Violenza sessuale su minorenne, 69enne di Ugento arrestato a Tenerife: era ricercato da oltre 2 anni

Un 69enne di Ugento è stato arrestato a Tenerife, in Spagna. Era irreperibile da oltre 2 anni ed era destinatario di un ordine di carcerazione per violenza sessuale aggravata continuata su un minorenne.

Deve espiare la pena di 4 anni e 2 mesi di carcere. Su di lui gravava un mandato d’arresto europeo e dovrebbe essere rilasciato alle autorità italiane. Fondamentale il ruolo dei carabinieri del Comando Provinciale di Lecce.

I militari hanno mantenuto costante l’azione informativa e investigativa, curando gli sviluppi del procedimento e alimentando il circuito di cooperazione internazionale, anche attraverso i canali istituzionali, che ha consentito di localizzare il ricercato all’estero.

Apricena, operaio 23enne ferito per strada a colpi di pistola: arrestato 31enne

Un 31enne di Apricena (Foggia) è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere ferito a colpi di pistola, nella serata del 2 novembre scorso, un giovane operaio di 23 anni che passeggiava per le vie del centro del paese.

Furono i passanti ad avvertire il 112 segnalando l’esplosione dei colpi tra via Armando Diaz e piazza San Francesco d’Assisi, luoghi molto frequentati dai giovani di sera.

Il giovane ferito, che fu raggiunto dai proiettili alle gambe, fu soccorso e portato in ospedale. Dalle sue dichiarazioni e dai filmati della videosorveglianza i carabinieri sono risaliti al presunto autore che è stato portato in carcere sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia.

E’ accusato di lesioni personali aggravate e di porto abusivo di arma da fuoco. Sul posto del ferimento furono ritrovati sei bossoli ed una cartuccia riconducibili ad una pistola calibro 7.65. Ancora non chiaro il movente sul quale sono in corso indagini.

Estorsioni e pizzo a imprenditori, blitz antimafia contro il clan Venere di Pulsano: 4 arresti e 11 indagati – NOMI

Sono 4 le persone arrestate nel Tarantino con l’accusa di estorsione e incendio pluriaggravati, porto d’armi, evasione, esercizio abusivo della professione al termine di un’indagine durata due anni.

In totale sono 11 le persone indagate, ritenute vicine al clan Venere di Pulsano. Quattro di loro sono finiti in carcere: sono il 54enne Anselmo Venere (a capo dell’organizzazione criminale che imponeva il pizzo agli imprenditori locali), il 34enne Nicola Casucci, il 58enne Emidio Galeandro e il 69enne Gennaro Migliorini.

L’inchiesta ha svelato come i titolari di stabilimenti balneari, strutture alberghiere ed esercizi commerciali del litorale fossero costretti a versare denaro al gruppo Venere. Le richieste erano precedute da atti intimidatori, in particolare incendi di autovetture.

Dalle intercettazioni è emerso il clima di terrore generato dal clan e dai quattro arrestati. Le azioni non sarebbero state estemporanee ma pianificate dopo sopralluoghi mirati, finalizzati a individuare abitudini delle vittime e sistemi di videosorveglianza. Le indagini, basate su intercettazioni, pedinamenti GPS e riprese video, avrebbero evidenziato un diffuso stato di assoggettamento.

Dalle indagini è emerso anche che una donna, praticante di uno studio legale, si spacciava per l’avvocato di fiducia del 53enne Anselmo Venere, pur non avendo mai ottenuto l’abilitazione, e riusciva ad entrare e uscire dal carcere per consegnare i “pizzini” con cui il boss impartiva le direttrici al gruppo.

Chili di marijuana nascosti tra garage e cortile: 51enne arrestato nel Tarantino. Carabinieri attratti dall’odore

Sette chili di marijuana nascosti tra garage e cortile di un’abitazione sono stati scoperti dai carabinieri di Taranto che hanno arrestato un 51enne.

Il sequestro è scattato dopo un controllo su strada effettuato lungo la litoranea salentina, nel territorio di Leporano. Durante le verifiche su un’auto, i militari hanno percepito un odore riconducibile alla sostanza stupefacente.

La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire un primo quantitativo di marijuana, circostanza che ha portato all’estensione degli accertamenti all’abitazione dell’uomo.

Nel cortile i carabinieri hanno trovato una pianta di marijuana alta circa due metri, già sradicata, mentre nel garage sono stati scoperti rami messi ad essiccare e diversi contenitori con infiorescenze. Parte della droga era conservata in secchi e barattoli di vetro. Sequestrato anche un bilancino di precisione.

Secondo una stima dei carabinieri, la sostanza, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto garantire introiti superiori ai 70mila euro. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Non si ferma all’alt, scappa e lancia borsone con 10 chili di droga durante la fuga: arrestato 28enne a Bitritto

Un 28enne è stato arrestato dai Carabinieri a Bitritto la sera del 15 dicembre. Il giovane era alla guida di una BMW, non si è fermato al posto di blocco e ha provato a fuggire.

