Polvere di caffè sui panetti di droga nascosti nei pacchi per detenuti: il fiuto del cane Goran scopre lo stratagemma

Droga nascosta nelle buste della spesa portate all’interno del carcere di Lecce. A scoprirlo i finanzieri del comando provinciale grazie anche all’aiuto prezioso del fiuto del cane antidroga Goran.

In particolare erano stati creati doppi fondi all’interno di pacchi destinati a due detenuti. Trovati 14 panetti di hashish per un totale di 1,3 chilogrammi, quantitativo che avrebbe permesso di ricavare oltre mille dosi.

Sui panetti era stata cosparsa polvere di caffè per cercare di ingannare il fiuto dei cani antidroga. I due detenuti sono stati denunciati per le ipotesi di reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Bari, Eugenio Palermiti jr ci riprova senza successo: respinta la richiesta dei domiciliari a Termoli. Resta in carcere

Eugenio Palermiti jr, 20enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia di Bari, ha chiesto nuovamente di lasciare il carcere. La richiesta presentata dalla sua difesa per gli arresti domiciliari è stata però nuovamente respinta dal pm antimafia Fabio Buquicchio e dalla gip Susanna De Felice.

Palermiti jr si tova in carcere per detenzione e porto d’armi nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la giovane uccisa per errore al Bahia Beach di Molfetta.

Palermiti ha ammesso la detenzione di altre due pistole e ha cercato di convincere gli inquirenti, chiedendo di andare a vivere con la compagna a Termoli, in una casa messa a disposizione dalla sua madrina di battesimo, un’avvocatessa, estranea ad ambiente criminali. Senza successo.

Carcere di Taranto, due detenuti baresi aggrediscono agenti. Tensione e due ore di violenza

Duplice aggressione nel carcere di Taranto nella tarda mattinata di lunedì 13 ottobre, da parte di due detenuti, entrambi di origine barese, nei confronti di personale della polizia penitenziaria.

Lo denuncia il segretario generale del Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario), Domenico Mastrulli, con il coordinatore regionale della Puglia, Luca Lionetti, parlando di “una disastrosa condizione di lavoro, con almeno 60 unità mancanti e turni oltre i limiti del contratto collettivo di lavoro”.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il primo episodio è avvenuto intorno alle 12 nell’ufficio della sorveglianza generale, quando un detenuto ha aggredito la vicecomandante durante la contestazione di un rapporto disciplinare.

Solo il pronto intervento degli agenti avrebbe evitato il peggio. Mentre il detenuto veniva portato via, un secondo recluso – riferisce il Cosp – si è scagliato contro il personale intervenuto in aiuto, dando luogo a una colluttazione durata oltre due ore.

“Il primo aggressore era già stato sospeso dal regime del 14 bis e autore di altre violenze”, denuncia Mastrulli, parlando di inerzia degli uffici del Prap (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) di Bari e del Dap (Dipaertimento amministrazione penitenziaria) di Roma “che non hanno disposto il suo trasferimento”.

Il Cosp chiede una revisione urgente delle piante organiche e dei modelli organizzativi del personale, sollecitando il nuovo provveditore regionale e il Dap a intervenire. Nei prossimi giorni il sindacato visiterà l’istituto per incontrare il personale e verificare le condizioni di sicurezza.

Il boss Eugenio Palermiti tenta il suicidio, per la Dda di Bari è una messinscena. L’avvocato: “Sta male realmente”

Per la Dda di Bari quella di Eugenio Palermiti, il boss 71enne di Japigia che ha tentato il suicidio nel reparto protetto dell’ospedale Molinette di Torino, è stata una messainscena.

“Per anni è riuscito ad avere gli arresti domiciliari grazie a perizie compiacenti e continua a fare sempre i suoi trucchi per evitare il carcere”, la ricostruzione meno di un anno fa dei pm D’Agostino e Buquicchio riportata da La Repubblica.

Nei giorni scorsi Palermiti si è stretto attorno al collo una traversa da letto, consapevole che la stanza era videosorvegliata. Gli agenti della penitenziaria sono intervenuti prontamente per fermarlo. Anche in questo caso chi indaga nutre diversi dubbi. 

Eugenio Palermiti è stato condannato a 11 anni in abbreviato nel processo Codice Interno. Condannati nell’occasione anche il figlio Giovanni e il cognato Filippo Mineccia, mentre il nipote Eugenio Palermiti jr è in custodia cautelare nell’inchiesta sulla morte di Antonella Lopez, la giovane uccisa il 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta.

