Bari continua ad essere una delle mete più gettonate per i turisti di tutto il mondo, ma alcuni scorci della città offrono ancora oggi alcune cartoline deprimenti e vergognose. In particolare al Libertà, dove crescono sempre di più i b&b. Ma le strade e i marciapiedi sono invasi da rifiuti, escrementi vari e macchine abbandonate. L’inciviltà, come sempre, rischia di mettere a serio rischio la “reputazione” di Bari.
Bari, doppia data di Vasco Rossi al San Nicola: servizio bus potenziato e aree di sosta attivate – TUTTE LE INFO
Per facilitare gli spostamenti in occasione dei concerti di Vasco Rossi in programma allo stadio San Nicola, nelle giornate del 18 e 19 giugno, Amtab Spa, in collaborazione con l’amministrazione comunale, attiverà servizi dedicati per raggiungere l’area dell’evento con navette speciali, potenziando i servizi di trasporto pubblico e con l’attivazione delle aree di sosta nelle zone limitrofe allo stadio.
Sarà offerto un potenziamento del servizio con bus navetta diretti allo stadio in partenza da via Giuseppe Capruzzi (altezza civico 152, lato binari, a sinistra dell’uscita del sottopasso della stazione verso il ponte di corso Cavour) con unica fermata intermedia presso il Polipark.
La prima partenza è prevista alle ore 14.00, con corse circa ogni 12 minuti.
Il percorso di andata seguirà l’itinerario: via G. Capruzzi-fronte cìvico 152/lato binari (capolinea), viale Ennio, piazza G.lio Cesare, viale O. Fiacco, ponte Solarino, Polipark (fermata a richiesta), inversione di marcia alla rotatoria, ponte Solarino, a dx per la nuova bretella di collegamento alla rotatoria, a destra per via Cotogno, via Gen. Bellomo, SP. 236, uscita Stadio S. Nicola, rondò a destra per via Bitritto, rondò sud a destra per via Nicola Vernola (capolinea) dove sul lato destro nel senso di marcia, carreggiata compresa tra largo P. Lombardi (Rondò Sud) e il raccordo G. Rossi, la polizia locale ha riservato un’area sosta per i bus Amtab.
Per il ritorno, al termine del concerto, i bus partiranno via Nicola Vernola (capolinea), raccordo Giuseppe Rossi, viale Donato Menichella, via Giulio Petroni, a sinistra per viale Kennedy, a destra per via Papa Pio XII, a sx per il ponte Solarino, Polipark (fermata a richiesta), inversione di marcia alla rotatoria, ponte Solarino, a dx per la nuova bretella di collegamento alla rotatoria, a sx per via Cotugno, a sx per viale O. Flacco, piazza Giulio Cesare, viale Salandra, a dx per via Giuseppe Capruzzi, tra i civici 214 e 232/lato portici (capolinea).
Per utilizzare il servizio dei bus navetta è necessario essere in possesso di un regolare biglietto.
Aree di sosta
Saranno inoltre attive, nelle stesse giornate, le aree di parcheggio nei pressi dello stadio, dalle ore 7.30 alle 24.00.
È prevista una tariffa unica giornaliera prevista: autoveicoli € 3,00 – bus € 12,00
Al fine di decongestionare il traffico nelle zone limitrofe allo stadio, l’Amtab e il Comune suggeriscono, l’utilizzo dell’area di sosta Polipark con relativa navetta, creata appositamente per l’occasione, al fine di offrire un servizio predisposto per una maggiore efficienza del servizio e sicurezza per l’utente.
Con i suoi 1384 posti auto tutti coperti e 30 posti riservati ai disabili, la struttura ben si sposa con eventi di questo genere.
Al Polipark, il servizio sarà fruibile osservando l’ordinaria tariffa giornaliera:
• € 1,00 entro un’ora di permanenza
• € 2,00 entro la seconda ora di permanenza
• € 2,50 dalla terza ora di permanenza (tariffa massima giornaliera)
Ulteriori informazioni potranno essere richieste agli operatori del numero verde 800450444.
