Bari, controlli straordinari a Carbonara e Picone: multa da 9mila euro a un locale per carenze igieniche

Nel fine settimana appena trascorso, i militari della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, supportati da un dispositivo composto da reparti specializzati, hanno condotto un servizio di controllo straordinario del territorio nei quartieri Carbonara e Picone.

L’operazione, finalizzata a garantire la sicurezza sulle principali arterie stradali e nelle aree di maggiore aggregazione in prossimità dei locali di pubblico spettacolo, ha visto l’impiego congiunto, nell’arco orario notturno, del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bari, dei Carabinieri del N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), del Nucleo Cinofili di Modugno con il supporto di personale della Polizia Locale – Settore Annona.

Il bilancio delle attività ha portato all’ispezione di un esercizio pubblico e a controlli mirati alla circolazione stradale. Nello specifico, i militari hanno ispezionato un noto locale di intrattenimento. Al termine degli accertamenti, al titolare dell’attività sono state contestate violazioni amministrative inerenti la normativa di settore.

In particolare, sono state riscontrate carenze igienico-sanitarie e la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo HACCP. Tali infrazioni hanno comportato l’elevazione di sanzioni per un importo complessivo di 9.100 € e la contestuale segnalazione dell’attività alla competente Autorità Sanitaria Locale (ASL) per i provvedimenti del caso.

Inoltre, grazie anche all’impiego e al fiuto di un’unità cinofila, i Carabinieri hanno segnalato alla locale Prefettura (quale assunzione per uso personale di sostanza stupefacente) due giovani sorpresi in possesso rispettivamente di 4.4 e 0.68 grammi di hashish.

Complessivamente, il dispositivo di sicurezza dispiegato ha permesso di procedere all’identificazione di 65 persone e al controllo di 25 veicoli, garantendo un presidio di legalità nelle aree della movida cittadina.

I controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, in sinergia con i reparti speciali dell’Arma, proseguiranno regolarmente anche nelle prossime settimane al fine di tutelare la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini.

Tentano di truffare anziana di 82 anni, lei “sta al gioco” e chiama i Carabinieri: arrestata coppia di ladri a Triggiano

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Triggiano hanno arrestato, in flagranza di reato, un uomo e una donna ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata ai danni di una donna di 82 anni (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Il raggiro, messo in atto secondo il copione ormai tristemente noto, prevedeva una telefonata da parte di un sedicente Carabiniere che informava la vittima che l’autovettura del marito era rimasta coinvolta in una rapina ai danni di una nota gioielleria del luogo.

Con tale pretesto, l’anziana veniva indotta a consegnare i propri gioielli che, secondo quanto riferito dall’ignoto interlocutore, sarebbero stati necessari per un confronto con la refurtiva, al fine di poter scagionare il coniuge dalle accuse. Alla donna veniva inoltre comunicato che una presunta appartenente all’Arma, qualificatasi come “Cristina”, si sarebbe recata presso la sua abitazione per ritirare i preziosi.

La vittima, però, dimostrando notevole prontezza e lucidità, non si è lasciata ingannare: mentre era ancora al telefono fisso con il truffatore, ha contattato con il proprio cellulare il figlio e poi il numero di emergenza 112, facendo ascoltare la telefonata con quell’interlocutore ignoto in vivavoce e consentendo così un tempestivo intervento dei veri Carabinieri.

Giunti immediatamente sul posto, a seguito di un breve servizio di osservazione in zona, i militari hanno sorpreso e arrestato la donna mentre era ancora in possesso dei gioielli appena ritirati. Proprio sotto l’abitazione hanno bloccato anche il presunto complice, che attendeva a bordo di un’autovettura con il motore acceso, pronto ad assicurarsi la fuga. Entrambi i presunti truffatori sono ora in carcere.

L’episodio evidenzia, ancora una volta, l’importanza della prevenzione e della collaborazione dei cittadini: fondamentale, in questo caso, è stata la prontezza e la lucidità dell’anziana signora, che è stata in grado di riconoscere la truffa e attivare immediatamente le forze dell’ordine.

