Omicidio a Brindisi, uccide il padre 70enne a coltellate sul divano: Alessandro Zullino resta in carcere

Alessandro Zullino, il 41enne accusato di aver ucciso il padre Cosimo nella villetta di famiglia a Brindisi sabato 22 novembre, resta il carcere. Il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha disposto per lui la misura cautelare.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini il 41enne, in cura per problemi psichiatrici, è entrato in casa con le chiavi in suo possesso, ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito il padre, malato e disteso sul divano, con cinque fendenti.

La madre era presente in casa, anche lei sarebbe stata strattonata e minacciata di morte. Dopo il delitto, Zullino si è consegnato ai carabinieri con il coltello ancora in mano. È accusato di omicidio volontario aggravato, minacce e sequestro di persona nei confronti della madre. 

Donato Monopoli ucciso dopo una lite in discoteca a Foggia, nuovo rinvio del processo. Il padre: “Un’offesa”

È stata rinviata al 23 marzo 2026 l’udienza del processo d’appello bis a Bari per l’omicidio di Donato Monopoli, il giovane di 26 anni, di Cerignola (Foggia) morto nel maggio del 2019, dopo sette mesi di agonia trascorsi in ospedale, dopo un violento pestaggio all’esterno di una discoteca di Foggia nell’ottobre del 2018.

La Cassazione il 15 febbraio del 2025 aveva annullato la sentenza del processo di appello rinviando ad un’altra sezione della Corte d’appello di Bari per nuovo giudizio. L’udienza per l’appello bis prevista per oggi è stata rinviata, dunque, al 23 marzo prossimo (per questioni tecniche legate, a quanto si apprende, alla nomina di un nuovo legale da parte di uno degli imputati).

Gli imputati sono Francesco Stallone e Michele Verderosa, condannati in secondo grado rispettivamente a 10 e 7 anni di reclusione. Nel maggio 2024, la Corte di assise di appello di Bari derubricò in omicidio preterintenzionale la precedente condanna a omicidio volontario, con conseguente riduzione della pena. La Corte d’assise di Foggia nel giugno del 2022 aveva condannato a 15 anni e 6 mesi Stallone e ad 11 anni e 4 mesi Verderosa.

“Ancora una volta il processo è stato rinviato – ha sottolineato Giuseppe, il papà di Donato – Sette anni di dolore, di attese, di processi che si allungano. Sette anni in cui abbiamo avuto pazienza, dignità e rispetto per le istituzioni. Ma oggi, dopo l’ennesimo rinvio, ci sentiamo lasciati soli”. Il padre di Donato, con la sua famiglia, chiede “cosa dobbiamo aspettarci la prossima volta? Ancora un rinvio? Ancora silenzi? Quello che stiamo vivendo è un’offesa non solo a noi, ma soprattutto a nostro figlio Donato”.

Mamma e figlio morti a Calimera, ritrovata l’auto di Najoua: era nelle acque di Roca. Attesa per le autopsie

È stata ritrovata nelle acque di Roca la Lancia Y di Najoua Minniti, la 35enne che nei giorni scorsi ha ucciso a Calimera il figlio Elia di 8 anni prima di togliersi la vita.

Il corpo della 35enne è stato rinvenuto martedì pomeriggio nelle acque di Torre Dell’Orso, marina di Melendugno. La stessa sera è stato trovato morto il piccolo Elia, nell’appartamento in cui vivevano.

L’ipotesi prevalente della Procura di Lecce è quella dell’omicidio-suicidio. La 35enne, dopo aver soffocato e ucciso il figlio nel sonno, ha raggiunto a bordo della propria auto un tratto del litorale adriatico della provincia di Lecce, per suicidarsi.

S’indaga anche per istigazione al suicidio a carico di ignoti, un atto dovuto per effettuare l’autopsia anche sul corpo della donna che potrebbe essere svolta oggi, così come quella sul corpo di Elia. La Procura procedeva già per omicidio volontario sempre contro ignoti. Ci sono alcuni punti oscuri ancora da chiarire nella vicenda.

Il papà di Elia, a dicembre scorso, aveva parlato ai servizi sociali delle intenzioni di Najoua nei confronti del piccolo. Il legale della donna ha invece accusato l’uomo, parlando della condanna ricevuta per maltrattamenti. 

 

Terrore a Monopoli, mamma e figlio sequestrati e rapinati in casa: ladri in fuga con gioielli e soldi

Attimi di terrore venerdì sera a Monopoli per una mamma e per suo figlio. Una banda di quattro ladri, mascherati e armati con una pistola taser, ha fatto irruzione nella loro villetta situata in contrada Aratico.

I malviventi hanno atteso l’arrivo sul posto dell’uomo e hanno cercato di immobilizzarlo. Il 43enne è riuscito a divincolarsi e a rifugiarsi in casa, ma i rapinatori non si sono fermati e sono riusciti ad entrare nell’abitazione.