“Il mio assistito realmente sta male e io sono in possesso di video e immagini tratte da videochiamate con i familiari dimostrativi della sua profonda sofferenza fisica e morale- le parole dell’avvocato Tiziana Areniello – Il giorno 4 ottobre Palermiti si è reso protagonista di un tentativo suicidario reale e sventato dall’immediato intervento degli agenti. Quando sono ritornata l’8 ottobre in istituto ho trovato il mio assistito in una camera senza lenzuola e né federe del cuscino, tutto testimoniato dalle telecamere di videosorveglianza nella sala colloquio in quanto aveva tentato l’impiccagione con una traversina che gli era stata fornita dal personale ospedaliero”.

Cellulari e droga nel carcere di Foggia, maxi blitz nelle celle: scattano sequestri e denunce

Droga e telefonini scoperti nel carcere di Foggia. Le perquisizioni della polizia penitenziaria, con la partecipazione di oltre 200 agenti e cani antidroga, ha riguardato due reparti.

Sono stati controllati 160 detenuti e sono stati sequestrati numerosi cellulari e ingenti quantitativi di hashish. I detenuti trovati in possesso di telefoni o sostanze stupefacenti sono stati denunciati.

Palpeggiamenti e abusi sessuali sulla cognata disabile: fasanese finisce in carcere a 88 anni

Un 88enne di Fasano è finito in carcere per aver abusato della cognata disabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, l’anziano è stato prelevato dalla sua abitazione e condotto nel carcere di Bari.

L’uomo è stato condannato a 9 anni di reclusione, la sentenza è diventata definitiva. La vittima è affetta da oligofrenia, ovvero da uno sviluppo mentale inferiore alla norma.

L’88enne ha abusato di lei, con palpeggiamenti sul seno e nelle parti intime, ma anche tramite rapporti sessuali completi. Le violenze sono avvenute quando la disabile viveva in casa della sorella, la moglie dell’uomo.

Benito, in carcere 19 anni dopo la condanna. Maria chiede la grazia a Mattarella: “Se la merita”

Torniamo a parlare della storia di Benito, in carcere dopo 19 anni la condanna. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Dopo aver parlato con un amico di Benito e con il sindaco Giuseppe Cosola, abbiamo incontrato nuovamente Maria che ha avviato la procedura per richiedere la grazia al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“In carcere fino al 2050”, calcoli sbagliati per il boss di Carrassi Pinuccio Diomede: sarà libero nel 2026

Giuseppe Diomede, boss di Carrassi, lascerà il carcere nel 2026 e non nel 2050. Il pluripregiudicato si trova in carcere dal 2000 e nel corso degli anni ha accumulato diverse condanne per droga, omicidio, estorsione e mafia.

In totale ha collezionato 42 anni di reclusione, ridotti a 30 anni tra limiti previsti dal codice penale e continuazione. La Procura Generale però, in maniera errata, aveva calcolato che i 30 anni fossero da scontare a partire dal 28 maggio 2020, data dell’ultima condanna, e non dal 2000.

 

Telefoni e droga ai detenuti nel carcere di Foggia: arrestato agente penitenziario. Interdetto un collega

Due poliziotti penitenziari del carcere di Foggia sono stati raggiunti da misure cautelari per aver introdotto nella casa circondariale telefoni cellulari e schede sim.

Uno dei due è anche accusato di aver introdotto sostanze stupefacenti, successivamente cedute ai detenuti, dietro compensi economici.

Con queste accuse un agente di Polizia penitenziaria è stato arrestato e condotto in carcere, mentre un suo collega è stato interdetto per un anno dalla professione.

Le indagini sono state svolte da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, in collaborazione con il personale della Polizia Penitenziaria.

Sono inoltre stati denunciati a piede libero altre sei persone per il reato di accesso indebito a dispositivi mobili: cinque detenuti e un libero professionista.

Consegna cellulare a detenuto in carcere, sorpreso dagli agenti penitenziari: arrestato avvocato di Brindisi

Un avvocato del foro di Brindisi è stato arrestato dopo aver tentato di consegnare un cellulare ad un detenuto nel carcere di Palermo. Il legale aveva chiesto un colloquio con il suo assistito, condannato in primo grado a 20 anni accusato di fare parte della Sacra Corona Unita. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno notato però il passaggio del cellulare.