Barese precipita dal settimo piano in Romania, gli amici di Anton Giulio: “Non si è suicidato amava troppo la vita”

C’è mistero attorno alla morte dell’imprenditore barese Anton Giulio Olivieri, deceduto dopo essere caduto sabato 8 aprile dal settimo piano di un appartamento a Deva. Il 37enne si trovava da tempo in Romania dove lavorava con suo zio, nell’impresa ItalRom Leather. I suoi funerali si sono svolti oggi nei giorni scorsi a Toritto, paese di origine della sua famiglia, dopo il rientro della salma in Italia. La polizia romena è sicura che si tratti di suicidio, ma sul caso è stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo.

“Negli ultimi due anni lo vedevo stressato: era dimagrito, perdeva capelli, aveva avuto problemi di salute. Diceva di non potersene andare dalla Transilvania, in cui si era trasferito da cinque anni, per proteggere la sua famiglia. Temo che fosse finito sotto ricatto di qualcuno, ma era un ragazzo che amava troppo la vita per potersi suicidare. La dinamica della morte è stranissima, nessuno qui crede al gesto volontario”, racconta un suo amico al Corriere del Mezzogiorno. “Da tempo lo vedevo troppo diverso dal solito. Amava Bari e ci tornava quando poteva, ma le visite erano diventate sempre più rare. Diceva di non poter rientrare a casa per proteggere sé stesso e la sua famiglia, ma non ha mai dato dettagli a nessuno – aggiunge un altro -. Era allo stesso tempo pieno di vitalità e fortemente introverso, teneva tutto dentro. Suicidio? È impossibile. Lui viveva per i suoi cari, era convinto di doverci essere sempre per prendersi cura di tutti, dai genitori alla sorella e al fratello. Non lo avrebbe mai fatto per responsabilità”.

Bugie alla famiglia sull’università: 29enne pugliese si toglie la vita. La verità su un block notes di 42 pagine

Un 29enne di Manduria si è tolto la vita impiccandosi, nell’abitazione che condivideva con sua sorella in Abruzzo, dopo aver mentito per mesi alla famiglia sul suo percorso universitario. Ha raccontato tutta la sua verità su un block notes di 42 pagine. A trovare il corpo è stata proprio la sorella, sul posto è intervenuto il 118 ma non c’è stato nulla da fare.

Giallo in Cina, muore il pugliese Marcello Vinci: Farnesina in contatto con l’ambasciata. La mamma: “Non si è suicidato”

È un vero e proprio mistero la morte di Marcello Vinci, 29enne pugliese di Martina Franca deceduto a Chengdu nella provincia di Sichuan in Cina. Il suo corpo è stato trovato senza vita per strada dopo una caduta dal 35esimo di un grattacielo. Marcello si era trasferito in Cina dal 2019 in maniera definitiva, a causa della pandemia non era più riuscito a rivedere i suoi cari. Dal 2020 insegnava in una scuola organizzata dal consolato italiano. Le autorità cinesi parlano di suicidio, ma la famiglia esclude questa ipotesi e spinge affinché la salma torni in Italia per l’autopsia. La Farnesina è in contatto con l’ambasciata cinese.

“Sabato 4 marzo gli ho mandato le foto del negozio da parrucchiere che sto ristrutturando a Rosa Marina. Domenica 5 attorno alle 22 ora cinese lui mi ha mandato una sua foto mentre era in un bar e subito dopo so che ha inviato il programma di lavoro alla sua collega – le parole della mamma in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno -. Mi è sembrato tranquillo come al solito, mi diceva soltanto che aveva un po’ di stress da lavoro perché a causa dell’assenza di un paio di colleghi lui e la collega dovevano fare ore in più. Lunedì ho provato a chiamarlo, ma non ha risposto. Martedì i carabinieri di Pezze di Greco ci hanno convocato in caserma, me e il papà di Marcello, e ci hanno comunicato la tragica notizia. Ci hanno dato la traduzione della comunicazione giunta dalla Cina. Da quel momento non abbiamo saputo più nulla. Non sappiamo ancora come è morto. L’hanno trovato in strada. Tramite un avvocato siamo in stretto contatto con il consolato in Cina e con la Farnesina, ma ancora nessuna novità. Per noi è un dolore immenso. Suicidio? Come fanno a dirlo, lo escludo nel modo più assoluto”.