Bari, tenta di rapire bimba di 5 anni in corso Cavour davanti alla mamma: “Ora vieni con me”. Presentata denuncia

Una donna ha presentato questa mattina una denuncia in Questura dopo che un uomo di circa 60 anni ha tentato in pieno giorno di sottrarle la figlia di 5 anni lo scorso 27 giugno in corso Cavour a Bari.

È passato del tempo da quel giorno, ma la mamma ha deciso di passare all’azione pensando a cosa quell’uomo avrebbe potuto fare ad altre donne. Fortunatamente quel giorno sono entrate in azione anche due ragazze che hanno intuito il pericolo, mettendo così in fuga l’uomo, alto 1,70, pelato e con la barba bianca.

Il 60enne si è avvicinato più volte alla bimba, ha iniziato a rivolgerle complimenti prima di invitarla ad andare via con lui. “Lo sai che adesso tua figlia viene con me?”, le parole proferite poi alla mamma a pochi centimetri di distanza dal volto.

Cade catrame bollente da terrazzo a Brindisi, ustionate 6 persone: tra loro una mamma e il figlio di 6 mesi

Un bambino di sei mesi, sua madre e almeno altre quattro persone sono state colpite da catrame bollente fuoriuscito da un secchio che è caduto dal terrazzo di un palazzo in cui sono in corso dei lavori.

È accaduto in pieno centro a Brindisi, in corso Umberto I. I feriti sono trasferiti in ospedale con diverse ustioni. E i medici ne stanno valutando la gravità.

A quanto appreso, il piccolo era nel passeggino quando improvvisamente il secchio è caduto colpendo lui e le altre persone che in quel momento stavano passando sotto il palazzo.

Sul posto il personale sanitario del 118, gli agenti della polizia locale e della sezione volanti, e i vigili del fuoco. Gli agenti della polizia locale hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere.

Picchia la sorella e ospita estranei a casa, Anna è peggiorata: aveva tentato di soffocare la mamma

Vi raccontiamo la storia di Anna, 57enne che viveva fino a poco fa con la sorella vedova di 72 anni in un palazzo di corso Italia. Dopo lo sfratto esecutivo non sa dove andare e nessuno dei suoi 14 fratelli vuole occuparsi di lei, a causa anche delle sue condizioni psichiatriche e di alcuni insoliti comportamenti.

Qualche giorno fa ha messo sottosopra l’abitazione, ha aggredito la sorella, le Forze dell’Ordine e il personale medico in ospedale. Tempo fa aveva tentato di soffocare la madre. La situazione è ingestibile e rischia di precipitare da un momento all’altro, la speranza è che le Istituzioni intervengano il prima possibile per scongiurare il peggio.

Schianto tra auto, Salve piange la 29enne Manuela Cassano: la mamma di 3 figli si è spenta dopo giorni di agonia

Salve piange Manuela Cassano, la mamma 29enne di tre bambini che lunedì scorso era alla guida dell’auto che si è scontrata frontalmente con un’altra vettura sulla litoranea che collega le marine di Salve di Pescoluse e Torre Pali.

La donna è deceduta nel reparto di Rianimazione del Dea Fazzi di Lecce. A bordo della Ford Cmax c’erano anche i suoi tre figlioletti di 1, 3 e 7 anni, usciti illesi dallo schianto. La 29enne si era scontata con un Fiat Doblò con a bordo una coppia di turisti di Piacenza.

Figlia contesa a Bari, perseguita e minaccia l’ex con il nuovo compagno: mamma arrestata. Coppia ai domiciliari

Una coppia barese è stata arrestata con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un uomo. Si tratta dell’ex della donna di 33 anni, nei guai anche il compagno 26enne.

Lei risponde anche del danneggiamento del telefono della vittima e della mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice per aver impedito al padre di vedere la figlia per 25 volte da gennaio a luglio 2024.

Entrambi si trovano agli arresti domiciliari, in due case però diverse. Disposta anche l’applicazione del braccialetto elettronico. Tutto ha avuto origine nel 2023 dopo la separazione quando la donna ha denunciato l’ex per maltrattamenti. L’uomo così è stato sottoposto alla misura dell’allontanamento della casa familiare e la bambina, all’epoca di 3 anni, venne affidata ai servizi sociali e collocata a casa della madre.

Lui però è stato prosciolto da tutte le accuse qualche mese dopo e così sono stati concordati gli incontri con sua figlia. L’uomo ha presentato però 4 denunce, lamentando di non vedere la figlia e di essere vittima di molestie, minacce e pedinamenti da parte dell’ex e del nuovo compagno di lui.

