Maltempo a Bari, da Castello Svevo alla pineta San Francesco: crollati tre alberi. Monitoraggio in corso – FOTO

Con riferimento ai danni causati dal maltempo che ha colpito Bari e provincia nelle ultime ore, e che nel capoluogo ha determinato il crollo di tre alberi di pino, uno nelle vicinanze del Castello svevo e gli altri due all’interno della pineta San Francesco, dalle prime ore di questa mattina una squadra di periti del settore comunale Parchi e Giardini è impegnata a verificare l’entità dei danni.

Mentre per gli alberi caduti sono già in corso le operazioni di rimozione, contestualmente è in corso il monitoraggio di eventuali altri esemplari che presentino segni di instabilità: da un primo esame risulta che, a garanzia della sicurezza pubblica, lungo il perimetro del Castello svevo un pino dovrà essere immediatamente rimosso, in quanto la zolla cui è ancorato risulta ribaltata, e un altro, pericolante, dovrà essere abbattuto nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda la pineta San Francesco, è stata disposta la chiusura temporanea dell’area per consentire le operazioni di verifica della stabilità degli alberi da parte dei tecnici del settore Giardini.

Nel cimitero monumentale, inoltre, le raffiche di vento hanno spezzato alcuni rami di un grande cipresso: una squadra della Multiservizi sta provvedendo sia a rimuovere i rami caduti sia a sistemare altri alberi che presentano rami pericolanti.

Policlinico di Bari, nuova procedura mini invasiva sull’aorta su paziente 80enne: prima volta in Puglia

Al Policlinico di Bari, per la prima volta in Puglia, è stato eseguito un intervento di sostituzione dell’arco aortico con una procedura endovascolare mini invasiva. L’operazione è stata effettuata su un paziente di 80 anni, giudicato non operabile con tecnica chirurgica tradizionale, dall’équipe multidisciplinare dell’unità operativa di Chirurgia vascolare, diretta dal professor Domenico Angiletta, con il supporto dei professionisti di Anestesia e Rianimazione e dei tecnici di Radiologia.

Lo comunica il Policlinico in una nota, evidenziando che l’uomo è stato dimesso in buone condizioni a sette giorni dall’intervento. “Si tratta di un risultato di grande rilievo clinico – sottolinea Angiletta – che apre nuove prospettive per pazienti fragili o considerati non operabili, offrendo un trattamento sicuro ed efficace”.

La chirurgia tradizionale dell’arco aortico prevede un intervento a cuore aperto, con apertura dello sterno, circolazione extracorporea e arresto temporaneo della circolazione. È una procedura complessa, indicata per pazienti in buone condizioni generali, ma associata a un rischio significativo di complicanze cardiovascolari, neurologiche e respiratorie.

“Nella nostra procedura endovascolare – prosegue Angiletta – abbiamo eseguito un accesso ai vasi sanguigni attraverso piccole incisioni all’altezza dell’inguine, introducendo le protesi mediante cateteri guidati da imaging radiologico avanzato. Questa modalità riduce in modo sostanziale i rischi operatori, i tempi di anestesia e di degenza”.

Per il direttore generale, Antonio Sanguedolce,”è un risultato che conferma il ruolo del Policlinico di Bari come centro di riferimento capace di integrare competenze cliniche e strumentazioni avanzate per offrire cure sempre più sicure, efficaci e personalizzate”.

Bimbo di 3 mesi muore in culla: chiesta l’archiviazione per 10 infermieri e 14 medici del Di Venere

Si chiude con un nulla di fatto l’inchiesta aperta dalla Procura di Matera sulla morte di un bimbo di 3 mesi nato il 12 settembre 2024 nell’ospedale Di Venere durante un parto gemellare pretermine e deceduto in culla il 15 dicembre dopo essere stato dimesso dal reparto di terapia intensiva neonatale e di neonatologia dell’ospedale barese il 27 novembre.

Dopo averlo trovato privo di vita nella loro casa a Matera, i genitori si erano recati di corsa al Pronto Soccorso di Policoro dove è stato poi constatato il decesso.

In totale erano 36 gli indagati tra cui 25 medici e 11 infermieri. Tra questi 10 infermieri e 14 medici del Di Venere, gli altri indagati sono il pediatra del bambino (di Matera), i medici e soccorritori del 118 di Bernalda e quelli del Pronto Soccorso di Policoro.

Già dalla sua nascita gli furono diagnosticate diverse patologie (quella più grave la palatoschisi) e il personale sanitario del Di Venere aveva suggerito un successivo accesso all’ospedale romano Bambin Gesù di Roma. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei genitori ma si è chiusa con una richiesta di archiviazione.

Bari, abusi sessuali su due minorenni e rapporti ripresi con il telefonino: a processo 55enne imprenditore

Un imprenditore 55enne barese, arrestato a giugno, si trova a processo con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni di 12 e 13 anni. I fatti risalgono al periodo fra il 2020 e il 2021.

