Si separa dal marito detenuto per costruire una nuova vita con il figlio, offesa per la famiglia di lui: pestata a sangue

Una donna salentina è stata aggredita dai familiari del marito, detenuto da circa tre anni per reati legati a un’operazione antimafia, perché aveva deciso di allontanarsi da quell’ambiente e costruire una nuova vita per sé e per il figlio. La scelta è stata vista dalla famiglia dell’uomo come una grave offesa, secondo codici ancora radicati, soprattutto per aver voluto portare via anche il bambino.

Dopo mesi di tensioni, aggravate anche dai comportamenti aggressivi del figlio che la madre voleva contrastare, il 23 aprile la situazione è degenerata: il cognato l’avrebbe picchiata con calci e pugni, lasciandola ferita a terra e minacciandola di farle togliere il figlio.

La donna è stata soccorsa e dimessa dall’ospedale con una prognosi di 7 giorni, poi ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Nonostante tutto, resta determinata a garantire al figlio un futuro lontano da quel contesto.

Si nasconde sotto il letto, chiama i Carabinieri e a 12 anni salva la mamma dalle violenze del padre

Un grave episodio di violenza domestica si è verificato la sera del 25 aprile a Copertino, nel Leccese, dove un ragazzo di 12 anni ha avuto la prontezza di chiamare i carabinieri, nascondendosi sotto il letto, per salvare la madre dall’ennesima aggressione del padre.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, già denunciato in passato dalla moglie, avrebbe continuato a mantenere comportamenti violenti e persecutori nonostante la coppia avesse avviato le pratiche di separazione, pur continuando a vivere nella stessa abitazione. La donna, infatti, aveva già sporto querela a dicembre, poi ritirata nella speranza di un cambiamento che però non si è mai concretizzato.

Le tensioni familiari sarebbero cresciute nel tempo, tra accuse di tradimento, atteggiamenti di controllo e continui litigi. La situazione è degenerata la sera del 25 aprile, quando, al rientro in casa, l’uomo avrebbe iniziato a insultare la moglie per poi passare alle vie di fatto, afferrandola per i capelli, strattonandola e sottraendole il cellulare.

In quei momenti concitati, il figlio minorenne, testimone diretto della scena, si è nascosto e con il proprio telefono ha allertato i carabinieri con una richiesta d’aiuto: «Venite, papà sta picchiando mamma».

All’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo si era temporaneamente allontanato dall’abitazione, per poi rientrare poco dopo. La donna si è quindi recata in caserma dove ha formalizzato una nuova denuncia, raccontando una lunga serie di episodi di violenza e minacce, tra cui quella di bruciarle la casa nel caso avesse deciso di trasferirsi altrove. Nonostante i forti dolori al collo, al viso e all’orecchio, non è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118.

Bari, folle inseguimento con la Polizia tra Ceglie e Carbonara. Arrestati i due ladri d’auto: sono padre e figlio

Sono stati arrestati dalla polizia della questura di Bari i due uomini che, nel pomeriggio di ieri, avevano tentato la fuga a bordo di un’auto rubata, dando vita a un inseguimento tra Carbonara e Ceglie.

I fuggitivi, a bordo di una Giulietta risultata rubata, hanno cercato di seminare le volanti prima di perdere il controllo del mezzo e schiantarsi contro un muretto a secco. Dopo l’impatto, i due hanno abbandonato l’auto e proseguito la fuga nei campi circostanti.

Rintracciati e bloccati dagli agenti, sono stati successivamente arrestati. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di padre e figlio, entrambi originari di Bari.

Pretende i soldi per compare la droga dalla madre, la minaccia e aggredisce: arrestato. Non era la prima volta

Un 27enne di Ginosa è stato arrestato nella notte del 14 aprile dai Carabinieri di Marina di Ginosa con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente.

