Choc a Francavilla Fontana, gattino ucciso con bastone chiodato. È il secondo caso in pochi giorni nel Brindisino

Un gattino randagio ucciso con un bastone chiodato. È avvenuto a Francavilla Fontana, a scoprirlo è stato un operaio di un’azienda situata nella zona Pip della città che gli dava da mangiare. Si sta cercando di risalire al responsabile.

La notizia arriva a pochi giorni dal salvataggio di Dyson, il gatto di Ostuni ferito con una pistola a piombini. Fortunatamente lui se l’è cavata, dopo essere stato sottoposto ad un intervento urgente. Sul caso indaga la Polizia.

Tragedia nel Brindisino, bimba di 10 anni muore in ambulanza: attesa per l’autopsia

Una bambina di dieci anni è morta nel tardo pomeriggio di ieri nell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana.

La piccola – a quanto si apprende – si era sentita male a casa il giorno precedente, ed era stata portata all’ospedale Perrino di Brindisi dove i medici avevano deciso di ricoverarla.

Poi il suo quadro clinico, a livello glicemico e cardiaco, si sarebbe aggravato e per questo è stato disposto il trasporto all’ospedale di Francavilla Fontana dove c’è un laboratorio specializzato in alcune patologie che potevano riguardare la bambina.

Qui, però, è giunta già in fin di vita: ogni tentativo di rianimarla è risultato vano. Sono ancora in corso di accertamento le cause del decesso e non è escluso che possa essere informata l’autorità giudiziaria. La bambina viveva con la sua famiglia a Carovigno.

Carabiniere ucciso a Francavilla, Giannattasio va a processo. Moglie e figlie di Legrottaglie accolte come parti civili

Rinvio a giudizio per Camillo Giannattasio, il 57enne accusato di omicidio pluriagravvato per la morte del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie, ucciso il 12 giugno scorso in una zona periferica di Francavilla Fontana.

La prima udienza del processo è in programma il 27 gennaio. I reati contestati sono di omicidio pluriaggravato, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi clandestine e resistenza a pubblico ufficiale aggravato dall’uso di violenza.

L’uomo è l’unico indagato in vita. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro a fuoco avvenuto a Grottaglie dopo la fuga. Secondo l’accusa Giannattasio avrebbe anche “istigato Mastropietro a perseverare nella propria condotta violenta”, si legge nelle carte.

La ricostruzione dei fatti si fonda sul racconto del carabiniere Costanzo Garibaldi, in pattuglia con Legrottaglie. Durante l’inseguimento da parte della gazzella dei carabinieri, i due fuggitivi mostrarono gesti di sfida – tra cui il dito medio rivolto ai militari dal finestrino – e percorsero contromano vari tratti stradali, prima di schiantarsi contro un palo.

Scesi dall’auto, Mastropietro aprì il fuoco contro Legrottaglie e poi contro altri agenti. Giannattasio, secondo il gip, non si limitò a guidare il complice armato, ma partecipò attivamente alla pianificazione e all’azione, mostrando una chiara volontà criminale.

Le perquisizioni eseguite in seguito portarono alla scoperta di un arsenale clandestino tra la casa e il negozio di ferramenta di Giannattasio. Ritrovati pistole prive di matricola, fucili, munizioni, coltelli, passamontagna. Accolta la richiesta di costituzione di parte civile della moglie e delle figlie del militare.

Carabiniere ucciso a Francavilla, chiuse le indagini: Giannattasio è indagato per omicidio pluriaggravato

Indagini chiuse sull’omicidio di Carlo Legrottaglie, il brigadiere capo dei Carabinieri ucciso lo scorso 12 giugno a Francavilla Fontana durante uno scontro a fuoco con due rapinatori.

Al 57enne Camillo Giannattasio sono contestati i reati di omicidio pluriaggravato, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi clandestine e resistenza a pubblico ufficiale aggravato dall’uso di violenza.

L’uomo è l’unico indagato in vita. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro a fuoco avvenuto a Grottaglie dopo la fuga. Secondo l’accusa Giannattasio avrebbe anche “istigato Mastropietro a perseverare nella propria condotta violenta”, si legge nelle carte.

La ricostruzione dei fatti si fonda sul racconto del carabiniere Costanzo Garibaldi, in pattuglia con Legrottaglie. Durante l’inseguimento da parte della gazzella dei carabinieri, i due fuggitivi mostrarono gesti di sfida – tra cui il dito medio rivolto ai militari dal finestrino – e percorsero contromano vari tratti stradali, prima di schiantarsi contro un palo. Scesi dall’auto, Mastropietro aprì il fuoco contro Legrottaglie e poi contro altri agenti. Giannattasio, secondo il gip, non si limitò a guidare il complice armato, ma partecipò attivamente alla pianificazione e all’azione, mostrando una chiara volontà criminale.

