Getta per sbaglio venti lingotti d’oro nella spazzatura, la busta recuperata nella discarica: valgono 120mila euro

Aveva messo in una scatola di latta 20 lingottini d’oro del valore complessivo di 120mila euro e, per errore, ha gettato tutto nel cestino della spazzatura. Il giorno dopo, quando si è accorto di cosa aveva fatto, è corso dai carabinieri a denunciare il fatto e i militari, dopo una serie di verifiche, hanno recuperato la preziosa scatola che era già finita in discarica.

È accaduto ad un uomo di 57 anni, che aveva gettato inconsapevolmente il suo piccolo tesoro, regolarmente acquistato nel corso degli anni, in un cestino della spazzatura di Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo.

Quando il giorno dopo si è reso conto dell’accaduto è andato dai carabinieri che, dopo qualche perplessità iniziale, hanno poi verificato dalla visione dei filmati delle telecamere che quanto raccontato corrispondeva al vero.

La ricerca così si è spostata ad Ugento, nella discarica, dove i rifiuti erano stati conferiti dagli autocompattatori e alla fine il contenitore di latta è stato ritrovato con tutto il suo carico prezioso che è stato restituito al suo legittimo proprietario.

Paura nel Salento, 13enne si presenta a scuola con un’arma: è una pistola softair. Indagato il padre

Attimi di tensione in una scuola media nel Salento dove uno studente di 13 anni ha portato a scuola una pistola da softair, di colore nero e priva del tappo rosso.

I docenti si sono accorti dell’arma, del tutto simile ad una reale, e hanno lanciato subito l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri su segnalazione della Dirigente Scolastica.

La pistola è stata sequestrata per gli accertamenti del caso e il padre del ragazzo, un 50enne, è stato indagato. Della vicenda è stata informata anche la Procura per i minorenni di Lecce.

Mafia, tentato omicidio e armi. Rintracciato a Mola il latitante Carlo Biancofiore: deve scontare due condanne

I militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, hanno rintracciato a Mola il latitante, dal mese di luglio, Biancofiore Carlo, classe 1979. L’uomo era l’unico elemento del clan Velluto di Bari riuscito a scappare nel blitz nella scorsa estate.

È destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Assalto a portavalori, tragedia sfiorata durante la fuga: proiettile buca il parabrezza della gazzella dei Carabinieri

Un proiettile passa attraverso il parabrezza della gazzella dei Carabinieri. I militari sono illesi per questione di centimetri. Tragedia sfiorata questa mattina durante la fuga inscenata dopo l’assalto al portavalori avvenuto sulla superstrada tra Lecce e Brindisi.

La foto parla chiaro ed è inequivocabile. I pensieri inevitabilmente riconducono alla morte di Carlo Legrottaglie, il brigadiere ucciso il 12 giugno scorso nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana in un conflitto a fuoco con due persone scoperte a bordo di un’auto risultata rubata.

Secondo quanto ricostruito anche un carabiniere in borghese si è lanciato all’inseguimento del commando, ma la sua auto è stata speronata e scaraventata fuori strada.

Due foggiani sono stati fermati e arrestati, dopo aver tentato di nascondersi in una maniera piuttosto originale nelle campagne di Squinzano. Nella stessa zona sono state rinvenute anche due della auto utilizzate per l’assalto, una Jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio. I due fermati si trovano in caserma a Lecce. Secondo gli investigatori, la banda che ha assaltato il portavalori sarebbe stata composta da sei-otto persone.

Assalto a portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi: sparatoria con i carabinieri e furgone incendiato

Un furgone portavalori è stato assaltato questa mattina sulla statale 613 la superstrada che collega Lecce a Brindisi, all’altezza di Tuturano. Secondo le prime notizie, ci sarebbe stato un conflitto a fuoco con i carabinieri.

Al momento non risulta che ci siano feriti. Il furgone assaltato è dell’azienda Btv, Battistolli. I malviventi avrebbero posizionato di traverso alla carreggiata un mezzo incendiandolo, costringendo così il portavalori a fermarsi.

Al momento la strada è bloccata. Sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco. Sembrerebbe che la banda di malviventi avrebbe agito usando tre auto con lampeggianti, per camuffarle come auto civili in servizio alla polizia. Le auto utilizzate dal commando sarebbero quattro: due jeep, una Kia Sportage e una Alfa Romeo Stelvio.