Secondo l’accusa avrebbe molestato le due ragazze sfruttando il rapporto di vicinanza alla famiglia di una di loro. In più avrebbe anche effettuato delle riprese con il telefonino durante i rapporti con una delle due vittime. Per questo risponde anche di pornografia minorile.

Le due ragazzine si sono costituite parti civili e hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 300mila euro. Entrambe saranno chiamate a testimoniare nella prossima udienza, in programma a gennaio 2026.

Bari, Rocco Sciannimanico ucciso per un debito di droga: 20 anni al boss Domenico Velluto

I giudici della Corte d’Assise di Appello di Bari hanno condannato a 20 anni di reclusione il boss barese Domenico Velluto al termine del processo di appello bis sull’omicidio del 26enne Rocco Sciannimanico, ucciso il 14 febbraio 2001 per un debito di droga.

La condanna era stata annullata nel 2022 dalla Cassazione, ma i giudici della Corte d’Assise hanno ribaltato la sentenza. In origine l’inchiesta era stata archiviata per insufficienza di prova, ma le dichiarazioni rilasciate dall’ex moglie di Velluto nel 2015 hanno poi permesso alla Dda di Bari di riaprire il caso.

La donna, dopo aver aspettato il marito sotto casa per andare a cena nel giorno di San Valentino per ben due ore, sospettò di un’amante. L’uomo, per dimostrarle che si trovava altrove ma non con una donna, la portò sul luogo del delitto mostrandole il segno del cadavere ancora presente sull’asfalto.

 

Bari, 18mila euro e 6 chili di cocaina nascosti sotto il sedile dell’auto: 21enne arrestato al casello – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), un 21enne in transito in città ma residente nella bergamasca.

Presso il casello autostradale di Bari nord, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno fermato un’automobilista a bordo di un’auto di grossa cilindrata proveniente dal nord Italia, precisamente da Osio Sopra in provincia di Bergamo, il cui atteggiamento sospetto ha indotto i militari approfondire le verifiche.

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Nel corso delle stesse, grazie anche all’ausilio dei Carabinieri del Nucleo Cinofili di Modugno e del cane molecolare Eros, è stato individuato un doppiofondo con doppia chiusura, azionabile con un congegno elettronico, ben nascosto sotto il sedile posteriore dell’auto. Aperto lo stesso, i militari hanno rinvenuto quasi 6 kg di cocaina suddivisi in pacchetti e la somma in denaro contante di 18.100 euro composta da banconote di vario taglio.

Condotto in caserma ed effettuati gli ulteriori accertamenti, il giovane, di origini albanesi, è stato dichiarato in stato di arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’operazione conferma l’impegno dei Carabinieri nel monitoraggio del territorio e nella lotta allo spaccio, garantendo sicurezza e legalità.
È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza dell’indagato, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Consulenze e forniture, l’affidamento è diretto. Il caso Amtab (2): tutta una questione d’amore

Dopo aver parlato del bluff dei bus elettrici, dell’impiego dei catorci per la Fiera del Levante e della questione sicurezza nelle 12 sedi dell’azienda del trasporto pubblico barese e della presa di posizione dell’avvocato D’Amore, amministratore unico dell’Amtab, nei confronti di Quinto Potere, continuiamo a parlare delle consulenze esterne e degli affidamenti diretti a un solo partecipante. 

Scalzo e malandato si aggira per Bari, “Daniele” portato in ospedale: “Italiano e molto colto”

Il senzatetto che per diverso tempo è stato avvistato scalzo e malandato in giro per Bari, in particolare tra Carbonara e Ceglie, si trova in ospedale. Qualche giorno fa lo avevamo incontrato, provando ad instaurare un rapporto con lui, senza successo. 

Daniele, questo sarebbe il suo nome, ha deciso di farsi aiutare e di sottoporsi a tutti gli accertamenti medici. La sua è una storia particolare, possiamo dirvi che si tratta di un italiano e di una persona molto colta. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti sul caso.

Bari, infermieri “abusivi” per anni: in 14 a processo. Tra loro il presidente del Consiglio comunale di Putignano

Sono 15 gli infermieri baresi accusati di esercizio abusivo della professione per la mancata iscrizione all’Ordine professionale. Uno di loro ha chiesto la messa alla prova, il secondo il rito abbreviato, mentre gli altri 13 sono stati rinviati a giudizio. Il processo prenderà il via il 6 febbraio 2026.

Secondo quanto accertato dai Nas e dalle indagini, sono emerse alcune irregolarità incrociando i dati degli infermieri assunti nelle strutture pubbliche con quelli degli elenchi degli Ordini.

Va precisato che l’iscrizione è diventata obbligatoria nel 2016, ma in tanti non si sono messi in regola. Tra gli imputati c’è anche Saverio Campanella, 63enne e presidente del Consiglio comunale di Putignano. È stato assunto in ospedale nel 1980 e si è iscritto all’albo solo a febbraio 2022. I 15 imputati, tutti baresi, sono in servizio in strutture sanitarie pubbliche dell’area metropolitana.