Insulti, offese e aggressioni fisiche si sarebbero verificati anche alla presenza della bimba. Questo ha scatenato l’ira della donna che ha iniziato a inviare messaggi e a telefonare l’uomo minacciandolo pesantemente con l’obiettivo di indurlo a rinunciare alla figlia.

 

Uccide la mamma con un’ascia, il caso di Filippo Manni: un anno fa in tv commentò un tentato omicidio a Racale

Filippo Manni, il 26 giugno 2024, fu intervistato da un giornalista Rai per commentare il tentato omicidio da parte di Giuseppe Proce, suo coetaneo e compaesano, ai danni della fidanzata. A distanza di un anno è indagato per l’omicidio della madre, la 50enne Teresa Sommario, uccisa nella loro abitazione a Racale con un’ascia. Il 21enne ha confessato l’omicidio, raccontando di averla colpita perché lo avevo rimproverato per essere entrato in casa senza salutare.

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Mamma scappa di casa con le figlie piccole, Mike è terrorizzato: “Lilian ti prego dimmi dove siete”

La storia che stiamo per raccontarvi è davvero surreale. Il protagonista è Mike, siamo andati a trovarlo a Ruvo con il suo legale. Si stava separando dalla moglie, ma la donna ha fatto perdere da un momento all’altro le tracce, portando via le sue figlie piccole di 9 e 7 anni. Da un mese e mezzo non ha notizie di loro.

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Ferisce la compagna e la mamma di lei con forbici, poi si lancia dalla finestra: tutti in ospedale

Un giovane di 25 anni ha aggredito durante una lite la sua compagna e la mamma di lei ferendole al dorso e alla testa con delle forbici per poi lanciarsi dalla finestra.

Le due donne, rispettivamente di 29 e 53 anni, sono ferite e sono ricoverate ma non sono in pericolo di vita. Anche il giovane è in ospedale con traumi vari ma non mortali.

A scatenare l’aggressione sarebbe stato il rifiuto da parte del giovane di accettare la decisione della compagna di interrompere la relazione e di mandarlo via di casa.

Quando i carabinieri, allertato da una chiamata al numero di emergenza, sono arrivati sul posto hanno trovato il giovane riverso a terra per strada, cosciente, e le due donne in casa con diverse ferite da taglio. Il giovane è ora piantonato in ospedale a Gallipoli, le due donne sono in ospedale a Casarano.

Taranto, ragazzo autistico bocciato al terzo anno. La lettera toccante della mamma: “Non è una tua sconfitta”

“Sono stato bocciato”: si apre con queste parole, pronunciate da un ragazzo autistico, il video diffuso sui social dalla cooperativa Logos e dall’associazione Autisticamente APS, che accompagna una toccante lettera scritta dalla madre.

Una testimonianza intensa che racconta la bocciatura del figlio al terzo anno di un istituto con sede in un paese della provincia di Taranto che sta suscitando sconcerto e solidarietà sul web, anche da parte di docenti di sostegno. Secondo Logos, la vicenda non è solo un episodio scolastico, ma “la testimonianza di una ferita educativa” che riguarda molte famiglie.

“Il sistema – si legge nella nota – troppo spesso non vede, non ascolta, non accoglie”. La lettera, sottolineano, non cerca pietismo né lancia accuse personali, ma invita a una riflessione collettiva sul significato autentico dell’inclusione scolastica e social”. Nel suo messaggio, la madre del ragazzo racconta l’impegno quotidiano del figlio, le sue conquiste, le sue difficoltà e il dolore di una bocciatura comunicata in modo freddo. “Hai lavorato duramente, superato i tuoi limiti, ma la scuola non ti ha visto davvero”, scrive. “Questa non è una tua sconfitta, ma lo è per chi non ha saputo cogliere il tuo progetto di vita”.

La lettera denuncia anche il rischio implicito delle programmazioni differenziate, spesso proposte automaticamente a studenti con disabilità, senza tentare percorsi personalizzati su obiettivi minimi. “Firmare una programmazione differenziata a 14 anni può segnare una sentenza educativa che preclude perfino l’accesso all’università”, afferma la cooperativa.

La vicenda ha aperto un dibattito acceso sui social, dove sono arrivati messaggi di vicinanza da parte di tanti docenti e operatori. Un’insegnante di sostegno ha scritto: “Non sei tu ad aver fallito. Ti hanno negato quel legame che solo un insegnante che ama il proprio lavoro può costruire. Un giorno dimostrerai la tua grandezza”.