Bari, il pub Crossroad chiuso da giorni. Lo sfogo: “Colpa della burocrazia. Difficile avere fiducia in questo Paese”

“Stiamo attraversando un periodo tosto, stiamo avendo dei problemi burocratici relativi alla veranda e questo sta comportando questi giorni di chiusura. La questione è puramente burocratica ed è una lotta con il Comune di Bari per una qualcosa che non comprendiamo bene a fondo. Abbiamo fatto i nostri errori, certo e ve li spiego”.

Inizia così il post pubblicato sulla pagina del Crossroad, pub situato tra San Pasquale Alta e Mungivacca a Bari. Le saracinesche sono abbassate da giorni. “Tempo fa dimenticammo di rinnovare la domanda di occupazione di suolo pubblico per l’esterno e questo ha portato a controlli dai quali la Polizia Annonaria di Bari ha rilevato delle incongruenze della nostra veranda (sono 10 anni che ce l’abbiamo regolarmente autorizzata) con il regolamento di decoro urbano, da lì sono partite una serie di controlli, sanzioni e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare a un’ordinanza di chiusura di 5 giorni…cosa che abbiamo alla fine fatto (dopo un ricorso al TAR che ci ha inizialmente dato ragione)”.

Il 3 giugno il locale ha riaperto, ma la situazione è nuovamente cambiata nelle ore successive. “Si è presentata una coppia di agenti della Polizia dell’Annona che mi ha letteralmente detto che la chiusura deve prorogarsi fin quando non smantelliamo completamente la veranda esterna altrimenti mi avrebbero denunciato”, si legge nel post.

“La struttura è regolarmente autorizzata con una SCIA di edilizia privata, ciò che manca ancora è il rinnovo dell’occupazione del suolo pubblico che abbiamo ovviamente provveduto a richiedere e sul quale stiamo attendendo risposta in merito. Insomma per loro se non smantelliamo tutto (per poi rimontare non appena ci daranno l’autorizzazione) noi non possiamo riaprire! – conclude il gestore -. Siamo persone che lavorano a Bari, che hanno creato impresa, che danno lavoro ad altre persone, che vendono un prodotto che dà gioia e serenità alla comunità, che pagano le tasse e che vengono privati all’improvviso della proprietà sulla quale hanno investito soldi, notti, tempo, fatica fisica e sinceramente essere attaccati in maniera così forte da chi dovrebbe proteggerti, farti lavorare, farti sentire più sicuro è una sensazione che demoralizza, ti butta giù e ti fa penare e pensare!!! Io personalmente lotterò fino allo stremo per difendere il Cross, ciò che è mio, ciò che è anche vostro ma a volte è veramente difficile avere ancora fiducia in questo paese, in questa città la retorica mi porta a pensare che c’è tanto in questa città sul quale bisognerebbe accanirsi anziché farlo su un’attività che vende panini, birre e felicità. Le regole vanno rispettate certo, e noi cerchiamo sempre di farlo, però l’essere umano dovrebbe essere dotato di tolleranza, umanità e comprensione, cosa che noi nel nostro lavoro facciamo quotidianamente e che ci saremmo aspettati anche da queste forze dell’ordine e da questo Comune. Questo vi dovevo, per tutto quello che ci avete dato sempre, chiarezza e sincerità…come è nel nostro modo di intendere tutto, la vita, il lavoro e il sociale! Di sicuro lotteremo e ci difenderemo e faremo di tutto per dare a Noi e a Voi sempre un posto dove poter stare, mangiare, bere e ascoltare buona musica Rock e sentirvi sempre a casa vostra. Vi avviseremo per tempo quando potremo riaprire in sicurezza e in totale trasparenza”

Furti in casa tra Bari e BAT, in azione con fiamma ossidrica e parrucche: 5 condannati arrestati a Bari

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto 5 persone, in ottemperanza agli ordini di esecuzione per la carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari e conseguenti alle sentenze definitive di condanna per associazione per delinquere 416 c.p. finalizzata ai reati di cui agli artt. 624, 624 bis e 625 c.p., commessi nelle provincie di Bari e BAT tra il 2020 e il 2021.

Le condanne sono giunte a seguito delle risultanze investigative raccolte, con attività tecniche, perquisizioni e pedinamenti, dai militari della Compagnia Carabinieri di Monopoli che hanno ricostruito l’esistenza di un’organizzazione criminale ben strutturata, con il proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di denaro e oggetti di valore dalle casseforti installate nelle abitazioni delle vittime, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica.

Gli arrestati, secondo quanto emerso, utilizzavano per commettere i crimini, radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (cd. jammer), flessibili, e auto di grossa cilindrata di provenienza furtiva o con applicate targhe falsificate, scegliendo le vittime da colpire dopo aver studiato le loro abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti mirati.

Per introdursi nelle abitazioni delle vittime, gli associati, che erano soliti indossare parrucche da donna, passamontagna e mascherine, utilizzavano, sia chiavi sottratte ai proprietari che quelle riprodotte a partire da una foto. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica a Bari usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.