Bari, il silenzio della società dopo il disastro: la credibilità non si ricostruisce nascondendosi
Da Bolzano in poi, il vuoto. La drammatica retrocessione in Serie C maturata contro il Sudtirol nel ritorno dei playout avrebbe richiesto una presa di responsabilità immediata, una spiegazione pubblica, una conferenza stampa, un confronto con una tifoseria che ha visto naufragare nel peggiore dei modi una stagione già segnata da errori evidenti. Invece, dal quartier generale della SSC Bari è arrivato soltanto il classico silenzio assordante.
L’ultima dichiarazione ufficiale rilasciata da un tesserato biancorosso risale infatti al 22 maggio 2026, quando al termine della gara Moreno Longo ha tentato di chiedere scusa per l’ennesima delusione inflitta alla piazza. Da quel momento in poi più nulla. L’unica comunicazione diffusa dalla società è stata quella del 6 giugno relativa alla rescissione consensuale del contratto del direttore sportivo Di Cesare. Per il resto, il nulla cosmico.
Non una parola del presidente Luigi De Laurentiis, non una spiegazione sulle cause del fallimento sportivo. Nemmeno una riflessione pubblica sul progetto tecnico che ha condotto il Bari dalla finale playoff per la Serie A del 2023 fino all’umiliante ritorno in terza serie. Risulta utopistico pensare persino ad confronto diretto – ed a caldo – con la città.
L’unico argomento capace di rompere il silenzio è stato quello legato allo “Stadio San Nicola gate”, una vicenda che ha monopolizzato l’attenzione mediatica mentre la questione più importante — la retrocessione della squadra — restava senza risposte. Basti pensare che la notizia di un direttore generale, individuato nella persona di Pierpaolo Marino, è stata diffusa tramite il sindaco Vito Leccese ma non ancora resa ufficiale dalla società. Nulla di nuovo all’orizzonte in quanto non è la prima volta che ciò avviene.
Anzi, ormai sembra essere diventato un copione consolidato. Ogni estate, dopo una stagione fallimentare, la società si trincera dietro la necessità di “riflettere”, di “analizzare gli errori”, di “programmare il futuro”. Frasi già sentite, ripetute fino allo sfinimento e che nel tempo hanno perso qualsiasi credibilità. La domanda dunque nasce spontanea: cosa ha prodotto la riflessione dello scorso anno?
Non è difficile immaginare le prossime dichiarazioni della proprietà: “Abbiamo riflettuto a lungo”, “Abbiamo individuato ciò che non ha funzionato”, “Ripartiremo più forti di prima”. Frasi che i tifosi conoscono ormai a memoria come uno di quei tormentoni sentiti troppe volte alla radio. Fa quasi sorridere il contrasto tra il silenzio operativo e gli ambiziosi obiettivi contenuti nella recente lettera inviata da Luigi De Laurentiis al sindaco Vito Leccese.
Nuovo management, advisor internazionali, ricerca di investitori, Pierpaolo Marino nel ruolo di direttore generale e una promessa chiara: riportare il Bari in Serie A. Queste, parole importanti in un normale ambito sportivo. Da qualche anno invece a Bari ciò che si dichiara ha ormai un valore prossimo allo zero. La tifoseria biancorossa non chiede slogan né proclami bensì trasparenza, presenza e assunzione di responsabilità.
Una proprietà che dopo una retrocessione storica sceglie di non parlare per settimane trasmette un messaggio pericoloso: quello di una distanza ormai diventata incolmabile tra il club e la sua gente ed il vero problema della SSC Bari ad oggi non è soltanto la Serie C ma anche una credibilità consumata di anno in anno, promessa dopo promessa, stagione dopo stagione. Una credibilità che, ormai, assomiglia sempre di più alle promesse dei marinai.
