Troia, resta schiacciato tra auto e albero: morto 80enne. A Cerignola muore centauro 29enne in schianto con auto

Doppia tragedia nella giornata di ieri nel Foggiano. Un 80ene è morto nelle campagne di Troia dopo essere rimasto schiacciato tra la sua auto e un albero nel tentativo di bloccare il veicolo che si è mosso in retromarcia. A lanciare l’allarme sono stati i suoi familiari, preoccupati dal mancato rientro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Un motociclista di 30 anni è invece morto dopo essersi scontrato con un’auto sul cavalcavia nei pressi del casello dell’autostrada A14 alle periferia di Cerignola. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso, ma anche per l’uomo non c’era più nulla da fare. Ferito in modo non grave il conducente dell’auto.

Tragedia tra Trinipatoli e Cerignola, auto si ribalta: muore la 56enne Carmela Raddato

Tragedia nel tardo pomeriggio di ieri lungo la strada Provinciale 13 tra Trinitapoli e Cerignola dove la 56enne Carmela Raddato ha perso la vita in un incidente stradale. Stando alle prime ricostruzioni l’auto sulla quale viaggiava si sarebbe ribaltata finendo oltre la carreggiata.

La donna, residente a Cerignola, ma originaria di Trinitapoli, è deceduta sul colpo. In corso le indagini per ricostruire la dinamica esatta dell’incidente.

Cerignola, in fiamme rifiuti nella discarica abusiva sotto sequestro: aria irrespirabile e colonna di fumo nero

Un incendio di vaste dimensione, quasi certamente di origine dolosa, si è sviluppato nella tarda serata di ieri nell’ex azienda Cianci in località strada comunale San Giovanni alle porte di Cerignola ma poco distante da Stornarella, nel Foggiano, dove sono andate distrutte dalle fiamme numerose ecoballe di rifiuti sotto sequestro da tempo.

L’area dell’ex opificio, oggetto negli anni passati di sversamenti illegali di rifiuti, è stata poi posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Sul posto anche il sindaco di Stornarella Massimo Colia che ha seguito le operazioni di spegnimento andate avanti tutta la notte da parte dei vigili del fuoco, impegnati questa mattina nella bonifica del sito.

A dare l’allarme numerosi cittadini che hanno visto le fiamme . Sul posto anche gli ispettori ambientali Civilis con il comandante Giuseppe Marasco che parla di “emergenza ambientale”.

Vende per anni olio di oliva adulterato: confiscati beni per 6 milioni di euro a imprenditore di Cerignola

Ammonta a circa sei milioni di euro il decreto di confisca di beni emesso dal Tribunale di Bari nei confronti di un imprenditore di Cerignola, che per decenni ha operato nel settore alimentare sofisticando e commercializzando, su larga scala, olio d’oliva.

Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Dia direzione investigativa antimafia di Foggia. L’imprenditore in passato è stato coinvolto in numerose inchieste giudiziarie, che hanno delineato i presupposti per l’applicazione della misura di prevenzione.

Tra i beni confiscati figurano società, auto, macchine agricole, terreni, fabbricati, quote sociali e rapporti finanziari.

Tentato assalto a furgone portavalori, scena da film a Cerignola: auto in fiamme e colpi di fucile. Colpo fallito

Tentato assalto questa mattina ad un furgone portavalori a Cerignola lungo via Manfredonia, altezza bivio la Lupara, alla periferia del comune del Foggiano.

Secondo quanto di è appreso, un commando composto da almeno quattro persone avrebbe posizionato alcune auto di traverso lungo la carreggiata, bloccando il passaggio del blindato. Un’Alfa Romeo è stata anche bruciata.

Secondo una prima ricostruzione i banditi avrebbero esploso dei colpi di fucile contro il blindato, ma non ci sarebbero feriti. Fallito il colpo i malviventi sono fuggiti.

La ricostruzione dell’assalto è ancora al vaglio dei carabinieri che stanno accertando quanto accaduto con precisione.

Olio adulterato prodotti per anni: confiscati beni per 1,6 milioni a imprenditore di Cerignola

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione al decreto del Tribunale di Bari e ha sequestrato beni pari a 1,6 milioni di euro ad un imprenditore di Cerignola.

A partire dagli anni ’80, l’uomo è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato.

Nel mirino una società del settore dell’imbottigliamento dell’olio di oliva e di semi e il suo compendio aziendale, composto da un opificio, un capannone, un’autovettura, tre fabbricati, un terreno, due autoveicoli e diversi rapporti finanziari.

Furto e riciclaggio di auto, la bella vita e le feste nel ristorante barese: i nomi dei 25 arrestati di Cerignola

Un parcheggio di auto rubate in diverse zone della Puglia e poi collocate in una rimessa del nord Barese dove venivano cannibalizzate. Modelli di diverso tipo, di grossa cilindrata e utilitarie, venivano smontati, smembrati e i pezzi, dagli pneumatici ai motori, archiviati su scaffali e pronti a finire sul mercato parallelo a quello legale.

Sono 25 le persone, tutte di Cerignola finite in carcere questa mattina nell’ambito di un’indagine di contrasto ai furti di auto, reato che ha reso la provincia di Barletta- Andria- Trani, tra le prime in Italia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dalla Procura di Trani, che ha coordinato le indagini degli agenti della squadra mobile di Andria, di associazione per delinquere finalizzata al furto, riciclaggio e ricettazione di autovetture.