Bari, anziana trovata in casa in condizioni choc. Nuovo intervento in via Prospero Petroni: il figlio si barrica in casa

Una persona armata si sarebbe barricata in casa nel centro di Bari facendo scattare un imponente intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono presenti carabinieri e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di gestione dell’emergenza.

Si tratta del figlio della donna anziana trovata questa mattina in condizioni choc. Secondo quanto riferito da residenti della zona, ieri notte sarebbero state udite urla, forti rumori e continui sbattimenti provenire dall’abitazione. Sul posto questa mattina sono intervenuti mezzi del 118 e i carabinieri.

All’interno dell’appartamento sono state riscontrate condizioni molto precarie, sia dal punto di vista sanitario che igienico. Secondo le prime informazioni, l’uomo, che soffrirebbe di disturbi psichici, avrebbe impedito all’anziana madre di entrare nell’abitazione, spingendo la donna a chiedere aiuto ai militari.

Bari, 118 e Carabinieri in via Prospero Petroni: anziana trovata in casa in condizioni choc. Forse ostaggio del figlio

Momenti di tensione oggi all’ora di pranzo in via Prospero Petroni, a Bari, dove un presunto caso di maltrattamenti e segregazione avrebbe richiesto l’intervento di sanitari e forze dell’ordine.

L’episodio si è verificato al civico 9 di via Prospero Petroni, tra via Melo e corso Cavour. Secondo quanto riferito da residenti della zona, già nella notte precedente sarebbero state udite urla, forti rumori e continui sbattimenti provenire dall’abitazione.

Sul posto sono intervenuti mezzi del 118 e i carabinieri, che hanno delimitato l’area tenendo lontani i curiosi mentre venivano svolti gli accertamenti.

Secondo le prime informazioni raccolte, all’interno dell’appartamento sarebbe stata trovata un’anziana donna in condizioni giudicate molto precarie, sia dal punto di vista sanitario che igienico. Sempre secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata tenuta in casa dal figlio, circostanza ora al vaglio degli investigatori.

Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sulle condizioni della donna né eventuali provvedimenti adottati dalle autorità. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica della vicenda.

Tragedia a Bari, arresto cardiaco fatale in via Cairoli: muore un uomo. Inutili i soccorsi

Tragedia questa mattina in via Cairoli, a Bari, dove un uomo è morto dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 nel tentativo di prestare soccorso.

Presenti anche gli agenti della polizia locale, intervenuti per gestire la situazione e consentire le operazioni di soccorso e i rilievi del caso. Nonostante i tentativi di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Bari, area privata trasformata in discarica abusiva. Blitz della Locale al Libertà: scatta il sequestro

A seguito di segnalazioni pervenute al Comando di via Aquilino, nella giornata di ieri la Polizia locale ha provveduto a porre sotto sequestro – ex art. 321 del Codice di Procedura penale – un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto a pochi chilometri dal centro cittadino, nel quartiere Libertà.

All’interno dell’area sequestrata gli agenti di Polizia locale intervenuti hanno riscontrato l’abbandono illecito di oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione, miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche diversi, legno, vetro, plastica, ferro, materiali isolanti, rifiuti urbani domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali, RAEE diversi da quelli pericolosi, rifiuti ingombranti, imballaggi, polistirolo.

Il sequestro contro ignoti, sotto la direzione della Procura della Repubblica, si è reso necessario per interrompere l’accumulo sistematico e ripetuto di rifiuti nell’area, trasformata in deposito con carattere di definitività con lo spianamento di una porzione di terreno a configurare, a tutti gli effetti, una discarica non autorizzata.

Il proprietario dell’area è stato nominato custode giudiziario; a breve seguirà l’emissione di un’ordinanza di bonifica dell’area a carico dello stesso proprietario.

“Grazie alle segnalazioni puntuali di cittadini che non intendono rassegnarsi al degrado e agli abbandoni illeciti di rifiuti che continuano a interessare diverse aree della città, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento di grande importanza sotto il profilo della legalità e della tutela dell’igiene urbana – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e Polizia Locale Carla Palone -. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma uno strumento fondamentale per individuare e contrastare comportamenti che arrecano danni all’ambiente, al decoro urbano e alla qualità della vita delle persone”.

“Desidero esprimere il mio ringraziamento agli agenti della Polizia Locale per il costante impegno profuso a tutela della città – prosegue l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Il sequestro di un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva rappresenta un risultato significativo, reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Ripartizione Igiene e Ambiente, la Polizia Locale e l’Autorità giudiziaria. Interventi come questo testimoniano l’attenzione dell’amministrazione comunale nella lotta agli illeciti ambientali e nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo con determinazione nelle attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti, consapevoli di dover lavorare per una sempre maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, bene comune da tutelare nell’interesse della collettività e delle future generazioni”.

