Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

Quintali di mascherine e test Covid buttati in campagna, risolto il giallo: ecco da dove vengono

Un altro mistero risolto, almeno a livello mediatico. Siamo tornati a Binetto, da Rocco, per raccontare gli sviluppi dell’abbandono di cartoni di mascherine e test Covid in campagna e nella sua proprietà, trasformata in una discarica a cielo aperto.

Se a Palo era stata presa di mira una strada, nel caso di Binetto è rimasta coinvolta la proprietà privata di Rocco, chiamato a risolvere al momento da solo il problema della smaltimento.

Grazie ad una telefonata, siamo riusciti però a risalire all’origine dei materiali abbandonati, ai responsabili di questo scempio ambientale e abbiamo allertato le Forze dell’Ordine.  In attesa dei tempi biblici delle indagini e della giustizia, Quinto Potere però non si ferma qui.

Spaccio di droga nel giardino, resistenza a pubblico ufficiale e fuga spericolata in centro: 3 arresti a Bari

La Polizia di Stato, nel corso dell’ultimo fine settimana, ha intensificato i servizi di controllo del territorio a Bari, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e prevenire fenomeni di illegalità.

Nel corso delle attività, svolte dalle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sono state identificate 526 persone di cui 175 con precedenti di polizia e 33 stranieri, controllati 168 veicoli; Sono state elevate 7 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.

L’attività ha inoltre portato all’esecuzione di 3 perquisizioni personali, con il deferimento in stato di libertà di 6 persone per reati quali danneggiamento, furto aggravato, detenzione di sostanze stupefacenti, possesso illegale di un coltello a serramanico ed evasione.

Nel medesimo contesto, sono stati effettuati 3 arresti, di cui 2 per reati di resistenza a pubblico ufficiale e per aver messo in pericolo l’incolumità altrui con una fuga pericolosa a bordo delle proprie auto per le vie del centro, e la terza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in un noto giardino cittadino. Infine è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere di un cittadino straniero minore, associato all’istituto penitenziario per minorenni.

Sono stati altresì eseguiti controlli amministrativi presso esercizi pubblici, tra cui un centro scommesse, al fine di verificare il rispetto della normativa vigente, ove sono state controllate 9 persone. Le attività di prevenzione e controllo del territorio proseguiranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di sicurezza e contrastare ogni forma di illegalità.

Malamovida a Bari, più videosorveglianza e controlli nelle ore notturne. Un codice di comportamento per i locali

Potenziamento della videosorveglianza dentro e fuori i locali di intrattenimento, vigilanza sul rispetto delle regole relative al divieto di somministrazione di alcolici ai minorenni e di introduzione in bar ed esercizi commerciali di armi e droga, maggiore presenza delle forze dell’ordine.

Sono queste alcune delle misure contenute nel protocollo di intesa sottoscritto oggi a Bari da prefetto, sindaco e associazioni di categoria per prevenire i fenomeni di movida molesta.

Il documento rappresenta il culmine di un percorso di confronto che ha coinvolto anche i residenti dei quartieri della città dove si concentrano i luoghi di intrattenimento serale e notturno soprattutto di giovani, anche a seguito dell’aumento di episodi di violenza, come risse e aggressioni.

“Questo fenomeno deve essere governato attraverso un impegno rafforzato di tutti – ha detto il prefetto di Bari, Francesco Russo – per consentire un sereno sviluppo dei momenti di divertimento, in uno spirito di collaborazione”. La firma del protocollo, secondo il sindaco Vito Leccese, rappresenta “l’inizio di una nuova stagione di condivisione responsabile. Il fenomeno dell’intrattenimento serale e notturno per Bari deve essere una opportunità. Animare strade e piazze non deve essere un elemento penalizzante, perché anzi significa anche prevenire fenomeni di insicurezza”.

“Si fa un passo avanti insieme, forze di polizia, gestori dei locali, amministrazione e cittadini” ha detto il questore, Annino Gargano, assicurando “presidi fissi delle forze di polizia soprattutto nei fine settimana” e che “qualunque forma di illegalità e azione violenta sarà sanzionata”, prevedendo anche meccanismi premiali per gli esercenti “virtuosi”.

Alla firma del protocollo erano presenti anche i vertici territoriali di carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre ai rappresentanti delle associazioni firmatarie (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Comitato per la salvaguardia degli esercenti attività commerciali nella zona Umbertina). L’intesa, della durata di un anno, riguarda tutto il territorio cittadino e sarà oggetto di monitoraggio sotto il coordinamento della Prefettura.

Paura a Taranto, appartamento in fiamme in una palazzina: salvata donna con difficoltà motorie

Un incendio si è sviluppato questa mattina in un appartamento al quinto piano di un edificio tra viale Virgilio e via Sorcinelli, a Taranto. Una donna presente all’interno è stata soccorsa e portata all’esterno in sicurezza, secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’intervento.

Le fiamme, visibili anche dall’esterno, hanno interessato parte dell’abitazione, generando preoccupazione tra i residenti della zona. Ancora da chiarire le cause del rogo: tra le ipotesi prese in considerazione un episodio accidentale o un guasto all’impianto elettrico.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con più mezzi, tra cui un’autoscala, riuscendo a spegnere l’incendio e a evitare il coinvolgimento di altri appartamenti.

La donna, che potrebbe avere difficoltà motorie, è stata assistita dai sanitari del 118 senza necessità di ricovero. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale per gli accertamenti. isagi alla circolazione durante le operazioni di emergenza. Proseguono le verifiche per ricostruire con precisione l’origine delle fiamme.

