Altamura, rapina armata al supermercato. Incastrato da indumenti e telecamere: arrestato 44enne

I Carabinieri della Stazione di Altamura hanno tratto in arresto, un 44enne, ritenuto responsabile (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) di una rapina ai danni di un supermercato cittadino.

L’episodio, risale alla mattinata dello scorso 15 gennaio, quando l’uomo, entrava all’interno di un supermercato armato di un coltello che celava all’interno di un sacchetto bianco e si faceva consegnare sotto minaccia, l’incasso giornaliero pari a circa 300 euro, per poi darsi alla fuga a piedi.

Prontamente intervenuti, i militari dell’Arma avviavano un’articolata attività investigativa, riuscendo a ricostruire il tragitto percorso a piedi dall’autore della rapina, grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni all’attività commerciale e alle testimonianze dei presenti che permettevano di individuare alcuni dettagli, anche degli indumenti indossati. La successiva perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire e sequestrare presso l’abitazione dell’uomo, i capi di abbigliamento usati durante la rapina.

L’arrestato, è stato così condotto presso la Casa Circondariale di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Rapina in una villa a Corato, sorprende i ladri e viene picchiato: banda in fuga. Indagano i Carabinieri

Attimi di terrore qualche giorno fa a Corato dove si è verificata una rapina in una villa isolata in campagna. Un parente della proprietaria, arrivato sul posto dopo aver notato movimenti sospetti, è stato picchiato dai malviventi.

Secondo quanto ricostruito l’uomo ha colto di sorpresa uno dei ladri, nel tentativo di bloccarlo è stato colpito più volte e lasciato poi a terra. La banda si è data alla fuga.

La vittima è stata soccorsa e ne avrà per 5 giorni. Sul caso indagano i Carabinieri, i ladri a quanto pare sono fuggiti a bordo di un’Audi A3 grigia con i vetri oscurati.

Far west a Cerignola, spari in A16 e assalto a tir carico di carne e alimenti: autista picchiato e sequestrato

Un mezzo pesante, adibito al trasporto di alimenti e carne, è stato assaltato la scorsa notte mentre percorreva l’autostrada A16 nei pressi dell’uscita di Cerignola (Foggia).

Per bloccare il mezzo, a quanto si è appreso, sarebbero stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco, che non hanno ferito nessuno. L’autista del mezzo è stato picchiato, sequestrato e rilasciato a poca distanza, nei pressi del casello di Cerignola Est, in A14.

L’uomo è stato soccorso da personale del 118 e portato in ospedale per le cure. Nessuna traccia al momento del camion. Indagini sono in corso da parte degli agenti della sottosezione della polstrada di Trani.

Rapina in casa a Bitonto, apre cassaforte con fiamma ossidrica. Incastrato dal Dna: arrestato 32enne pregiudicato

La Polizia di Stato ha arrestato un 32enne locale, pluripregiudicato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, per furto aggravato in abitazione e porto illegale di arma comune da sparo.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’uomo avrebbe commesso un furto in abitazione nell’ottobre 2024. Nella circostanza, utilizzando una fiamma ossidrica, sarebbe riuscito a sventrare una cassaforte sottraendo oro, contanti e una pistola con munizioni.

Sul luogo del delitto fu rinvenuto un frammento di guanto, dal quale, attraverso le analisi di laboratorio, è stato possibile isolare un profilo DNA compatibile con quello del sospettato, già censito nelle banche dati. L’arrestato, già in regime di detenzione domiciliare, è stato quindi trasferito presso il carcere di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Canosa, gioielleria rapinata nella notte: banda via con i gioielli esposti in vetrina. Bottino di oltre 10mila euro

Una rapina è stata effettuata a Canosa di Puglia, nella zona 167, ai danni di una gioielleria nella notte tra domenica e lunedì. Il bottino ammonta a oltre 10mila euro. Secondo quanto ricostruito ad entrare in azione sono 4 persone.

La banda ha forzato la saracinesca e portato via quanto era esposto nelle vetrine. Sul caso indaga la Polizia, al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Rapina finita male, 40enne di Brindisi ucciso allo stadio San Nicola: caso risolto 25 anni dopo. Un arresto – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico di uno indagato, accusato di omicidio in concorso, aggravato dai motivi abietti, dalle condizioni di minorata difesa e dal fine di eseguire una rapina a mano armata.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari per mezzo di intercettazioni, servizi mirati di osservazione e accertamenti scientifici, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato, peraltro pregiudicato per delitti contro la persona, e di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio di un 40enne originario di Brindisi.

