma e la droga fossero sue, e che avesse chiesto alla cugina di tenerle per un attimo. Tanto che, durante il controllo, è stato lo stesso 20enne a dire a Loreta di consegnarle. Il giovane, come rilevato dagli inquirenti, è da tempo inserito nel circuito della droga, la cugina è incensurata.

Per entrambi è stato riconosciuto il pericolo di reiterazione dei reati (a loro sono contestati detenzione abusiva d’arma, ricettazione, detenzione di stupefacenti) e la loro pericolosità. Per entrambi è stata ritenuta adeguata la misura dei domiciliari: Loreta, dopo l’arresto, era stata portata nella sezione femminile del carcere di Trani.

Entrambi sono giovani rampolli dell’omonimo clan del borgo antico: Loreta è la figlia di Domenico ‘Mimmo’ Capriati, ucciso nel 2018 con 12 colpi di mitraglietta (per il suo omicidio in due, Domenico Monti e Maurizio Larizzi, sono stati recentemente condannati all’ergastolo in primo grado). Christian, invece, è il figlio di Raffaele (‘Lello’), ucciso il primo aprile del 2024 mentre si trovava in auto nel quartiere Torre a Mare di Bari.

Monopoli, marijuana dalla California pagata in bitcoin e spacciata tramite Telegram: un arresto

Acquistava sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, dalla California e la faceva arrivare fino a Monopoli, in provincia di Bari, pagandola con i bitcoin per poi smistarla sul territorio nazionale organizzando le consegne al dettaglio attraverso canali Telegram.

Il responsabile, residente a Monopoli, è stato arrestato dalla guardia di finanza di Bari in esecuzione di una misura cautelare in carcere disposta dal tribunale per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. Contestualmente è stato eseguito il sequestro di circa 80mila euro, derivanti dall’attività illecita, finalizzato a una confisca allargata.

Le indagini hanno permesso di fare luce su un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga. L’indagato aveva infatti individuato un canale di approvvigionamento negli Stati Uniti, che faceva capo a una società della California attiva nel commercio di ricambi per moto. Destinataria dei pacchi con all’interno la droga era invece una persona vicina all’indagato, ma inconsapevole del suo coinvolgimento. L’indirizzo indicato per la consegna era, infatti, falso.

Il corriere contattava il numero telefonico riportato nelle informazioni di tracciamento, accordandosi con l’indagato su un luogo di consegna improvvisato al momento. Le utenze sono risultate intestate a cittadini stranieri non censite all’anagrafe. Una volta ricevuta la merce, questa veniva smistata attraverso corrieri nazionali. L’uomo è stato portato nel cercare di Bari.

Sorpreso su un acquascooter rubato e con patente nautica falsa durante G7: arresto a Polignano

Un uomo è finito agli arresti domiciliari dopo essere stato fermato in sella a un acquascooter, nelle acque tra Polignano a Mare e San Giorgio,  la scorsa estate mentre sul litorale di Fasano si stava svolgendo il G7 con i più importanti capi di Stato.

Dopo essere stato individuato nel porticciolo turistico di Cala Ponte, ha esibito una patente nautica che ha insospettito i militari. E infatti subito è emerso come il documento fosse falso e come il conducente dell’acquascooter non risultasse iscritto nei registri delle patenti nautiche nazionali.

E non è finita qui perché il mezzo è risultato poi essere rubato in un cantiere navale di Monopoli e successivamente modificato. Dalle indagini è emerso un giro di false patenti nautiche, così il conducente dell’acquascooter che è così finito ai domiciliari.

Castellana, si finge maresciallo e truffa un’anziana: 48enne napoletano arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri del Comando Stazione di Castellana Grotte hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 48enne della provincia di Napoli ritenuto responsabile (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) di truffa aggravata in danno di un’anziana del posto.

Grazie ad un efficacie controllo del territorio e alle immediate indagini attivate dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da alcuni cittadini su chiamate “sospette”, i Carabinieri di Castellana Grotte notavano un’autovettura che eseguiva diversi passaggi sulla stessa via con brevi soste nei pressi di un’abitazione. Poco dopo, la stessa autovettura si fermava nuovamente nei pressi della predetta abitazione ma questa volta scendeva un uomo, il quale dirigendosi verso un’anziana signora, ritirava una busta. Insospettiti, i militari decidevano di bloccare l’uomo per ulteriori verifiche.

