Bari, la tribuna stampa dello stadio San Nicola intitolata al giornalista Gianni Antonucci: via libera del Comune

Su proposta del sindaco Vito Leccese, nel pomeriggio la giunta ha approvato l’intitolazione del settore della tribuna stampa dello stadio San Nicola al giornalista Gianni Antonucci, massimo esperto della storia della squadra del Bari calcio, scomparso lo scorso 13 giugno.

“Abbiamo ritenuto opportuno dare il giusto riconoscimento al “Professore”, come tutta la città ha sempre amato chiamarlo a causa della sua inesauribile conoscenza della storia del Bari calcio, sin dalle origini – commenta il sindaco Vito Leccese -. Grazie al lavoro instancabile, alla grande passione e alla sconfinata memoria del maestro Gianni Antonucci, il popolo dei tifosi e amanti della squadra cittadina può contare su un ricchissimo patrimonio di dati, notizie e curiosità sui biancorossi, dettagliatamente descritti attraverso una vasta produzione di testi e articoli giornalistici. Il suo amore per Bari, la città e la sua squadra del Bari lo ha accompagnato fino alla fine della sua lunghissima e meravigliosa carriera senza mai attenuarsi, nemmeno nei momenti più bui della storia del calcio locale. Per questo abbiamo pensato di legare in modo indissolubile il suo nome all’ambiente che più amava e da cui parte il racconto delle vicende calcistiche della sua amata Bari”.

CENNI BIOGRAFICI

Gianni Antonucci nasce a Bitetto il 19 novembre 1928. Commercialista di formazione, docente e giornalista, ha lavorato come ispettore fiscale presso il Ministero delle Finanze, professione che gli ha consentito di curare la rubrica “Il Fisco” su La Gazzetta del Mezzogiorno dal 1962 al 2002. È stato presidente dei collegi sindacali di diverse società, in particolar modo della Cassa di Risparmio di Puglia e della Banca Popolare di Bari, e ha ricoperto l’incarico di presidente dei revisori dei conti dell’USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana.

La passione per l’informazione, e in particolar modo per il Bari calcio, lo porta ad abbandonare, ad inizio anni ‘70, il ruolo ricoperto per oltre un ventennio presso il Ministero delle Finanze. E così, prende il via un legame professionale con i colori biancorossi, un amore cominciato, in realtà, quando aveva solo otto anni, in occasione della visione della sua prima partita del Bari – 3 gennaio 1937 – che si impose per 2-1 con l’Alessandria grazie alle reti del “reuccio” Costantino e di Capocasale.

Gianni Antonucci ha scritto diciotto libri sulla storia del Bari calcio e della città, realizzando il sogno di una vita. Cominciò nel 1977 con “Bari Sì, Bari No”, per proseguire con “Il Bari dei Matarrese”, “Bari in serie A”, “Angelo De Palo, una vita per il Bari”, “Bari ottanta anni 1908-1988”, “Bari una squadra, una città”, “La Puglia, il Mondiale, il Bari”, “Il Bari e Platt”, “Bari, l’anno del gambero”, “Bari 90, 1908-1998”, “Bari e il Bari 1908-2008”, “Bari stella del Sud”, “Bari 30 in A”, “Il pallone quadrato – il Bari dal centenario al nuovo club dopo il crac”, “Leggenda biancorossa”, “Bari 110 e…”, “110 Bari, dalle ceneri alla rinascita” e terminare con il suo ultimo lavoro “ Il Bari e l’era De Laurentiis”.

Penna sagace e stilettate come poche, ha diretto per dodici anni la redazione pugliese del Corriere dello Sport e per sedici è stato direttore editoriale del mensile “Il Bari”, pubblicazione ufficiale dell’A.S. Bari, per il quale ha messo a disposizione il suo vasto archivio.

Le sue numerose pubblicazioni hanno raccontato con minuzia e passione le gesta, i protagonisti e i momenti indimenticabili del Bari calcio: per lui scrivere era un dovere civico. Gianni Antonucci, infatti, amava annotare tutto con dedizione (aneddoti, formazioni, date, debutti).

Da ogni parte d’Italia si sono rivolti a lui per rintracciare foto d’epoca e ricevere dettagli su tanti episodi, alcuni dei quali, i più salienti, appresi direttamente da uno dei fondatori della F.C. Bari 1908, Floriano Ludwig. Negli ultimi anni, nonostante l’età, continuava a citare risultati e formazioni della sua amata Bari solo con l’ausilio della sua incredibile memoria: la storia del Bari era come la storia di famiglia.