Foto: SSC Bari
Bari, schianto tra viale Giovanni XXIII e via Giulio Petroni: 4 feriti. Auto distrutte
Quattro persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto ieri sera a Bari, all’incrocio tra viale Giovanni XXIII e via Giulio Petroni. Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118, due squadre dei vigili del fuoco e due pattuglie della polizia locale, che hanno provveduto ai soccorsi e alla gestione della viabilità.
Fortunatamente nessuno dei coinvolti avrebbe riportato ferite gravi. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Minorenne ridotta in schiavitù, segregata in casa e costretta a prostituirsi a Bari: 52enne condannata a 15 anni
La 52ennePetruta Paun, conosciuta come ‘Simona’, è stata condannata dalla Corte d’Assise di Bari a 15 anni di reclusione e a 3 di libertà vigilata per aver ridotto in schiavitù, in concorso con l’allora convivente, una ragazza minorenne, allo scopo di farla prostituire.
I fatti risalgono al 2010, la vittima fu portata via dalla Romania, assieme ad altre minorenne, e successivamente segregata in casa a Torre a Mare e Ceglie del campo. Gli appartamenti avevano le sbarre alle finestre, la ragazza non usciva di casa se non per prostituirsi sulla statale 96 tra Modugno e Altamura e sulla 19 tra Bitonto e Palo del Colle.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, erano circa quaranta le ragazze portate via con l’inganno da paesini sperduti della Romania, obbligate a stare sulla strada per tutto il giorno. Il blitz della polizia nel 2010 interruppe il traffico e portò a 4 arresti, ma le stesse vittime mostrarono resistenza nel raccontare quello che subivano dai loro aguzzini e molte delle ragazze furono rimpatriate.
Bari, 32 cinghiali catturati dal 1° gennaio 2025 ad oggi: interventi mirati nel parco di Lama Balice
Procedono gli interventi finalizzati al contenimento della popolazione dei cinghiali sul territorio di Lama Balice. Nell’ambito del Piano Regionale per gli Interventi Urgenti – PRIU, che ha rinsaldato la collaborazione tra il Parco naturale regionale Lama Balice e il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente di UNIBA, sono 32 gli esemplari di cinghiale prelevati dall’inizio dello scorso anno ad oggi: nel 2025 ne sono stati catturati 23, riconducibili principalmente a classi d’età adulta e subadulta, mentre quest’anno, secondo quanto effettuato fino agli inizi del mese di giugno, sono stati presi 9 individui striati.
Il monitoraggio continuo ha evidenziato inizialmente, nei primi mesi dello scorso anno, una popolazione composta prevalentemente da maschi adulti, con la presenza occasionale di nuclei familiari (femmine con prole nata nelle stagioni riproduttive del 2025 e 2026): in particolare, nell’area è stata accertata la riproduzione di almeno due esemplari femmine appartenenti allo stesso gruppo, che hanno dato vita a due distinte cucciolate.
Il piano di contenimento dei cinghiali, di fatto, è stato avviato circa dieci anni fa, ben prima dell’avvio dell’attuale PRIU, portando complessivamente alla cattura di circa 300 esemplari.
Tra le azioni cardine, un ruolo di primo piano è assolto dal monitoraggio faunistico, pilastro operativo imprescindibile condotto capillarmente all’interno del parco attraverso il posizionamento strategico di fototrappole (immagini e video) in corrispondenza dei principali corridoi ecologici utilizzati dagli animali: questa attività non costituisce solo un metodo per censire la specie ma rappresenta lo strumento scientifico fondamentale per tracciare in tempo reale gli spostamenti, ottimizzare l’efficacia delle catture e validare scientificamente il progressivo spopolamento dell’intera area.
I dati raccolti tramite le fototrappole risultano, quindi, essenziali per analizzare la distribuzione, la consistenza e la dinamica demografica della popolazione, offrendo i parametri necessari a valutare l’efficacia delle strategie gestionali adottate. Il monitoraggio, svolto sia in fase preliminare sia in parallelo alle catture, garantisce informazioni tempestive sul numero minimo di individui presenti e sul trend della popolazione.