Si accertava quindi che la donna, 80enne, aveva poco prima ricevuto una chiamata sulla propria utenza di telefonia fissa da un uomo che, presentatosi come Avvocato, le faceva credere che il figlio era rimasto coinvolto in un sinistro stradale ed aveva investito gravemente un pedone, chiedendo quindi di consegnare una cospicua somma di denaro ad un fantomatico Maresciallo dei Carabinieri, che da lì a poco avrebbe raggiunto l’abitazione, come cauzione per evitare l’arresto del figlio.

L’anziana signora, toccata negli affetti più intimi e caduta nell’inganno, pur di evitare il carcere al figlio, consegnava diversi monili in oro e denaro contante per un valore di circa 5.000 Euro. Chiariti i fatti, i Carabinieri rassicuravano l’anziana ed arrestavano il finto Maresciallo, restituendo la refurtiva. L’arresto veniva convalidato dall’Autorità Giudiziaria che disponeva nei confronti dell’uomo l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Sperona l’auto dell’ex compagna sulla statale Taranto-Bari: 32enne arrestato per tentato omicidio

Con la sua auto ha speronato sulla statale 100 Taranto-Bari la vettura condotta dalla sua ex compagna, mandandola fuori strada, e poi fuggendo senza prestare soccorso alla donna che è rimasta ferita.

Per i reati di tentato omicidio e atti persecutori i carabinieri di Massafra hanno arrestato un 32enne di origine albanese. L’uomo, secondo quanto ricostruito dai militari, non aveva accettato la fine della relazione con la donna, e aveva iniziato a perseguitarla.

La sera precedente allo speronamento, il 32enne avrebbe usato violenza fisica e verbale nei confronti della ex compagna e in seguito le avrebbe inviato una lunga serie di messaggi, forse per convincerla a riallacciare la relazione sentimentale.

Dopo l’incidente provocato dall’uomo, la donna è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata all’ospedale San Pio di Castellaneta. Non è in pericolo di vita.

Accoltellata in strada a Sassari, 50enne gravissima. Arrestato lo zio del marito: è il barese Domenico Ottomano

Il 55enne barese Domenico Ottomano è stato arrestato la mattina del 21 gennaio a Sassari dalla Polizia con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato Roberta Mazzone, 50enne moglie del nipote, al termine di una lite sfociata per soldi.

L’uomo viveva come ospite a casa del nipote da alcuni mesi e poteva contare su una pensione di soli 350 euro. Troppo pochi per la donna che chiedeva un contribuito per sostenere le spesse domestiche.

Ottomano durante l’interrogatorio ha respinto ogni accusa, sostenendo che la vittima si sarebbe ferita accidentalmente durante uno scontro. Lo stesso 55enne ha chiamato il 118 per i soccorsi. La sua versione però non ha convinto nessuno ed è stato trasferito nel carcere di Bancali con l’accusa di tentato omicidio.

La donna ora è ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Santissima Annunziata dopo un intervento chirurgico d’urgenza per le gravi ferite riportate, ha un rene e un polmone perforati. Lotta tra la vita e la morte.

Da Foggia a Margherita di Savoia in auto con 4 chili di droga: arrestato 41enne. Stop and go per vendere dosi

Quaranta panetti di droga messi uno sull’altro, in un sacchetto rosso sistemato sul sedile posteriore. Partito da Foggia, ha raggiunto Margherita di Savoia, nel nord Barese, per effettuare soste molto brevi dinanzi a bar e locali, per poi andare via.

Un modo di fare che ha insospettito i finanzieri che lo hanno arrestato. Perché le fermate sarebbero servite per vendere droga. A confermarlo la presenza nella sua utilitaria di oltre quattro chili di hashish che, se smerciati in dosi, avrebbero fruttato tra i 60 e i 70mila euro. In manette è finito un uomo di 41 anni, residente a Foggia che, per chi indaga, sarebbe legato alla criminalità organizzata attiva a Orta Nova e nel capoluogo dauno.

L’arresto risale a qualche giorno fa, quando il 41enne è stato notato dai militari nei suoi stop and go davanti ai bar della cittadina. Quando si è accorto dell’auto della Guardia di finanza ha premuto l’acceleratore ed è scappato.

La fuga è durata poco. Bloccato alla periferia del paese, è stato controllato ed è stata trovata la droga. L’uomo, che ha precedenti penali, si trova in carcere. L’hashish è stato sequestrato.