IL LEGALE – Antonio affronta il branco. Genchi: “Non è un gioco. Commessi reati gravi”

C’era anche l’avvocato Genchi con noi quando siamo stati presi di mira dal branco di giovani in via Amendola durante la registrazione di un nostro servizio. Proprio con lui, nella nuova puntata della rubrica Il Legale, siamo tornati a parlare di quanto accaduto. E i reati commessi dai ragazzini, senza rendercene conto al momento, sono stati davvero tantissimi e soprattutto gravi.

Bari, Sal Da Vinci nel podcast di Fedez: “Al Petruzzelli con papà folla di fan sfondò vetrata costò 700mila lire”

Un ricordo d’infanzia che profuma di teatro e di primi successi, quello condiviso da Sal Da Vinci durante la sua partecipazione al podcast Pulp, condotto da Fedez e Mr. Marra.

L’artista ha riportato alla memoria un episodio avvenuto nel 1976 al Teatro Petruzzelli, simbolo della cultura teatrale italiana, quando era ancora bambino e seguiva il padre Mario Da Vinci nelle tournée in tutta Italia.

Secondo il racconto, quella serata barese fu segnata da un’affluenza straordinaria di pubblico. La folla, accorsa in massa per assistere allo spettacolo, arrivò addirittura a danneggiare una vetrata del teatro nel tentativo di entrare.

“C’era talmente tanta gente che sfondò la vetrata”, ha ricordato Sal Da Vinci, sottolineando l’eccezionalità di quel momento e l’entusiasmo travolgente dei fan.

L’episodio ebbe anche conseguenze economiche: fu proprio il padre Mario a dover sostenere le spese per la riparazione del danno, pari a circa 700mila lire, una cifra significativa per l’epoca.

Il racconto si inserisce negli anni iniziali della carriera dell’artista, quando calcava già il palcoscenico accanto al padre, figura di spicco delle sceneggiate napoletane, portate in tournée nei teatri di tutta Italia. Un’esperienza che ha contribuito a formare il percorso artistico di Sal Da Vinci, oggi tra i volti più noti della musica e dello spettacolo italiano.

Rapina armata a Milano, esplodono colpo di pistola e si fanno consegnare 10mila euro: arrestati due baresi

Tre uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di rapina aggravata, lesioni e porto illegale di armi da fuoco, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano. Si tratta di un 40enne e un 45enne originari della provincia di Bari e di un 68enne della provincia di Caserta.

L’episodio risale alla sera del 21 dicembre 2024, quando in via Sonnino un 42enne di origine cinese, titolare di un’agenzia di viaggi, era stato vittima di una violenta rapina.

Due aggressori lo avevano minacciato con una pistola, esplodendo anche un colpo, e lo avevano costretto a consegnare uno zaino contenente un telefono cellulare e circa 10mila euro in contanti. Nel tentativo di reagire e recuperare quanto sottratto, la vittima era stata ulteriormente aggredita, riportando lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Le indagini della Squadra Mobile milanese, supportate dagli accertamenti della Polizia Scientifica, dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dalle intercettazioni, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i presunti responsabili. Secondo quanto emerso, due degli indagati avevano pedinato la vittima fin dall’uscita dall’agenzia di viaggi, seguendola anche a bordo dell’autobus fino a casa, dove sono poi entrati in azione i complici in scooter.

I tre uomini sono stati fermati nel pomeriggio di venerdì in un ristorante di corso Magenta, mentre si trovavano a pranzo insieme ad altre persone con precedenti. Le indagini proseguono per identificare un quarto soggetto coinvolto.

Bari, annullata la condanna a 6 mesi inflitta all’ex consigliere regionale Conca: “Non ha diffamato Emiliano”

Non fu diffamazione, bensì esercizio di critica politica. Con questa motivazione la Quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a sei mesi inflitta all’ex consigliere regionale Mario Conca dal Tribunale di Bari nell’aprile 2024. La vicenda riguardava alcune dichiarazioni rivolte all’ex governatore pugliese Michele Emiliano in merito a nomine interne all’Acquedotto Pugliese (Aqp).

Il procedimento era nato da una querela presentata da Emiliano dopo un post pubblicato da Conca nel 2019 su Facebook, poi condiviso anche su WhatsApp. Nel messaggio, l’ex consigliere commentava criticamente un articolo di stampa sulle nomine nella società pubblica, sollevando dubbi su presunti criteri clientelari e sulla gestione degli incarichi.

Tra i passaggi contestati, le osservazioni sull’avvicendamento alla direzione degli affari legali e societari di Aqp, con riferimento alla sostituzione di Veronica Arciuolo con Giorgio Savino. Conca aveva insinuato che la scelta potesse non essere legata esclusivamente a meriti professionali, chiedendo chiarimenti direttamente al presidente Emiliano.

A seguito della denuncia, la vicenda era sfociata in un processo conclusosi in primo grado con la condanna dell’ex consigliere. I suoi legali avevano però presentato ricorso in Cassazione, nonostante il parere contrario della Procura generale, che lo riteneva inammissibile.

La Suprema Corte ha invece ribaltato l’esito del giudizio, escludendo la rilevanza penale delle dichiarazioni e riconducendole nell’alveo della legittima critica politica. La decisione si inserisce in un contesto più ampio di contenziosi tra Emiliano e Conca, protagonisti negli anni di numerosi scontri anche sui social, dove l’ex consigliere ha spesso commentato l’operato dell’amministrazione regionale.