Molfetta, entra in sala alle 8 e dopo quattro ore viene trasferito a Bari: “Non possiamo operarlo manca l’acqua”

“Vorrei denunciare una situazione molto grave. Mio padre era ricoverato da due giorni in ospedale a Molfetta, questa mattina hanno deciso di operarlo d’urgenza”. Inizia così il racconto di un nostro lettore che ha voluto denunciare un caso di malasanità.

“E’ entrato in sala operatoria alle 8 in condizioni gravi. Alle 12 i medici sono usciti e mi hanno detto che non si poteva procedere con l’operazione perché mancava l’acqua – continua -. Siamo stati costretti a portarlo d’urgenza all’ospedale San Paolo di Bari in ambulanza, in condizioni critiche”

“Ditemi voi se è normale che in un ospedale possa mancare l’acqua e che non si possa procedere con un intervento urgente”, conclude rammaricato.

La precisazione dell’Asl Bari

“Non un caso di malasanità” ma un guasto assolutamente imprevedibile che ha causato il blocco di entrambe le pompe della centrale idrica dell’Ospedale di Molfetta. L’interruzione delle attività in sala operatoria è durata dalle ore 11 alle 13,30, il tempo strettamente necessario affinchè i tecnici potessero riparare il guasto. Il trasferimento in altro Ospedale del paziente, che al momento del guasto stava per entrare in sala operatoria, è stato attuato in via del tutto precauzionale non essendo possibile prevedere i tempi di ripristino che in ogni caso, vista la prontezza dell’intervento dei tecnici, sono stati notevolmente ridotti”, si legge nella nota.

Manduria, 71enne viene dimessa dall’ospedale e muore poco dopo. Aperta inchiesta: disposta l’autopsia

La Procura di Taranto indaga sulla morte di una 71enne, avvenuta venerdì scorso all’ospedale Giannuzzi di Manduria. L’anziana è arrivata in condizioni disperate dopo essere stata ricoverata per qualche giorno al Santissima Annunziata.

Venerdì è stata dimessa, nonostante le perplessità dei familiari. La 71enne è stata così trasferita in una rsa di Manduria, le condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il trasferimento all’ospedale Giannuzzi di Manduria dove poi è morta.

I familiari hanno presentato un esposto ai Carabinieri, sul caso è stato aperto un fascicolo. Sarà effettuata l’autopsia per chiarire se ci sono eventuali responsabilità nel decesso della donna.

Casarano, 52enne litiga con i medici al Pronto Soccorso e accusa malore. Aperta inchiesta: 8 indagati

Ci sono otto persone indagate, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, nell’inchiesta della Procura di Lecce sulla morte di Danilo Pellegrino, il 52enne di Collepasso morto lo scorso 3 settembre al pronto soccorso dell’ospedale di Casarano dove si era recato, accompagnato dalla moglie, per dei forti dolori al petto.

Il pm titolare dell’inchiesta ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di otto persone in servizio quel pomeriggio nei reparti di pronto soccorso e cardiologia del nosocomio salentino.

Il reato ipotizzato è il concorso in responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. L’uomo sarebbe morto per l’aggravarsi delle condizioni mentre era in attesa di essere preso in carico dal cardiologo e – secondo quanto denunciato dalla moglie ai carabinieri – invano avrebbe sollecitato i medici affermando di non stare bene. Il conferimento dell’esame autoptico al medico legale Roberto Vaglio è stato fissato per lunedì 8 settembre.

Tragedia a Casarano, litiga con i medici al Pronto Soccorso e accusa malore: morto 52enne. Aperta inchiesta

Tragedia al pronto soccorso di Casarano dove un 52enne di Collepasso è deceduto dopo aver inveito contro i medici a causa di un arresto cardiocircolatorio fulminante mentre si trovava nella sala d’attesa.

L’uomo lamentava forti dolori al petto, ma il cardiologo di turno non era disponibile a causa di un’urgenza in sala operatoria. I familiari della vittima hanno sporto denuncia ai carabinieri e la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica.