Le operazioni di controllo numerico sono state possibili grazie all’impiego di tre gabbie-trappola dotate di un sistema di attivazione a inciampo, all’allestimento di piste di alimentazione con esche a base di mais, mais schiacciato, carrube e avena e al foraggiamento preventivo delle gabbie, con il successivo innesco dei meccanismi, eseguito tramite rigidi accorgimenti finalizzati a ridurre al minimo la contaminazione da odori umani, cosa che comprometterebbe l’efficacia delle catture.
I risultati ottenuti dall’equipe, coordinata da Lorenzo Gaudiano, registrano una progressiva e drastica riduzione della presenza di cinghiali nel parco. Attualmente, infatti, la popolazione residua appare limitata a pochissimi individui solitari che frequentano il territorio in modo occasionale.
“Nonostante i risultati ottenuti – commenta Lorenzo Gaudiano – risulta di fondamentale importanza garantire la continuità delle operazioni nel medio e lungo periodo. Mantenere la densità della popolazione a livelli minimi è una condizione indispensabile per prevenire il potenziale biologico di ricolonizzazione, in quanto il cinghiale è una specie caratterizzata da un elevatissimo tasso riproduttivo e una spiccata plasticità ecologica. Interrompere queste azioni di controllo, in questa fase, causerebbe un rapido effetto di rimbalzo demografico, cosiddetto ‘rebound’, vanificando risorse e sforzi impiegati finora. Serve, inoltre, a limitare l’arrivo di altri cinghiali da aree limitrofe, dato che il controllo costante azzera l’attrattività ecologica del parco impedendo che il territorio venga occupato da nuovi gruppi familiari”.
Assieme al coordinatore tecnico, fanno parte dell’equipe di UNIBA Prospero L’erario e Lorenzo Pucciarelli, operatori tecnici faunisti, e il responsabile scientifico Giuseppe Corriero.
Bari, sfreccia con la moto al Punto X e viene rimproverato: ragazzino aggredisce il titolare di un locale
Momenti di tensione nella serata di ieri al Punto X di Poggiofranco, a Bari, dove il titolare di uno dei locali della zona sarebbe stato aggredito dopo aver rimproverato un ragazzo che sfrecciava con il motorino nell’area pedonale tra via Posca e via Pappacena.
Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, l’uomo avrebbe ricevuto un pugno al volto e gli sarebbe stato sottratto il cellulare da alcuni adulti, presumibilmente i genitori del giovane.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, che stanno ricostruendo l’accaduto. La zona, da tempo al centro delle segnalazioni per la presenza di monopattini e scooter lanciati tra i pedoni, era già stata oggetto di controlli e sanzioni da parte della Polizia Locale.
Bari, la lettera di De Laurentiis apre al cambiamento ma non alla cessione: il futuro resta un rebus
La lettera inviata da Luigi De Laurentiis al sindaco di Bari, Vito Leccese, rappresenta il documento politico e societario più rilevante degli ultimi mesi nella complessa vicenda della SSC Bari. Dopo settimane di tensioni istituzionali e richieste di chiarezza il presidente biancorosso ha risposto formalmente ai tre punti posti dal primo cittadino.
Una risposta che contiene aperture significative ma che lascia ancora irrisolti alcuni interrogativi fondamentali. Se da un lato la proprietà annuncia un nuovo management, il coinvolgimento di advisor internazionali e l’apertura a nuovi investitori, dall’altro evita accuratamente di assumere l’impegno che gran parte della piazza attendeva: dichiarare esplicitamente la propria uscita dalla società.
Il primo elemento di novità riguarda la nomina di Pierpaolo Marino come direttore generale. De Laurentiis gli affida due obiettivi: riportare il Bari in Serie A e accompagnare il club verso il superamento della multiproprietà. Sulla carta, un segnale forte. La figura di Marino è di grande esperienza ed autorevolezza nel panorama calcistico nazionale.