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, soprattutto alle persone anziane, a diffidare da richieste di denaro o beni avanzate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine e a contattare sempre il numero unico di emergenza 112 in caso di dubbi.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dei medesimi.

Follia a Taranto, lancia un coltello e spara con la scacciacani: 17enne aggredisce equipe 118 e Carabinieri

Attimi di paura a Taranto, dove un ragazzo di 17 anni ha seminato il panico aggredendo operatori del 118 e carabinieri, danneggiando un’ambulanza e sparando alcuni colpi con una pistola scacciacani. L’intervento dei soccorritori era stato richiesto dalla madre del giovane, in forte stato di agitazione.

All’arrivo dell’ambulanza, però, il minorenne si è barricato sul balcone di casa iniziando a lanciare oggetti contro il personale sanitario e il mezzo di soccorso. Tra gli oggetti scagliati anche un grosso coltello, che ha mandato in frantumi il parabrezza dell’ambulanza.

La situazione è ulteriormente degenerata quando il 17enne ha impugnato un’arma e ha esploso diversi colpi. Solo in seguito è stato accertato che si trattava di una pistola a salve, ma l’episodio ha provocato momenti di forte tensione tra residenti e soccorritori. Ne è nata una colluttazione con i carabinieri e gli operatori del 118, che hanno riportato alcune contusioni.

Dopo minuti di caos, il giovane è stato immobilizzato e trasferito in ospedale per accertamenti. Per lui è scattata una denuncia a piede libero per aggressione e danneggiamento.

Assalti ai bancomat, sgominata banda nel Foggiano: 7 arresti

Nuovo colpo alla criminalità nel Foggiano, dove i carabinieri hanno sgominato una banda specializzata negli assalti ai bancomat. Sette persone sono state arrestate su disposizione del gip del tribunale di Foggia al termine di un’indagine che punta a fare luce sulla scia di colpi messi a segno negli ultimi mesi sul territorio.

Già in precedenza i militari avevano eseguito altri arresti nei confronti di giovani ritenuti coinvolti in analoghe azioni ai danni di istituti bancari e uffici postali. Dall’inizio dell’anno sono circa quindici gli assalti registrati in Capitanata, fenomeno che continua a destare forte preoccupazione tra cittadini e forze dell’ordine.

Bari, 118 e Carabinieri in via Prospero Petroni: anziana trovata in casa in condizioni choc. Forse ostaggio del figlio

Momenti di tensione oggi all’ora di pranzo in via Prospero Petroni, a Bari, dove un presunto caso di maltrattamenti e segregazione avrebbe richiesto l’intervento di sanitari e forze dell’ordine.

L’episodio si è verificato al civico 9 di via Prospero Petroni, tra via Melo e corso Cavour. Secondo quanto riferito da residenti della zona, già nella notte precedente sarebbero state udite urla, forti rumori e continui sbattimenti provenire dall’abitazione.

Sul posto sono intervenuti mezzi del 118 e i carabinieri, che hanno delimitato l’area tenendo lontani i curiosi mentre venivano svolti gli accertamenti.

Secondo le prime informazioni raccolte, all’interno dell’appartamento sarebbe stata trovata un’anziana donna in condizioni giudicate molto precarie, sia dal punto di vista sanitario che igienico. Sempre secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata tenuta in casa dal figlio, circostanza ora al vaglio degli investigatori.

Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sulle condizioni della donna né eventuali provvedimenti adottati dalle autorità. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica della vicenda.

Scene da film a Taranto, evade dai domiciliari e scappa sui tetti durante inseguimento: arrestato 44enne

Un 44enne di Taranto, già agli arresti domiciliari, è stato arrestato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso in strada a bordo di un’auto rubata due giorni prima nel capoluogo ionico. L’episodio è avvenuto lunedì durante un normale controllo del territorio.