L’intervento è avvenuto dopo la richiesta di aiuto della donna, aggredita in casa dal figlio che avrebbe preteso denaro — probabilmente per acquistare droga — reagendo al rifiuto con minacce di morte e violenza fisica.

La vittima ha inoltre riferito di precedenti episodi di aggressioni verbali mai denunciati, evidenziando una situazione di maltrattamenti protratta nel tempo.

L’operazione rientra nelle procedure del “Codice Rosso” per la tutela delle vittime di violenza domestica. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Taranto su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Dino Basile e lettera dopo la morte del figlio: “Ai genitori dico di abbracciare i vostri ragazzi. E voi siate prudenti”

“Non esistono parole sufficienti per descrivere un vuoto così grande. Tuttavia sento il dovere, come padre e come rappresentante delle istituzioni, di trasformare questo dolore in un messaggio che possa arrivare a tutti, ai genitori ma soprattutto ai più giovani. Ai genitori dico: abbracciate i vostri figli ogni giorno. Non date mai per scontato il tempo insieme. Un abbraccio in più, un bacio in più, una parola in più: niente è mai troppo”.

Inizia così la lettera pubblicata sui social da Dino Basile, il consigliere regionale che, lo scorso 12 aprile, ha perso suo figlio Antonio, morto a soli 21 anni dopo un incidente sulla Lecce-Arnesano. 

“Permettetemi di rivolgermi anche ai figli, non dimenticate di abbracciare e baciare i vostri genitori, di dire loro quanto li amate. Quando non ci saranno più, vi accorgerete che quegli abbracci non sono mai stati abbastanza – continua -. Lo so per esperienza, avendo già affrontato anni fa la perdita di mio padre. Da padre, sento di aver dato tanto ai miei figli, per chi mi conosce e sa il mio percorso. E nonostante questo, oggi darei qualsiasi cosa per poter ancora abbracciare e baciare mio figlio, anche solo per un istante. A voi ragazzi voglio dire: siate prudenti. Basta un attimo — una distrazione, la stanchezza, una scelta sbagliata — per cambiare tutto, per spegnere sogni, progetti e futuro. La vita è un bene prezioso e va custodita ogni giorno con responsabilità”.

“Oggi il mio cuore è colmo di dolore, ma anche dell’amore che mio figlio mi ha donato e che continuerà a vivere dentro di me. Se questo messaggio potrà salvare anche una sola vita o avvicinare anche una sola famiglia, allora il ricordo di mio figlio continuerà a vivere attraverso gesti di consapevolezza e di affetto. Vi chiedo di non dimenticare mai quanto sia fragile e, allo stesso tempo, preziosa la vita”, conclude Basile.

Carmine ruba per drogarsi, Grazia: “Mio figlio minacciato di morte. La cocaina l’ha devastato”

Torniamo a parlare del malato psichiatrico che a Bitonto si è reso protagonista di diversi furti negli ultimi mesi. Siamo riusciti a risalire alla sua storia, scoprendo anche la sua dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

Vi abbiamo raccontato l’evoluzione e i retroscena degli ultimi giorni. Carmine, questo il suo nome, si trova ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Paolo di Bari dopo aver mantenuto la promessa e aver picchiato la sua ex. Questa volta vi proponiamo l’intervista fatta a Grazia, la sua mamma.

Taranto, minaccia il padre anziano e pretende soldi per comprare la droga: arrestato 52enne

Intervento dei Carabinieri nella tarda serata del 24 marzo a Taranto, dove un uomo di 52 anni è stato arrestato in flagranza con le accuse di estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’anziano padre convivente.

L’operazione è scattata dopo una richiesta di aiuto al Numero Unico di Emergenza 112 da parte della vittima, che, impaurita, aveva impedito al figlio di entrare in casa. I militari della Sezione Radiomobile, giunti rapidamente sul posto, hanno trovato l’uomo in stato di agitazione mentre tentava di forzare l’ingresso, minacciando il padre di morte.

