Tragedia in Puglia, coniugi campani morti sulla provinciale 17. Arrestato 41enne: è risultato positivo a droga e alcol

È stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale il 41enne di San Pietro Vernotico, alla guida della Mercedes Classe A coinvolta nel grave incidente avvenuto la scorsa notte sulla Provinciale 17, tra Salice Salentino e Veglie.

Nel violento schianto hanno perso la vita i coniugi Dario Serra, 51 anni, e Giovanna Serpi, 47 anni, entrambi originari di Nocera Superiore, in provincia di Salerno. Il 41enne è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice rosso al Dea del Vito Fazzi di Lecce, dove si trova tuttora piantonato nel reparto di Chirurgia.

Sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici, l’uomo è risultato positivo a cannabinoidi e cocaina e sarebbe stato anche sotto l’effetto dell’alcol al momento dell’incidente.

Pulito da 20 mesi, Matteo: “Ero uno zombie in attesa di morire. Mi hanno salvato la vita”

“Ero diventato uno zombie, vivevo le mie giornate aspettando soltanto di morire”. Questo è il racconto di Matteo, una nostra vecchia conoscenza, che oggi può dire di essere pulito da due anni e di aver ritrovato una vita che sembrava ormai perduta. Alle sue spalle c’è un periodo difficile, segnato dalla dipendenza e da una condizione che lo aveva progressivamente allontanato da se stesso, dagli affetti e dalla quotidianità.

Poi l’incontro con chi ha saputo tendergli una mano e accompagnarlo fuori da quel tunnel. Un percorso lungo e tutt’altro che semplice, fatto di difficoltà, cadute da affrontare e soprattutto della necessità di ricominciare. «Mi hanno salvato la vita», dice Matteo parlando delle persone che lo hanno aiutato nel suo percorso. Oggi, a due anni dall’ultimo passo verso la dipendenza, guarda alla sua storia con occhi diversi. La sua testimonianza è quella di chi ha conosciuto il fondo e, con l’aiuto giusto, è riuscito a risalire.

Bari, controlli dei Carabinieri nei locali e sulle strade: 130 multe, droga e veicoli sequestrati. Il report

Controlli intensificati nelle ultime settimane da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, impegnati nel contrasto all’illegalità e nella sicurezza stradale, nei luoghi frequentati dai giovani e nelle attività commerciali.

Sul fronte della viabilità sono stati controllati oltre 2mila veicoli e più di 4mila persone, con oltre 130 sanzioni per violazioni del Codice della Strada. Tra le principali contestazioni, guida in stato di ebbrezza, uso del cellulare alla guida, mancato utilizzo delle cinture e velocità eccessiva. Alcuni veicoli sono stati sequestrati.

Con Nas e Nil sono stati inoltre ispezionati più di 100 esercizi pubblici e diverse aziende, rilevando irregolarità igienico-sanitarie e in materia di tutela dei lavoratori.

Particolare attenzione anche al contrasto allo spaccio: oltre 50 persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di stupefacenti e sono stati sequestrati più di 3 chili tra cocaina, hashish e marijuana. Le centrali operative del 112 hanno infine gestito oltre 2mila chiamate, con l’intervento delle pattuglie su tutto il territorio provinciale.

Droga ai ragazzi, dall’arresto all’obbligo di firma a giorni alterni: alla pusher non piace il video

A Molfetta la polizia locale ha arrestato nei giorni scorsi una 20enne, accusata di aver ceduto sostanze stupefacenti a due minorenni di 16 anni. La giovane sarebbe stata sorpresa in piazza Garibaldi mentre vendeva hashish ai due ragazzi in cambio di 10 euro.

Alla vista degli agenti avrebbe tentato di fuggire, ma è stata bloccata dopo essere entrata in uno stabile. Durante il controllo sarebbe stata trovata in possesso di ulteriori dosi di hashish e di denaro.

La 20enne incensurata è stata arrestata e, dopo la convalida del fermo, la misura adottata è stata quella dell’obbligo di firma a giorni alterni. Durante la registrazione del servizio, l’abbiamo incontrata.

Molfetta, sorpresa a vendere droga a due ragazzini di 16 anni: arrestata 21enne dopo fuga

A Molfetta la polizia locale ha arrestato una 21enne, accusata di aver ceduto sostanze stupefacenti a due minorenni di 16 anni. La giovane sarebbe stata sorpresa in piazza Garibaldi mentre vendeva hashish ai due ragazzi in cambio di 10 euro.

Alla vista degli agenti avrebbe tentato di fuggire, ma è stata bloccata dopo essere entrata in uno stabile. Durante il controllo sarebbe stata trovata in possesso di ulteriori dosi di hashish e di denaro.

Gli agenti hanno sequestrato complessivamente 3,231 grammi di droga, ritenuta destinata a un uso non esclusivamente personale. La 21enne è stata arrestata e, dopo la convalida del fermo, è stata posta ai domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Choc a Capurso, a 10 anni utilizzato come corriere della droga: arrestati il padre e un 19enne

Un minorenne di appena 10 anni sarebbe stato utilizzato dal padre per la consegna di un ingente quantitativo di droga. È quanto emerso da un’operazione dei carabinieri della Compagnia di Triggiano, che hanno arrestato un 40enne residente a Triggiano e domiciliato a Capurso e un 19enne barese, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scattata lunedì, quando i militari, impegnati in un servizio di contrasto al traffico di droga, hanno notato una vettura sospetta con a bordo i due uomini. Il 40enne, alla guida di una Fiat Panda, sarebbe stato seguito fino al momento della consegna di un pacco al 19enne, nei pressi del quartiere San Paolo di Bari.

