Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari di Bari dopo la pubblicazione dell’ultima graduatoria. Questa volta parliamo di una delle abitazioni più ambite di tutti, in pieno centro, nel quartiere Madonnella, e a pochi passi dal lungomare. Siamo venuti a conoscenza di una storia destinata a creare clamore.
Continue readingAcquaviva, aggressioni al Miulli. Infermieri minacciati e picchiati dalla figlia di una paziente: scatta la denuncia
Attimi di panico e tensione ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva dove due infermieri, di 29 e 34 anni, sono stati aggrediti dalla figlia di una paziente.
La donna è arrivata in ospedale in condizioni non preoccupanti, la figlia ha però iniziato ad alzare la voce e a minacciare un’infermiera. Poi ha rifilato uno schiaffo al collega, intervenuto per calmarla, prima di lasciare la madre sul posto e fuggire a bordo di un’auto.
L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri. Tre giorni di prognosi per l’infermiere colpito, solo uno per l’infermiera.
Tradisce il marito e si separano, la casa di sua proprietà va al coniuge: la figlia sceglie di vivere con il papà
Tradisce il marito, è costretta a lasciare la casa coniugale (di sua proprietà) e a versare un mantenimento di 100 euro al mese per la figlia studentessa, nonostante sia disoccupata. E dovrà pagare anche le spese processuali.
La vicenda a Brindisi, la sentenza è arrivata lo scorso 10 febbraio dopo una battaglia legale di 4 anni. La donna è stata ritenuta la colpevole della fine del matrimonio per “infedeltà” e “violenza morale”.
Proprio la testimonianza della figlia, che ha scelto di vivere con il padre, è stata decisiva per le sorti del processo che ha ribaltato il “solito copione”.
Bari, picchia la figlia perché va male a scuola: papà 44enne a processo. Schiaffi, mani al collo e testa nell’acqua
Durante discussioni e litigi avrebbe anche rotto piatti e mobili, oltre ad aver staccato il termosifone dalla parete. L’avrebbe anche mortificata con frasi come “Magari muori” o “sei una disgrazia”
Continue readingTrani, connessione Internet tolta ma non solo: 13enne picchiata con calci e pugni. I genitori finiscono a processo
La 13enne che ha denunciato per maltrattamenti i genitori, dopo che suo padre le ha disattivato la connessione a internet sul cellulare, sarebbe stata anche picchiata con calci e pugni che le hanno provocato lividi ed escoriazioni.
E’ quanto emerge dalle indagini della Procura di Trani che – a quanto apprende l’ANSA – ha chiesto il rinvio a giudizio dei genitori della ragazzina per maltrattamenti aggravati in danno di minore, in concorso. La decisione del padre di togliere la connessione dati al cellulare della 13enne dopo un’accesa discussione sarebbe quindi solo una delle condotte vessatorie descritte dal pubblico ministero nel capo di imputazione.
Gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria, che si è avvalsa anche di intercettazioni ambientali e telefoniche, avrebbero individuato abituali maltrattamenti ai danni della ragazzina che vivrebbe in un contesto famigliare alquanto complesso.
La 13enne, ascoltata anche a scuola con un supporto psicologico, avrebbe riferito quanto vissuto tra le pareti domestiche. Da qui gli approfondimenti, anche con un incidente probatorio, e la decisione della Procura di chiedere il rinvio a giudizio dei genitori.
Bari, picchia la moglie e rompe il naso alla figlia di 4 anni: padre allontanato da casa per 9 mesi
Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto nei confronti di un uomo extracomunitario, da tempo in Italia, un provvedimento cautelare che dispone l’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla madre e alla bambina e ai luoghi da loro frequentati per la durata di 9 mesi al momento. L’uomo infatti avrebbe picchiato e maltrattato per anni la moglie e poi anche la figlia di 4 anni, fino a farle finire in ospedale a fine novembre. Per lui è scattata anche un’inchiesta penale per maltrattamenti in famiglia. Tutto è partito da una segnalazione trasmessa dal Policlinico il 21 novembre scorso quando le due arrivarono al Pronto Soccorso dell’ospedale con evidenti segni di violenza fisica.
Infezione ospedaliera, Andrea il bimbo nato due volte: “Ha rischiato di morire. Non accada mai più”
Una storia che intreccia la buona sanità alla malasanità. Protagonista è Andrea, bimbo di un mese vivo per miracolo dopo aver rischiato di morire. A raccontarcela è la nonna del piccolo. La storia ha avuto luogo nell’ospedale Pediatrico di Bari.
Continue readingUccide la figlia di 3 mesi, 36enne di Altamura condannato a 29 anni: “Non è affetto dalla sindrome di Munchausen”
Giuseppe Difonzo, il 36enne condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Bari a 29 anni di carcere per aver soffocato la bambina di tre mesi, non era affetto dalla sindrome di Munchausen, il disturbo psicologico per cui le persone affette fanno del male ad altri per attirare l’attenzione su di sé. Questo è quanto si legge nelle motivazioni depositate della sentenza dai giudici. Secondo le indagini avrebbe soffocato la figlia durante un ricovero in ospedale. Il 3 dicembre è fissata la scadenza per presentare ricorso in Cassazione.
Omicidio a Leporano, il racconto choc del killer: “Mamma era un vampiro e mi faceva mangiare i resti di papà”
Non ci sono solo le tensioni economiche tra mamma e figlio dietro al macabro delitto di Leporano, c’è molto di più. Salvatore Dettori, il 46enne reo confesso dell’omicidio della madre, la 73enne Silvana Rocca, ha svelato altri raccapriccianti retroscena del delitto dopo aver già raccontato di aver accoltellato la donna e di averle estratto il cuore a mani nude. L’uomo era ossessionato dai vampiri, chiamati mangiacarne.
Continue readingBari, Corte d’Appello ribalta sentenza del Tribunale: restituita la villa da 300mila euro alla figlia del boss Di Cosimo
La villa dal valore di 300mila euro, situata a Torre a Mare e confiscata lo scorso giugno dal Tribunale di Bari, è stata restituita dalla quarta sezione penale della Corte d’appello di Bari alla figlia del 69enne pluripregiudicato barese Giuseppe Di Cosimo, ritenuto al comando del clan Di Cosimo nel quartiere Madonnella di Bari. La villa era stata lasciata tramite testamento da Savino Lastella, ex braccio destro di Di Cosimo morto nel 2013, perché molto legato a lei. È stato accolto il ricorso dei legali dopo la sentenza del Tribunale di Bari: secondo la prima tesi l’intestazione della villa era fittizia, la struttura era stata comprata direttamente da Di Cosimo e il testamento era solo un modo per far ritornare l’immobile nella disponibilità del 69enne.
Secondo i giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello però “non può ritenersi provato che il denaro per l’acquisto della villa di Torre a Mare sia stato fornito da Di Cosimo, che non ha alcuna valenza lo stretto legame di fiducia tra lui e Lastella e che è possibile che Lastella abbia deciso di lasciare in eredità la sua villetta alla figlia di Di Cosimo perché le era affezionato”.







