Carolina maltrattata dal compagno, Max non molla. Luciano è ostinato: “Mamma torna a casa da me” (2)

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.

I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna ha ammesso tutto in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Siamo poi tornati da loro, questa volta presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo. Ecco la seconda parte dell’incontro.

Carolina maltrattata dal compagno, Luciano riabbraccia la mamma: il faccia a faccia con Max (1)

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri e dei maltrattamenti subiti da Carolina. Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo.

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Carolina maltrattata dal compagno, il figlio Luciano corre a Bari: “Mamma deve tornare a casa”

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.

I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna ha ammesso tutto in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Siamo poi tornati da loro, questa volta presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. La situazione però resta molto complessa. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Bari-Pisa, pestato davanti al figlio in lacrime: il papà non denuncia. All’origine un regolamento di conti personale

Ci potrebbe essere un regolamento di conti personale all’origine della violenta aggressione avvenuta allo stadio San Nicola durante Bari-Pisa e la successiva contestazione dei tifosi contro la dirigenza biancorossa.

Le immagini del papà pestato davanti al figlio in lacrime ha fatto il giro dell’Italia. L’uomo, secondo le prime indiscrezione, sembrerebbe deciso a non denunciare l’accaduto. La Polizia però ha avviato un’indagine e ha già identificato uno degli aggressori, a breve potrebbe arrivare un provvedimento.

La famiglia aggredita invece all’interno dello stadio, in Curva Nord, come raccontato ai nostri microfoni sembra decisa invece a denunciare.

Maltrattata e umiliata dal compagno, il figlio di Carolina: “Mamma è in pericolo ci vediamo a Bari”

Il primo servizio su Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e sui maltrattamenti subiti da Carolina ha creato parecchio scalpore.

La donna aveva ammesso tutto e la sua reazione era stata per noi scioccante. Siamo poi tornati da loro, questa volta presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Abbiamo parlato al telefono con il figlio di Carolina, disposto a recarsi a Bari pur di salvare sua madre. La situazione però resta molto complessa. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Bari-Pisa, papà pestato davanti al figlio. Leccese: “Un aggressore è stato identificato”. Poi l’appello ai tifosi

“Sono sconcertato dalla brutalità dell’aggressione perpetrata ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. Niente può giustificare la violenza, mai, a maggior ragione in contesti di aggregazione e sport. Questi bruti, capaci di accanirsi con violenza e totale sprezzo di ogni regola del vivere civile contro un uomo solo, per giunta in compagnia di un bambino, sono nient’altro che ignobili”.

Inizia così il messaggio di condanna del sindaco Vito Leccese per l’aggressione violenta ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. “Per me questo non è tifo, e non può trovare alcuno spazio nella nostra comunità – aggiunge il primo cittadino -. Sono episodi da condannare con forza, lo dico anche a chi frequenta lo stadio e che magari ha assistito a questa barbarie: dobbiamo isolare i facinorosi, denunciando i responsabili di qualsiasi gesto violento”.

+++ IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

“Vanno allontanati anche dal tifo organizzato. Uno di loro è già stato identificato, mi auguro che le Forze dell’ordine possano rintracciare al più presto anche gli altri – conclude -. Alla vittima dell’aggressione e a suo figlio giunga l’abbraccio mio personale e della città di Bari, composta per la quasi totalità di persone da gente per bene”.

Bari-Pisa, papà pestato davanti al figlio. Melchiorre: “Scena brutale e inaccettabile. Serve una risposta ferma”

“Quanto accaduto a Bari all’esterno dello stadio San Nicola è inaccettabile, disumano, vile: il pestaggio di un tifoso davanti agli occhi del proprio figlio è un episodio che va oltre ogni logica sportiva, oltre ogni forma di rivalità, oltre ogni giustificazione. È stata una scena brutale, codarda, che colpisce non solo chi l’ha subita, ma tutti noi, come società, come comunità, come esseri umani”.

Inizia così lo sfogo social del senatore barese Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) in merito a quanto accaduto ieri pomeriggio allo stadio san Nicola di Bari. L’aggressione ai danni di un uomo, davanti a suo figlio, è diventata virale sul web e ha creato scalpore.