Nel 2024 ha compiuto 70 anni di iscrizione all’Albo professionale dei giornalisti.

Tra i tanti, sono significativi due riconoscimenti ottenuti: nel 2012 ricevette le Chiavi della Città dal sindaco di Bari e nel 2019 il Nicolino d’oro dal Circolo Acli – Dalfino proprio per essere riuscito a raccontare minuziosamente la storia del club e farne un patrimonio collettivo inestimabile.

Amtab, una questione D’Amore. Il dilemma: chi controlla il controllore?

Dopo il clamore mediatico iniziale, sull’Amtab sembra essere sceso un pericoloso silenzio, come se si dia per scontato che la gestione unilaterale dell’avvocato Luca D’Amore sia di per sé infallibile. Alla vigilia del rinnovo del suo ufficio di presidenza, ci si chiede se i professionisti scelti abbiamo tutte le competenze necessarie e quanto guadagnino.

Per la verità, sul compenso dell’avvocato e dei suoi collaboratori di fiducia non si sa molto. Qualcuno affettuosamente chiama per nome l’uomo scelto dalla Procura e dal Comune. In un precedente video abbiamo spiegato come alcuni all’interno dell’azienda abbiano sentito la dottoressa Paolilla, capo del personale, chiamare l’avvocato D’Amore Luchino.

Niente di male, ci mancherebbe, ma un certo distacco sarebbe auspicabile. Siamo sicuri che i licenziamenti fatti finora non nascondano altro ed è vero che ce ne sono altri pronti che non vengono ufficializzati per la difficoltà di coprire tutti i turni?

E poi i vari certificati indispensabili per la regolare attività, il pasticciaccio dei bus elettrici. Di cosa da dire ce ne sono tante e le diremo, approfondendo i singoli argomenti. Non una caccia alle streghe, ma è giusto che essendoci la Procura di mezzo e un sacco di chiacchiericcio si faccia chiarezza, si pongano domande, con la speranza di avere risposte.

C’è una vera discontinuità tra l’allegra gestione del passato e quella attuale, in proroga e con i vertici desiderosi di essere riconfermati? Il Comune è contento di quanto sta accadendo, soprattutto per quanto riguarda i mezzi elettrici? Insomma, c’è molto da approfondire e noi, come sempre non ci tireremo indietro.

Bari, raccolta porta a porta per locali e negozi in centro. Lega all’attacco: “Errata la sporcizia dilaga in città”

“I consiglieri comunali di Bari della Lega ritengono errata la neo modalità di raccolta rifiuti istituita da Amiu Puglia per le utenze bar e ristoranti (food) dei quartieri centrali di Bari. Impone agli esercenti oneri gestionali del rifiuto difficili da sopportare (anche dal punto di vista igienico i numerosi bidoni sono ingestibili). Raddoppia e financo triplica il numero di pattumelle/bidoni/cassonetti dispersi sul suolo pubblico, con grave pregiudizio del decoro e dell’igiene urbana. Con le soluzioni adottate da Amiu Puglia negli ultimi anni, Bari è stata trasformata in una grande disordinata discarica!”.

Inizia così il comunicato a firma dei consiglieri comunali della Lega Giuseppe Carrieri e Livio Sisto. “Dapprima si sono moltiplicati i convogli di cassonetti stradali sui vari isolati – si legge nella nota -. Poi si è disposto il conferimento sfuso degli imballaggi (cartoni) sulla sede stradale e in prossimità dei negozi. Poi ancora si sono allocati decine di bidoncini verdi per la raccolta vetro su tutto il lungomare della Città. Oggi, invece, assistiamo al posizionamento sgangherato di centinaia di bidoncini su marciapiedi e strade, non avendo molti esercizi lo spazio fisico per tenere le pattumelle all’interno del proprio bar, paninoteca, ristorantino! Piazzette, marciapiedi, vie, isolati sono invasi oggi da rifiuti o contenitori stradali di rifiuti, rendendo indecorosa Bari e dando una sensazione di sporcizia e degrado della Città”.

“Non è così che nel mondo civile si raccolgono i rifiuti urbani, giacché i cassonetti e bidoncini a vista sono da tempo scomparsi, sostituiti da isole ecologiche interrate o da altre modalità di vera raccolta domiciliare dei rifiuti”, aggiungono i consiglieri.