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Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), è emerso che i tre indagati, uno dei quali nel frattempo deceduto e un altro divenuto collaboratore di giustizia, seguendo un collaudato modus operandi, nella notte del 4 maggio 2002 avevano programmato una rapina a mano armata (utilizzando una pistola legalmente detenuta da uno di loro) ai danni di fruitori di prestazioni sessuali a pagamento frequentanti la zona dello stadio di San Nicola di Bari.

Nell’occasione, uno degli indagati indusse la vittima ad appartarsi in zona isolata e priva di illuminazione pubblica, favorendo così l’intervento dei due complici, i quali si avvicinarono al veicolo per commettere la rapina, venendo però visti dalla vittima che, nel tentativo di scendere dal mezzo per fuggire, venne colpita da almeno quattro colpi di arma da fuoco, esplosi dall’odierno arrestato con una pistola cal. 9×21 regolarmente detenuta dall’altro complice.

Dopo la letale azione di fuoco, gli indagati perquisirono l’autovettura della vittima spostando i capi di abbigliamento, poi spostarono il mezzo di alcune centinaia di metri per renderlo meno visibile ed abbandonarlo, lasciando però delle impronte digitali poi risultate decisive. Dopo circa venti giorni dall’omicidio, per cancellare eventuali tracce, gli indagati incendiarono l’auto utilizzata per la tentata rapina.

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Decisivi, al fine della completa ricostruzione della fase omicidiaria e dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, i contributi forniti proprio da uno dei partecipanti all’azione delittuosa, divenuto successivamente collaboratore di giustizia, e le risultanze emerse dagli accertamenti scientifici dattiloscopici svolti sulle impronte digitali e palmari di uno degli indagati, rilevate sul veicolo della vittima.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Estorsione, rapina e aggressione in un’azienda. Bloccati dai Carabinieri durante la fuga: 3 arresti a Mottola

I carabinieri di Mottola hanno arrestato e posto ai domiciliari tre uomini di 40, 41 e 44 anni con l’accusa di rapina aggravata in concorso. I tre, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbero raggiunto a bordo di un’auto un’azienda e, dopo essersi avvicinati al titolare, gli avrebbero chiesto la somma di 500 euro, minacciandolo di gravi conseguenze qualora non avesse ottemperato alla richiesta, facendo anche riferimento all’uso di armi.

Anche il figlio dell’imprenditore poi sarebbe stato intimidito e aggredito fisicamente. Fingendo un malore, quest’ultimo sarebbe riuscito a contattare un parente che ha chiamato il 112.

I tre si sarebbero poi impossessati di una cassa contenente numerosi utensili da lavoro all’interno del capannone dell’azienda, tentando poi la fuga. Sul posto però sono intervenuti i Carabinieri che hanno intercettato e bloccato i tre. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

Paura a Molfetta, ladri entrano di notte mentre i proprietari dormono e svaligiano la casa: via col bottino

Attimi di paura e terrore a Molfetta per una famiglia di imprenditori. Secondo le prime ricostruzioni, quattro persone incappucciate sono riuscite ad introdursi nella loro abitazione, mentre i residenti dormivano, e a farsi consegnare documenti, chiavi e altro.

A commentare l’episodio sui social è stato anche il senatore Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta. “Questo non può essere archiviato come un fatto isolato – si legge -. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità”.

“Molfetta non può rassegnarsi – aggiunge -. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza non è uno slogan: è un diritto”.

Rapina un’anziana e si presenta in caserma con gli stessi vestiti e con la stessa auto: arrestato

Rapina una donna anziana di 86 anni, sferrandole un pugno alla testa e strappandole la borsa. A distanza di mesi viene arrestato dai Carabinieri. Il fatto è accaduto a San Ferdinando di Puglia lo scorso ottobre, l’uomo era riuscito a fuggire a bordo di una Fiat Punto guidata da un complice, facendo perdere le proprie tracce con un bottino composto da 300 euro e un telefono cellulare.

Il ladro si è poi presentato a distanza di poche ore, nello stesso giorno, nella caserma dei Carabinieri per adempiere all’obbligo di firma a cui era già sottoposto per altre vicende. Lo ha fatto con la stessa auto e con gli stessi indumenti indossati durante la rapina. Così i militari lo hanno riconosciuto, identificato e arrestato.

Bari, rapina in un minimarket in via Manzoni: titolare colpito con il calcio della pistola e ferito alla testa

Rapina ieri sera in un minimarket etnico in via Manzoni. Il titolare del negozio, trovato sanguinante da alcuni passanti, è trasportato in ospedale, dopo l’aggressione subita. Secondo le prime ricostruzioni è stato colpito ripetutamente alla testa col calcio della pistola. Sul posto è intervenuta la Polizia che ha ascoltato alcuni testimoni e dato via alle indagini.