Migranti soccorsi in mare, la nave Emergency è arrivata nel porto di Bari: tra loro un minore

La nave di ricerca e soccorso Life Support di Emergency è approdata nel porto di Bari con a bordo 14 migranti, tratti in salvo il 27 febbraio nelle acque internazionali della zona Sar libica. Si tratta di soli uomini, tra cui un minore non accompagnato; le loro condizioni di salute non sono ancora note.

I naufraghi erano partiti dalla Libia il 26 febbraio e provengono da Afghanistan, Pakistan e Somalia. Secondo quanto riferito dalla ong, viaggiavano su un’imbarcazione in vetroresina e si sarebbero gettati in mare per chiedere aiuto prima dell’intervento dei soccorritori.

Emergency sottolinea inoltre che la Life Support è prossima a concludere la sua 40ª missione nel Mediterraneo centrale, dove opera da dicembre 2022, e che finora ha soccorso complessivamente 3.248 persone.

Tumore del pancreas, la prevenzione parte da un test genetico: l’Oncologico di Bari nello studio italiano

Un semplice test salivare può aiutare a individuare in anticipo il rischio ereditario di tumore del pancreas. È questo il risultato principale dello studio italiano PROPH-ITA, appena pubblicato su United European Gastroenterology Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali nel campo della gastroenterologia.

La ricerca, condotta su 500 persone con familiarità per tumore pancreatico, ha identificato nell’8,8% dei casi mutazioni genetiche patologiche associate a un aumento del rischio (nei geni ATM, BRCA1, BRCA2, PALB2, BRIP1) e nel 31% dei soggetti anomalie radiologiche meritevoli di sorveglianza. Dati che consentono di strutturare percorsi di controllo mirati e aumentare le possibilità di diagnosi precoce in una delle neoplasie più aggressive e difficili da intercettare in fase iniziale.

Tra i sette centri italiani coinvolti nello studio, realizzato sotto l’egida dell’AISP – Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas – anche l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, attraverso l’Ambulatorio per i Tumori Eredo-Familiari e le Neoplasie Cistiche Pancreatiche.

«Questo risultato conferma che solo attraverso una ricerca strutturata, condotta in centri dedicati e con un approccio multidisciplinare, è possibile costruire percorsi concreti di medicina di precisione e offrire ai cittadini strumenti reali di prevenzione» dichiara il Commissario straordinario Alessandro Delle Donne «Il lavoro svolto rafforza il ruolo dell’Istituto Oncologico barese nelle reti nazionali di ricerca e nella presa in carico delle persone con rischio ereditario di tumore pancreatico».

«Parallelamente allo studio PROPH-ITA, l’Istituto sta sviluppando un progetto di ricerca basato su intelligenza artificiale e radiomica applicate ai soggetti con familiarità per tumore pancreatico» spiega la Direttrice Scientifica Raffaella Massafra. «L’obiettivo è integrare dati clinici, genetici e di imaging per migliorare la stratificazione del rischio e rendere sempre più mirata la sorveglianza».

Tra gli autori dell’articolo figurano il chirurgo oncologo Raffaele De Luca, la genetista clinica Margherita Patruno, la biologa genetista Stefania Martino.

Lo studio PROPH-ITA è stato sostenuto da una cordata di associazioni: Fondazione Nadia Valsecchi Onlus, Associazione Oltre la Ricerca, Gli Amici di Mario Sala, iSempreVivi Onlus, AproETS e #IOVADOALMASSIMOBIKE, guidata da Massimo Canonica, che ha supportato il progetto fino alla sua scomparsa a causa del tumore del pancreas.

L’Ambulatorio per la sorveglianza dei tumori del pancreas è attivo nell’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Istituto Tumori di Bari. Per informazioni: [email protected]

Bari, in aspettativa per candidarsi alle elezioni resta a casa: assolto poliziotto penitenziario accusato di truffa

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato l’assoluzione piena di un agente della Polizia Penitenziaria di Bari, difeso dall’avvocato La Scala, accusato di truffa per aver percepito l’aspettativa retribuita durante la sua candidatura alle elezioni amministrative di Pietraferrazzana (Chieti), senza recarsi fisicamente nel comune.