Il giovane è stato quindi fermato e trovato in possesso di un pacco contenente quasi 5 chili di hashish, suddivisi in 49 panetti: 39 con una specifica dicitura e 10 con un’altra. La droga, secondo le stime degli investigatori, avrebbe avuto un valore complessivo di circa 895 euro. Il 40enne e il 19enne sono stati arrestati e trasferiti in carcere, assistiti dai rispettivi legali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il padre avrebbe utilizzato il figlio minorenne per la consegna della sostanza. Il bambino, di appena 10 anni, sarebbe stato coinvolto nella fase dello scambio, circostanza che ha ulteriormente aggravato la posizione dell’uomo.

Porta la droga al concerto, tenta la fuga e picchia due uomini della sicurezza: 26enne di Fasano arrestato a Lecce

Un 26enne residente a Fasano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti, è stato arrestato dalla Polizia alla periferia di Lecce durante un concerto estivo.

A segnalare il giovane sono stati gli addetti alla sicurezza dell’evento, dopo averlo visto occultare un involucro nei pantaloni e tentare di disfarsene nell’area dei servizi igienici.

Scoperto, il 26enne ha cercato di fuggire aggredendo la security: un operatore è stato colpito con un pugno al volto, mentre un secondo ha riportato lesioni al torace e alla mano sinistra. Gli agenti hanno sequestrato 13,9 grammi di cocaina e 5,4 grammi di ketamina. Il giovane è stato arrestato e posto ai domiciliari.

Droga dalla Grecia alla Puglia, minivan fermato a Brindisi grazie al fiuto del cane Kyr: arrestati due tedeschi

Un minivan proveniente dalla Grecia e diretto in Puglia è stato fermato a Brindisi dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Grazie al fiuto del cane antidroga Kyr, all’interno del mezzo sono state scoperte diverse centinaia di dosi di sostanze stupefacenti, tra cui ketamina, amfetamine, LSD, ecstasy e wax, una resina ad alta concentrazione di THC.

Alla guida del minivan c’erano due cittadini tedeschi, arrestati con l’accusa di traffico e detenzione di droga ai fini di spaccio. Sequestrati anche due smartphone e oltre 5mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

I due sono stati arrestati in base all’articolo 73 del Testo Unico sugli stupefacenti, che prevede pene fino a 20 anni di reclusione.

Trani, in autostrada con oltre 50 chili di droga nascosti nell’auto: arrestato. Due botole sotto i sedili anteriori

Oltre 50 chili di droga erano nascosti in due botole ricavate sotto la tappezzeria dei sedili anteriori di un’auto. La scoperta è stata effettuata dalla Polizia Stradale durante un controllo sull’autostrada A14.

Gli agenti della sottosezione di Trani hanno fermato il veicolo dopo aver notato una condotta di guida anomala. Il nervosismo del conducente e il forte odore proveniente dall’abitacolo hanno fatto scattare ulteriori accertamenti.

Nel corso della perquisizione, sono stati trovati 900 panetti di hashish, per circa 45 chili, e cinque panetti di cocaina, per oltre 5,4 chili. Il conducente è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e trasferito in carcere.

Faida per lo spaccio a Bari, due arresti per le sparatorie a Carrassi e Libertà. Incastrati da telecamere e intercettazioni

In data 23 luglio 2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari dinanzi a quest’Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di due persone, in relazione alle ipotesi di reato di lesioni personali e porto in luogo pubblico di arma da sparo tutti aggravati dal metodo mafios. La misura è stata eseguita in data odierna dal personale della Polizia di Stato.

In estrema sintesi, e nel rispetto del segreto investigativo, l’ipotesi posta a fondamento del provvedimento riguarda gli esiti delle indagini intraprese a seguito di due distinti agguati armati, avvenuti in data 09 e 14 aprile scorsi, in cui due diversi soggetti furono attinti da colpi di pistola riportando ferite alle gambe. I due eventi, sin dal principio, furono considerati collegati tra loro in ragione dell’appartenenza delle vittime al medesimo gruppo criminale, Strisciuglio, nonché per le modalità con cui gli agguati erano avvenuti ovvero in entrambi i casi due persone giunte a bordo di uno scooter.

Le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento di questa Direzione Distrettuale Antimafia hanno permesso di ricostruire i due episodi e di raccogliere elementi di prova a carico degli indagati. A tale proposito di fondamentale importanza sono risultati i filmati delle telecamere di video sorveglianza sia pubbliche che private nonché le intercettazioni attivate subito dopo gli eventi.

Proprio le investigazioni hanno consentito di appurare che entrambi gli agguati si inserivano in uno scenario più complesso determinato da una serie di tensioni esistenti tra il clan degli Strisciuglio del quartiere Libertà e quello del San Paolo legate alla gestione delle piazze di spaccio, in particolare della zona di Carrassi.