Le perquisizioni eseguite in seguito portarono alla scoperta di un arsenale clandestino tra la casa e il negozio di ferramenta di Giannattasio. Ritrovati pistole prive di matricola, fucili, munizioni, coltelli, passamontagna.

Francavilla Fontana, 35 chili di droga e una pistola in casa: arrestata 70enne. Il nascondiglio dietro la cucina

I Carabinieri hanno arrestato una 70enne, già nota alle forze dell’Ordine, a Francavilla Fontana per detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di un’arma clandestina.

Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 35 chili di hashish, 120 grammi di cocaina e una pistola Beretta calibro 9×21 con matricola abrasa, insieme a munizioni, materiale per il confezionamento, telefoni, jammer e rilevatori di frequenza.

La droga era nascosta in un vano occultato dietro il mobilio della cucina. La donna è stata portata nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Scoperti dopo furto sparano contro bracciante: 4 arresti a Francavilla Fontana. Tra loro anche una donna

Sono accusate a vario titolo, di furto aggravato in concorso, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, le quattro persone arrestate oggi a Francavilla Fontana, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura.

In carcere tre uomini e una donna, già noti alle forze dell’ordine, di età compresa tra i 19 e i 52 anni accusati di avere sparato e ferito un bracciante che li aveva sorpresi durante un furto in campagna.

L’attività dei carabinieri è stata avviata dopo che due degli indagati (uno di loro era ai domiciliari) il 13 giugno scorso sarebbero stati sorpresi durante un furto all’interno di un terreno di un’azienda agricola a Francavilla Fontana.

Prima di fuggire i due avrebbero minacciato un bracciante agricolo che li aveva scoperti ed altre persone che intanto erano giunte nei pressi del terreno. A distanza di pochi minuti la donna sarebbe tornata nello stesso terreno, insieme ad altri due indagati, esplodendo un colpo di pistola e ferendo alla coscia destra il bracciante agricolo che poco prima aveva bloccato il furto: per la vittima 30 giorni di prognosi.

Questa mattina nelle fasi degli arresti durante le perquisizioni le forze dell’ordine hanno scoperto tre pistole, di cui due con matricola abrasa e una con matricola non censita, perfettamente funzionanti, 37 cartucce, parti di un ulteriore pistola, strumentazione per la decodifica delle centraline della auto, un jammer (strumento destinato alla captazione e disturbo di sistemi di intercettazione ambientali), nonché cocaina e sostanze da taglio, destinate allo spaccio.

Cugini morti nel Brindisino, oggi i funerali a Francavilla Fontana: indagato 69enne per omicidio stradale

Si terranno oggi, sabato 4 ottobre, a Francavilla Fontana i funerali di Antonio e Gabriele Sternativo, i cugini di 26 e 20 anni deceduti nel tragico incidente avvenuto il 27 settembre scorso lungo la provinciale che collega Ceglie Messapica a Francavilla Fontana.

La cerimonia per Antonio si terrà nella Basilica Minore di piazza Giovanni XXIII alle 14.45, quella per Gabriele alle 17 nella Chiesa del Carmine. Le salme sono state restituite alla famiglia dopo le procedure medico-legali.

Nella giornata di ieri è stata disposta l’autopsia e i risultati saranno resi noti entro 90 giorni. La Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio stradale a carico di un 69enne che si è autodenunciato il giorno successivo all’incidente, affermando di trovarsi alla guida della Fiat Panda segnalata da una testimone come l’auto che avrebbe urtato la Fiat Punto con a bordo i due giovani.

La vettura dopo aver impattato con un albero è precipitata da due metri, ribaltandosi più volte. I due giovani sono stati sbalzati fuori dall’auto e sono morti sul colpo.

 

Tragedia a Francavilla Fontana, auto esce fuori strada sulla sp26: due morti

È di due vittime il bilancio di un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla provinciale 26, tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, nel Brindisino.

Uno il mezzo coinvolto, l’utilitaria su cui viaggiavano le persone decedute: si tratta di due uomini ancora da identificare.

Secondo quanto si apprende, l’auto è uscita di strada per motivi da accertare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni e le forze dell’ordine.

Festa in masseria in Puglia, turista 22enne denuncia violenza sessuale: caccia all’uomo. Aperta inchiesta

La notte tra domenica e lunedì scorsi in un casolare di campagna, ai confini tra le province di Brindisi e Taranto, un uomo avrebbe tentato di abusare di una 22enne che però è riuscita a fuggire chiedendo aiuto ai suoi amici.

La giovane vittima ha quindi denunciato l’accaduto alla polizia. E la procura di Taranto ha aperto un’inchiesta. La ragazza avrebbe dichiarato agli agenti della squadra mobile di aver partecipato a una festa nelle campagne di Francavilla Fontana, dove avrebbe conosciuto un uomo.

Quest’ultimo l’avrebbe indotta a seguirla in una zona isolata dove avrebbe tentato di abusare di lei. La ragazza, però, sarebbe riuscita a liberarsi chiedendo aiuto ad alcuni amici che l’hanno poi accompagnata in ospedale.

