Controlli antidroga tra Gioia, Acquaviva e Casamassima: 6 segnalazioni. Patenti sospese e 6mila euro di multe

Nel corso dei giorni scorsi in Gioia del Colle (BA), Acquaviva delle Fonti (BA) e Casamassima (BA), è stato svolto un mirato servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio e la persona, con particolare attenzione verso quelli predatori e rafforzamento vigilanza circolazione stradale.

In tale contesto i militari della Compagnia di Gioia del Colle hanno elevato 13 contravvenzioni al codice della strada, con conseguente ritiro/sospensione della patente di guida e sequestro amministrativo del veicolo nei previsti casi.

Nel settore degli stupefacenti sono state ulteriormente segnalate amministrativamente 6 persone ex art. 75 D.P.R. 309/90, trovate in possesso di sostanza stupefacente tipo hashish, marijuana e cocaina per un peso complessivo di gr. 13 (tredici).

Inoltre sono state identificate oltre 140 persone a bordo di circa 100 veicoli ed elevate sanzioni per un totale di oltre 6.000,00 (seimila euro). Oltre 50 i militari impiegati anche a bordo della Stazione Mobile. Medesimi servizi continueranno nei prossimi giorni.

Faida per il controllo della droga a Canosa, 8 condanne e un’assoluzione. Tre per tentato omicidio – NOMI

Il gup del Tribunale di Trani ha condannato otto imputati e assolto una persona nel processo nato dall’inchiesta “San Sabino”, che nel luglio 2025 portò all’arresto di 11 persone ritenute appartenenti a due gruppi criminali rivali in lotta per il controllo dello spaccio di droga a Canosa di Puglia.

Le condanne più pesanti sono state inflitte ad Andrea Sorrenti (12 anni e 6 mesi), Andrea Tarantino (10 anni) e Luca D’Agrezia (8 anni), ritenuti responsabili, tra l’altro, di tentato omicidio, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Secondo le indagini dei carabinieri, i tre avrebbero pianificato un omicidio poi sventato dall’intervento delle forze dell’ordine.

Condanne comprese tra 15 e 32 mesi sono state inoltre emesse nei confronti di Francesco Lorusso, Michael Petroni, Danial Luchkov Slavchev, Donato Petroni e Angela Murante per episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

Michele Lorusso è stato invece assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. I difensori di Francesco Lorusso hanno annunciato ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Minaccia di morte la compagna e tenta di sfondare la porta: arrestato 36enne nel Tarantino

I carabinieri di Ginosa hanno arrestato un 36enne di origine romena, residente nel comune jonico, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna, una donna di 52 anni.

L’intervento è scattato dopo la richiesta di aiuto della vittima. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe minacciato di morte la convivente, tentando poi di entrare con la forza nell’abitazione e colpendo ripetutamente la porta d’ingresso con calci e pugni.

La donna ha raccontato di essere stata aggredita anche nelle ore precedenti e di aver già subito episodi di violenza in passato. Sul 36enne gravava già un provvedimento di ammonimento del questore.

Nel corso della perquisizione personale, i carabinieri hanno inoltre trovato nella tasca dei pantaloni dell’uomo circa un grammo di sostanza stupefacente, ritenuta cocaina. La droga è stata sequestrata amministrativamente e il 36enne è stato segnalato alla Prefettura di Taranto come assuntore.

Spaccio a Bari, droga smistata tra stazione e locali della movida: arrestato 20enne. Emesso un Daspo urbano

Prosegue la stretta delle forze dell’ordine contro lo spaccio di sostanze stupefacenti a Bari, con due distinti interventi che confermano l’attenzione rivolta ai luoghi di maggiore aggregazione, dai parchi cittadini ai locali della movida.

Nel primo caso, un ventenne è stato arrestato dalla Polizia Locale al termine di un servizio di controllo nella zona della stazione centrale, tra via Capruzzi, largo Sorrentino e Parco Rossani. Gli agenti, dopo un’attività di osservazione, lo hanno sorpreso mentre cedeva droga a due acquirenti.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 140 grammi tra hashish e cocaina, già suddivisi in dosi e pronti per la vendita, un coltello di cui è vietato il porto, 340 bustine in cellophane utilizzate per il confezionamento dello stupefacente e un veicolo, ritenuto dagli investigatori un deposito temporaneo della droga, sottoposto a sequestro giudiziario.