Celiachia, a rischio il rinnovo della convenzione al Policlinico di Bari. Pazienti preoccupati: “Supporto fondamentale”

Diecimila euro potrebbero fare la differenza per centinaia di pazienti celiaci pugliesi. È la cifra necessaria per garantire la prosecuzione del servizio specialistico di assistenza nutrizionale attivo al Policlinico di Bari e all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, ora a rischio dopo il mancato rinnovo della convenzione che finanziava la presenza di un medico dedicato.

A lanciare l’allarme è l’Associazione Italiana Celiachia Puglia. «Si tratta di un supporto fondamentale soprattutto subito dopo la diagnosi, quando pazienti e famiglie devono affrontare un cambiamento radicale delle abitudini alimentari», spiega il presidente regionale Michele Calabrese.

Il servizio, sostenuto finora da un finanziamento straordinario regionale, ha seguito nell’ultimo anno fino a 300 persone tra adulti e bambini. Il Policlinico, in una comunicazione ufficiale firmata dal direttore generale Antonio Sanguedolce, conferma l’impossibilità di rinnovare la convenzione senza nuove coperture economiche, proponendo una collaborazione senza costi per l’azienda sanitaria.

Una soluzione ritenuta difficilmente praticabile dall’associazione, che sottolinea la necessità di personale qualificato. «Molti dei pazienti seguiti erano bambini appena diagnosticati: le famiglie hanno bisogno di supporto e accompagnamento», conclude Calabrese. Resta ora aperto il nodo delle risorse necessarie per evitare l’interruzione del servizio.

Dispositivo elettronico per alterare i tempi di guida, riposo e velocità: autotrasportatore scoperto e multato a Bari

Viaggiava con un dispositivo elettronico installato sul tachigrafo digitale del proprio autoarticolato per alterare i dati relativi ai tempi di guida, riposo e velocità, aggirando così i controlli. Per questo motivo un autotrasportatore è stato sanzionato dalla Polizia Locale di Bari durante un controllo effettuato nella giornata di ieri.

Il sistema fraudolento, azionabile tramite telecomando, consentiva di attivare e disattivare il meccanismo all’occorrenza. Per il conducente sono scattate pesanti sanzioni economiche e la sospensione della patente da 15 giorni fino a tre mesi. Il dispositivo è stato invece sequestrato ai fini della confisca.

 

Bari, ultimatum del Comune: via il vecchio chiosco dell’ex bar di Pane e Pomodoro. È chiuso da 6 anni

Il Comune di Bari ha intimato alla società Il Veliero di rimuovere il manufatto che fino al 2020 ospitava il bar di Pane e Pomodoro. La struttura, chiusa e inutilizzata da sei anni, è considerata incompatibile con i lavori previsti nell’area nell’ambito del progetto Costasud.

Con una determina firmata dal dirigente Pompeo Colacicco, Palazzo di Città ha rinnovato la richiesta già avanzata lo scorso settembre, rimasta senza risposta. La concessione demaniale del chiosco è stata revocata nel 2020 e risulta ormai scaduta.

La vicenda si inserisce in un lungo contenzioso tra l’amministrazione e la società riconducibile a Rosa Di Modugno. Dopo la revoca delle concessioni per la gestione del bar di Pane e Pomodoro e di Torre Quetta, la società aveva impugnato il provvedimento davanti ai giudici amministrativi, che nel 2024 hanno confermato la legittimità dell’operato comunale, evidenziando anche opere abusive e irregolarità nei pagamenti del canone demaniale.

Se la società non procederà autonomamente alla rimozione, sarà il Comune a intervenire direttamente, rivalendosi successivamente sui costi sostenuti. Nel frattempo, per sopperire all’assenza del bar, il Comune ha affidato il servizio a un food truck.

Bari, assolte moglie e cugina del killer di Lello Capriati: “Fu ospitalità non occupazione abusiva”

Si chiude con un’assoluzione il processo a carico di Maria Grazia Volpicelli e Stefania Pomes, entrambe cinquantenni e legate familiarmente a Luca Marinelli (la prima la moglie, la seconda cugina acquisita) ritenuto referente del clan Strisciuglio tra Ceglie e Carbonara. Le due donne erano accusate di occupazione abusiva di un alloggio popolare in via Cascia, a Bari.

Secondo l’accusa, l’appartamento sarebbe stato ceduto irregolarmente alla moglie di Marinelli,di recente raggiunto dall’ordinanza cautelare per l’omicidio di Lello Capriati, il 1 aprile 2024 a Torre a Mare. Marinelli è considerato l’autore del delitto.

La difesa ha invece sostenuto che si trattasse di una semplice ospitalità temporanea durante il periodo della pandemia. Una versione confermata in aula da Stefania Pomes, assegnataria dell’alloggio da 26 anni, che ha spiegato di aver accolto la parente «per un atto di umanità» in un momento di difficoltà.

Il giudice Gaetano Cingari ha assolto entrambe con la formula «perché il fatto non sussiste». Resta invece aperto un altro filone investigativo che riguarda un diverso appartamento popolare di via Cascia, dove Luca Marinelli e la madre risultano indagati per presunta occupazione abusiva.