Rapina in una villa a Corato, sorprende i ladri e viene picchiato: banda in fuga. Indagano i Carabinieri

Attimi di terrore qualche giorno fa a Corato dove si è verificata una rapina in una villa isolata in campagna. Un parente della proprietaria, arrivato sul posto dopo aver notato movimenti sospetti, è stato picchiato dai malviventi.

Secondo quanto ricostruito l’uomo ha colto di sorpresa uno dei ladri, nel tentativo di bloccarlo è stato colpito più volte e lasciato poi a terra. La banda si è data alla fuga.

La vittima è stata soccorsa e ne avrà per 5 giorni. Sul caso indagano i Carabinieri, i ladri a quanto pare sono fuggiti a bordo di un’Audi A3 grigia con i vetri oscurati.

Estorsione, rapina e aggressione in un’azienda. Bloccati dai Carabinieri durante la fuga: 3 arresti a Mottola

I carabinieri di Mottola hanno arrestato e posto ai domiciliari tre uomini di 40, 41 e 44 anni con l’accusa di rapina aggravata in concorso. I tre, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbero raggiunto a bordo di un’auto un’azienda e, dopo essersi avvicinati al titolare, gli avrebbero chiesto la somma di 500 euro, minacciandolo di gravi conseguenze qualora non avesse ottemperato alla richiesta, facendo anche riferimento all’uso di armi.

Anche il figlio dell’imprenditore poi sarebbe stato intimidito e aggredito fisicamente. Fingendo un malore, quest’ultimo sarebbe riuscito a contattare un parente che ha chiamato il 112.

I tre si sarebbero poi impossessati di una cassa contenente numerosi utensili da lavoro all’interno del capannone dell’azienda, tentando poi la fuga. Sul posto però sono intervenuti i Carabinieri che hanno intercettato e bloccato i tre. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

Inchiesta su traffico di droga nel Foggiano, altri 9 arresti: il blitz dopo gli interrogatori di garanzia

Nove persone sono state arrestate dai carabinieri nel Foggiano (tre in carcere e sei ai domiciliari) al termine degli interrogatori preventivi, nell’ambito di un procedimento penale che già aveva consentito lo scorso 15 dicembre, l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altri 24 indagati.

Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della locale procura. Le accuse sono a vario titolo di concorso in traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’inchiesta, condotta da maggio 2024 ad aprile 2025, ha accertato l’esistenza di una fiorente attività di spaccio di cocaina e hascisc nel comune di Foggia.

La droga veniva acquistata da un referente albanese a Foggia attraverso connazionali residenti nel Nord-Italia, scaricata in un autodemolitore nel capoluogo dauno, stoccata in diversi box auto e poi consegnata a domicilio agli acquirenti.

San Severo, bomba carta esplosa davanti alla casa consigliera comunale Damone: indagano i Carabinieri

Un ordigno artigianale, presumibilmente una bomba carta, è esploso nella tarda serata di ieri, intorno alle 23.00, davanti all’abitazione della consigliera comunale di San Severo (Foggia) Anna Maria Damone, appartenente al gruppo politico Con e medico della struttura di Nefrologia e dialisi dell’ospedale cittadino.

Damone, al momento dell’esplosione, era in casa con il marito e i suoi due figli. Nessuno è rimasto ferito ma il boato ha spaventato tutti i residenti nella zona. La bomba ha inoltre danneggiato due auto parcheggiate nei pressi e non di proprietà della consigliera. Indagano i carabinieri.

Ai domiciliari trovato con droga e materiale esplosivo in casa: arrestato 27enne di Ginosa

Un 27enne di Ginosa, già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato arrestato dai carabinieri di Castellaneta con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e di materiale esplosivo.

Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto circa 600 grammi di droga tra cocaina, hascisc e marijuana, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi, elemento che fa ipotizzare un’attività di spaccio organizzata.

Sequestrata anche una somma di denaro contante, ritenuta provento dell’attività illecita. All’interno dell’abitazione sono stati inoltre trovati 179 manufatti esplosivi di genere vietato, contenenti complessivamente oltre 6 chilogrammi di polvere pirotecnica.

Il materiale, potenzialmente pericoloso per l’incolumità pubblica, è stato messo in sicurezza e affidato agli artificieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto, che provvederanno alle operazioni di campionatura e distruzione.