Tutta l’inchiesta è partita dalla perquisizione all’interno di un furgone Fiat Ducato, fermato ad Andria ad agosto 2024, in cui c’erano pezzi di ricambio risultati rubati. Da qui si è ricostruito il modus operandi della banda che utilizzava anche una Maserati Levante, immortalata diverse volte in video diventati virali poi sui social. Gli arrestati non disdegnavano la bella vita e spesso andavano a festeggiare in un notissimo ristorante barese.

Ecco i nomi dei 25 arrestati:

Francesco Losurdo, 38 anni, di Cerignola; Saverio Brandusio, 40 anni, di Cerignola; Francesco Lastella, 39 anni, di Cerignola; Matteo Dimatteo, 27 anni, di Cerignola; Giovanni Iacovone, 21 anni, di Cerignola; Matteo Conte, 23 anni, di Cerignola; Leonardo Cirulli, 40 anni, di Cerignola; Alessio Cianci, 26 anni, di Cerignola; Giovanni Dinoia, 21 anni, di Cerignola; Matteo Montingelli, 20 anni, di Cerignola; Vincenzo Saccinto, 41 anni, di Cerignola; Antonio Pugliese, 28 anni, di Cerignola; Nicola Basso, 25 anni, di Otta Nova; Gerardo Seccia, 41 anni, di Cerignola; Cristian Direda, 24 anni, di Cerignola; Francesco Rubino, 30 anni, di Cerignola; Said Mounji, 33 anni, senza fissa dimora; Alessandro Marino, 52 anni, di Cerignola; Domenico La Macchia, 25 anni, di Cerignola; Vincenzo Tufo, 21 anni, di Cerignola; Tommaso Izzi, 29 anni, di Cerignola; Valerio Ferrucci, 26 anni, di Cerignola; Michele Montesano, 22 anni, di Otta Nova; Antonio Dimatteo, 26 anni, di Cerignola; Domenico Teasto, 18 anni, di Cerignola.

Furto e riciclaggio di auto, maxi blitz nel Foggiano: arrestate 25 persone di Cerignola

Un parcheggio di auto rubate in diverse zone della Puglia e poi collocate in una rimessa del nord Barese dove venivano cannibalizzate.

Modelli di diverso tipo, di grossa cilindrata e utilitarie, venivano smontati, smembrati e i pezzi, dagli pneumatici ai motori, archiviati su scaffali e pronti a finire sul mercato parallelo a quello legale.

Sono 25 le persone, tutte di Cerignola (Foggia) finite in carcere questa mattina nell’ambito di un’indagine di contrasto ai furti di auto, reato che ha reso la provincia di Barletta- Andria- Trani, tra le prime in Italia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dalla Procura di Trani, che ha coordinato le indagini degli agenti della squadra mobile di Andria, di associazione per delinquere finalizzata al furto, riciclaggio e ricettazione di autovetture.

Dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11 in Procura a Trani.

Cerignola, medico dorme al Pronto soccorso con pazienti in attesa. Lui si difende: “Hanno tentato di avvelenarmi”

“Ho depositato un esposto in Procura, tramite il mio avvocato, per tentativo di avvelenamento con l’uso di potenti ansiolitici”. E chi avrebbe tentato di avvelenarla? “Non credo i colleghi, ma altro personale. Penso che in più occasioni abbiano inserito nel cibo e nelle bevande delle benzodiazepine, forse del Valium, perché durante la mia carriera non mi era mai successo di prendere sonno sul luogo di lavoro”.

Il dottor Francesco Paolo Palma, immortalato la notte del primo maggio mentre dorme su una poltrona del pronto soccorso di Cerignola (Foggia) nonostante i pazienti in attesa, ipotizza un complotto sui suoi pisolini durante l’orario di lavoro al pronto soccorso.

Le immagini, riprese con il telefonino da un paziente e pubblicate sui social, hanno fatto il giro del web. Il medico, che lavora al 118 e fa turni in diversi pronto soccorso, ne parla in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno-Puglia.

“Forse agiscono per invidia nei miei confronti. Io sono un professionista preparato e attento, uno studioso con tre lauree e una quarta in arrivo”. “Ci sono personaggi – aggiunge – che mi osteggiano per i risultati che ho ottenuto nella mia vita o per qualcosa di più specifico che potrebbe avere dato loro fastidio.
Meno male che tra poco andrò in pensione”.

E a chi lo accusa di aver lavorato fino a 400 ore in un solo mese, spesso senza riposare tra un turno e l’altro in diversi Pronto soccorso, e di aver ottenuto in busta paga compensi fino ad oltre 12 mila euro, risponde: “Quelle ore di lavoro sono consentite e chi contesta è invidioso. Riesco a lavorare tanto, dando un significativo contributo all’efficienza delle strutture sanitarie, contrariamente a tante altre persone, tra le quali quelle che mi osteggiano”. Sulla vicenda la Asl di Foggia ha avviato verifiche.

Denuncia choc dall’ospedale di Cerignola: medico si addormenta in Pronto Soccorso con paziente in barella

Un paziente, steso su una barella, attende di essere visitato, ma il medico si addormenta al Pronto Soccorso. È accaduto nella notte tra il 30 aprile e  il 1° maggio all’ospedale di Cerignola. Il video, girato dai parenti di un altro paziente, è diventato subito virale.

Non si tratterebbe di un caso isolato. I colleghi avrebbero inviato, alla direzione, una lettera denunciando episodi simili e “chiedendo opportuni provvedimenti per tutelare la salute dei pazienti e il loro stesso lavoro”.