Bitonto, tutto pronto per i 110 anni di suor Letizia: grande festa in convento per la religiosa nata a Santeramo

Tra due giorni soffierà su 110 candeline, celebrando una lunga vita di fede vissuta da 85 anni dietro le grate della clausura. È la storia di suor Letizia, nata con il nome di Maria Francesca Pastore il 16 ottobre del 1915 a Santeramo in Colle, nel Barese.

Oggi vive nel convento di Bitonto dove le consorelle si preparano a festeggiarla. Il suo compleanno segna anche un piccolo record perché suor Letizia, con ogni probabilità, è la religiosa più anziana d’Italia, sopravvissuta alle epidemie di spagnola, sars e coronavirus e alla seconda guerra mondiale. A segnalare la sua storia è anche l’associazione Giustitalia.

Bitonto, aggredita e spinta cade a terra durante il controllo dei biglietti: ferita capotreno

Ancora violenze e aggressioni sulle linee ferroviarie baresi ai danni di una donna capotreno. È accaduto ieri su un treno della Ferrotranviaria partito da Bari verso Andria intorno alle 7.45.

A Bitonto un nordafricano ha violentemente aggredito, spintonandola e facendola cadere a terra, una Capotreno donna durante i controlli sui biglietti. Il treno è stato bloccato per un’ora e sono intervenute le forze dell’ ordine e un’ambulanza per prestare le cure alla Capotreno, rimasta ferita.

“Denunziamo da tempo le.violenze e le aggressioni, soprattutto alle donne baresi, poste in essere da parte di nordafricani spesso irregolari. E denunciamo da mesi, le interruzioni delle linee ferroviarie per questi episodi e per l’occupazione dei binari da parte dei residenti del CARA. Rinnoviamo, ancora una volta al Prefetto e alle Autorità Giudiziarie, l’accorato invito alla più rigida applicazione delle norme esistenti e alla tolleranza zero rispetto alle violenze sulle donne. E rinnoviamo la richiesta di predisporre periodici controlli di polizia sui treni; in particolare della Ferrotranviaria.”

Noleggiano furgone a un pregiudicato, lo inseguono e lo picchiano per riprenderselo: 4 indagati a Bitonto

Noleggiano un furgone a 9 posti ad un uomo arrivato a Bitonto dalla Campania, lo inseguono con due macchine e si riprendono il mezzo picchiandolo e minacciandolo con una pistola pensando che l’uomo, pregiudicato, volesse rubarlo e non restituirlo più.

Per questo il gip Nicola Bonante ha notificato l’obbligo di dimora a Bari e Bitonto nei confronti di quattro uomini incensurati, tra cui un carabiniere sospeso dal servizio perché coinvolto in un altro coinvolgimento penale e il titolare dell’azienda di autonoleggio, respingendo la richiesta di arresto in carcere presentata dalla Dda di Bari.  Il piano dei quattro fu bloccato da una volante della Polizia allertata a colpi di clacson dalla vittima.

 

Molfetta, pestaggio violento all’esterno della discoteca: feriti due buttafuori. Aggressori di Bitonto in fuga

Due buttafuori aggrediti all’esterno della discoteca Sacro, situata all’ingresso di Molfetta sulla litoranea, nella notte tra sabato 20 e domenica 21 settembre. L’episodio è avvenuto ad un anno di distanza dall’omicidio Lopez al Bahia Beach di Molfetta.

Secondo le prime ricostruzioni, ad agire un commando di quattro uomini di Bitonto arrivati sul posto a bordo di una Seat Leon.

Un pestaggio violento, uno dei vigilanti ha riportato diverse fratture alle costole e una prognosi di 30 giorni. Lesioni più lievi per la seconda vittima.

Gli aggressori si sono poi dati alla fuga a piedi. L’auto è stata sequestrata dai carabinieri. Da stabilire anche il movente. Le indagini sono affidate ai Carabinieri.

Assalto ai bancomat nel Barese, colpo nella notte all’ufficio postale di Mariotto: forte boato sveglia i residenti

Un altro bancomat fatto saltare in piena notte nel Barese. L’assalto si è verificato attorno alle 3.45 all’ufficio postale di Mariotto, frazione di Bitonto, sempre con la tecnica della doppia marmotta.

Un forte boato ha svegliato i residenti, danni ingenti alla struttura. La cassaforte di ultima generazione, installato solo quattro mesi fa, è rimasta integra. Il colpo non sarebbe andato a buon fine.

Sul posto i Carabinieri della stazione di Bitonto. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Spaccio a Bari, Palo e Bitonto. Blitz all’alba della Polizia: 8 arresti tra gli Strisciuglio – TUTTI I NOMI

Sono Giuseppe e Giovanni Signorile, Nicola Primavera, Rodolfo Scardicchio, Marco e Franco Lopez, Mohamed Nefati i sette finiti in carcere alle prime luci dell’alba, dopo che la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta di questa locale Direzione Distrettuale Antimafia. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

I 7 sono ritenuti appartenenti al clan Strisciuglio, operante in varie zone di questo capoluogo e in diversi Comuni dell’area metropolitana barese. Ai domiciliari è finito Tommaso Peschetola, il gip ha rigettato la richiesta di misure per altre sei persone.