L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha condannato il giovane a due anni e quattro mesi di reclusione. I due acquirenti sono stati invece segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

Parallelamente, nell’ambito del rafforzamento delle attività di prevenzione contro lo spaccio nei luoghi della movida, il questore di Bari Annino Gargano ha disposto un Divieto di Accesso alle Aree Urbane (DACUR) della durata di due anni nei confronti di un altro giovane, arrestato in flagranza dopo essere stato sorpreso mentre cedeva droga tra i tavolini di un bar.

Il provvedimento gli vieta di frequentare, sostare o transitare nelle immediate vicinanze del locale in cui è avvenuto lo spaccio e degli esercizi pubblici limitrofi durante le ore serali e notturne. L’eventuale violazione del DACUR costituisce reato ed è punita con sanzioni penali.

L’assessora alla Vivibilità urbana del Comune di Bari, Carla Palone, ha sottolineato come il controllo del territorio e la tutela di parchi e luoghi di aggregazione rappresentino un impegno costante della Polizia Locale per garantire sicurezza e piena fruibilità degli spazi pubblici. Nelle prossime settimane sono previsti ulteriori servizi mirati nelle aree verdi cittadine, in coordinamento con le altre forze di polizia, mentre la Questura conferma il massimo impegno nel contrasto allo spaccio e nella tutela della sicurezza urbana.

Bari, in auto nasconde 13 chili di cocaina: arrestato 50enne a San Giorgio. La droga valeva un milione di euro

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di un pregiudicato 50enne, originario del materano, ma residente al nord Italia, in quanto trovato in possesso di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente a bordo dell’auto sulla quale viaggiava.

In dettaglio, personale della sezione Antidroga della Squadra Mobile di Bari, nel corso dei quotidiani servizi di pattugliamento disposti dal Questore finalizzati al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre transitava sulla litoranea sud di Bari, precisamente nel quartiere “San Giorgio”, sottoponeva a controllo di polizia un’autovettura considerata sospetta in ragione delle manovre diversive che aveva accennato alla vista dei poliziotti.

Il successivo controllo dell’auto consentiva di rilevare la presenza di un doppiofondo, ben occultato al di sotto dei sedili posteriori e protetto da una piastra metallica dello spessore di circa un centimetro.

Una volta scardinato il meccanismo di apertura, all’interno del vano, venivano rinvenuti undici panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina, una busta sottovuoto contenente ulteriore cocaina ed un panetto di sostanza stupefacente del tipo eroina.

Complessivamente, venivano sottoposti a sequestro 13,387 chili di cocaina e 100 grammi di eroina; si precisa, al riguardo, che la cocaina, ove immessa effettivamente in commercio, avrebbe avuto un valore di circa un milione di euro.

Droga nascosta in campagna e linguaggio in codice per clienti, 5 arresti a Putignano: tra loro due donne – NOMI

La droga veniva nascosta in barattoli di vetro occultati nei muretti a secco e recuperata solo al momento della consegna ai clienti. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Putignano, che al termine di un’indagine durata due anni hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di un gruppo ritenuto responsabile di un fiorente traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Secondo gli investigatori, a dirigere l’organizzazione sarebbe stato Emanuele Carrassi, che avrebbe continuato a impartire ordini anche dal carcere utilizzando uno smartphone. A gestire l’attività sul territorio sarebbero state la moglie Maria Mastrangelo e Luana Romanazzi, entrambe finite agli arresti domiciliari insieme a Giuseppe Rotolo e Alessio Schettini. A riportarlo è la Repubblica.

Per un 24enne è stato invece disposto l’obbligo di firma. Il giudice delle indagini preliminari Alfredo Ferraro non ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dal pm nei confronti del 25enne di Putignano, Matteo Carrassi, coinvolto nell’inchiesta. Il gip ha rigettato l’ordine di cattura a carico del Matteo Carrassi , assistito dall’avvocato Aurelio Gironta, al quale non è stato notificato alcun provvedimento cautelare. Il giovane è in stato di libertà.

Le indagini hanno ricostruito numerosi episodi di spaccio: gli acquirenti contattavano gli spacciatori tramite numeri dedicati utilizzando un linguaggio in codice, mentre le dosi, già confezionate, venivano recuperate nelle campagne e consegnate rapidamente. I clienti arrivavano da tutta la provincia di Bari e, in alcuni casi, anche dalla Basilicata.

Carrassi, già arrestato nel 2023 nell’ambito dell’inchiesta “Partenone” della Direzione distrettuale antimafia, è ritenuto dagli investigatori uno dei referenti dei clan baresi nell’area di Putignano e avrebbe continuato a gestire il traffico di stupefacenti nonostante la detenzione.