Hanno preso così in ostaggio la coppia e sono fuggiti poi a bordo dell’auto della donna dopo aver portato via soldi e gioielli. La vettura è stata trovata poi nelle campagne di Locorotondo, sul caso indagano i Carabinieri.

 

Omicidio a Brindisi, il 70enne Cosimo Zullino ucciso in casa: fermato il figlio 40enne

Un uomo di 70 anni, Cosimo Zullino, è stato ucciso ieri a coltellate all’interno del suo appartamento a Brindisi nel quartiere Sant’Elia.

Il figlio di 41 anni, Alessandro Zullino, sospettato di essere l’autore dell’omicidio, è stato sottoposto a fermo. A quanto si apprende il 41enne sarebbe seguito da un centro specializzato in disturbi psichiatrici.

Nell’appartamento in via dei Sarti, dove si è consumato il dramma, c’è stata l’ispezione cadaverica del medico legale Domenico Urso. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta per omicidio volontario è Livia Orlando.

Madre e figlio morti a Calimera, il legale di Najoua: “Non è un mostro l’ex è stato condannato per maltrattamenti”

“Si sta costruendo un mostro ammesso che sia stata la mia assistita ad ammazzare il piccolo Elia ma la storia è un’altra: le responsabilità morali vanno riequilibrate e collocate in un contesto altamente conflittuale con il suo ex compagno”.

Armando Cazzetta, legale di Najoua Minniti, rompe il silenzio sul caso che ha sconvolto la comunità di Calimera e l’Italia intera e difende la donna 35enne, accusata di aver ucciso il figlio piccolo Elia Perrone in casa, prima di togliersi la vita nelle acque di Torre dell’Orso.

“In realtà le tensioni tra padre e madre erano molto più acute, sfociate in continue denunce tra le parti che i due spesso formalizzavano direttamente in caserma dopo la separazione”, ha poi aggiunto. 

E nella vicenda spunta un retroscena che fin qui non era ancora emerso. Il papà di Elio, lo stesso che a dicembre scorso aveva depositato un esposto ai servizi sociali sottolineando perché preoccupato dalle intenzioni della madre nei confronti del piccolo, è stato condannato nel 2023 per aver picchiato la donna davanti al figlioletto al termine del processo celebratosi in abbreviato davanti a un giudice del tribunale di Lecce. Un episodio che, secondo l’avvocato, ha avuto un peso sull’equilibrio psichico della donna.

“Mi era sembrata abbastanza serena e mai avrei pensato che potesse arrivare a compiere un gesto del genere. Aveva sì dei problemi economici – la sua unica fonte di sostentamento era l’assegno di mantenimento – ma è sempre stata una madre affettuosissima a cui il suo bambino era morbosamente legato: non la perdeva di vista un secondo e aveva il terrore di poterlo perdere”, ha poi concluso il legale.

Mamma e figlio morti a Calimera, si cerca ancora l’auto di Najoua: attesa per le due autopsie

Continuano le ricerche in provincia di Lecce della Lancia Y usata per allontanarsi dall’abitazione in cui viveva da Najoua Minniti, la 35enne il cui cadavere è stato scoperto in mare nel tardo pomeriggio di martedì, e madre di Elia Perrone, il bimbo di 8 anni trovato morto nello stesso appartamento a Calimera poche ore dopo.

L’ipotesi prevalente al momento della Procura di Lecce, che coordina le indagini, è quella dell’omicidio-suicidio. La donna avrebbe prima ucciso il figlio nel sonno, soffocandolo, per poi decidere di raggiungere con la propria auto un tratto del litorale adriatico a non molta distanza da Calimera e tuffarsi in mare, dove poi è annegata. Punto che non è stato ancora individuato.

Al momento si è in attesa anche del conferimento dell’incarico per poter eseguire le due autopsie, atto che non è stato ancora disposto, dal pubblico ministero Erika Masetti.

Mamma e figlio morti a Calimera, il piccolo Elia ucciso nel sonno: nessuna ferita sul corpo

Nessun segno di ferite sul corpo del piccolo Elia Perrone, il bimbo di 8 anni trovato morto in casa a Calimera, a differenza di quanto emerso inizialmente. Il decesso è avvenuto per asfissia meccanica nel sonno, l’autopsia stabilirà se per soffocamento o strangolamento.

Questo è quanto filtra secondo le ricostruzioni avvenute in giornata. Elia ha perso la vita quasi certamente nella notte tra il 17 e il 18 novembre, la madre, morta suicida in mare, è la principale sospettata.

Dopo aver ucciso il figlio, Najoua Minniti è salita sull’auto e ha raggiunto una località di mare, prima di tuffarsi in acqua e morire annegata. Il cadavere è stato recuperato dopo la segnalazione da parte di un sub nel pomeriggio di ieri a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera.