I destinatari delle misure cautelari sono considerati membri di una associazione a delinquere, armata, dedita al traffico ed alla commercializzazione di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, eroina e marijuana, nei Comuni di Palo del Colle, Bari e Bitonto.

L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari e condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha consentito di acquisire elementi probatori in ordine alla operatività di una struttura associativa organizzata facente capo all’associazione mafiosa Strisciuglio, dedita al commercio di sostanze stupefacenti nei citati Comuni, ma in particolare nella città di Palo del Colle ed avente una notevole “propensione” a ricorrere all’uso delle armi, ogniqualvolta fosse ritenuto necessario per dirimere controversie e contrasti con i clan avversari.

È stato documentato e riscostruito, in particolare, un raid armato, nel quartiere Japigia, finalizzato a sequestrare un appartenente ad un clan rivale, a scopo intimidatorio; nella circostanza, il commando non riuscì a portare a termine il tentativo di sequestro, ma, comunque, esplose numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della vittima; proprio in relazione a questo episodio, è stata riconosciuta, nell’ambito del provvedimento giudiziario, l’aggravante del metodo mafioso, in quanto l’azione criminale è stata compiuta, con armi ed in pieno giorno, avvalendosi della forza e della capacità d’intimidazione derivanti dall’appartenenza al citato clan.

L’attività di indagine ha anche consentito di appurare come i membri del gruppo criminale usassero parlare, tra di loro, con un linguaggio criptico e convenzionale, al fine di confondere ed eludere eventuali attività investigative da parte delle Forze di Polizia. Il gergo adottato era, chiaramente, funzionale a distinguere il tipo di sostanza stupefacente, ma anche la relativa qualità e quantità; a mero titolo esemplificativo, in relazione al grado di purezza ed alla qualità, la sostanza stupefacente veniva indicata, di volta in volta, come “buona”, “bomba” o “dinamite”.

L’operazione di polizia giudiziaria rappresenta l’epilogo di una attività investigativa, svolta da personale della sezione Antidroga, della Squadra Mobile di Bari, condotta attraverso una poderosa attività tecnica d’intercettazione (telefonica ed ambientale), servizi di pedinamento e video-registrazione, perquisizioni, sequestri ed arresti in flagranza di reato; altrettanto determinante, al fine di corroborare il quadro probatorio, è stata l’attività sotto copertura, condotta da agenti undercover, i quali, fingendosi assuntori, sono riusciti a documentare e quindi acquisire elementi probatori in ordine a numerose cessioni di sostanza stupefacente, da parte dei pusher. Inoltre, il predetto compendio investigativo è stato, altresì, alimentato dalle dichiarazioni rese da vari collaboratori di Giustizia.

Porte blindate, botola segreta e residenti bloccati: palazzina popolare trasformata in market della droga a Bitonto

Una palazzina popolare trasformata in un market della droga. Blitz questa mattina della Polizia in via Ugo La Malfa a Bitonto, lo stabile aveva un portone blindato dotato di una piccola apertura attraverso la quale avveniva la compravendita delle sostanze stupefacenti e il passaggio dei soldi.

L’accesso dei condomini all’interno era controllato dagli spacciatori, non si poteva entrare e uscire durante l’attività di spaccio. Disattivati anche i citofoni.

Nella palazzina c’erano anche anche altri passaggi, tutti con porte blindate, da utilizzare in caso di fuga dalle Forze dell’Ordine.

Presente nel garage anche una botola, chiusa con porte scorrevoli in ferro, utilizzata come altra via di fuga per fuggire dal retro in caso di controlli. Tutte le porte blindate sono state rimosse questa mattina, mentre la botola è stata sigillata.

Spaccio a Bari, Palo e Bitonto: 8 arresti tra gli Strisciuglio. Raid armato a Japigia contro clan rivale – VIDEO

Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta di questa locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto soggetti, ritenuti appartenenti al clan Strisciuglio, operante in varie zone di questo capoluogo e in diversi Comuni dell’area metropolitana barese.

+++ IL VIDEO DEL BLITZ SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

I destinatari delle misure cautelari, delle quali sette applicative della custodia in carcere ed una applicativa degli arresti domiciliari, sono considerati membri di una associazione a delinquere, armata, dedita al traffico ed alla commercializzazione di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, eroina e marijuana, nei Comuni di Palo del Colle, Bari e Bitonto.

L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari e condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha consentito di acquisire elementi probatori in ordine alla operatività di una struttura associativa organizzata facente capo all’associazione mafiosa Strisciuglio, dedita al commercio di sostanze stupefacenti nei citati Comuni, ma in particolare nella città di Palo del Colle ed avente una notevole “propensione” a ricorrere all’uso delle armi, ogniqualvolta fosse ritenuto necessario per dirimere controversie e contrasti con i clan avversari.