“Noi a breve – dichiara il consigliere comunale Carrieri – illustreremo all’Amministrazione Comunale e alla Città le moderne best practice di raccolta dei rifiuti solidi urbani realizzate con l’ausilio delle moderne tecnologie esistenti. Restiamo però frastornati dalla arretratezza operativa di Amiu Puglia e francamente sconcertati da Sindaco e Assessore al ramo che consentono questo piccolo scempio paesaggistico e ambientale che trasforma Bari in una discarica di rifiuti a cielo aperto, che deturpa palazzi storici, vie e piazzette. Sono senz’altro possibili altre soluzioni per raccogliere i rifiuti urbani ed è senz’altro da anteporre igiene, decoro e salubrità dei Cittadini, alle esigenze di Amiu Puglia e del Comune. Loro al servizio dei Cittadini e giammai il contrario”.

Droga e sesso nel giardino dei dannati: “Ho rischiato una coltellata e di bruciare vivo”

Al peggio non c’è mai fine. È proprio il caso di dirlo dopo il blitz in via Michele Cifarelli, a pochi passi dalla zona del Far West di Bari. Un vero e proprio inferno in cui puoi trovare di tutto. Siringhe, bottiglie di crack, escrementi, topi e scarafaggi in quello che può essere definito il “Giardino dei dannati”, dove droga e sesso fanno da padroni contro l’indifferenza delle Istituzioni. Ci siamo recati sul posto e abbiamo documentato l’assurdo scenario, raccogliendo diverse testimonianze.

Bari, aiuto dal fedelissimo dei Parisi. Vigilesse sospese tornano al lavoro: il Comune vuole impugnare la sentenza

Il Comune di Bari è pronto a impugnare la sentenza del Tribunale del lavoro che nelle scorse settimane ha annullato il licenziamento e ordinato il reintegro delle due vigilesse della polizia locale licenziate dal Comune di Bari a marzo del 2024 perché coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 130 misure cautelari per presunti episodi di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019.

Le due vigilesse sono tornate in servizio e, secondo le indagini, avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore (ex autista del boss di Japigia ‘Savinuccio’), per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate.

Per i giudici del tribunale del Lavoro, il loro licenziamento non è stato però proporzionato rispetto ai fatti contestati dalle vigilesse che hanno presentato ricorso. I giudici infatti non hanno rilevato un rapporto “illecito con soggetti esterni all’amministrazione e i saltuari contatti telefonici avuti con un soggetto ritenuto di spessore criminale non possono costituire di per sé motivo di licenziamento”.

Inoltre, “la condotta della ricorrente, oggetto di addebito, non ha mai comportato l’omissione dell’attività sanzionatoria nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni”. Pertanto “in relazione agli episodi oggetto di procedimento disciplinare, la ricorrente ha adempiuto ai propri doveri d’ufficio, procedendo all’elevazione delle sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori”.

Bari, la denuncia dal Policlinico: “Situazione assurda in Pronto Soccorso mia moglie senza risposte da quasi 24 ore”

“Mia moglie è ancora al Pronto Soccorso da ieri mattina alle 11”. Inizia così la denuncia arrivata questa mattina in redazione, al centro delle polemiche il Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

“Voglio denunciare la situazione all’interno – racconta il lettore -. Persone anziane in attesa per delle analisi, per una visita dal medico devono aspettare ore prima di essere chiamate. Mia moglie è arrivata intorno alle 11 di ieri, ad oggi, dopo aver passato la notte al pronto soccorso, non le hanno dato una risposta su quello che potrebbe essere. Vogliono farle delle analisi per paragonare la situazione di ieri con quella di oggi, alle 8.50 non hanno ancora fatto nulla. Ultimo tentativo di terapia questa notte alle 00.30 con un flebo, poi niente e zero risposte”.

“È una situazione assurda al pronto soccorso del policlinico di Bari, ci dovrebbe essere eccellenza e professionalità, invece ci rendiamo conto di quanto sia scarso il personale medico messo a disposizione per un primo soccorso”, conclude.

Bari, maxi rissa tra stranieri in piazza Moro: diversi feriti. Una persona finisce in ospedale – FOTO

Attimi di tensione e paura ieri sera in piazza Moro a Bari dove è andata in scena una violenta rissa tra stranieri originari del Marocco e del Bangladesh. Oltre 50 le persone coinvolte, sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia e della Polizia Locale, oltre ai militari dell’Esercito.

Diversi i feriti medicati sul posto dal 118. Una persona è stata trasportata alla Mater Dei a causa delle ferite riportate, due protagonisti della rissa sarebbero stati portati via dalle Forze dell’Ordine. Pare che la rissa sia scoppiata dopo il furto di un telefonino da parte di un marocchino.

Sempre in serata si sono verificate altre risse nella zona del Molo San Nicola e della ruota panoramica con protagonisti uomini della stessa nazionalità.