Ambulanze occupate e nessun medico al Pronto Soccorso: donna muore a Vieste in mezzo alla strada

Tragedia a Vieste dove una donna è morta per strada per un presunto caso di malasanità. A raccontare l’accaduto è il figlio a Rete Gargano. “Mia madre stava male. Ho chiamato il 118. Mi è stato detto che tutte le ambulanze di Vieste erano occupate – spiega -. Dovevamo aspettare quella di Peschici. Poco dopo, è proprio l’ambulanza di Peschici a chiamarci: ‘Portatela voi al pronto soccorso di Vieste’. Mia sorella, nel panico e nella disperazione, carica nostra madre in macchina e la accompagna. Al pronto soccorso iniziano a visitarla. Ma attenzione: non c’è un medico. Nessun medico ha messo le mani addosso a mia madre”.

“Solo una valutazione superficiale, tanto da suggerirci di tornare il giorno dopo, con calma, se fosse peggiorata. Una frase che pesa come un macigno, oggi. Dopo un’ora, chiamo mia sorella. Mi dice che sono ancora a Vieste. Nessun trasferimento. Nessuna ambulanza. Nessuna urgenza, secondo loro. Sta partendo lei, di nuovo, per portare nostra madre a San Giovanni Rotondo, da sola, di notte, con nostra madre in gravi condizioni  racconta -. Chiamo il pronto soccorso di Vieste per chiedere spiegazioni: ‘Non c’era bisogno – mi dicono – Abbiamo tante chiamate. Sua madre non è grave’. Venti minuti dopo, mi richiama mia sorella. Piange. Urla. Mamma non respira più. La morte è arrivata. Lungo una strada, nei pressi di Baia delle Zagare. In mezzo al nulla. Una madre, una donna, un essere umano è morta sull’asfalto”.

“Mia sorella ferma un’auto in transito, cerca aiuto, riescono a chiamare di nuovo il 118. Questa volta arrivano due ambulanze: una da Manfredonia, una da Mattinata. Due ore di tentativi disperati di rianimazione. I medici fanno il possibile. Ma è troppo tardi. Mamma muore a terra – conclude -. Nella notte. Una morte che grida vendetta Non si può morire così. Non si può morire perché non ci sono ambulanze. Non si può morire perché al pronto soccorso di Vieste non c’è un medico. Non si può morire perché qualcuno ha deciso che non era grave senza nemmeno una visita degna di questo nome. Non si può accettare che una famiglia debba scegliere tra aspettare un’ambulanza o rischiare la vita di una persona cara portandola da sola. Chi è responsabile di questa tragedia? Dove sono i dirigenti sanitari? Chi doveva garantire il servizio di emergenza? Chi ha deciso che mia madre poteva anche morire? Questa non è una storia come le altre. È una denuncia. E deve diventare una battaglia. Per mia madre. Per tutte le persone che vivono nei territori dimenticati. Per chi ha diritto a una sanità che funzioni sempre, non solo quando fa comodo. Perché nessuno, mai più, deve morire in mezzo a una strada”.

Barletta, caos nel reparto di Ginecologia: ostetriche aggredite dal primario e trasferite. Aperta inchiesta

Riflettori accesi sul reparto di Ostetrica e Ginecologia dell’ospedale di Barletta. Negli ultimi 30 giorni si sono verificate episodi di aggressione, vittime ostetriche finite al Pronto Soccorso. L’aggressore? Il direttore del reparto e capo dipartimento dell’Asl Bat, Pietro Lalli. A riportare la notizia è La Gazzetta del Mezzogiorno.

In totale sono 5 le ostetriche che hanno denunciato il comportamento del primario. L’ultimo episodio risale alla scorsa settimana, un’ostetrica sarebbe stata allontanata dal tavolo operatorio con modi accesi da Lalli durante un parto. Avrebbe perso l’equilibrio e si sarebbe recata al Pronto Soccorso, chiamando anche il 112. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

Un’altra ostetrica, ad agosto, sarebbe stata poi strattonata e aggredita verbalmente dal direttore del reparto. L’Asl Bat, con un procedimento disciplinare, ha spostato di reparto le 5 dipendenti donne finite al Pronto soccorso. Il direttore del reparto si è difeso, sostenendo che la verità verrà a galla.