Qui sono stati eseguiti gli accertamenti previsti dal protocollo ‘rosa’ per le vittime di violenza. Le indagini proseguono. La polizia ha già effettuato un sopralluogo nell’area del casolare dove si è tenuta la festa.

Carabiniere ucciso a Francavilla Fontana, raccolta fondi per la famiglia Legrottaglie: consegnati 58mila euro

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha consegnato ufficialmente il ricavato della raccolta fondi organizzata attraverso la piattaforma GoFundMe in favore della famiglia del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, tragicamente ucciso in servizio il 12 giugno scorso a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.

“Grazie alla generosità di cittadini, colleghi e persone che hanno sentito il dovere di sostenere la famiglia del militare, sono stati raccolti ben 47.989 euro.
La cerimonia di consegna, toccante e carica di significato, si è tenuta proprio a Francavilla Fontana, nel suggestivo scenario del Castello Imperiali – si legge nel comunicato -. L’iniziativa, fortemente voluta e promossa dai segretari generali regionali del Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia Cataldo Demitri e Natalino Leobono, ha visto una partecipazione commossa e sentita, testimoniando la vicinanza concreta della sigla, della gente e di centinaia di colleghi alla moglie di Carlo, Eugenia, e alle figlie Carla e Paola”.

Ad aprire l’evento è stato Cataldo Demitri, che ha accolto i presenti con parole semplici e profonde, ricordando l’uomo e il carabiniere, e ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a supportare la famiglia Legrottaglie. Dopo un momento di raccoglimento e silenzio, è intervenuto Michele Capece, segretario generale nazionale vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri, che ha voluto sottolineare quanto il gesto della collettività sia stato importante.

“Non esiste memoria – ha detto – senza azione concreta”. Durante l’iniziativa, inoltre, il segretario nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri Irene Carpanese ha illustrato nel dettaglio l’organizzazione tecnica del fundraising tramite la piattaforma GoFundMe, evidenziando come i 47.989 euro raccolti siano frutto della generosità di tutti coloro che non vogliono abbandonare i familiari di Carlo nel dolore.

Particolarmente significative anche le parole del sindaco di Francavilla Fontana Antonello De Nuzzo, che ha annunciato l’intitolazione di un luogo simbolico del Comune al Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie. “Sarà un luogo vivo, riconoscibile – ha detto – che parlerà di memoria e di sacrificio, e che resterà nel tempo”.

Il momento più emozionante è stato l’intervento del dirigente sindacale Natalino Leobono, che ha letto una lettera intensa e struggente indirizzata a Eugenia, Carla e Paola. Le sue parole, sincere e accorate, hanno attraversato il silenzio della sala, coinvolgendo tutti i presenti.

“Non possiamo restituirvi Carlo – ha affermato – ma possiamo custodire la sua memoria come si custodisce una fiamma viva: questo piccolo grande albero, un bonsai di ulivo che vi doniamo oggi, è il simbolo di quella vita che continua, che si cura ogni giorno”. “La memoria di Carlo – ha osservato il segretario – continuerà a vivere attraverso ciò che sarete e farete”. Si è concluso così un evento che ha rappresentato un momento di vera e profonda comunità, nel segno della memoria e della solidarietà.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia, nello specifico, ha rivolto un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia: il primo cittadino Antonello De Nuzzo, il consigliere regionale e presidente del Consiglio Comunale di Francavilla Fontana Maurizio Bruno, l’assessore comunale Carmine Sportillo, il presidente della Sezione ANC di Francavilla Fontana Francesco Cerminara, il Capitano Alessandro Genovese, Comandante della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, Rodolfo Frassanito e Paolo Scagliarini, in rappresentanza del movimento “Indipendenza”. Una pergamena in segno di profonda gratitudine è stata inoltre consegnata alla signora Eugenia.

I dirigenti Cataldo Demitri e Natalino Leobono, tuttavia, non nascondono la loro delusione in merito all’assenza di alcune istituzioni ufficialmente invitate.
“In particolare – spiegano – quelle che rappresentano l’Arma dei Carabinieri in Puglia, che non hanno ritenuto di partecipare né di rispondere all’invito rivolto loro dal sindacato, così come è dispiaciuta l’assenza delle principali reti televisive, anch’esse destinatarie di un invito formale”.

“Assenze che pesano, e che lasciano un vuoto – sottolineano – perché la cerimonia meritava un segnale ulteriore, una presenza forte e un atto di riconoscenza verso una comunità che ha scelto concretamente di stringersi intorno alla famiglia di un servitore dello Stato”.

“Una comunità – concludono – fatta di centinaia di persone che, con generosità e cuore, hanno aderito alla nostra iniziativa, partecipando alla raccolta fondi: a loro sentiamo di rivolgere il nostro più grande e sentito grazie”.