+++ IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

“È una ferita profonda alla coscienza civile del nostro Paese. Non possiamo più tollerare che la violenza detti legge, né voltare lo sguardo davanti a tanta barbarie – aggiunge -. Nessuna passione sportiva, nessun tifo, nessuna rivalità può mai giustificare la violenza, soprattutto quando si abbatte su un padre indifeso, sotto lo sguardo attonito e traumatizzato di un bambino. Serve una risposta ferma. Serve giustizia. Serve responsabilità da parte di tutti”.

“In qualità di componente del Comitato che si occupa di infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e legami tra criminalità organizzata e società sportive in seno alla Commissione parlamentare antimafia, chiedo con forza che le istituzioni e le forze dell’ordine intervengano con fermezza: chi semina terrore va assicurato alla giustizia, senza sconti e senza esitazioni – conclude Melchiorre -. Gli stadi devono tornare a essere luoghi di sport e famiglia, non teatri di violenza e paura. Servono controlli più rigorosi, pene certe e una risposta immediata, contro ogni forma di delinquenza travestita da tifo. Se tolleriamo il silenzio, diventiamo complici”.

Bari-Pisa, follia al San Nicola: uomo pestato davanti a suo figlio. L’aggressione diventa virale sul web – VIDEO

Un uomo viene picchiato selvaggiamente da altre persone mentre un bambino, a quanto si apprende suo figlio, piange disperato e poi viene preso in braccio e allontanato da alcuni presenti fino all’arrivo della polizia che tenta di fermare il linciaggio.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

È quanto si vede in un video diventato virale e che ha immortalato quanto accaduto oggi all’esterno dello stadio di Bari durante la partita con il Pisa vinta dai padroni di casa per 1-0.

Il pestaggio sarebbe avvenuto durante la contestazione che hanno inscenato gli ultras del Bari al 25′ del primo tempo, dopo avere abbandonato la curva Nord ed essersi radunati all’esterno del San Nicola.

L’uomo, un tifoso del Bari, sarebbe stato picchiato da altri sostenitori dei biancorossi perché voleva tornare nello stadio a prendere lo zainetto del figlio.

Furti e truffe in ristoranti e negozi, mamma e figlio in comunità: ecco chi sono i 4 moschettieri

Torniamo a parlare dei geni del crimine scappati via dal Cortigiano senza pagare il conto da 400 euro, dal Jamboree dopo aver consumato dolci e amari, dal ristorante giapponese Sushic e dalla pizzeria Da Donato rigorosamente senza spendere nemmeno un centesimo.

Siamo riusciti a risalire alla loro identità e ci siamo presentati a casa loro, ma nessuno ci ha risposto o aperto la porta. Nell’ultimo colpo raccontato è entrato in gioco anche un bambino, maltrattato e maleodorante, utilizzato come “esca”.

Non solo bar, ristoranti e pizzerie. Da anni la banda mette a segno furti anche nei supermercati. La situazione è delicata, anche perché di mezzo c’è un minore, finito in comunità con la sua mamma.

Nel video allegato vi spieghiamo bene come è composto il quartetto e tutti gli aggiornamenti. Pare, secondo le informazioni in nostro possesso, che l’assistente sociale non fosse a conoscenza di tutta questa storia e che l’abbia appresa tramite i nostri video.

Omicidio a Francavilla, accoltella e uccide il figlio. Angelo Argentina: “Voleva soldi per la droga mi sono difeso”

“Voleva i soldi per la droga. Mi ha aggredito”. Sono alcune delle frasi che questa mattina Angelo Argentina, il 71enne in carcere per aver ucciso il figlio, Stefano di 44 anni, ha pronunciato davanti al gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto.

Il 71enne ha reso spontanee dichiarazioni al giudice, evidenziando anche “di non ricordare di aver impugnato un coltello”. L’arma, che avrebbe colpito all’addome il 44enne, non è stata ancora trovata dai carabinieri che indagano sull’accaduto. L’arresto di Angelo Argentina, difeso dall’avvocato Massimo Romata, è stato convalidato dal gip.

Ora l’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela e dai futili motivi. Il 71enne si trova in carcere da mercoledì pomeriggio poche ore dopo la lite avvenuta all’esterno dell’abitazione che si trova tra Francavilla Fontana e Villa Castelli.

Il 44enne è morto ieri pomeriggio a 24 ore dal diverbio con il padre, poi degenerato. La vittima è stata colpita all’addome con un coltello. Per chiarire le cause della morte la procura di Brindisi nelle prossime ore disporrà l’autopsia.