È nato così un inseguimento, l’auto si è schiantata però contro un’altra vettura parcheggiata. Durante la fuga il 28enne ha cercato di disfarsi di un borsone contenente 9 chili e mezzo di droga, recuperato successivamente dai carabinieri.

Maltratta i genitori anziani ed estorce 40mila euro per debiti: in carcere 46enne di Margherita di Savoia

Un 46enne di Margherita di Savoia è stato arrestato con l’accusa di reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. L’uomo avrebbe maltrattato i genitori anziani e sottratto circa 40mila euro per far fronte a debiti accumulati.

La situazione era diventata insostenibile nel corso degli anni e i genitori lo hanno denunciato ai Carabinieri. Ai ripetuti rifiuti di consegnare soldi seguivano frequenti aggressioni, verbali e fisiche.

In più occasioni, gli anziani spesso sono stati costretti ad abbandonare la propria abitazione e a trovare riparo presso parenti, amici e, addirittura, in un albergo della zona.

Bari, spara all’ex compagno perché non vuole riconoscere il figlio: 27enne ai domiciliari con braccialetto elettronico

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato una 27enne con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del suo ex compagno, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

La donna, lo scorso 8 marzo, ha esploso dei colpi di pistola verso il suo ex compagno al termine di un litigio scaturito dalla volontà di quest’ultimo di non voler riconoscere il figlio concepito durante la loro relazione. L’uomo, colpito alla gamba da uno dei tre colpi esplosi dalla sua ex compagna mentre si allontanava dalla sua abitazione, è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale San Paolo di Bari.

Nell’immediatezza, pur ferito, ha cercato di dissimulare la dinamica dei fatti; le successive indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Bari hanno potato a una ricostruzione diversa degli stessi, facendo emergere degli elementi di colpevolezza a carico della donna nei cui confronti è stata disposta, su richiesta di questa Procura della Repubblica, la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Si precisa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Policlinico Bari, attesa lunga in reparto. Prende a pugni una guardia giurata: 61enne torna in libertà dopo l’arresto

Chiede una visita immediata per la madre anziana, aggredisce una guardia giurata con calci e pugni nel reparto di Ginecologia del Policlinico di Bari, viene arrestato e dopo pochi giorni torna libero.

Protagonista un 61enne incensurato, noto però alle Forze dell’Ordine per aver creato disordini già un anno fa all’ospedale Di Venere. Il giudice ha convalidato l’arresto ma ha respinto la misura degli arresti domiciliari, accogliendo le richieste della difesa e disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria una volta alla settimana.

Durante l’udienza di convalida, il 61enne ha spiegato di essere affetto da patologie psichiatriche e di essersi agitato a causa dell’attesa lunga dopo aver programmato una visita alle 13 e anticipato dal personale dello stesso reparto.

Sul posto è poi intervenuto una guardia giurata che ha bloccato l’uomo spingendolo verso un muro. “Ho visto mai madre svenire e per soccorrerla ho preso a dimenarmi con forza per liberarmi dalla stretta”, le sue parole.  

Bari, ai domiciliari accoglie in casa altri pregiudicati. Blitz della Polizia: trovate armi e maschere in lattice di vip

Martedì sera a Bari la Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo di 42 anni, presunto responsabile dei reati di detenzione abusiva di armi clandestine e ricettazione. Si tratta di accertamenti attualmente in fase di indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale davanti al giudice nel contraddittorio con la difesa.

È stata una segnalazione anonima pervenuta tramite l’applicazione YouPol ad indicare la possibile presenza, all’interno di un’abitazione nel comune di Bari, di “persone agli arresti domiciliari in casa con armi e gente pregiudicata”. La nota ha condotto gli agenti della Squadra Volante presso l’indirizzo dove risiede un uomo già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Gli equipaggi intervenuti hanno raggiunto il quinto piano di uno stabile e già dal pianerottolo hanno udito voci maschili provenire dall’interno dell’abitazione, circostanza incompatibile con le prescrizioni previste per l’arrestato.

Contestualmente, gli agenti posizionati all’esterno hanno notato un lancio di oggetti dal balcone: dalla verifica effettuata nel cortile condominiale sono state rinvenute due pistole. Una delle armi, a seguito della caduta, si è spezzata in due parti, mentre l’altra presentava il caricatore inserito e una cartuccia espulsa a seguito dell’impatto.

All’interno dell’abitazione, oltre all’uomo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari e alla figlia, è stata riscontrata la presenza di altre cinque persone: un incensurato e quattro con precedenti per reati di varia natura. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire due maschere realistiche, in lattice, raffiguranti volti noti di un cantante ed un calciatore, ed altre due maschere facciali generiche.

Sul posto è intervenuto anche personale del Gabinetto di Polizia Scientifica per i rilievi tecnici e per repertare le maschere e le due pistole, marca Beretta, entrambe rifornite con caricatore contenente 14 cartucce

L’uomo sottoposto agli arresti domiciliari ha dichiarato spontaneamente che le armi erano nella sua disponibilità e per tale motivo è stato tratto in arresto per detenzione abusiva di armi clandestine e ricettazione. Il 42enne è ora ristretto presso il Carcere di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.