Droga nascosta in campagna, 6 misure cautelari nel Barese: linguaggio in codice per incontri e nascondigli

Sei persone sono state raggiunte da un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Bari nell’ambito di un’inchiesta per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento, eseguito lo scorso 30 giugno dai carabinieri di Putignano con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia” e del Nucleo Cinofili di Modugno, riguarda un presunto traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Secondo gli investigatori, gli indagati utilizzavano un linguaggio in codice per organizzare gli incontri con gli acquirenti e indicare i nascondigli della droga, spesso occultata in muretti a secco o all’interno di barattoli nelle campagne. Tra i coinvolti figura anche un uomo che si trovava già detenuto in carcere, dal quale avrebbe continuato a partecipare alle attività illecite.

Bari, slot e scommesse per riciclare il denaro dei clan di estorsioni e droga: come funzionava e il ruolo di Snidar

Un sistema di riciclaggio fondato su sale slot, videolottery e ticket vincenti avrebbe consentito ai clan baresi di ripulire ingenti somme di denaro provenienti da traffico di droga ed estorsioni. È quanto emerge dalla maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Guardia di Finanza, che ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari e al sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro.

Al centro dell’indagine c’è Alessandro Snidar, 50 anni, ritenuto dagli investigatori il punto di riferimento di un’organizzazione che avrebbe messo a disposizione della criminalità organizzata una rete di sale gioco utilizzate come “lavatrici” di denaro. Secondo un collaboratore di giustizia, Snidar “dava da mangiare a tutti i clan di Bari”, mentre per gli inquirenti la mafia barese sarebbe ormai passata da un ruolo di infiltrazione a uno di piena integrazione nell’economia locale.

L’indagine ha ricostruito un sistema basato sulla compravendita di ticket vincenti: i premi venivano intestati a prestanome incensurati o in difficoltà economica, ai quali spettava una percentuale della vincita, mentre le sale trattenevano una quota del premio. In otto anni sarebbero stati riscossi oltre 62mila ticket da circa 5.800 persone, per un valore complessivo di 96 milioni di euro.

Tra gli arrestati figurano Alessandro Snidar, alcuni familiari e collaboratori, mentre altre persone sono finite ai domiciliari o hanno ricevuto il divieto di esercitare attività imprenditoriali. I sequestri hanno interessato sei aziende, tredici sale slot e numerosi immobili tra Bari e provincia.

Nell’inchiesta compare anche il titolare del bar Viola di corso Sonnino, posto ai domiciliari con l’accusa di riciclaggio. Secondo la Procura avrebbe contribuito a occultare la provenienza delle vincite di Snidar, consentendo il pagamento dei suoi debiti tramite terzi e intestando premi a persone diverse dal reale vincitore. L’uomo respinge le accuse e si difenderà nelle sedi opportune.

Cocaina nascosta nei dolci di pasta di mandorla: arrestata una 37enne durante un colloquio in carcere

Una donna di 37 anni di Copertino è stata arrestata dopo aver tentato di introdurre cocaina nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, nascondendola all’interno di dolcetti di pasta di mandorla destinati al marito detenuto.

Durante i controlli di routine, gli agenti della polizia penitenziaria hanno scoperto 15 involucri di droga, per un totale di oltre 19 grammi di cocaina, occultati nei dolci.

Secondo gli investigatori, la sostanza, già suddivisa in dosi, sarebbe stata destinata allo spaccio all’interno dell’istituto penitenziario. Il marito della donna, detenuto dallo scorso maggio per reati legati agli stupefacenti, era già stato arrestato dopo il ritrovamento nella sua abitazione di droga e mezzo chilo di esplosivo.

Davanti al gip, la 37enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee ammettendo le proprie responsabilità. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo però gli arresti domiciliari in considerazione della difficile situazione familiare della donna, già coinvolta in passato in un’altra vicenda di spaccio.

Traffico internazionale di droga, blitz della Dia: 23 arresti tra Bari, Lecce, Brindisi e Matera

Blitz della Direzione investigativa antimafia tra le province di Lecce, Brindisi, Bari e Matera. Su disposizione del Tribunale di Lecce sono state eseguite 23 misure cautelari, di cui due agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione “Whisper”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Secondo gli inquirenti, gli indagati farebbero parte di due organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti, con canali di approvvigionamento in Calabria e Albania. Nel corso delle indagini, svolte tra il 2022 e il 2025, sono stati sequestrati circa 58 chilogrammi di droga.