Alla vista dei militari, l’uomo avrebbe abbandonato il veicolo tentando una fuga a piedi tra le vie del centro. Raggiunto dai carabinieri, avrebbe reagito con violenza colpendo i militari con calci e pugni, per poi proseguire la fuga all’interno di un condominio tra scale, balconi e terrazze.

Grazie all’intervento di una seconda pattuglia, il 44enne è stato definitivamente bloccato e arrestato con le accuse di evasione, ricettazione, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, oltre a resistenza e lesioni. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato trasferito nel carcere di Taranto.

Suv sospetto a Valenzano, parte l’inseguimento con i carabinieri: 51enne arrestato a Bari

Il 31 maggio scorso, alle prime ore del mattino, i Carabinieri del N.O.R. – Sezione Radiomobile di Triggiano, coadiuvati dal personale del Nucleo Radiomobile del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari – al termine di un movimentato e pericoloso inseguimento stradale – hanno tratto in arresto un 51enne barese, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del reato di fuga pericolosa, lesioni personali, danneggiamento, nonché ricettazione e riciclaggio.

I fatti hanno avuto inizio la serata precedente nel comune di Valenzano, quando i militari impegnati in un normale servizio di controllo del territorio hanno notato un’autovettura di grandi dimensioni sospetta e hanno deciso di sottoporla ad accertamenti. A quel punto, il conducente si dava alla fuga per le strade cittadine, terminando la corsa in via Bruno Buozzi di Bari, dopo aver impattato violentemente contro la gazzella dell’Arma.

Gli accertamenti effettuati hanno permesso di accertare che il SUV era oggetto di furto avvenuto nell’agosto del 2025. La successiva perquisizione veicolare ha portato inoltre al rinvenimento di numerosi utensili atti al taglio e allo scasso, di una ricetrasmittente e di una vera e propria lastra di metallo antiproiettile artigianalmente montata nella parte posteriore del mezzo per proteggere i fuggiaschi da eventuali conflitti a fuoco.

Tutti i materiali e il veicolo sono stati sottoposti a sequestro, mentre l’uomo, è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Andria, smantellata l’organizzazione dei falsi incidenti: 6 arresti. Sono carabinieri, medici e avvocati – I NOMI

Dodici incidenti stradali ritenuti falsi, altri venti episodi sotto esame e un presunto sistema di truffe assicurative da oltre 100mila euro. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Trani su un’organizzazione che, secondo gli investigatori, avrebbe simulato sinistri per ottenere risarcimenti indebiti attraverso verbali, certificati medici e documentazione falsa.

Il gip ha disposto sei misure cautelari: in carcere sono finiti due carabinieri, due avvocati e un medico, mentre un altro medico è ai domiciliari. Altre 26 persone sono indagate a piede libero. Sono finiti in carcere Pasquale Doronzo, carabiniere ed ex comandante della Stazione di Canosa di Puglia, gli avvocati Giuseppe Gobbi e Nicola De Santis, il carabiniere, Pierluigi Dipalo, e il medico Michele Marcandrea. Ai domiciliari il medico Gianfranco Specchio.

Secondo l’accusa, il sistema si basava su verbali falsi redatti da militari, certificati medici ritenuti non veritieri e pratiche risarcitorie gestite da professionisti coinvolti nell’inchiesta. Le indagini, condotte tra il 2024 e il 2025, hanno fatto emergere anomalie legate a sinistri avvenuti tra Canosa, San Ferdinando e altri comuni della Bat, spesso con veicoli stranieri, soprattutto romeni e bulgari, che secondo gli accertamenti non sarebbero mai stati nei luoghi indicati.

Contestati reati come falso, corruzione, frode processuale e depistaggio. Tra gli elementi chiave dell’inchiesta, anche presunti certificati medici “seriali” e pagamenti fino a 150 euro per ottenere documentazione utile alle richieste di risarcimento.

Falsi incidenti per truffare le assicurazioni in Puglia: 6 arresti e 26 denunce. Tra loro carabinieri, medici e avvocati

Avrebbero attestato falsi incidenti stradali ognuno in base al ruolo ricoperto. Perché tra chi avrebbe permesso di truffare le compagnie assicurative, per oltre 100mila euro, ci sono due carabinieri, due medici e due avvocati.