Nuovo decreto contro l’abbandono illecito di rifiuti: a Bari arriva la prima denuncia con sequestro del mezzo

Continuano le attività della Polizia Locale di Bari finalizzate a contrastare l’abbandono e la migrazione dei rifiuti, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legge 116/2025 – “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi” -, che inasprisce le pene per chi abbandona illecitamente i rifiuti e introduce una stretta contro il lancio dai veicoli di mozziconi di sigarette, fazzolettini, lattine, bottiglie, sacchetti e oggetti vari.

Questa mattina, intorno alle ore 8.10, una pattuglia in borghese ha intercettato un furgone in via Dante. Sul mezzo era riportato il nome dell’azienda, specializzata in attività di “sgomberi cantine e box, traslochi e trasporti locali”, con l’indicazione di un numero di cellulare da contattare per i servizi pubblicizzati. Durante l’attività di osservazione, gli agenti hanno effettuato un primo riscontro, da cui è emerso che la ditta risultava cancellata dal Registro delle imprese dal 2017. Nel corso del controllo del mezzo, gli agenti hanno trovato, all’interno del vano carico, oltre 100 chili di rifiuti provenienti da attività di ristrutturazione edilizia. Il conducente, un ventiduenne residente a Bitonto, non ha fornito alcuna giustificazione rispetto alla provenienza dei rifiuti ed è risultato privo dei necessari formulari (FIR) per il trasporto degli stessi.

A norma dell’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente (D.Lgs.152/06), così come modificato dal nuovo decreto legge 116/2025, “chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Oltre alla denuncia a piede libero per il trasporto senza titolo dei rifiuti, si è proceduto al sequestro penale del mezzo utilizzato per compiere il reato, come disposto dall’articolo 321 del Codice di procedura penale; in concorso con l’illecito penale, si è provveduto alla contestazione dell’assenza del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR), che prevede la sanzione amministrativa di 3.200 euro, oltre alla sospensione della patente di guida da tre a nove mesi.

“Dopo mesi di controlli e intense attività di contrasto nei confronti di chi abbandona i rifiuti, spesso in maniera seriale e prendendo di mira gli angoli di natura più belli della nostra città, oggi cominciamo a vedere applicate le novità introdotte dal nuovo decreto legge, entrato in vigore lo scorso 9 agosto – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. Nelle ultime ore ci siamo concentrati su tutte quelle realtà che si propongono di aiutare i cittadini nella gestione, ad esempio, dello svuotamento delle loro cantine, senza averne titolo. Le conseguenze, ormai, sono pesantissime, come dimostra il caso del giovane conducente individuato stamattina dagli agenti e denunciato. Ci tengo, però, a ribadire il messaggio anche nei confronti dei cittadini onesti, che si affidano a svuota-cantine abusivi. Fate attenzione, perché rischiate di essere chiamati a rispondere, in concorso, di reati ambientali come l’abbandono e il trasporto di rifiuti senza titolo. Prima di conferire i vostri rifiuti ingombranti o le masserizie, assicuratevi che l’impresa sia iscritta all’Albo dei gestori ambientali, liberamente consultabile all’indirizzo www.albonazionalegestoriambientali.it/public/elenchiiscritti”.

Bari, investita in viale Unita d’Italia sulle strisce pedonali da una moto: grave 32enne. Indagato il centauro

Un incidente stradale si è verificato ieri sera in viale Unita d’Italia a Bari. Una donna di 32 anni è stata investita mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali da una moto guidata da un 46enne.

La donna e il centauro sono stati trasportati d’urgenza al Policlinico di Bari in gravi condizioni, la 32enne è in prognosi riservata. L’uomo, che si è fermato a prestare soccorso, è indagato per lesioni.

Bari, comunità ebraica fa annullare la mostra di Gasparro. Il Sindaco: “Chiarirò con il pittore”

Dopo aver affrontato la questione delle orecchiette di Barivecchia in seguito all’aggressione subita all’Arco Basso nei giorni scorsi, questa volta con il sindaco di Bari, Vito Leccese, abbiamo parlato del botta e risposta del primo cittadino con il senatore Gasparri e della polemica che ha travolto Giovanni Gasparro, pittore di Adelfia conosciuto in tutto il mondo.

Leccese ha citato proprio Gasparro per rispondere alle accuse di antisemitismo da parte di Maurizio Gasparri, ricordando di aver cancellato una sua mostra per manifestare vicinanza alla comunità ebraica. Il sindaco di Bari ai nostri microfoni chiarisce i motivi della sua decisione e annuncia di essere pronto a far visita al pittore barese per chiarire dopo quanto accaduto.