L’assoluzione era già stata decisa dal Tribunale di Verona, con motivazione che il fatto “non costituisce reato”.  Anche in appello, i giudici hanno respinto le accuse, sottolineando che la legge 121/1981 garantisce l’aspettativa speciale retribuita ai candidati, senza richiedere obblighi ulteriori sulla modalità di svolgimento della campagna elettorale.

Università di Bari, studentessa iraniana: “Non si può essere neutrali davanti alla guerra. Senza sapere non c’è libertà”

“Vi parlo come una studentessa, come una donna e come una figlia di una terra, l’Iran, simbolo di una terra che lotta per la sua dignità. Nell’università di Bari ho trovato un luogo di trasformazione, non solo di passaggio, una sede nella quale conseguire la formazione della mia vita personale. L’università non può essere neutrale mentre venti di guerra soffiano in ogni parte del mondo e si consumano genocidi di popoli”.

Lo ha detto Melika, studentessa dell’università Aldo Moro di Bari, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026. “Mentre l’università pubblica soffre definanziamenti – ha aggiunto – bisogna ricordare che senza sapere non può esserci libertà, ma solo sudditanza. Vogliamo un ateneo che sia luogo di cura, dove il merito si misuri sulla storia delle persone. L’università deve essere autonoma, libera e indipendente, senza piegarsi a logiche di guerra, profitti e oppressioni”.

“Il mio percorso – ha spiegato dal palco – testimonia che l’accoglienza salva le vite, l’università ha il dovere storico e politico di farsi garante di corridoi universitari”.

“Un pensiero – ha detto – va al popolo palestinese straziato da un genocidio, alle studentesse afgane, ai dimenticati del Congo o dell’Ucraina. Mentre parlo nelle università iraniane gli studenti stanno protestando e non è un gesto simbolico, stanno mettendo a rischio la propria vita e il proprio futuro. Possono essere arrestati, espulsi o compromettere il proprio percorso”

Follia a Bari, 35enne picchiato in piazza Mercantile per una sigaretta negata: caccia alla baby gang

Sabato 28 febbraio, intorno a mezzanotte, in piazza Mercantile a Bari, un 35enne di Foggia è stato aggredito da un gruppo di sei ragazzi dopo aver negato loro una sigaretta.

Dal rifiuto sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente in spintoni e poi in un pestaggio, avvenuto sotto gli occhi dei passanti che sono intervenuti per fermarlo.

L’uomo, soccorso e trasportato al Policlinico di Bari, ha riportato contusioni multiple ma non è in gravi condizioni. I carabinieri stanno indagando ascoltando i testimoni e analizzando le telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili.

Tragedia a Bari, investito da bus Amtab in piazza Moro: 67enne muore in ospedale

Un uomo di 67 anni è morto in ospedale dopo essere stato investito a Bari ieri pomeriggio da un pullman del trasporto urbano in manovra davanti alla stazione ferroviaria centrale.

Il bus dell’Amtab coinvolto nel sinistro è stato sequestrato dalla polizia locale che ha acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza presenti nell’area. Rilievi ed indagini, per la ricostruzione della dinamica dei fatti, sono coordinate dalla Procura di Bari che ha avviato un’indagine.

Nella zona sono in corso lavori di rifacimento della piazza, con diversi cantieri. “L’episodio si è verificato nel corso di una manovra effettuata dal mezzo – si legge in una nota della municipalizzata comunale dei trasporti Amtab -. L’autista si è fermato immediatamente e, insieme ad altri colleghi presenti, ha prestato i primi soccorsi, provvedendo contestualmente ad allertare il servizio di emergenza 118”.

Il personale sanitario ha soccorso sia il pedone, che ha riportato un trauma alla gamba destra, sia l’autista. “Sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti per la completa ricostruzione della dinamica dei fatti”, fa sapere l’azienda che “esprime il proprio cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia della vittima”.

Amtab garantisce inoltre “vicinanza e supporto al proprio autista attivando tutte le misure a tutela, anche di carattere legale, confermando la piena collaborazione con le autorità incaricate degli accertamenti”.

Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16. La mamma: “Voglio giustizia il suo assassino è libero”

“Dal 1 novembre 2025 mio figlio non c’è più, l’assassino è libero. Non trovo giusto che lui sia libero, si tratta di omicidio stradale, era con un tasso alcolemico alto al secondo grado e andava ad alta velocità su una strada su cui bisogna viaggiare a 50 km/h”.

Inizia così lo sfogo della mamma di Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese.

“Non mi sento tutelata dalla legge, molte mamme come me hanno perso figli per omicidio stradale ed aspettano anni per il processo – aggiunge -. Questo non è giusto, l’assassino dovrebbe essere in carcere a quest’ora, ha causato a mio figlio un trauma cranico e andava ad una velocità superiore a quella stabilita, non è giusto che sia ancora in libertà”.

“Mio figlio Cosimo ha perso la vita per soccorrere un automobilista che era andato fuori strada, per il suo altruismo ha perso la vita per colpa di un ubriaco – conclude -. Voglio giustizia per mio figlio”.

Gibillero fuori dall’ospedale Di Venere: travolti dai baci e (quasi) da un monopattino contromano

Ci sono bastati pochi minuti per renderci conto del gibillero fuori dall’ospedale Di Venere, causato anche dalla nostra presenza. Antonio e Tino sono stati travolti dall’affetto di tanti carbonaresi, ma non solo. Hanno rischiato di essere travolti anche da un monopattino contromano che ha sfrecciato ad alta velocità, sfiorando la nostra troupe.

Capienza massima di 200 persone, all’interno ce ne sono 517: chiuso locale a Bari. Piano di evacuazione irregolare

Nell’ambito delle attività di controllo della Polizia di Stato presso i locali di pubblico spettacolo, disposte a seguito di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e in attuazione delle direttive del Ministero dell’Interno, la Questura di Bari ha effettuato nei giorni scorsi una verifica amministrativa presso una discoteca situata nel Comune di Bari.

L’attività, svolta nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, è stata condotta da personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Bari, agenti del Nucleo Annonario della Polizia Locale di Bari e personale dell’Ispettorato del Lavoro.

Il controllo ha riguardato sia gli aspetti connessi alla sicurezza dei luoghi, sia il rispetto della normativa amministrativa vigente. Nel corso degli accertamenti è emerso che, nonostante il locale fosse regolarmente autorizzato ad esercitare l’attività con capienza massima di 200 persone, al momento dell’accesso degli operatori risultavano presenti oltre 517 avventori, ben oltre il limite consentito.

Ulteriori irregolarità hanno interessato il piano di evacuazione. In particolare, è stata rilevata l’apertura, in prossimità della console del DJ, di un varco che conduce a un cortile pertinenziale, realizzato in assenza di autorizzazione. È stata inoltre riscontrata la presenza di una tensostruttura collocata tra l’ingresso del locale e il varco di accesso, anch’essa non prevista nell’autorizzazione rilasciata dal Comune.

Alla luce delle violazioni accertate e considerato il concreto pericolo per la pubblica incolumità, il Settore Attività Produttive del Comune di Bari ha emesso un’ordinanza dirigenziale con la quale è stata disposta la revoca del titolo autorizzatorio della discoteca. Le attività di controllo proseguiranno nei prossimi giorni e riguarderanno locali presenti nel Comune di Bari ed in provincia.

U Bbàre, le storie dei tifosi. Genova in festa: “Tifoserie gloriose Bari-Samp spettacolo calcistico”

Non solo calcio ma anche storia. La nuova tappa della rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi è Genova dove nella serata di ieri è andata in scena la partita tra Sampdoria e Bari. Questa, una gara speciale non solo in termini di classifica ma anche per clima e presenze sugli spalti. Allo Stadio Luigi Ferraris si è potuta vivere una festa: quasi settecento tifosi biancorossi che hanno onorato l’amicizia ventennale con i doriani a suon di cori ed abbracci tra le vie della città.

Questa, un’ennesima mano tesa nei confronti della squadra allenata da Moreno Longo. Non mancano però le esternazioni di delusione da parte degli intervistati che a poche ore dalle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino di Bari, il Sindaco Vito Leccese, non possono far altro che constatare che la “causa Bari” sia vissuta da tutti come un qualcosa di drammatico e preoccupante.