Corato, 34enne si reca in ospedale con lividi sul corpo e ferita alla sopracciglia: arrestato il compagno

Una 34enne di Ruvo di Puglia si è recata all’ospedale di Corato accompagnata dal marito con ematomi su tutto il corpo e una ferita lacero-contusa sull’arcata sopraccigliare destra.

Il personale medico insospettito ha attivato la procedura del Codice Rosso e sul posto è intervenuta la Polizia. L’uomo, un 36enne di Bitonto, è stato arrestato l’uomo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere di Trani. La donna è stata invece dimessa con una prognosi di dieci giorni.

Secondo quanto emerso dalle indagini e confermato dalla denuncia della vittima, le violenze sarebbero andati avanti per due anni anche davanti alla figlia piccola della coppia.

Andria, investito da auto: 92enne muore dopo una settimana di agonia. Donna indagata per omicidio stradale

Non ce l’ha fatta il 92enne che il 16 luglio scorso è stato investito ad Andria da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali all’altezza dell’incrocio tra via Aldo Moro e via Ospedaletto.

Dopo una settimana di agonia l’uomo è deceduto, le sue condizioni erano apparse subito gravi. Alla guida dell’auto una donna che si è fermata subito per prestare soccorso. La conducente resta indagata per omicidio stradale.

L’ospedale di Ostuni intitolato a Papa Francesco: è una delle prime strutture in Italia a farlo

È la città di Ostuni a ospitare una delle prime strutture in Italia ufficialmente intitolate a Papa Francesco. Ieri nel comune in provincia di Brindisi c’è stata la cerimonia d’intitolazione dell’ospedale al pontefice deceduto il 21 aprile scorso.

Presenti ieri mattina, tra gli altri, il vicepresidente e assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese, il prefetto di Brindisi, Luigi Carnevale, e il direttore generale dell’Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio.

Nell’occasione sono stati presentati anche i reparti, attivi da poche settimane, all’interno del piano terra della nuova ala dell’ospedale di Ostuni: la radiologia con una Tac a 160 strati di ultima generazione, la rifunzionalizzazione del Laboratorio analisi e Centro prelievi e l’attivazione del Pronto soccorso.

“Io credo che oggi sia un giorno importante per la sanità pugliese. Abbiamo – ha spiegato Piemontese – condiviso l’idea di intitolare questo ospedale a Papa Francesco, un grande uomo che ha rivolto sempre il suo sguardo agli ultimi. Chi ha bisogno di cure ha bisogno di attenzione, per cui l’intitolazione a Papa Francesco era la migliore possibile”.

“Quella di oggi non è soltanto un’inaugurazione – ha affermato il direttore generale De Nuccio – è un atto di fiducia nella sanità pubblica, nella sua capacità di evolversi, di rispondere ai bisogni reali delle persone, di essere vicina, accogliente, giusta. Ostuni, città dalla posizione strategica e dal respiro sempre più internazionale, meritava una struttura all’altezza”.

Anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (FdI), e l’europarlamentare Valentina Palmisano (M5S), entrambi assenti per altri impegni istituzionali, in un messaggio letto durante la cerimonia hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa.

Investita da un’auto mentre va in monopattino nel Foggiano: 12enne in ospedale

Una 12enne a bordo di un monopattino è stata travolta da un’auto ieri pomeriggio a Borgo Mezzanone, a circa dieci chilometri da Foggia. Il conducente si è subito fermato a prestare soccorso.

L’impatto, a quanto si apprende, è stato violento e la 12enne ha riportato lesioni multiple. Trasportata in ospedale, ha ricevuto una prognosi di 30 giorni.

Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia stradale di Vieste per gli accertamenti. L’automobilista, sottoposto ad alcoltest, è risultato negativo.