È quanto scoperto dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Andria che hanno portato all’arresto di sei persone, di cui 5 in carcere e uno ai domiciliari (si tratta di uno dei camici bianchi coinvolti), e alla denuncia di altre 26 che a vario titolo rispondono di falso ideologico in concorso, aggravato perché commesso da più persone, frode e depistaggio in processo penale, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio e falsità ideologica in certificati commessa da persona esercente un servizio di pubblica necessità.

Sono 12 i falsi incidenti stradali accertati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Trani mentre altri 20 sono al vaglio degli inquirenti perché dal controllo di denunce e documentazioni presentati emergerebbero delle incongruenze. Gli indagati, per gli investigatori, avrebbero messo in piedi “un sistema di falsificazione di sinistri stradali” utile alla creazione di “pratiche assicurative artificiose e al conseguimento di indebiti indennizzi”, si legge in una nota in cui si spiega che gli accertamenti si sono concentrati nel periodo compreso tra ottobre 2024 e il marzo successivo quando sarebbero stati predisposti “atti di polizia giudiziaria e documentazione sanitaria” che avrebbero attestato incidenti stradali che, secondo la ricostruzione investigativa, non sarebbero mai avvenuti o sarebbero stati descritti “in modo non corrispondente al vero”.

In più casi, gli incidenti avrebbero coinvolto persone legate tra loro da vincoli di parentela o da relazioni di coppia e cittadini stranieri, specie di origini rumene, come controparti: nella gran parte dei casi si tratta di conducenti di mezzi immatricolati per lo più in Romania e Bulgaria. Degli indagati, gli avvocati avrebbero curato le pratiche risarcitorie sulla base di “certificazioni sanitarie, prognosi e attestazioni di invalidità non correlate a effettive condizioni cliniche, ma funzionali alla presentazione delle richieste di risarcimento” rilasciate dai medici coinvolti. I carabinieri indagati invece, avrebbero invece fornito “false annotazioni di servizio” con cui sarebbero stati attribuiti “attendibilità e credibilità ai falsi incidenti”.

Come accaduto in due incidenti in realtà mai accaduti a Canosa di Puglia. Il primo risale al 30 gennaio 2023 quando le due persone coinvolte erano in Romania ma contemporaneamente risultavano nel Pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola (Foggia) per poi sottoscrivere il modulo di constatazione amichevole con la controparte. Il secondo, risale al 16 ottobre 2023 con uno dei veicoli coinvolti con targa rumena che era all’estero e non in Puglia. In altri degli episodi contestati dall’accusa, è emerso che dall’analisi dei report di traffico telefonico dei cellulari degli indagati e dei tracciati Gps dei veicoli coinvolti, risultavano essere in luoghi completamente diversi, da quello dove falsamente attestato l’incidente.

Assalti ai bancomat, maxi blitz dei Carabinieri all’alba: smantellata banda tra Foggiano e Bat

Maxi operazione dei Carabinieri all’alba di oggi, 28 maggio, tra San Severo, Cerignola e Trinitapoli, dove sono stati arrestati i componenti di una banda specializzata negli assalti agli sportelli ATM di banche e uffici postali nel Teramano.

L’intervento, coordinato dalla Compagnia Carabinieri di Alba Adriatica con il supporto di numerosi reparti territoriali e specializzati, arriva al termine di una complessa attività investigativa avviata dopo due tentativi di furto ai bancomat di Colonnella e Martinsicuro.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Teramo e condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Alba Adriatica insieme ai militari della Stazione di Martinsicuro, hanno consentito di ricostruire l’attività del gruppo criminale e di ottenere le misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Teramo.

Secondo gli investigatori, la banda operava con tecniche consolidate, utilizzando veicoli rubati, sopralluoghi preventivi e ordigni artigianali per tentare di far esplodere gli sportelli automatici. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa prevista in tarda mattinata al Comando provinciale dei Carabinieri di Teramo.