Tuttavia emerge un elemento di criticità: la lettera non chiarisce quali saranno i reali poteri del nuovo DG. Marino sarà il vero uomo forte dell’area sportiva e societaria o un semplice cambio di facciata? Sul secondo punto si concentra la questione più delicata. Il presidente del Bari annuncia il coinvolgimento di advisor specializzati nel calcio internazionale e la creazione di una Data Room. Dal punto di vista tecnico si tratta di abituali strumenti utilizzati nelle operazioni di acquisizione societaria.
Il linguaggio utilizzato però lascia spazio a interpretazioni differenti. In nessun passaggio compare un impegno esplicito alla cessione della società. Un’assenza tutt’altro che casuale. Tra i passaggi più significativi del documento vi è quello in cui si legge: «L’obiettivo è l’ingresso di nuovi soci anche prima delle scadenze fissate dalle norme federali».
L’ingresso di nuovi soci potrebbe tradursi si nell’acquisto di una quota di minoranza, in un aumento di capitale o nell’arrivo di un socio industriale strategico ma parlare di una nuova compagine societaria non coincide con l’arrivo di una nuova proprietà. In termini giuridici, potrebbe alludere ad una diversa composizione dell’assetto societario.
La parte più concreta della comunicazione riguarda il coinvolgimento di advisor professionali e la predisposizione della Data Room ove mancano però informazioni essenziali: non vengono indicati i nomi delle società incaricate, il numero degli investitori coinvolti, lo stato effettivo delle trattative, né una tempistica per la conclusione del percorso. In sostanza, la città viene informata dell’esistenza di un processo ma non delle sue reali prospettive.
Se pur vero che per la prima volta vengono messi nero su bianco alcuni elementi concreti dall’altro lato il documento evita accuratamente il punto che più interessa: il destino personale dell’attuale proprietà. La lettera parla di nuovi soci, di una nuova compagine societaria e del superamento della multiproprietà ma non di cessione totale. Questa, una differenza sostanziale.
Policlinico Bari, madre dona rene al figlio 44enne: primo trapianto in Italia con tecnica robotica a incisione unica
Primato nazionale per il Policlinico di Bari, dove è stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia con tecnica robotica Single Port, che consente di operare attraverso un’unica incisione di circa sette centimetri. L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi dall’équipe di Urologia guidata dal professor Pasquale Ditonno utilizzando il sistema robotico Da Vinci Single Port.
La nuova procedura rappresenta un’evoluzione rispetto alla tecnica robotica multiport, già impiegata nel centro barese per 17 trapianti tra il 2023 e il 2024, e garantisce minore invasività, ridotto stress biologico, tempi di recupero più rapidi e un migliore risultato estetico.
Dietro il traguardo scientifico c’è anche la storia di una madre di 61 anni che ha donato un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. Dopo anni di dialisi, un intervento di asportazione di un rene e l’interruzione dell’attività lavorativa a causa della malattia, il paziente può ora guardare a una nuova prospettiva di vita.
L’acquisto del robot Da Vinci Single Port è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del programma FESR-FSE 2021-2027. «Essere i primi in Italia a eseguire un trapianto con questa tecnica significa offrire cure sempre meno invasive e una migliore qualità di vita ai pazienti», ha sottolineato il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce.
Bari, minicar si ribalta in centro nella notte davanti al teatro Petruzzelli: illesi una ragazza e un minorenne
Paura nella notte tra il 15 e il 16 giugno nel centro di Bari, dove una minicar con a bordo una ragazza maggiorenne e un minorenne è finita fuori strada ribaltandosi sul marciapiede. L’incidente è avvenuto intorno all’una, nei pressi del teatro Petruzzelli.
Per cause in corso di accertamento, i due occupanti avrebbero perso il controllo del veicolo, che si è capovolto terminando la sua corsa all’angolo tra via Alberto Sordi e corso Cavour, contro la facciata della Banca d’Italia.
Nonostante la violenza dell’impatto, secondo le prime informazioni non si registrano feriti. Sul posto sono intervenute immediatamente le forze dell’ordine, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.