È stato documentato e riscostruito, in particolare, un raid armato, nel quartiere Japigia, finalizzato a sequestrare un appartenente ad un clan rivale, a scopo intimidatorio; nella circostanza, il commando non riuscì a portare a termine il tentativo di sequestro, ma, comunque, esplose numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della vittima; proprio in relazione a questo episodio, è stata riconosciuta, nell’ambito del provvedimento giudiziario, l’aggravante del metodo mafioso, in quanto l’azione criminale è stata compiuta, con armi ed in pieno giorno, avvalendosi della forza e della capacità d’intimidazione derivanti dall’appartenenza al citato clan.

L’attività di indagine ha anche consentito di appurare come i membri del gruppo criminale usassero parlare, tra di loro, con un linguaggio criptico e convenzionale, al fine di confondere ed eludere eventuali attività investigative da parte delle Forze di Polizia. Il gergo adottato era, chiaramente, funzionale a distinguere il tipo di sostanza stupefacente, ma anche la relativa qualità e quantità; a mero titolo esemplificativo, in relazione al grado di purezza ed alla qualità, la sostanza stupefacente veniva indicata, di volta in volta, come “buona”, “bomba” o “dinamite”.

L’operazione di polizia giudiziaria rappresenta l’epilogo di una attività investigativa, svolta da personale della sezione Antidroga, della Squadra Mobile di Bari, condotta attraverso una poderosa attività tecnica d’intercettazione (telefonica ed ambientale), servizi di pedinamento e video-registrazione, perquisizioni, sequestri ed arresti in flagranza di reato; altrettanto determinante, al fine di corroborare il quadro probatorio, è stata l’attività sotto copertura, condotta da agenti undercover, i quali, fingendosi assuntori, sono riusciti a documentare e quindi acquisire elementi probatori in ordine a numerose cessioni di sostanza stupefacente, da parte dei pusher. Inoltre, il predetto compendio investigativo è stato, altresì, alimentato dalle dichiarazioni rese da vari collaboratori di Giustizia.

Schianto sulla Bitonto-Palombaio, morto l’ex dg Asl Mimmo Colasanto: domani i funerali a Mariotto

Si terranno domani alle 16 a Palombaio, nella parrocchia di Maria Immacolata, i funerali di Domenico Colasanto, l’ex direttore generale della Asl di Bari deceduto all’età di 75 anni ieri pomeriggio nell’incidente stradale avvenuto sulla strada che collega il centro urbano di Bitonto con la frazione di Palombaio.

L’uomo era alla guida di un Alfa Romeo Giulietta e si trovava sulla Poligonale di Bitonto, all’incrocio con la Provinciale 89 si è scontrato contro una Jeep Renegade, su cui viaggiavano un ragazzo e due ragazze. La Giulietta è finita fuori strada ribaltandosi più volte.

Per Colasanto, estratto dalle lamiere dai Vigili del Fuoco, non c’è stato nulla da fare. Feriti invece i tre ragazzi, residenti al nord e tornati a Bitonto dai familiari. Le loro condizioni non sono gravi.

Sul corpo del 75enne non sarà effettuata l’autopsia. Colasanto aveva diretto l’Asl Bari e il suo nome è legato anche alla vicenda giudiziaria legata alla morte di Paola Labriola, uccisa il 4 settembre 2013 con 57 coltellate da un paziente all’interno del Centro di salute mentale di via Tenente Casale. A febbraio la Corte d’appello di Bari aveva confermato la condanna del 75enne a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo.

“Bitonto, insieme alle comunità di Palombaio e Mariotto, perde un amico sempre disponibile con tutti, senza tirarsi mai indietro ai bisogni dei nostri concittadini e non solo. Mimmo Colasanto è stato un manager capace, un politico di lungo corso, sempre disponibile ad ascoltare e a offrire il consiglio giusto al momento opportuno – le parole del sindaco Francesco Paolo Ricci -. In qualche modo è stato un padre per il centrosinistra locale, insieme a tanti altri suoi coetanei, figli di un’altra generazione che abbiamo sempre guardato con ammirazione”. A Bitonto sono stati annullati e rinviati i festeggiamenti civili in onore di Maria Santissima Addolorata, patrona di Mariotto.

Tragedia sulla sp89 Bitonto-Palombaio, schianto tra auto: muore l’ex dg dell’Asl Bari Domenico Colasanto – FOTO

Tragedia sulla sp89 Bitonto-Palombaio dove il 75enne Domenico Colasanto, ex Direttore Generale della ASL di Bari, è deceduto in un incidente stradale in cui sono rimaste coinvolte due auto.

Altre tre persone sono rimaste ferite e trasportate in ospedale. Al momento non sono note le loro condizioni. Sul posto è intervenuto il 118 con diversi mezzi (Mike San Paolo,India Palo, India Bitonto e AM Modugno).

Anche i Vigili del Fuoco sul posto. Le auto sono finite nei campi dopo l’impatto, travolgendo e abbattendo alcuni ulivi. A febbraio la Corte d’appello di Bari aveva confermato la condanna di Colasanto a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo in relazione alla morte di Paola Labriola, uccisa il 4 settembre 2013 con 57 coltellate da un paziente tossicodipendente all’interno del Centro di salute mentale di via Tenente Casale, a Bari.