Bloccato immediatamente dai Carabinieri, è stato arrestato evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Dalle prime ricostruzioni è emerso che l’anziano subiva da mesi pressioni e richieste di denaro accompagnate da minacce, legate alla presunta dipendenza del figlio da sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Taranto su disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’episodio rientra tra gli interventi previsti dal “Codice Rosso”, a tutela delle vittime di violenza domestica.in sicurezza le aree interessate.

Bari, padre respinto dall’ex con un sms: “Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido”. Scatta la denuncia

Doveva essere una semplice serata tra padre e figlio, una pizza insieme per recuperare il tempo perso. Si è invece trasformata nell’ennesimo episodio di una separazione difficile.

Protagonista un uomo barese, trasferitosi in Svizzera dopo la fine del matrimonio per lavorare nell’edilizia, che ha sempre mantenuto i rapporti con i figli secondo quanto stabilito dal tribunale di Bari: affidamento condiviso, con il minore collocato presso la madre e possibilità per il padre di incontrarlo a ogni rientro in Italia, previo accordo.

Negli ultimi mesi, però, la situazione si è complicata. All’uomo è stata diagnosticata una maculopatia congenita che lo ha reso inabile al lavoro, costringendolo a chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento tramite i suoi legali. Una richiesta che avrebbe incrinato ulteriormente i rapporti con l’ex compagna.

Lo scorso fine settimana, il padre aveva organizzato un incontro con il figlio, già concordato. Ma poco prima è arrivato un messaggio della madre: «Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido». Nonostante i tentativi di chiarimento, l’incontro è saltato.

L’uomo si è quindi rivolto ai carabinieri e ha sporto denuncia. La vicenda potrebbe ora avere sviluppi giudiziari, anche in relazione all’affidamento e alla tutela del diritto del minore a mantenere il rapporto con il padre.

Bari, raggirano disabile e gli portano via 150mila euro: denunciati fratello e nipoti. Sequestro della Finanza

Sequestrati circa 150mila euro a tre persone accusate di aver sottratto denaro, con raggiri, a un anziano gravemente invalido residente nell’area metropolitana di Bari. L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica.

Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari, riguarda il fratello della vittima – nominato amministratore di sostegno – la figlia di quest’ultimo e il compagno della donna. I tre sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver utilizzato indebitamente le somme destinate all’uomo.

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Monopoli, hanno ricostruito i movimenti sui conti correnti dell’anziano, alimentati da pensione di invalidità, indennità di accompagnamento ed eredità della moglie defunta. Secondo gli inquirenti, numerose spese sarebbero state effettuate senza l’autorizzazione del giudice tutelare, attraverso bonifici, assegni e prelievi.

Il denaro, sempre secondo quanto emerso, sarebbe stato impiegato per scopi personali degli indagati, tra cui lavori di ristrutturazione, prelievi ingiustificati e pagamenti basati su fatture ritenute fittizie.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha ottenuto il sequestro di conti correnti, beni mobili e immobili riconducibili ai tre, fino al raggiungimento della somma contestata.

La vicenda assume particolare gravità per le condizioni di estrema vulnerabilità della vittima e per il ruolo di tutela che l’amministratore di sostegno avrebbe dovuto garantire.

Chiusa in casa e senz’assistenza, anziana disabile si toglie la vita: indagato il figlio 34enne a Taranto

Un uomo di 34 anni di Taranto è indagato per sequestro di persona e abbandono di incapace aggravato dal suicidio della madre, affetta da un disturbo depressivo cronico.

Secondo le indagini della Procura, il figlio avrebbe trascurato l’assistenza della donna e talvolta l’avrebbe chiusa in casa, limitandone la libertà.  L’8 ottobre 2024, mentre era sola nell’appartamento, la donna si è suicidata lanciandosi dal balcone.

L’indagato ha ora 20 giorni per presentare memorie o difese prima che il pm decida se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare il caso.