La donna litigava spesso con il papà di Elia, tanto da denunciarsi a vicenda diverse volte. Il piccolo Elia era in affidamento congiunto. Da tempo, secondo quanto ricostruito fin qui, la donna era caduta in un forte stato di depressione e più volte aveva manifestato intenzioni suicide lasciando intendere di poter coinvolgere anche il figlio nato dalla relazione con il compagno Fabio. Il sindaco di Calimera ha affermato che Najoua era seguita dai servizi sociali, mentre lo zio dell’uomo ha parlato di maltrattamenti ai danni del piccolo Elia. 

Madre e figlio morti a Calimera, s’indaga per omicidio-suicidio: Najoua era in causa per l’affidamento del piccolo

“Ogni tanto riusciamo a riunire tutta la famiglia”. Questa è la didascalia dell’ultima foto pubblicata sui social, lo scorso 7 settembre, da parte di Najoua Minniti in compagnia del figlio e della sua famiglia di origine. Sullo sfondo c’è il mare. Proprio in mare ha deciso di porre fine alla sua vita.

La donna, nata e cresciuta in Calabria con la madre di origine tunisine, è stata trovata morta in acqua nel pomeriggio di ieri a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. Poco dopo suo figlio, Elia Perrone di 9 anni, è stato trovato senza vite nella camera da letto dell’abitazione della donna, in via Montinari a Calimera, con segni di ferite da taglio e di strangolamento.

L’ipotesi è quella dell’omicidio-suicidio. Ieri mattina la donna non ha accompagnato il figlio a scuola. Da tempo, secondo quanto ricostruito fin qui, era caduta in un forte stato di depressione e più volte aveva manifestato intenzioni suicide lasciando intendere di poter coinvolgere anche il figlio nato dalla relazione con il compagno Fabio. Per il piccolo erano state avviate le pratiche per l’affidamento.

“Le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità in questo momento così duro, desidero esprimere la più sincera vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene queste due vite spezzate. Un pensiero particolare va ai bambini e ai ragazzi del nostro paese, che più di tutti rischiano di essere colpiti dalla paura e dalla confusione – le parole del sindaco Tommasi -. La scuola è già attiva per offrire ascolto, sostegno e un ambiente sereno in cui elaborare quanto accaduto con delicatezza e professionalità. Come comunità abbiamo il dovere di proteggerli, accompagnandoli con attenzione e con il giusto linguaggio, senza esporli a informazioni o commenti che possano generare ulteriore ansia. Le forze dell’ordine stanno lavorando con rigore e dedizione per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Vi chiedo di lasciare spazio al loro lavoro, evitando la diffusione di voci, supposizioni o ricostruzioni non verificate, che rischiano solo di aumentare lo smarrimento e il dolore. Oggi più che mai dobbiamo restare uniti. Raccogliamoci nel silenzio, nella vicinanza reciproca e nel rispetto. La nostra comunità ha sempre saputo reagire con dignità nei momenti più difficili, e anche questa volta sapremo farlo, insieme”.

 

Omicidio-suicidio a Calimera, figlio di 9 anni soffocato in casa: la madre trovata morta in mare

Un bambino di 8 anni, Elia Perrone, è stato trovato morto in casa nella tarda serata di ieri a Calimera, in provincia di Lecce. Si tratta del figlio della donna, Najoua Minniti, il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. A dare l’allarme è stato l’ex marito.

Il piccolo presenterebbe alcune ferite sul corpo. Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri. La donna, originaria della provincia di Reggio Calabria, aveva 35 anni e viveva insieme al figlio nell’appartamento in via Montinari a Calimera. Il cadavere del bambino è stato scoperto nella stanza da letto.

A quanto si apprende ieri mattina la 35enne non ha accompagnato il figlio a scuola. Tutte circostanze che sono state appurate dopo che il padre ha presentato denuncia ai carabinieri per la scomparsa dell’ex moglie e del figlio. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe attraversato negli ultimi mesi momenti di forte fragilità emotiva tanto da minacciare più volte gesti estremi, precisando di volersi togliere la vita in mare e alludendo al fatto di voler portare con sé anche il piccolo.

Il corpo in acqua è stato trovato da un sub, impegnato in un’immersione. L’uomo ha contattato la capitaneria di porto di Otranto e sul posto è intervenuta una motovedetta che, con non poche difficoltà a causa delle condizioni meteo marine avverse, è riuscita a recuperare la salma. Contestualmente sono partite le ricerche del figlio di soli 9 anni fino al tragico epilogo. Stando alle prime testimonianze, intorno alle 12.30 di ieri la donna avrebbe discusso al telefono prima di allontanarsi in auto.

In via Montinari, intanto, si è recato anche il sindaco del comune di Calimera, Gianluca Tommasi. Una comunità sgomenta, quella del piccolo centro a pochi chilometri da Lecce per la doppia scoperta dei cadaveri di madre e figlio a poche ore di distanza.